Mozart, lettera del 17 febbraio 1770

Veduta di Milano - Mozart La caduta degli dei

di Leopold Mozart
(BD I, 161)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Leopold da Milano alla moglie a Salisburgo del 17 febbraio 1770 insieme al poscritto di Wolfgang alla sorella Nannerl, tradotti dagli originali come sono pubblicati in Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen.

Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli dei paragrafi, e alcune spiegazioni dei termini o delle parole; in coda alla lettera ci sono i nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori.

Il testo originale in italiano o francese è evidenziato in giallo; invece in rosso è la lettera con i tagli e i cambiamenti come è stata pubblicata nella biografia di Mozart del 1828 attribuita a Nissen.

Luca Bianchini, Anna Trombetta


[LEOPOLD MOZART A SUA MOGLIE A SALISBURGO]

À Madame / Madame Marie Anne / Mozart / à / Salzbourg
Milano, 17 febbraio 1770.

Ho ricevuto oggi puntualmente la tua lettera del 9 di febbraio [perduta]. Spero che tu e Nannerl non abbiate più la tosse. Grazie a Dio, stiamo entrambi in buona salute. Credo proprio che in Italia l’inverno non sia così pericoloso come l’estate: ma spero che Dio ci protegga.
E se non ci si rovina la propria salute a furia di sregolatezze, mangiando troppo, ubriacandosi eccetera, e se non si hanno difetti di costituzione, non c’è nulla di cui aver paura.

[di buon umore]

Siamo ovunque nelle mani del Signore. Mangiando e bevendo Wolfgang non si farà alcun male. Tu sai che sa moderarsi da sé; e ti posso assicurare di non averlo mai visto così attento alla propria salute come in questo Paese.
Lascia da parte quello che non gli sembra buono, e in certi giorni mangia poco; è paffuto, sano, allegro e di buon umore per tutta la giornata.

Ti scrivo questa lettera da casa del conte Firmian, dal maggiordomo Signor Don Ferdinando, nostro eccellente amico; ed è giunto proprio ora il sarto coi nostri mantelli e i costumi che ci siamo dovuti far fare.
Mentre li provavamo, mi sono visto allo specchio e ho pensato: alla mia età mi tocca prendere parte ancora a buffonate come queste.

[ballo in costume]

A Wolfgang il costume dona in modo incomparabile, e visto che abbiamo dovuto fare questa spesa pazza, mi consolo pensando che potremo usare i costumi per ogni altro scopo, se non altro come fodere, grembiuli eccetera.

Domani Sua Altezza il Duca e la Principessa di Modena (futura sposa dell’arciduca Ferdinando) verranno da Sua Eccellenza il conte von Firmian per ascoltare Wolfgang.
La sera andremo en Masque al galla all’opera [Il Cesare in Egitto di Nicola Piccinni, citata nelle lettere BD I, 158, 159, 162, rappresentata al Teatro Regio Ducale di Milano], dopo ci sarà il ballo e poi torneremo a casa in carrozza con il maggiordomo e con sua moglie.
Venerdì prossimo vi sarà un’Accademia per tutti: vedremo quello che riusciamo a ricavarci.

[la situazione precaria]

Non posso perciò scriverti della nostra situazione, finché non siamo partiti di qui o perlomeno pronti per viaggiare. Non guadagneremo mai tanto in Italia.
L’unica soddisfazione consiste nella maggiore curiosità, nella maggiore comprensione e nel fatto che gli italiani riconoscono quanto vale il Wolfgang.

Per il resto dobbiamo lasciare che ci paghino con l`ammirazione e con i Bravo, ma ti devo anche dire che siamo stati accolti dappertutto con la più grande cortesia e che in ogni occasione siamo stati invitati presso la più alta Nobleße.

[padrone e servitore]

Devo rispondere ora alle tue domande. Il signor Martin Knoller è qui a Milano. Se il sig. Deibl vuole scrivere, deve solo metterci: in Casa di S: Ex: di C: di Firmian.

Ho ricevuto la lettera del signor consigliere von Mölk [perduta], ma devo domandare perdono a tutti questi signori che mi hanno scritto.
Non mi è possibile scrivere, perché sai com’è nei viaggi, soprattutto visto che sono padrone, servo e tutto.

I 2 cannocchiali vanno bene e sono stati consegnati da molto – molto tempo [forse si riferisce al telescopio che risultò tra i suoi effetti in vendita nel 1787]. Chi ha dunque tradotto queste gazzette di Mantova?
Il Wolfgang bacia umilmente le mani a Sua Eccellenza la contessa von Arco e la ringrazia per il bacio che gli ha mandato, e che gli risulta assai più gradito di moltissimi baci giovani.

