importanti iniziative musicologiche

Quando Hitler venne al potere nel 1933, la musicologia era già nella posizione ideale per seguire le sue teorie, destando le brame dei capi nazisti. Avendo alle spalle più d’un secolo di nazionalismi, riuscì a mietere vantaggi senza precedenti dall’appoggio del partito e del governo. Di fatto il periodo nazista vide il sorgere in Germania di importanti iniziative musicologiche le cui conseguenze sono ancora evidenti. Furono campagne di affermazione della superiorità ariana e di sterminio delle razze inferiori con l’obiettivo di espandere la cultura tedesca in Europa.

Mito della razza in musica

Martedì 30 alle ore 17,00 presso la sede della Biblioteca Rajna a Sondrio i musicologi Luca Bianchini e Anna Trombetta parleranno del “Mito della razza nella musica”.

La musica e la razza, tema caratteristico dei nazionalismi dell’ultimo Ottocento, ebbe particolare fortuna in epoca nazista. Gli autori parleranno di queste aberrazioni in conferenza presso la prestigiosa sede di Villa Quadrio.

Di musica e razza nei libri nazisti è scritto in Mozart la caduta degli dei parte prima (capitoli 1, 2) e seconda (capitoli 1, 2, 5, 31, 32).

Dal 27 al 31 gennaio il Comune di Sondrio e ISSREC l’Istituto Sondriese per la Storia della Resistenza organizzano una serie di incontri e spettacoli per celebrare “Il Giorno della memoria”.

Siete tutti invitati a partecipare.

verità scomode

Mozart la caduta degli dei (20 gennaio 2018)

“Si tratta di un’opera molto interessante e di gradevolissima lettura. Sono soltanto un modesto appassionato non un esperto di musica ma, per quanto mi riguarda, consiglio senza riserve la lettura di questi libri. Le tesi esposte sono state considerate eterodosse ma a me sono apparse, per lo più, piuttosto convincenti. In Rete ho trovato molti giudizi sommari su quest’opera e sui suoi autori ma di regola si trattava di pareri viscerali, spesso ingiuriosi ed espressi da persone che neppure avevano letto i libri. La stessa visceralità di dette reazioni mi fa credere che, in realtà, gli autori abbiano toccato qualche nervo scoperto e messo in luce delle verità che qualcuno evidentemente considera scomode. Un merito indiscutibile di questo lavoro è avere posto una giusta enfasi su quanto siano stati, a torto, dimenticati o trascurati, autori tardo barocchi o neoclassici, soprattutto italiani, di valore assoluto, parzialmente a motivo di una “scotomizzazione” indotta, talora artatamente, per via della sistematica e non sempre motivata esaltazione di altri autori soprattutto di area tedesca. Per questa ragione gli autori sono stati accusati di “nazionalismo viscerale” ma a me è sembrato che le loro argomentazioni siano state di regola: equilibrate, razionali e soprattutto pacate e non siano andate oltre la legittima rivendicazione di un patrimonio che ci appartiene in quanto appassionati di musica prima ancora che come italiani. A questo proposito va sottolineato che, secondo gli autori, il “dio caduto” del titolo non è certamente Mozart musicista ma eventualmente l’ingiustificata apoteosi che ne è stata fatta, spesso per mera convenienza, e che forse, rendendolo intoccabile, non ha reso neppure giustizia all’autentica dimensione umana dell’artista.”
D.D.

K.268

Esistono anche un sesto e un settimo Concerto per violino di Mozart, il cosiddetto Kolb.
Quello n.6 in mi bemolle K.268 ebbe in particolare storia travagliata per il solo fatto d’essere proprio brutto. Alcuni lo dissero vero, altri fasullo, taluni autentico ma solo in parte. Non ci sarebbero particolari ragioni per distinguerlo dagli altri Concerti per violino e per considerarlo quindi autentico, ma suo malgrado questa musica è finita tra i pezzi non di Mozart del catalogo K6. Contenendo parecchie inesattezze e ingenuità musicali, non si volle considerare di Mozart, anche se si doveva, e perciò si cercò qualcuno cui attribuirne la paternità. C’è chi dice sia di Johann Friedrich Eck (1767-1838), ma non s’è trovato un Concerto di costui simile a quello di Mozart, perché sono tutti più belli. La storia del K.268 mostra come le attribuzioni possano essere falsate da pregiudizio.

 

La crisi del mito di W.A. Mozart

La crisi del mito di W.A. Mozart come dissolvimento del  pangermanesimo nella musica tonale

“Pochi studi nel campo della musicologia hanno raggiunto l’intensità rivelatrice riguardo all’opera musicale di W.A. Mozart con l’emersione di verità finora negate alla stragrande maggioranza degli amanti della musica in tutto il mondo,  come quella di recente conseguita da Luca Bianchini e Anna Trombetta nei corposi e sostanziosi tomi – parte prima e parte seconda – del loro ultimo lavoro storiografico, Mozart la caduta degli dei.

