Leopold, lettera del 30 giugno 1770

Leopold Mozart, lettera del 30 giugno 1770

di Leopold Mozart da Roma alla moglie a Salisburgo
(BD I, 194)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Leopold alla moglie a Salisburgo del 30 giugno 1770, come è stata pubblicata in Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen.

Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli, le segnalazioni, e i chiarimenti circa i termini. In coda alla lettera ci sono i nostri commenti e gli interventi dei lettori. Il testo originale in italiano è evidenziato in giallo, i nomi propri come li ha scritti Leopold in blu.

Segue il link alla medesima lettera del 30 giugno 1770 pubblicata nella biografia di Mozart del 1828 attribuita a Nissen. Lì si segnalano i tagli e le modifiche arbitrarie apportate da Constanze e dai suoi collaboratori.

Luca Bianchini, Anna Trombetta


[LEOPOLD MOZART A SUA MOGLIE A SALISBURGO]

À Madame / Madame Marie Anne / Mozart / à / Salzbourg
Roma, 30 luglio 1770 [la data è sbagliata, perché è del 30 giugno]

Avrai ricevuto da Roma la mia lettera del 27 [giugno]. Ho dimenticato di scriverti che il vecchio barone Tschudi è morto, e che pochi giorni prima della nostra partenza da Napoli abbiamo partecipato al suo funerale. Ho trasmesso gli ossequi di Sua Eccellenza il conte Spaur al barone Fridolino Tschudi [MM corregge in Fridolin] e lui mi ha incaricato di ricambiarli. All’occasione glieli riferirai insieme con i nostri.

Chiedi se il Wolfg: abbia già cominciato l’opera. Non ci abbiamo ancora neppure pensato. Puoi chiedercelo a partire dal primo novembre quando siamo a Milano. Non sappiamo ancora nulla degli interpreti e neppure del libretto. Al momento conosciamo chi sono il primo huomo e il tenore: primo uomo è il signor Sartorini, che lo scorso Carnevale ha cantato a Torino, e il tenore è il signor Ettore.

Abbiamo incontrato il signor Sartorini qui a Roma; è venuto a farci visita ieri. Ha detto che pensa che la prima opera sarà la Nitteti. Basta! C’è ancora tempo.

Se abbiamo suonato dal Re? – Per niente! Tutto si è limitato ai puri complimenti che la Regina ci ha rivolto ovunque ci incontrasse. La Regina non può nulla, e conviene più raccontare che scrivere che razza di Subjectum sia il Re. Puoi facilmente immaginarti come vadano le cose in questa corte.

Il giovane violinista La motte [MM corregge in Lamotte], che è al servizio dell’Imperatrice e che è venuto in Italia su suo ordine e a spese di quest’ultima, è rimasto per lungo tempo a Napoli e per altre 3 settimane, perché gli hanno dato a intendere che Re e Regina l’avrebbero ascoltato: ma così non è successo. A suo tempo avrò un bel po’ di cose divertenti da raccontarti riguardo a questa corte. Vedrai anche il ritratto del Re.

Spero d’essere in grado di scriverti presto quel che sta avvenendo qui. Sono stato costretto in parte a rimanere in casa e a camminare per un po’ molto lentamente e zoppicando, e non ho ancora potuto far visita di cortesia ai principi e ai cardinali. Nella mia prima lettera te ne ho nascoste le ragioni: ma visto che adesso va meglio, ti devo narrare del brutto incidente.

Sai già che 2 cavalli e un postiglione fanno insieme 3 bestie. All’ultima fermata di posta in direzione1 di Roma il postiglione ha frustato il cavallo che stava tra le stanghe e portava la Sedia.
[1. BD segnala una parola cancellata, forse “vor”, ma si dimentica di riportare quel che c’è effettivamente scritto sopra: “nach” (in direzione di); MM traduce “[prima] di Roma”. Spiega in nota che nell’originale della lettera la parola è “illeggibile”, quando invece si legge benissimo: Leopold ha scritto “nach” (in direzione di) sopra la cancellatura]

Il cavallo si è impennato, è rimasto bloccato nella sabbia e nella polvere alte più di una spanna ed è caduto violentemente a terra su un fianco trascinando con sé la parte anteriore della Sedia perché la Sedia ha soltanto 2 ruote. Ho trattenuto il Wolfg. con una mano perché non fosse scaraventato fuori, ma il colpo mi ha fatto sbattere il piede destro contro il ferro del parafango che stava cadendo giù con tale violenza che mi sono procurato una ferita larga un dito a metà tibia.

NB il parafango non poteva essere agganciato e quindi è caduto all’indietro.

Il secondo giorno la cosa sembrava pericolosa perché il piede mi s’è molto gonfiato, e ieri e oggi me ne sono stato a letto per la maggior parte del tempo. Oggi, mentre ti scrivo queste righe, sembra andare meglio e la ferita, che è lunga, ha un bell’aspetto, spurga poco e non sento alcun dolore. Non ho usato altro che la pomata bianca, e ciò mi basta. Forse questo incidente doveva capitarmi perché tu non l’avessi infilata inutilmente insieme alle garze; mi dispiace solo che di pomata ne sia rimasta pochissima. Con la prossima posta mi devi scrivere come si prepara.

Se la lettera non mi trovasse più qui, il signor Abbate Marcabruni me la farà recapitare. Il signor Abbate Crivelli è venuto a sapere della mia ferita al piede, è venuto a trovarmi questo pomeriggio e mi ha mostrato anche il certificato di battesimo [di che certificato si tratti non si sa]. Non appena starò meglio pranzeremo da lui. Non devi preoccuparti. Il piede guarirà presto con l`aiuto di Dio. Mi irrita solo il fatto di dovermi fermare qui a Roma più a lungo del previsto, non certo per Roma in sé, perché qui ci sto volentieri e Roma mi piace, ma per via del viaggio che ci tocca fare. Dio ci proteggerà. Non fa ancora troppo caldo, ma la calura arriverà. Tu e la Nannerl statemi bene, vi bacio entrambe 1000 volte e rimango il tuo vecchio Mzt

Porta i nostri saluti ovunque.

Dove si sono celebrate queste nozze? [di che nozze si tratti non si sa. Probabilmente ne aveva parlato la moglie in una lettera che è andata perduta]
Omaggi dal signor Marcobruni [MM corregge in Marcabruni].
A Napoli ho parlato con Obexer [MM corregge in Obwexer], che è stato un gesuita, e anche con un tale giovane Tiboni che adesso è qui.

Confronto con la versione di Nissen

Lettera di Leopold del 30 giugno 1770 immagine di un lucchettopubblicata nel 1828 a nome di Georg Nikolaus Nissen.


Bibliografia

Il ms autografo della lettera
manoscritto al Mozarteum di Salisburgo;
Kurt Westphal, Mozart Briefe (in tedesco);
Luca Bianchini, Anna Trombetta, “Le lettere”, Mozart la caduta degli dei.

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Leopold Mozart, lettera alla moglie del 30 giugno 1770.
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Leopold Mozart, lettera alla moglie del 30 giugno 1770.
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"Ho trattenuto il Wolfgang con una mano perché non fosse scaraventato fuori"
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