I miei rispetti a tutta Salisburgo – – sono il tuo vecchio Mozart.
Baciamo te e la Nannerl.

[AGGIUNTA DI MOZART ALLA SORELLA]

Ci sono anch’io, così mi hai tutto per te: senti, Mariandel, mi felicito di tutto culo che tu ti sia così tremendamente divertita.
Alla bambinaia, la Urscherl dal culo freddo, devi dire che ho sempre creduto di averle restituito tutte le canzoni, ma che, ad ogni modo, preso dai miei importanti e alti pensieri, me le fossi portate con me in Italia, non mancherò di metterle in una lettera, sempre che le trovi.

Addio bimbe, statemi bene, alla mamma bacio mille volte le mani e a te mando cento baci piccoli o grandi sulla tua magnifica faccia da cavallo, e per far il fine resto il tuo eccetera.

[AGGIUNTA DI LEOPOLD MOZART]

Non abbiamo preso con noi nessuna cadenza. Sì, sì. Saranno rimaste nel concerto! Troverai la partitura dei concerti nel mio armadio, in alto, dove stanno le sinfonie; sono lì, sotto le copie delle sinfonie di Canabich [non identificate].
Canterai ancora di tanto in tanto, vero? – –

[Nissen (177-179)]

(Leopold Mozart, lettera n.67)

Milano, il 17 febbraio 1770

Grazie a Dio, stiamo entrambi in buona salute. Credo proprio che in Italia l’inverno non sia così pericoloso come l’estate: ma spero che Dio ci protegga; e se non ci si rovina la propria salute a furia di sregolatezze, mangiando troppo, ubriacandosi eccetera, e se non si hanno difetti di costituzione, non c’è nulla di cui aver paura.

[di buon umore]

Siamo ovunque nelle mani del Signore. Mangiando e bevendo Wolfgang non si farà alcun male. Tu sai che sa moderarsi da sé; e ti posso assicurare di non averlo mai visto così attento alla propria salute come in questo Paese.
Lascia da parte quello che non gli sembra buono, e in certi giorni mangia poco; è paffuto, sano, allegro e di buon umore per tutta la giornata.

[ballo in costume]

Proprio ora è giunto il sarto coi nostri mantelli e i costumi che ci siamo dovuti far fare. Mentre li provavamo, mi sono visto allo specchio e ho pensato: alla mia età mi tocca prendere parte ancora a buffonate come queste.

A Wolfgang il costume dona in modo incomparabile, e visto che abbiamo dovuto fare questa spesa pazza, mi consolo pensando che potremo usare i costumi per ogni altro scopo, se non altro come fodere, grembiuli eccetera.

Domani Sua Altezza il Duca e la Principessa di Modena verranno dal conte Firmian per ascoltare Wolfgang; la sera andremo en Masque al gala all’opera, dopo ci sarà il ballo e poi torneremo a casa in carrozza con il nostro eccellente amico signor Don Ferdinando, maggiordomo del conte.

[Un’accademia]

Venerdì prossimo vi sarà un’Accademia per tutti: vedremo quello che riusciamo a ricavarci. Non guadagneremo mai tanto in Italia.
L’unica soddisfazione consiste nella maggiore curiosità, nella maggiore comprensione e nel fatto che gli italiani riconoscono quanto vale il Wolfgang.

[La situazione precaria]

Per il resto dobbiamo lasciare che ci paghino con l`ammirazione e con i Bravo, ma ti devo anche dire che siamo stati accolti dappertutto con la più grande cortesia e che in ogni occasione siamo stati invitati presso la più alta Nobleße.

Il Wolfgang bacia umilmente le mani a Sua Eccellenza la contessa von Arco e la ringrazia per il bacio che gli ha mandato, e che gli risulta assai più gradito di moltissimi baci giovani.

(Potst scriptum di Wolfgang A.M., sua lettera n.4)

Ci sono anch’io, così mi hai tutto per te: senti, Mariandel, mi felicito davvero che tu ti sia così tremendamente divertita.
Alla bambinaia, la Urscherl, devi dire che ho sempre creduto di averle restituito tutte le canzoni, ma che, ad ogni modo, preso dai miei importanti e alti pensieri, me le fossi portate con me in Italia, non mancherò di metterle in una lettera, sempre che le trovi.

Addio bambini, statemi bene, alla mamma bacio mille volte le mani e a te mando cento baci piccoli o grandi sulla tua magnifica faccia da cavallo, e per concludere resto il tuo eccetera.

Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Per il periodo dal 1781 in poi, la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it

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Mozart, lettera del 17 febbraio 1770
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