Mozart, lettera del 17 febbraio 1770

di Leopold Mozart
(BD I, 161)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Leopold da Milano alla moglie a Salisburgo del 17 febbraio 1770 insieme al poscritto di Wolfgang alla sorella Nannerl, tradotti dagli originali come sono pubblicati in Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen.

Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli dei paragrafi, e alcune spiegazioni dei termini o delle parole; in coda alla lettera ci sono i nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori.

Il testo originale in italiano o francese è evidenziato in giallo; invece in rosso è la lettera con i tagli e i cambiamenti come è stata pubblicata nella biografia di Mozart del 1828 attribuita a Nissen.

Luca Bianchini, Anna Trombetta


[LEOPOLD MOZART A SUA MOGLIE A SALISBURGO]

À Madame / Madame Marie Anne / Mozart / à / Salzbourg
Milano, 17 febbraio 1770.

Ho ricevuto oggi puntualmente la tua lettera del 9 di febbraio [perduta]. Spero che tu e Nannerl non abbiate più la tosse. Grazie a Dio, stiamo entrambi in buona salute. Credo proprio che in Italia l’inverno non sia così pericoloso come l’estate: ma spero che Dio ci protegga.
E se non ci si rovina la propria salute a furia di sregolatezze, mangiando troppo, ubriacandosi eccetera, e se non si hanno difetti di costituzione, non c’è nulla di cui aver paura.

[di buon umore]

Siamo ovunque nelle mani del Signore. Mangiando e bevendo Wolfgang non si farà alcun male. Tu sai che sa moderarsi da sé; e ti posso assicurare di non averlo mai visto così attento alla propria salute come in questo Paese.
Lascia da parte quello che non gli sembra buono, e in certi giorni mangia poco; è paffuto, sano, allegro e di buon umore per tutta la giornata.

Ti scrivo questa lettera da casa del conte Firmian, dal maggiordomo Signor Don Ferdinando, nostro eccellente amico; ed è giunto proprio ora il sarto coi nostri mantelli e i costumi che ci siamo dovuti far fare.
Mentre li provavamo, mi sono visto allo specchio e ho pensato: alla mia età mi tocca prendere parte ancora a buffonate come queste.

[ballo in costume]

A Wolfgang il costume dona in modo incomparabile, e visto che abbiamo dovuto fare questa spesa pazza, mi consolo pensando che potremo usare i costumi per ogni altro scopo, se non altro come fodere, grembiuli eccetera.

Domani Sua Altezza il Duca e la Principessa di Modena (futura sposa dell’arciduca Ferdinando) verranno da Sua Eccellenza il conte von Firmian per ascoltare Wolfgang.
La sera andremo en Masque al gala all’opera [Il Cesare in Egitto di Nicola Piccinni, citata nelle lettere BD I, 158, 159, 162, rappresentata al Teatro Regio Ducale di Milano], dopo ci sarà il ballo e poi torneremo a casa in carrozza con il maggiordomo e con sua moglie.
Venerdì prossimo vi sarà un’Accademia per tutti: vedremo quello che riusciamo a ricavarci.

[la situazione precaria]

Non posso perciò scriverti della nostra situazione, finché non siamo partiti di qui o perlomeno pronti per viaggiare. Non guadagneremo mai tanto in Italia.
L’unica soddisfazione consiste nella maggiore curiosità, nella maggiore comprensione e nel fatto che gli italiani riconoscono quanto vale il Wolfgang.

Per il resto dobbiamo lasciare che ci paghino con l`ammirazione e con i Bravo, ma ti devo anche dire che siamo stati accolti dappertutto con la più grande cortesia e che in ogni occasione siamo stati invitati presso la più alta Nobleße.

[padrone e servitore]

Devo rispondere ora alle tue domande. Il signor Martin Knoller è qui a Milano. Se il sig. Deibl vuole scrivere, deve solo metterci: in Casa di S: Ex: di C: di Firmian.

Ho ricevuto la lettera del signor consigliere von Mölk [perduta], ma devo domandare perdono a tutti questi signori che mi hanno scritto.
Non mi è possibile scrivere, perché sai com’è nei viaggi, soprattutto visto che sono padrone, servo e tutto.

I 2 cannocchiali vanno bene e sono stati consegnati da molto – molto tempo [forse si riferisce al telescopio che risultò tra i suoi effetti in vendita nel 1787]. Chi ha dunque tradotto queste gazzette di Mantova?
Il Wolfgang bacia umilmente le mani a Sua Eccellenza la contessa von Arco e la ringrazia per il bacio che gli ha mandato, e che gli risulta assai più gradito di moltissimi baci giovani.

I miei rispetti a tutta Salisburgo – – sono il tuo vecchio Mozart.
Baciamo te e la Nannerl.

[AGGIUNTA DI MOZART ALLA SORELLA]

Ci sono anch’io, così mi hai tutto per te: senti, Mariandel, mi felicito di tutto culo che tu ti sia così tremendamente divertita.
Alla bambinaia, la Urscherl dal culo freddo, devi dire che ho sempre creduto di averle restituito tutte le canzoni, ma che, ad ogni modo, preso dai miei importanti e alti pensieri, me le fossi portate con me in Italia, non mancherò di metterle in una lettera, sempre che le trovi.

