Lettera del 26 gennaio 1770

di W.A. Mozart da Milano alla sorella a Salisburgo
(BD I, 158)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Wolfgang Amadeus Mozart del 26 gennaio 1770 tradotta dall’originale tedesco di Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen, mentre in rosso, tra parentesi graffe, è la traduzione della lettera così come l’ha pubblicata Nissen nella Biografia di Wolfgang Amadeus Mozart. Il libro di Georg Nikolaus Nissen, curato in realtà da Constanze la vedova di Mozart, è uscito postumo a Lipsia nel 1828 (vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase (Le) 2019).

Tra virgolette è il testo originale. Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli dei paragrafi, e alcune spiegazioni dei termini o delle parole; in coda alla lettera ci sono nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori. Evidenziato in giallo è il testo originale in italiano o in francese.

[Da Milano]

Milano, il 26 gennaio 1770

calendario relativo alla lettera del 7 gennaio 1770

Milano, 26 gennaio 1770
Mi rallegro di tutto cuore che tu ti sia divertita così tanto con questa corsa in slitta, e ti auguro mille occasioni di divertirti, perché tu possa trascorrere la tua vita allegramente. Ma mi preoccupa che tu abbia fatto sospirare e soffrire il signor von Mölk così a lungo, e che tu non sei andata in slitta con lui, in modo che potesse farti rovesciare: quanti fazzoletti avrà adoperato quello stesso giorno piangendo per colpa tua; e avrà preso prima due mezze once di digestivo per espellere l’orribile impurità del suo corpo.

[Nessuna nuova, buona nuova]

Non so niente di nuovo, se non che il signor Erudito [“gelehrt”], il poeta, è morto a Lipsia, e che dopo la sua morte non ha più scritto poesie. Proprio prima di iniziare questa lettera ho scritto un`aria del Demetrio, che comincia così:

Misero Tu non sei:
Tu spieghi il Tuo Dolore;
e se non desti amore;
Ritrovi almen pietà.

Misera ben son io
che nel segretto laccio
amo, non spero e taccio
e l`idol mio nol sà.

[Pare un granatiere]

L’opera di Mantova è stata graziosa, hanno suonato il Denetrio. La prima Dona canta bene, ma piano, e perciò se non la si vedesse recitare ma solo cantare si potrebbe pensare che non canta affatto, perché non è capace di aprire la bocca, bensì mugola ogni cosa, la qual cosa per noi non è certo una novità. la seconda Dona pare un granatiere e ha pure una voce potente, e invero non canta male considerando il fatto che recita per la prima volta. il primo uomo il musico canta bene, ma ha una voce irregolare, si chiama Caßelli. il Secondo uomo è già vecchio e non mi piace, si chiama (..…) tenore Uno si chiama otini e non canta male, ma ha un portamento grave, come tutti i Tenore italiani [“italianische Tenore”], ed è nostro ottimo amico.

[Un ballerino grottesco]

Non so come si chiama l’altro, è ancor giovane, ma niente di raro. primo ballerino. Bravo. prima Ballerina: brava, e si dice che non è affatto male, ma io però non l’ho vista da vicino. Gli altri sono come di solito; c’era lì un danzatore grottesco, che salta bene, ma non sa scrivere come me: come pisciano le scrofe.

[L’orrchestro]

L’Orcchestro non era male. A Cremona l’orcchestro era buona, e il primo violino si chiama Spangnoletto. prima Dona, non male, già vecchia, credo, come un cane, non canta tanto bene come recita: è la moglie di un violinista che suona nellopera, lei si chiama Masi. L’opera si intitola: La clemenza di Tito. seconda Dona, non brutta sulla scena, giovane, ma niente di straordinario. primo huomo Musico cichognani. Una bella voce, e un bel Cantable. Gli altri due castrati, giovani e passabili. Tenore: si chiama: non lo sò. Ha un che di piacevole, sembra Le Roi di Vienna che è venuto da Leman. Ballerino primo: bravo, Ballerina prima, brava, e un grandissimo cane. C’era una danzatrice che ha ballato non male, e, quale Capod’opera, non è brutta né sulla scena né fuori. Gli altri erano come sempre. C’era anche un ballerino grottesco, che a ogni salto mollava una scoreggia.

[Primo aprile]

Di Milano non posso davvero scriverti granché, non siamo ancora stati all’opera, ma abbiamo sentito che l’opera non ha successo. aprile primo uomo canta bene, ha una voce bella e omogenea, lo abbiamo sentito in una chiesa dove c’era una grande festa: Madam Piccinelli di Parigi, che ha cantato al nostro concerto, recita nell’opera: Monsieur Bicch, che danzò a Vienna, ora danza qui a Milano. L’opera si intitola: Didone abbandonata. Quest’opera finirà presto e il Sig. piccini, che scrive la prossima opera, è qui a Milano. Ho sentito dire che la sua opera si intitola: Cesare in eccito.

