La biografia critica di Mozart sempre Best Seller, TOP 100 Amazon

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15 agosto 2018
 
Mozart La Caduta degli Dei, Parte prima
Mozart La Caduta degli Dei, Parte seconda
 
La biografia critica di Mozart sempre Best Seller, TOP 100 Amazon al 17° e 21° posto
 

La nuova biografia di Mozart



Finalmente!

Il nuovo libro “Mozart La Caduta degli Dei – Parte seconda” appena uscito è già in vetta alle classifiche di vendita IBS.

“La biografia Mozart, la caduta degli dei raccoglie i risultati dei nostri studi sulla musica del Settecento e su Mozart, …
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Queste pagine sono dedicate alla nuova biografia di Mozart. 

Luca Bianchini e Anna Trombetta parlano del nuovo libro “Mozart La Caduta degli Dei – Parte prima e seconda” …
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L’inno UE scritto da un filonazista Registrazione della prima puntata trasmessa alla Radio Vaticana VIDEO: intervista televisiva a TMN Articolo sul Giorno di Nello Colombo
Oggi 16 maggio 2017 sul Giornale quotidiano di Sallusti un paginone è dedicato al nostro libro Mozart la caduta degli dei. Si intitola “l’inno UE scritto da un filonazista”.  Intervista agli autori del libro alla Radio Vaticana. Prima puntata dell’Arpeggio. Gli autori sono stati intervistati dalla giornalista Gloria Massera per TMN Demolito il mito dell’enfant prodige. Il crepuscolo degli dei colpisce anche Mozart.

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L’ORDINE

IL VIAGGIO DEI MUSICOLOGI BIANCHINI E TROMBETTA A ROMA IN CITTÀ DEL VATICANO RIPERCORRE I LUOGHI VISITATI DAI MOZART NELLA CITTÀ ETERNA NEL LONTANO 1770.

Abbiamo raccontato le nostre impressioni entrando in Radio Vaticana paragonandole di volta in volta a quelle registrate nell’epistolario da Mozart padre e figlio.

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IO_libro_Copertina_FRONTE 2016-12-03_090642
Di Marcello Piras
“Finalmente possiamo leggere la prima parte del monumentale lavoro di Bianchini e Trombetta. Le sorprese abbondano, ma ogni affermazione, anche la più inaspettata, appare corredata di note sulle fonti. Ne emerge una conoscenza pressoché totale della saggistica in materia, letta nelle varie lingue originali. La biografia di Mozart ha sempre avuto l’aspetto di una favola, e questo lavoro è il più lontano dal leggendario e dall’agiografico che mai sia stato scritto. Alcune ricostruzioni di eventi — come l’esame di padre Martini — sono non soltanto condotte sulle fonti, ma logicamente solide, e seguono gli eventi come in un sorta di radiocronaca. I risultati potranno urtare alcune sensibilità, ma d’altra parte il progresso della conoscenza non passa certo per la conferma automatica delle posizioni del passato. Infine, cosa che non dispiace affatto, la prosa è chiara e la lettura gradevole”. 2016-12-03_090721
Le ultime recensioni
sulla prima e la seconda parte
24 agosto
Simone P.
Sto finendo il 2 tomo. Complimenti per la ricerca e la precisione della bibliografia … sarebbe un’ottima sceneggiatura per un film… ma non penso che qualcuno sarebbe disposto a produrlo . Troppi interessi in gioco ancora oggi.
24 maggio
Silvio M.

