quadro xenofobo

Il quadro xenofobo, tracciato nel momento della sconfitta, era completato dal riferimento al noto episodio riportato dal biografo nazionalista Jahn, nel quale Mozart, ostacolato da Duport a Berlino, lo definisce un “brutto ceffo celtico che da anni mangiava pane tedesco, arrangiandosi a parlare, o storpiare, la lingua germanica come glielo consentiva il suo grugno francese”
 

gli haters (odiatori)

 

È in corso da un anno una campagna diffamatoria contro le nostre persone: Luca Bianchini, Anna Trombetta, contro il nostro lavoro, le nostre idee, ma per fortuna abbiamo dalla nostra il mondo accademico, i musicisti, i professionisti, gli amanti della musica e della verità storica che ci sostengono.

Come ogni personaggio famoso anche noi abbiamo gli odiatori (haters***), e ne siamo felici, però, a differenza di altri personaggi pubblici, noi siamo proprio sfortunati, perché i nostri sono così cretini che non possiamo neppure citarli. Che scalogna !

Se la prendono addirittura con gli addetti ai lavori e i musicisti competenti che scrivono recensioni positive ai nostri libri, su Amazon, IBS, Feltrinelli… Vanno a dare fastidio persino a loro, commentando con parole scurrili ogni positività evidenziata. Certo i nostri haters devono essere proprio degli sfaccendati per aver così tanto tempo da perdere.

*** “Gli haters sono odiatori seriali, frustrati dalla vita, che vomitano la propria pochezza e inconsistenza sul web nel tentativo di sentirsi vivi e importanti”

risposta di un lettore agli haters (odiatori)

 

risposta di un lettore agli haters (odiatori)

“Sono Pasquale Napolitano, musicista, autore della recensione. Che strano sono scomparsi i PRINCIPI della carta igienica in anonimato e comparsi dei presuntuosi scostumati in giacca e cravatta che vorrebbero irridere la competenza di MUSICISTI VERI, non allineati! Di tutto quello che ho scritto sembrava essere chiara soltanto la “CARTA IGIENICA”? Forse l’argomento è per alcuni familiare, chissà.
E… Scusate il ritardo ma a differenza vostra, non ho tutto quel tempo che voi dedicate ad inveire contro chi si esprime favorevolmente nei confronti dei due libri. E’ forse il vostro lavoro questo?
Ma parliamo dei libri: li avete avuti tra le mani o vi “divertite” semplicemente ad andare contro in maniera anonima, goffa, sarcastica (per modo di dire), offensiva e “senza palle”, a chi ne elogia i contenuti?
Avete avuto la vostra possibilità di giudicare il prodotto nelle vostre recensioni che nessuno si è permesso di offendere!
Ma poi dico: su amazon non arriva nessuna notifica di avvenuta recensione e questo vuol dire solo che state sempre appostati su questa pagina come avvoltoi (senza offesa per gli animali) aspettando la preda! Fischieranno continuamente le orecchie degli autori che hanno una, due, tre (non si è capito chi siete e quindi quanti siete) persone che li pensano continuamente!
In ogni caso noto che parlare con voi di Musica è ovviamente inutile, dal momento che dimostrate di non conoscere la differenza tra un’Opera Lirica e il festival di Sanremo.
Ma è dal punto di vista storico che è inquietante dover sopportare iene come voi che vanno in casa d’altri ad oltraggiarne il pensiero.
Quindi, visto che non potete essere altro che dei mercenari assoldati (diversamente mi rifiuto di pensare che esiste gente così inutile), mi dite per favore DA CHI SIETE PAGATI?
Da un movimento neo-nazista? Da un autore che ha scritto teorie inverse e contrarie? Dalla tris-tris-tris… nipote di Mozart che si sente offesa? Da chi? Mah!”

Così pensano i musicologi razzisti nazionalisti germano centrati

I musicologi impressionisti e drammatici sono convinti che nel Divertimento K.522 Mozart intendesse fare la parodia degli “italianucci rampanti”, dei “pianisti alla moda” e dei “cialtroni” lì a Vienna (il riferimento ovvio è a Muzio Clementi e a tutti gli italiani).

Ma la faccenda è del tutto diversa da come la pensano i razzisti nazionalisti germano centrati. Lo mostriamo in Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart la caduta degli dei, Parte seconda https://www.amazon.it/gp/product/8892653393

(Parte prima https://www.amazon.it/gp/product/8892602756)

Nostalgici

Il nazismo ha prodotto tali e tanti disastri che ancora oggi tutti ne soffriamo le conseguenze. Anche per questo, e per gli scempi commessi, ogni individuo di buon senso aborrisce il nazismo.
Il libro Mozart la caduta degli dei s’intitola come il film di Visconti. e si occupa appunto di nazionalismi e di nazionalsocialismo che hanno distorto la figura di Mozart. Nel testo sono migliaia le criticità segnalate, documentate. Ognuna andrebbe bene meditata, per non cadere negli stessi errori.
Chi afferma che il libro è sbagliato denigrando contenuto, autori, insegnanti degli autori, amici, simpatizzanti, commenti, pensieri pronunciati in altri luoghi e contesti, invitando perciò a non leggerlo, o è un nazista, o un neonazista, o un’oca giuliva che scimmiotta i nazionalsocialisti. Nell’uno e negli altri casi, questi nostalgici noi li definiremmo sic et simpliciter “topi di fogna”.


