Fa pensare a Mozart, ma solo qua elà

Razzismo in musica
(pensiero della sera)
 
Infine, l’accostamento con Pergolesi riguardò quasi esclusivamente Mozart, il quale tanto ammirava Pergolesi da non averlo mai citato nelle lettere, non l’ha fatto né lui, né il padre Leopold.
 
Dopo che Mozart fu definito il Raffaello della musica, i nazionalisti sminuirono la portata di Pergolesi, per sottrargli definitivamente quell’epiteto. Abert, ad esempio, descrisse l’Opera seria di quest’ultimo, sostenendo vi mancasse l’ossatura drammatica e che solo qua e là “egli facesse pensare a Mozart”!
 
Alfred Einstein descrisse Pergolesi come uno zoppo negro malaticcio napoletano, per mostrare in termini razzisti la superiorità del contrappunto bianco-germanico.

Il Raffaello della musica

Razzismo in musica

(pensiero della sera)
Al contrario, i nomi universalmente riconosciuti di pittori, scultori, poeti del passato servirono ai nazisti a dar maggior lustro ai tedeschi, e così Mozart fu soprannominato “il Raffaello”, “lo Shakespeare della musica”. #RazzismoInMusica

Per approfondimenti, vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart la caduta degli dei parte seconda (2017) e Mozart la caduta degli dei parte prima (2016)

novità editoriale

Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart il flauto magico, (2018)

Demolire gli avversari

Razzismo in musica

(Pensiero della sera)
Per esaltare i compositori tedeschi, e demolire al contempo gli avversari, i musicologi di regime inventarono una serie di etichette: “Händel italiano” sostituì, quando possibile, il nome di Antonio Caldara, pur essendo quest’ultimo nato prima di Händel, “il Mozart di Valencia” fu messo al posto di Vicente Martín y Soler, nato prima di Mozart e più famoso di lui a Vienna; “il Gluck italiano” servì a porre nell’ombra Nicolò Jommelli, nato nel 1747 come Gluck, ma di razza mista. Perché allora non chiamare Johann Sebastian Bach “il Vivaldi di Eisenach”, considerate le numerose appropriazioni, Franz Joseph Haydn “il Sammartini di Rohrau”, o Beethoven “il Clementi tedesco”, visto che s’è formato sulle sue Sonate?

Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei, volume II

Per approfondimenti, vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart la caduta degli dei parte seconda (2017) e Mozart la caduta degli dei parte prima (2016)

novità editoriale

Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart il flauto magico, (2018)

Grimm distrugge la reputazione di Darcis

Razzismo in musica

(Pensiero della sera)
Appena il piccolo François-Joseph Darcis (1759/60-1783) arrivò a Parigi, Grimm, che sosteneva il partito tedesco, si premurò di distruggerne la reputazione. Si rappresentava allora un ballo al Teatro italiano, con Arie scritte dal promettente Darcis. Sulla Corrispondance Littéraire del primo aprile 1772, Grimm lo definì senz’altro “un aborto” a confronto di Wolfgang, anche perché quest’ultimo era allievo di padre tedesco, mentre il primo, figlio di francese, era stato a scuola di un belga

Per approfondimenti, vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart la caduta degli dei parte seconda (2017) e Mozart la caduta degli dei parte prima (2016)

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Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart il flauto magico, (2018)

conferenza su Musica e razza

Conferenza sul mito della razza nella musica per le celebrazioni della giornata della memoria

Disponibili le slides in formato pdf della conferenza tenuta martedì 30 gennaio 2018 nella prestigiosa sede di Villa Quadrio a Sondrio i musicologi Luca Bianchini e Anna Trombetta hanno parlato di Mozart e di come i nazisti abbiano trasformato il compositore in una icona nazista alla pari di Wagner.

Celebrazioni per il giorno della memoria 

Chi volesse leggere anche i commenti e i contenuti dell’intervento sulla musica e la razza, può chiedere il testo agli autori che saranno lieti di inviarne una copia.

Bianchini Trombetta #MozartLaCadutaDegliDei
Parte prima https://www.ibs.it/mozart-caduta-degli-dei-libro-luca-bianchini-anna-trombetta/e/9788892602755
Parte seconda https://www.ibs.it/mozart-caduta-degli-dei-parte-libro-luca-bianchini-anna-trombetta/e/9788892653399 
#razzismo

La razza nella musica

Conferenza sul mito della razza nella musica per le celebrazioni della giornata della memoria

Nel corso della conferenza tenuta martedì 30 gennaio 2018 nella prestigiosa sede di Villa Quadrio a Sondrio i musicologi Luca Bianchini e Anna Trombetta hanno parlato di Mozart e di come i nazisti abbiano trasformato il compositore in una icona nazista alla pari di Wagner. Le slides dell’intervento saranno pubblicate a breve nella sezione degli estratti del libro.

Bianchini Trombetta #MozartLaCadutaDegliDei, I-II https://www.ibs.it/mozart-caduta-degli-dei-libro-luca-bianchini-anna-trombetta/e/9788892602755 Parte seconda https://www.ibs.it/mozart-caduta-degli-dei-parte-libro-luca-bianchini-anna-trombetta/e/9788892653399 #razzismo

Mozart il dio

Il regime pretendeva d’esser messo a guardia dell’eredità culturale germanica. Non a caso il suo motto era Ehrt eure deutschen Meister (onora i nostri Maestri tedeschi) del poeta ciabattino Hans Sachs dei Meistersinger. Se Wagner era presentato ai tedeschi come profeta del nazismo, Bruckner ne divenne l’icona, Bach l’archetipo völkisch, Händel l’esempio di resistenza all’integrazione, Mozart il dio, Beethoven l’antesignano della volontà ferrea del Führer.

importanti iniziative musicologiche

Quando Hitler venne al potere nel 1933, la musicologia era già nella posizione ideale per seguire le sue teorie, destando le brame dei capi nazisti. Avendo alle spalle più d’un secolo di nazionalismi, riuscì a mietere vantaggi senza precedenti dall’appoggio del partito e del governo. Di fatto il periodo nazista vide il sorgere in Germania di importanti iniziative musicologiche le cui conseguenze sono ancora evidenti. Furono campagne di affermazione della superiorità ariana e di sterminio delle razze inferiori con l’obiettivo di espandere la cultura tedesca in Europa.