Il primo l’ho letto. Del secondo sono già a buon punto. Li considero due capolavori.24 maggio
Sophie B.
Questi due libri sono il risultato di una ricerca quasi ventennale che gli autori hanno pazientemente e accuratamente condotto nel campo della storiografia musicale. Il risultato è veramente lusinghiero per loro e, di riflesso, per noi italiani un tempo portatori di cultura e civiltà. Vi posso dire che la lettura è appassionante come quella di un thriller perché fa piena luce su di un illustre personaggio da sempre considerato genio inarrivabile della musica: Wolfgang Amadeus Mozart. E se così non fosse stato ? E se per esaltare lui avessero “assassinato” un altro e ne avessero occultato il corpo seppellendolo sotto un mare di scartoffie e menzogne ad arte costruite? E se la fama e la palma della gloria fossero state strappate ad un nostro connazionale? Le risposte sono tutte in questi due bestseller che hanno causato un vero e proprio terremoto in campo musicale. Io li ho letti, divorati con grande gusto e ne caldeggiato perciò la lettura, appassionante anche per i non-cultori del genere. E poiché ci sono ancora tanti segreti da svelare in campo musicale, attendo con ansia di poter leggere il prossimo “giallo”.
24 maggio
Estevan S.
Grazie per avermi portato a conoscenza di splendida musica. Sto leggendo il secondo volume, sempre più appassionante!
21 maggio
Erika N.
Bello, anche il secondo. Avevo letto il primo e m’era piaciuto. Con il secondo tutto è più chiaro. Sono colpita da quello che hanno fatto e rigirato i musicisti in due secoli di storia. Dovrebbero vergognarsi, intendo quelli che per interessi di bottega hanno davvero messo a ferro e fuoco la nostra bella Italia.
19 maggio
Sandro M.
Lo sto leggendo: intrigante, appassionante, rivoluzionario, veritiero, trascinante.
17 maggio
Noemi P.
Andrebbe fatto un film. Terrebbe incollati gli spettatori se qualcuno avesse fantasia a sufficienza per creare una scenografia e i costumi del settecento. Ci avete pensato?
16 maggio
Aldo M.
Ho letto il secondo volume. Ha quasi il sapore di un giallo e non vedevo l’ora di finirlo. Adesso lo rileggerò con calma, riguardandomi le note, ma la visione è completa. Perché non lo traducete?
16 maggio
Norma C.
Il secondo volume mantiene le promesse. Non so cosa resterà uguale a prima dopo questo terremoto !
15 maggio
Stelvio M.
Leggete “Mozart. La caduta degli Dei”, volume primo e secondo di Luca Bianchini e Anna Trombetta. Due libri che cambiano la Storia della Musica e che io appoggio incondizionatamente. Bravi!
13 maggio
Ino T.
Sulle tesi di Trombetta e Bianchini, discutibili quanto si vuole, si sono scatenati come dobermann. Rifiuto categorico di prenderle in considerazione, attacchi personali, insulti veri e propri. Disgustoso. Invece ci sarebbe tanto da capire.
12 maggio
Giuseppe F.
Quando i libri saranno tradotti in tedesco (e inglese) scoppierà la 3a guerra…. europea!Continua a leggere
CONSERVATORI
ISSM- Istituto Superiore di Studi Musicali “Rinaldo Franci” di Siena – Alta Formazione Artistica e Musicale.
Il Libro “Mozart La caduta degli dei” è stato adottato nel secondo corso del Triennio di Storia della Musica tenuto dal Professor Daniele Fusi all’ISSM di Siena. Gli studenti seguono anche le registrazioni di Radio Vaticana con intervista di Luigi Picardi ai musicologi Luca Bianchini e Anna Trombetta. hanno utilizzato la nuova biografia di Mozart come libro di riferimento.Continua a leggere
Mozart la caduta degli dei alla RADIO VATICANA

A partire da domenica 11 settembre 2017 Radio Vaticana ha trasmesso per undici domeniche alle 14.20 una serie di puntate su Mozart e il classicismo viennese che ha visto come protagonisti i musicologi lombardi Luca Bianchini e Anna Trombetta.Ascolta tutte le registrazioni

Articoli precedenti

Suddivisa in due volumi, la nuova biografia critica di Mozart raccoglie i risultati di vent’anni di studi dei musicologi Luca Bianchini e Anna Trombetta.
Gli autori si interrogano sulle ragioni del culto di Mozart, venerato da oltre due secoli come un dio, e smascherano le leggende, i miti e i luoghi comuni, come quello ad esempio del genio di natura.

Mozart la caduta degli dei facebook

contro Mozart la caduta degli dei

Testo dell’intervista dei musicologi Luca Bianchini e Anna Trombetta alla rivista Interlude di Hong Kong

#MozartLaCadutaDegliDei Intervista ai musicologi Luca Bianchini e Anna Trombetta pubblicata sulla rivista musicale Interlude di Hong Kong
 
 
In a number of recent publications, musicologists Luca Bianchini and Anna Trombetta have investigated the countless myths and legends that elevated Wolfgang Amadeus Mozart into a singular musical genius. Attempting to set the record straight, the first part of our interview addressed questions of historical motivations, nationalism, and initial attempts at mythmaking by early biographers. In this second part of the interview, Bianchini and Trombetta continue to share their insights into the making of the Mozart Legend:
 
Q: The clumsy PR machinery set in motion by Leopold Mozart greatly obscured the fact that young Wolfgang was essentially a performer, and that he achieved musical maturity as a composer at a relatively late age. What can we learn from untangling these two conflicting—although clearly not unrelated—strands of musical activities?
 