      La scelta da parte degli autori di iniziare la loro indagine sul ruolo attribuito a Mozart durante il periodo nazista da parte delle massime autorità del regime, da Joseph Goebbels a Baldur von Schirach, è il più rilevante diseppellimento di scomode verità finora nascoste tra le comode pieghe di facili e superficiali estetismi, nonché di una pressoché totale perdita della memoria storica. La costruzione di un genio musicale tedesco, superiore ad ogni altra espressione formale e linguaggio di altri popoli come l’italiano, il francese l’inglese o lo spagnolo – messo da parte Wagner manifestamente coinvolto nelle trame della superiorità ariana propagandata in ogni aspetto della vita artistica culturale e sociale dai più stretti collaboratori di Hitler quali Goebbels e Göring –, dopo  la sconfitta del nazismo al termine della II Guerra mondiale, si è rivolto al recupero della figura di W.A. Mozart, essendo stato quasi del tutto dimenticato il ruolo fatto svolgere al salisburghese durante il regime hitleriano …”

Mario Valente

(continua sul sito della fondazione Pietro Metastasio)

Aufnahmedatum: 01.01.1939 – 31.12.1939
Der Komponist und Dirigent Wilhelm Furtwängler (re.) dirigiert ein Konzert der Berliner Philharmoniker. Furtwängler leitete die Berliner Philharmoniker von 1922 bis 1945 und von 1947 bis 1954.

Gli autori al lavoro con la nuova opera di Pacini

Al lavoro tra altri manoscritti della Niobe di Pacini

Audizioni per la Niobe di Pacini revisionata da Anna Trombetta e Luca Bianchini. Niobe è un capolavoro, una delle più belle opere di Pacini, composta nel 1826 per uno strepitoso San Carlo di Napoli con orchestra poderosa e solisti d’eccezione come Giuditta Pasta e Giovanni Battista Rubini, libretto di Andrea Leone Tottola.

I due musicologi hanno già revisionato la Medea di Pacini, diretta da Bonynge a Savona, registrata dall’Arkadia, replicata al Festival di Taormina; il Lorenzino de’ Medici per la Bongiovanni; la musica sacra e religiosa per le celebrazioni paciniane a Pescia, città nella quale il compositore siciliano è morto nel 1867; i Quartetti d’archi di Pacini richiesti da Carli Ballola per il Teatro dell’Opera di Roma.

Ed ora è la volta della Niobe, commissionata loro dalla REC Music Foundation di Saint Louis in Missouri.

Modigliani

Si parlava oggi al TG di falsi Modigliani, ma pochi sanno che gli esperti del Mozarteum hanno certificato falsi mozartiani per autentici.

“Dopo che il falsario venne catturato, il processo contro di lui fu tenuto a Milano quasi in segreto nella più piccola della aule di tribunale penale, ‘perché le autorità non volevano pubblicizzare la notizia che gli esperti mondiali di Mozart si erano fatti imbrogliare’.”

Commento di un lettore

Ho letto e apprezzato i due vostri volumi. Mozart esce comunque come un grande compositore. Penso che solo chi non vuol capirvi dice che voi maltrattate Mozart. Tutte le persone che urlano al vilipendio di Mozart… caso strano… non hanno mai letto neanche una riga dei vostri due volumi.
(Michele A., gennaio 2018)

 

 

“Mozart la caduta degli dei” su Facebook

Mozart la caduta degli dei su Facebook

A.T.
Ti segnalo VIVAMENTE questo libro, in due parti, di Bianchini e Trombetta. Ho imparato più leggendo questo testo che da un mezzo secolo di frequentazione di trattati e monografie inutili.
Io lo metterei come testo obbligatorio nelle Scuole di Musica,s’esse ancora esistessero in questo disgraziato Paese!

P.S.
Sul Requiem di Mozart trovo assai convincente la tesi di Buscaroli. Mozart lo scrisse controvoglia, sapendo che sarebbe apparso sotto altro nome, e dunque lo cosparse di banalità. Il ricalco della prima parte da Michael Haydn, il contrappunto scolastico del Kyrie (soggetto strausato, vedasi Haendel), il ridicolo trombone del Tuba mirum, criticato anche da Alfred Einstein…..

A.T.
Ti ripeto: lèggi il Bianchini-Trombetta. Se fossimo stati vicini te ne avrei fatto omaggio

P.S.
Conosco – attraverso recensioni – quel testo, che poi son due. Mi son ripromesso di comperarli appena avrò ripreso un po’ di fiato.

A.C.
Ho notato che su Amazon questo libro ha molte recensioni negative.

A.T.
Perche’ rovescia troppi altarini. Capirai! Je tocchi a Mozart, A LE SARTE!!!!!!!!! E’ come tocca’ ar Che pe le comuniste!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!