[Feste da ballo]

Qui ci sono anche delle feste di ballo: che non appena termina l’opera, comincia la festa di Ballo. La moglie del maggiordomo del Conte de Firminan è una viennese, venerdì scorso abbiamo pranzato da loro, e la prossima domenica mageremo ancora là. Stammi bene, e bacia le mani alla mamma per me mille volte, perché io resto sino alla morte il tuo fido fratello
Wolfgang de Mozart
Nobile di hochenthal
amico della casa degli aritmetici
.

[La lettera secondo Nissen]

{Il 26 gennaio 1770
Mi rallegro di tutto cuore che tu ti sia divertita così tanto con questa corsa in slitta, e ti auguro mille occasioni di divertirti, perché tu possa trascorrere la tua vita allegramente. Ma mi preoccupa che tu abbia fatto sospirare e soffrire il signor von Mölk così a lungo, e che tu non sei andata in slitta con lui, in modo che potesse farti rovesciare: quanti fazzoletti avrà adoperato quello stesso giorno piangendo per colpa tua; e avrà preso prima tre mezze once di digestivo per espellere l’orribile impurità del suo corpo. Non so niente di nuovo, se non che il signor Gellert , il poeta, è morto a Lipsia, e che dopo la sua morte non ha più scritto poesie. Proprio prima di iniziare questa lettera ho scritto un`aria del Demetrio, che comincia così:

Misero tu non sei:
tu spieghi il tuo dolore;
E se non desti amore;
Ritrovi almen pietà.

Misera ben son io
che nel segretto laccio
amo, non spero e taccio
e l`idol mio nol sà.

L’opera di Mantova è stata graziosa, hanno suonato il Demetrio. La prima donna canta bene, ma piano, e perciò se non la si vedesse recitare ma solo cantare si potrebbe pensare che non canta affatto, perché non è capace di aprire la bocca, bensì mugola ogni cosa, la qual cosa per noi non è certo una novità. la seconda donna pare un granatiere e ha pure una voce potente, e invero non canta male considerando il fatto che recita per la prima volta. Il primo uomo, il musico canta bene, ma ha una voce irregolare, si chiama Caselli. Il secondo uomo è già vecchio e non mi piace. Il tenore si chiama Ottini e non canta male, ma ha un portamento grave, come tutti i tenori italiani, ed è nostro ottimo amico. Non so come si chiama l’altro, è ancor giovane, ma niente di raro. Primo ballerino. Bravo. Prima Ballerina: brava, e si dice che non è affatto male, ma io però non l’ho vista da vicino. Gli altri sono come di solito; c’era lì un danzatore grottesco, che salta bene, ma non sa scrivere come me: come pisciano le scrofe.
L’Orchestra non era male. A Cremona l’orchestra era buona, e il primo violino si chiama Spagnoletta. Prima donna, non male, già vecchia, credo, come un cane, non canta tanto bene come recita: è la moglie di un violinista che suona nell’opera, lei si chiama Masci. L’opera si intitola: La clemenza di Tito. Seconda donna, non brutta sulla scena, giovane, ma niente di straordinario. primo huomo, musico Cicognani. Una bella voce, e un bel Cantabile. Gli altri due castrati, giovani e passabili. Tenore: si chiama: non lo so. Ha un che di piacevole, sembra Le Roi di Vienna. Ballerino primo: bravo, Ballerina prima, brava, e un grandissimo cane. C’era una danzatrice che ha ballato non male, e, quale Capod’opera, non è brutta né sulla scena né fuori. Gli altri erano come sempre. C’era anche un ballerino grottesco, che a ogni salto mollava una scoreggia. Di Milano non posso davvero scriverti granché, non siamo ancora stati all’opera, ma abbiamo sentito che l’opera non ha successo. Aprile, il primo uomo canta bene, ha una voce bella e omogenea, lo abbiamo sentito in una chiesa dove c’era una grande festa: Madam Piccinelli di Parigi, che ha cantato al nostro concerto, recita nell’opera: Monsieur Pick, che danzò a Vienna, ora danza qui. L’opera si intitola: Didone abbandonata. Quest’opera finirà presto e il Sig. Piccini, che scrive la prossima opera, è qui. Ho sentito dire che la sua opera s’intitola: Cesare in Egitto.
Wolfgang de Mozart
Nobile di Hochenthal
amico della casa degli aritmetici [Nissen (163-166).}

[Mozart conosceva l’italiano?]


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Per il periodo dal 1781 in poi, la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it

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