A: The problem is serious. It is well known that Mozart did not have a proper education, neither in the scientific, humanistic or musical field. With whom did he study composition; who taught him counterpoint and fugue? Leopold Mozart, Padre Martini and the Marquis of Ligniville are cited as his only teachers. It turns out that Leopold never studied composition and was dismissed from University. Therefore, he could not teach harmony and counterpoint, and he was not a concert violinist either but started his career as a court valet. Information about Leopold comes from an anonymous and highly complimentary source. In the last few years it has been discovered that Leopold actually wrote the document himself! His son was certainly talented, but Leopold exploited him mainly as a performer, and as a brilliant improviser around Europe.
 
MOZART (actually by Mozart): K.15g for keyboard (London Notebook 1764)
 
 
It is said that he had extraordinary sight reading skills, but the Belgian composer André Grétry, who was able to meet and examine him, testified that Mozart didn’t read what was written on the page but rather invented it, demonstrating his skills as an improviser and not his knowledge of musical genres. There is no documentary proof that Padre Martini was ever Mozart’s teacher, and Ligniville, whom Leopold called the greatest counterpoint master of his time was in fact a music amateur who had graduated by correspondence, and who was famous for a treatise on silkworms. This lack of regular studies explains why Mozart was never completely original in the art of composition. He always had to refer to various models and his style changed over the years. Alongside masterpieces such as the Jupiter Symphony, he wrote in the same year, childish and amateur pieces like canons or dance music.
 
MOZART (actually by Mozart): K.554 Ave Maria.
 
Q: Copying music–or as we nicely call it “borrowing” in the case of Handel, Puccini and others—was not only a customary way of learning the musical craft, but in the days before intellectual copyright one of the sincerest form of reverence. Why should we hold Mozart to a different standard?
 
A: This is correct. Mozart must be treated with the standards of his time, not with ours. The idea of borrowing and homage gained prominence only after Mozart’s time. Leopold Mozart and his son Wolfgang consider “borrowing” an act of thievery, and accused Righini, Rust and Schikaneder of using music stolen from different sources. Musicians who plagiarized risked their job at that time, and occasionally they got into trouble for copying. This is not the case for Mozart. If Bononcini copied, he loses his job in London; if Mozart copied, he is excused. Why? If Mozart had paid tribute to his colleagues, we would find traces of them in his letters, or documents. Yet in fact, Mozart did not mention the original composers. When Clementi published his Sonata Op. 24, No 2 in 1804, he wrote in the preface that he had performed the music in the presence of the Emperor and Mozart in 1781. This was essential to protect himself from being blamed for plagiarism, since Mozart used the theme of the sonata in 1791 in the Magic Flute Overture. Plagiarism existed at the time and was condemned, as we have shown in numerous examples in our book Mozart: The Fall of the Gods. After the composer’s death, his wife Constanze was publicly accused of stealing music of others to sell it as authentic Mozart works.
 
MOZART (actually NOT by Mozart; a forgery): XII Mass
 
Q: The essentially commercial process of ascribing unknown pieces to “best-selling” composers strongly came to the fore with the advent of music printing. Is it surprising that printers and publishers, specifically after Mozart’s death, jumped at the chance to present the world with “unknown” works?
 
A: The practice of attributing pieces to famous authors has always existed since the Middle Ages. Gregorian chant was attributed to Pope Gregory the Great, as well as many books on music theory to Guido D’Arezzo. The reasons are political, commercial, and nationalistic. Things were not different during Mozart’s time. Die Zauberflöte is a collaborative work as we have shown in our latest book entitled Mozart: The Magic Flute released this year, and the Requiem is dated 1792, the year after Mozart’s death, so it is obviously written by several authors. His father wrote a number of Mozart’s compositions, and Mozart often arranged his music with the help of students and friends.
 
There is also a major problem with the Mozart Köchel Catalog, which contains forged pieces, Renaissance music, Symphonies by other composers; in short, pieces that do not have a heading are attributed to Mozart. All the music in the Mozart household was catalogued as if it was his own, and that includes music Mozart had used for study purposes. A “Sonata of Verona,” which is probably by Galuppi, ended up being attributed to Mozart.
 
MOZART (actually NOT by Mozart, probably by Galuppi): Allegro for keyboard in G major
 
 
There are multiple problems of attributions when we study the works of Mozart’s contemporaries. After all, billions of dollars are at stake. A capillary network of theatrical and music societies, concert and record companies have invested huge amounts of money perpetuating the myth of Mozart the child prodigy. Everyone is interested in attributing more music to Mozart, even if it is clear that he had never written it. The Nazis attributed a lullaby to Mozart, just because it was a nice music. A Jewish musicologist showed that Mozart had not written the piece, but the Nazis claimed that it was by Mozart because that is what the German people wanted. And even today, in publications for young pianists, it is not rare to meet this lullaby presented to children as an authentic Mozart opus, just as the Ministry of Nazi propaganda wanted at the time.
 
