Leopold, lettera del 27 giugno 1770

Leopold Mozart, lettera del 27 giugno da Napoli

di Leopold Mozart
(BD I, 193)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Leopold Mozart da Roma alla moglie a Salisburgo del 27 giugno 1770, come è stata pubblicata in Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen.

Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli dei paragrafi, e alcune spiegazioni dei termini o delle parole; in coda alla lettera ci sono i nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori; il testo originale in italiano è evidenziato in giallo. Segue il link alla lettera con i tagli e i cambiamenti come è pubblicata nella biografia di Mozart attribuita a Nissen del 1828.

Luca Bianchini, Anna Trombetta


[LEOPOLD MOZART ALLA MOGLIE A SALISBURGO]

Roma, 27 giugno 1770.

Siamo arrivati Ieri alle 8 di sera qui a Roma; questo viaggio con il postale è durato 27 ore, mentre invece col Vitturino ci sarebbero voluti 4 giorni e mezzo. Ma abbiamo davvero volato. Il signor conte von Kaunitz è arrivato soltanto oggi: ho creduto sarebbe stato meglio viaggiare da soli, perché spesso non si trovano così tanti cavalli alle stazioni di posta, e quindi si ha l’onore di starsene seduti per mezza giornata alla stazione ad aspettare che tornino i cavalli; in più sapevo che Sua Eccellenza il signor generale Koch sarebbe partito per Roma con 5 cavalli e un inglese con 7.

Siamo partiti da Napoli quindi da soli, e io mi sono spacciato ovunque per il maggiordomo del legato imperiale perché in questi luoghi i maggiordomi di tali signori sono tenuti in grande considerazione. Ciò ha reso il mio viaggio non solo più sicuro, ma ho pure avuto in cambio dei buoni cavalli, un servizio rapido, e a Roma non ho dovuto passare il controllo alla dogana, anzi alla porta della città mi hanno rivolto un complimento ossequioso dicendo che proseguissi pure dritto verso casa, e io, molto compiaciuto, ho lanciato loro qualche paolo.

Dal momento che durante le 27 ore del nostro viaggio ho dormito solo 2 ore e abbiamo mangiato in carrozza niente altro che 4 polli arrosto freddi con un tozzo di pane, puoi facilmente immaginare come fossimo affamati, assetati e assonnati. La nostra buona signora Uslenghi ci ha offerto del riso buono e cucinato a puntino e noi abbiamo preso appena un paio di uova ben cotte a testa ecc. e, appena arrivati nella nostra stanza, il Wolfgang è sprofondato in poltrona e ha iniziato subito a russare e a dormire così profondamente che io l’ho svestito del tutto e l’ho messo a letto senza che desse il minimo segno di svegliarsi, anzi, lui continuava a russare anche quando l’ho sollevato dalla poltrona e poi l’ho rimesso giù e alla fine sono stato costretto a trascinarlo, tutto addormentato, fino al letto.

Quando si è svegliato dopo le 9, non sapeva più dov’era e come c’era arrivato nel letto; e stai sicura che è rimasto sdraiato per tutta la notte nella stessa identica posizione. Siamo in buona salute, grazie a Dio. Domani e dopodomani vedremo i fuochi d’artificio, la girandola e altre belle cose di quel tipo e poi la consegna del tributo napoletano, e la messa e i vespri a San Pietro.

Mi stupisce assai che il signor Meissner, per quel che mi scrivi, non sia ancora arrivato; ma ancor più mi sorprende che non abbia scritto a Salisburgo, se è vero che non è ancora giunto perché è malato. Io non so più nulla di lui.

Md:sle Troger quindi non è ancora partita? Suppongo che questa lettera arriverà proprio in tempo perché tu possa porgerle ancora i miei saluti. Non devi rispondere a questa mia finché non ti scriverò di nuovo. Intanto dovresti aver ricevuto le mie del 5, 9 e 16 giugno da Napoli. Le tue lettere sinora le ho ricevute tutte.

A Napoli l’Impreßario Signor Amadori, dopo aver visto e ascoltato il Wolfgang da Jomelli [MM corregge in Jommelli senza segnalarlo in nota], gli ha offerto di scrivere un’opera per il Teatro Reale à S: Carlo. Cosa che però non abbiamo potuto accettare per via di Milano. L’Impreßario ha detto allora di capire bene che, per un’unica opera, non vale la pena di viaggiare fino a Napoli: ma che si augurava e sperava che prima o poi il Wolfgang avrebbe scritto un`opera per Bollogna [MM corregge senza segnalare in nota] o per Roma; ci ha pregati di informarlo perché, in quel caso, gli spedirebbe subito la Scrittura per il theatro Reale.

Il signor Hornung ha chiesto delle arie. Puoi dargli tutto quello che vuole. Anche al signor Spitzeder se vuole qualcosa. Devono solo scegliere; purché a suo tempo ce le restituiscano.

Statemi bene tu e la Nannerl, vi baciamo 1000 volte e sono
il tuo vecchio
Mozart

Ogni bene a tutti gli amici e le amiche, dentro e fuori casa.
Il signor Meuricoffre era presente alla nostra partenza. Ci ha reso dei favori da vero amico. L’ultimo giorno ci ha procurato 125 ducati, divisi in Romani, Cigliati e Zechini per poter cambiare i soldi ed eliminare almeno la maggior parte delle once napoletane o le oncie d’oro, che non sono accettate fuori da Napoli.

Confronto con la versione di Nissen

Lettera di Leopold del 27 giugno 1770 immagine di un lucchettopubblicata nel 1828 a nome di Georg Nikolaus Nissen.


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima
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Mozart, lettera del 27 giugno 1770
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Mozart, lettera del 27 giugno 1770
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"E io mi sono spacciato ovunque per il maggiordomo del legato imperiale perché da quelle parti i maggiordomi di tali signori sono tenuti in grande considerazione".
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