Il gatto con il topo

Il comportamento di Wagner era tirannico e sfrenato. Con molti ebrei non poté disgiungere l’autentico affetto per il singolo da un odio divorante per la stirpe, odio alimentato da un sadismo meschino.
Il modo col quale trattò il direttore d’orchestra LEVI, figlio di un rabbino che Wagner voleva forzare al battesimo, fu paragonato al giocare del gatto con il topo.
(vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart la caduta degli dei parte prima: https://www.amazon.it/Mozart-caduta-degli-Luca-Bianchini/dp/8892602756/ e parte seconda: https://www.amazon.it/gp/product/8892653393/)

Credulità

SUPERSTIZIONE, CREDULITÀ E IGNORANZA

Einstein, il quale per bocca di Leopold accusa i napoletani di credulità, di superstizione, e di ignoranza, scrive in prefazione che Mozart è “divino”, e che ci appare come figura “quasi mitica”, e che le sue opere sono “i prodotti di una forza creativa semi-anonima”, che sconfinano in “concetti inesplicabili di eternità-arte”. Se non è credulità questa ! Eppure Alfred Einstein è riuscito a rimanere credibile dopo aver concentrato tali scemenze già nelle prime quattro righe del primo capitolo sul “viandante” Mozart. E continua a infilarcele in tutte le successive 508 pagine, tanto da essere considerato (ancora oggi) uno dei massimi studiosi mozartiani. Un chiaro punto di riferimento, questo Einstein, che dopo aver dato del negroide a Pergolesi, dello scribacchino al librettista di Paisiello, degli imbrattacarte agli operisti napoletani, ai musicisti di scuola italiana … conclude con la riflessione sullo “spirito del mondo” che si mostra nella musica di Mozart “puro suono obbediente alle leggi di un cosmo spirituale”. Ecco, tale l’inizio così la fine.

E il musicologo tedesco parla di superstizione napoletana. Invece di guardare la pagliuzza nell’occhio del fratello pensa alla trave ficcata nel tuo …

Gente tanto sciocca

SPROLOQUI di critici nazionalisti

Alfred Einstein pensa che Pergolesi sia un musicista “malaticcio zoppo negroide napoletano”. Dei mozartiani non è il primo a disprezzare Napoli. Nel suo libro biografico Einstein cita Mozart dopo aver scritto che egli “fin da principio giudicò gli uomini con particolare acutezza” e non solo, abituato com’era ad osservare “da dietro le scene”.

“Il re è stato rozzamente educato alla napoletana”[1]

Einstein ci tiene a sottolinearlo, senza aggiungere chiarimenti, sicchè il lettore è convinto che il pensiero di Wolfgang “artista non di questa terra” (secondo lui) sia solo irriverente, mica razzista.

Einstein scrive laconicamente che il re di Napoli è “un burattino”, e a (s)proprosito di Napoli cita Leopold Mozart: Vorrei “che il popolo non fosse così empio”, “certa gente non s’immagina nemmeno lontanamente di essere tanto sciocca”. E non se l’immagina neppure la musicologia tedesca.

[1] “Sotto il Regno di Ferdinando furono portati a compimento alcuni progetti iniziati dal padre, come gli scavi archeologici di Pompei ed Ercolano, la fabbricazione delle Porcellane di Capodimonte e la Reggia di Caserta capolavoro di Luigi Vanvitelli. Ferdinando fece costruire il teatro dell’opera buffa che prese il suo nome (quello dell’opera seria ebbe il nome del padre). Istituì il centro di selezione equina di Serre, fondò la manifattura di San Leucio per la produzione della seta. Il primato di Napoli fu l’industria tessile con macchinari all’avanguardia per l’epoca. Il borgo attorno alla sede di produzione, dava lavoro a migliaia di persone. Un sito che oggi è patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Nel 1778 trasferì nel Palazzo Reale di Napoli la fabbrica di arazzi napoletani, apprezzati in tutto il mondo per la loro qualità. Sul finire del settecento fece erigere nella zona di Ponte Nuovo a San Lorenzo, il Teatro San Ferdinando ………..”(http://www.vesuviolive.it/…/73895-ferdinando-iv-re-nasone-…/).

Del viaggio a Napoli e dei contenuti razzisti abbiamo scritto in dettaglio nel libro Mozart la caduta degli dei

Lo “scribacchino”

SPROLOQUI di critici nazionalisti

Alfred Einstein, che aveva definito Pergolesi “negroide zoppo malaticcio napoletano“, se la piglia anche con l’eccelso Petrosellini, che lui definisce lo “scribacchino” di Paisiello.

“Le barbier de Séville avrebbe potuto contraddistinguersi dalle solite Opere buffe; ma tale originale venne invece indebolito e rovinato da Giuseppe Petrosellini, lo scribacchino di Paisiello” (Einstein, Mozart)

Ora si sa che il Barbiere di Siviglia musicato da Paisiello nel 1782 alla corte della zarina Caterina II non è di Petrosellini ma di anonimo poeta e che Petrosellini, checché ne dica Einstein, era abilissimo librettista, autore celebrato di opere di Anfossi, Cimarosa, Salieri le quali avevano fatto il giro d’Europa. Petrosellini godeva di enorme prestigio presso tutti gli ambienti letterari. Seppe distinguersi infatti da Goldoni per uno stile straordinariamente personale. Altro che “scribacchino”. Ma lui era poeta arcade e purtroppo l’Arcadia i musicologi tedeschi non sanno neppure cosa sia.
Nel Ritorno di don Calandrino di Cimarosa del 1778 sullo splendido libretto di Petrosellini si potranno apprezzare pagine che potrebbero appartenere a Così fan tutte del 1790 solo scritte 12 anni prima (questo Einstein non lo dice, noi sì in Mozart la caduta degli dei).