 
Q: A great many “deconstructing” studies have given us fresh and significant insights on composers and authors we thought we knew well. What revised picture—or as you call it “biography” of Mozart—has emerged as the result of your investigation?
 
A: Although more than 200 years have passed since Mozart’s death, he continues to be the subject of studies and his biographies have to be updated. Our approach wants to verify these sources and to consider the critical issues concerning attributions and biographical facts. Mozart biographers, until now, even though they were aware of contradictions and problems, have not really addressed them. The problem is that there are more than 2500 inaccuracies that we have reported in our two volumes Mozart: The Fall of the Gods, Parts 1 and 2. Over twenty years of study we have collected and commented on various problems reported in the vast Mozart bibliography, adding those that we ourselves have noticed, and allowed readers to verify them. Mozart emerges as a talented musician, but not a god. Just browse through any other book by Mozart and you find term like “genius,” “absolute masterpiece,” “miracle of nature,” even “god,” which are not scientific terms. Mozart’s image, as it has been transmitted over the last two centuries, is the result of Teutonic nationalism. In our books Mozart: The Fall of the Gods and The Magic Flute, we unearthed the facts, which are less miraculous but more real than what has been preserved under layers and layers of anecdotes, fables, and false myths. They are not books against Mozart, but against the nationalistic myths that the music industry has every interest in cultivating.

Intervista agli autori sulla rivista musicale Interlude di Hong Kong

Mozart la caduta degli dei

Gli autori del libro Mozart la caduta degli dei, parte prima e seconda sono stati intervistati dalla prestigiosa rivista Interlude di Hong Kong. Anche in Cina hanno dimostrato molto interesse per le ricerche dei musicologi Luca Bianchini e Anna Trombetta

Di seguito il link al testo dell’intervista di Georg Predota

http://www.interlude.hk/front/luca-bianchini-anna-trombetta-fall-gods-engaging-mozart-myth/

 

corsa ad ostacoli

Mozart la caduta degli dei. Censura alla X Maratona Mozart di Torino. Mozart trema

‘… volevo anche aggiungere una cosa al riguardo della negazione dello spazio nella Maratona Mozart di Torino. Due anni fa L’uomo ombra doveva partecipare da “esterno” al Salone del libro di Torino, avevamo già acquistato il biglietto e pagato il prezzo dell’alloggio, ma all’ultimo senza una spiegazione il libro fu rifiutato. Altri intoppi accaddero, come nella doppia presentazione del libro e del cd di Luchesi con il pianista Plano: la Feltrinelli della Stazione centrale di Milano disse che l’argomento “non le interessava”… E così vari altri ostacoli…’

Giampiero Bernardini, autore dell’Uomo ombra

 

verità scomode

Mozart la caduta degli dei (20 gennaio 2018)

“Si tratta di un’opera molto interessante e di gradevolissima lettura. Sono soltanto un modesto appassionato non un esperto di musica ma, per quanto mi riguarda, consiglio senza riserve la lettura di questi libri. Le tesi esposte sono state considerate eterodosse ma a me sono apparse, per lo più, piuttosto convincenti. In Rete ho trovato molti giudizi sommari su quest’opera e sui suoi autori ma di regola si trattava di pareri viscerali, spesso ingiuriosi ed espressi da persone che neppure avevano letto i libri. La stessa visceralità di dette reazioni mi fa credere che, in realtà, gli autori abbiano toccato qualche nervo scoperto e messo in luce delle verità che qualcuno evidentemente considera scomode. Un merito indiscutibile di questo lavoro è avere posto una giusta enfasi su quanto siano stati, a torto, dimenticati o trascurati, autori tardo barocchi o neoclassici, soprattutto italiani, di valore assoluto, parzialmente a motivo di una “scotomizzazione” indotta, talora artatamente, per via della sistematica e non sempre motivata esaltazione di altri autori soprattutto di area tedesca. Per questa ragione gli autori sono stati accusati di “nazionalismo viscerale” ma a me è sembrato che le loro argomentazioni siano state di regola: equilibrate, razionali e soprattutto pacate e non siano andate oltre la legittima rivendicazione di un patrimonio che ci appartiene in quanto appassionati di musica prima ancora che come italiani. A questo proposito va sottolineato che, secondo gli autori, il “dio caduto” del titolo non è certamente Mozart musicista ma eventualmente l’ingiustificata apoteosi che ne è stata fatta, spesso per mera convenienza, e che forse, rendendolo intoccabile, non ha reso neppure giustizia all’autentica dimensione umana dell’artista.”
D.D.