Il Basso Immaginario

Il Basso Immaginario

Il Basso Immaginario

Le Sonate a violino solo e violoncello col cimbalo di G.A.Piani pubblicate a Parigi nel 1712 richiedono tre suonatori: violino, violoncello e clavicembalo e le Sonate di Porpora, edite nel 1754 a Vienna, secondo la dedica debbono essere eseguite da violino, violoncello e clavicembalo.

Il raddoppio della linea del continuo è probabilmente caratteristico del luogo ove sono pubblicate le musiche e non deve essere riferito all’ambiente culturale italiano.

Questi motivi valgono anche per le composizioni profane strumentali di organico maggiore: a cinque e più parti. Gli strumentisti che Burney incontra nelle città d’Italia spesso non usano il basso continuo; i musici che vede a Brescia di ritorno dalla Russia hanno un’orchestra formata da due violini, un mandolino, un corno, una tromba e un violoncello.

A Venezia, sopra una chiatta in Canal Grande, egli ascolta una orchestra di violini, flauti, corni, contrabbassi, un timpano e un tenore: “si trattava di una manifestazione di galanteria a spese di un innamorato che offriva una serenata alla sua bella”. I concerti grossi sono eseguiti nel modo della Sonata a tre.

#BassoContinuo #Partimenti #ScuolaNapoletana #ScuolaVeneta#ScuolaItaliana

Luca Bianchini

Per approfondimenti, vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart la caduta degli dei parte seconda (2017) e Mozart la caduta degli dei parte prima (2016)

novità editoriale

Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart il flauto magico, (2018)

Il Basso Superfluo

Il Basso Superfluo
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Dal 1770 L.Boccherini compone molti trii per violino, viola e violoncello, affidando alla parte grave passaggi difficili e a carattere concertistico tali da escludere qualsiasi accompagnamento. Il quartetto è una Sonata a quattro con due violini, viola e violoncello. Francesco Todeschini nel 1650 fa stampare a Venezia le Correnti, Gagliarde, Balletti et Arie “da sonar con quattro viole, due violini, viola e basso”. Anche Alessandro Scarlatti (1660, 1725) scrive dei quartetti ed alcuni hanno l’indicazione esplicita “senza cembalo”. La precisazione non indica che queste opere siano un caso a parte nella letteratura musicale contemporanea, come dimostra l’opera del Todeschini e di molti compositori, ma sottolinea la preferenza accordata dall’autore ai soli archi. In tali quartetti, come nelle precedenti sonate, le parti sono trattate in modo egualitario, nonostante la preminenza del primo violino. L’accompagnamento è possibile, ma superfluo. Questi brani “senza continuo” per la differenza di gusto tra Italia e Inghilterra sono stampati a Londra nel 1740 con il basso numerato.

La distanza che separa la prassi musicale tedesca, francese, inglese da quella italiana toglie ogni valore agli esempi addotti per dimostrare la pratica obbligatoria e non opzionale del basso continuo.

Luca Bianchini

Per approfondimenti, vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart la caduta degli dei parte seconda (2017) e Mozart la caduta degli dei parte prima (2016)

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Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart il flauto magico, (2018)

Demolire gli avversari

Razzismo in musica

(Pensiero della sera)
Per esaltare i compositori tedeschi, e demolire al contempo gli avversari, i musicologi di regime inventarono una serie di etichette: “Händel italiano” sostituì, quando possibile, il nome di Antonio Caldara, pur essendo quest’ultimo nato prima di Händel, “il Mozart di Valencia” fu messo al posto di Vicente Martín y Soler, nato prima di Mozart e più famoso di lui a Vienna; “il Gluck italiano” servì a porre nell’ombra Nicolò Jommelli, nato nel 1747 come Gluck, ma di razza mista. Perché allora non chiamare Johann Sebastian Bach “il Vivaldi di Eisenach”, considerate le numerose appropriazioni, Franz Joseph Haydn “il Sammartini di Rohrau”, o Beethoven “il Clementi tedesco”, visto che s’è formato sulle sue Sonate?

Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei, volume II

Per approfondimenti, vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart la caduta degli dei parte seconda (2017) e Mozart la caduta degli dei parte prima (2016)

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Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart il flauto magico, (2018)

Grimm distrugge la reputazione di Darcis

Razzismo in musica

(Pensiero della sera)
Appena il piccolo François-Joseph Darcis (1759/60-1783) arrivò a Parigi, Grimm, che sosteneva il partito tedesco, si premurò di distruggerne la reputazione. Si rappresentava allora un ballo al Teatro italiano, con Arie scritte dal promettente Darcis. Sulla Corrispondance Littéraire del primo aprile 1772, Grimm lo definì senz’altro “un aborto” a confronto di Wolfgang, anche perché quest’ultimo era allievo di padre tedesco, mentre il primo, figlio di francese, era stato a scuola di un belga

Per approfondimenti, vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart la caduta degli dei parte seconda (2017) e Mozart la caduta degli dei parte prima (2016)

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Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart il flauto magico, (2018)

Quando Mozart cita (o plagia) Haydn

Razzismo in musica

(Pensiero della sera)
Quando Mozart cita (o plagia) Haydn ad esempio nei Quartetti “viennesi”, in quel caso i tedeschi parlano di atto di devozione, insomma lo onora; se copia (plagia) gli italiani i tedeschi dicono che Mozart vuol farne la parodia, insomma che li prende in giro

Per approfondimenti, vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart la caduta degli dei parte seconda (2017) e Mozart la caduta degli dei parte prima (2016)

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