Addio bambini, statemi bene, alla mamma bacio mille volte le mani e a te mando cento baci piccoli o grandi sulla tua magnifica faccia da cavallo, e per far il fine resto il tuo eccetera.

[AGGIUNTA DI LEOPOLD MOZART]

Non abbiamo preso con noi nessuna cadenza. Sì, sì. Saranno rimaste nel concerto! Troverai la partitura dei concerti nel mio armadio, in alto, dove stanno le sinfonie; sono lì, sotto le copie delle sinfonie di Canabich [non identificate].
Canterai ancora di tanto in tanto, vero? – –

[Nissen (177-179)]

(Leopold Mozart, lettera n.67)

Milano, il 17 febbraio 1770

Grazie a Dio, stiamo entrambi in buona salute. Credo proprio che in Italia l’inverno non sia così pericoloso come l’estate: ma spero che Dio ci protegga; e se non ci si rovina la propria salute a furia di sregolatezze, mangiando troppo, ubriacandosi eccetera, e se non si hanno difetti di costituzione, non c’è nulla di cui aver paura.

[di buon umore]

Siamo ovunque nelle mani del Signore. Mangiando e bevendo Wolfgang non si farà alcun male. Tu sai che sa moderarsi da sé; e ti posso assicurare di non averlo mai visto così attento alla propria salute come in questo Paese.
Lascia da parte quello che non gli sembra buono, e in certi giorni mangia poco; è paffuto, sano, allegro e di buon umore per tutta la giornata.

[ballo in costume]

Proprio ora è giunto il sarto coi nostri mantelli e i costumi che ci siamo dovuti far fare. Mentre li provavamo, mi sono visto allo specchio e ho pensato: alla mia età mi tocca prendere parte ancora a buffonate come queste.

A Wolfgang il costume dona in modo incomparabile, e visto che abbiamo dovuto fare questa spesa pazza, mi consolo pensando che potremo usare i costumi per ogni altro scopo, se non altro come fodere, grembiuli eccetera.

Domani Sua Altezza il Duca e la Principessa di Modena verranno dal conte Firmian per ascoltare Wolfgang; la sera andremo en Masque al gala all’opera, dopo ci sarà il ballo e poi torneremo a casa in carrozza con il nostro eccellente amico signor Don Ferdinando, maggiordomo del conte.

[Un’accademia]

Venerdì prossimo vi sarà un’Accademia per tutti: vedremo quello che riusciamo a ricavarci. Non guadagneremo mai tanto in Italia.
L’unica soddisfazione consiste nella maggiore curiosità, nella maggiore comprensione e nel fatto che gli italiani riconoscono quanto vale il Wolfgang.

[La situazione precaria]

Per il resto dobbiamo lasciare che ci paghino con l`ammirazione e con i Bravo, ma ti devo anche dire che siamo stati accolti dappertutto con la più grande cortesia e che in ogni occasione siamo stati invitati presso la più alta Nobleße.

Il Wolfgang bacia umilmente le mani a Sua Eccellenza la contessa von Arco e la ringrazia per il bacio che gli ha mandato, e che gli risulta assai più gradito di moltissimi baci giovani.

(Potst scriptum di Wolfgang A.M., sua lettera n.4)

Ci sono anch’io, così mi hai tutto per te: senti, Mariandel, mi felicito davvero che tu ti sia così tremendamente divertita.
Alla bambinaia, la Urscherl, devi dire che ho sempre creduto di averle restituito tutte le canzoni, ma che, ad ogni modo, preso dai miei importanti e alti pensieri, me le fossi portate con me in Italia, non mancherò di metterle in una lettera, sempre che le trovi.

Addio bambini, statemi bene, alla mamma bacio mille volte le mani e a te mando cento baci piccoli o grandi sulla tua magnifica faccia da cavallo, e per concludere resto il tuo eccetera.

Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Per il periodo dal 1781 in poi, la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it

K 207, Concerto per violino in sib

Mozart, K 207, concerto per violino

Musica: il nome dell’autore del concerto K 207 è stato aggiunto sul manoscritto insieme alla data del 14 aprile 1775, ma la scrittura è manomessa, e perciò firma, luogo e data sono dubbi.
Luogo: Salisburgo?
Data: sul manoscritto si trovano più date che si contraddicono tra loro.

Movimenti: [Allegro moderato] in C, [Adagio] in 3/4, Presto in 2/4;
Organico: oboe I e II, corno I e II in sib, violino principale, violino I e II, viola, violoncello e basso;
Tonalità: Allegro in sib, Adagio in mib, Presto in sib.

Fonti: il manoscritto parzialmente autografo è alla Biblioteka Jagiellońska di Cracovia. La segnatura è Mus. ms. autogr. W. A. ​​Mozart 207. 211. 216. 218.

Lettere: non ci sono riferimenti nelle lettere al Concerto K 207.

Lo stato delle fonti

I concerti rimasti sono 5: gli autografi di K 207, K 211, K 216, K 218 (primo movimento) sono alla Biblioteka Jagiellońska di Cracovia, mentre il K 219 è a Washington.

Descrizione dell’autografo

La partitura autografa, che NMA chiama fonte A, è alla Biblioteka Jagiellońska di Cracovia, proveniente dalla Biblioteca Statale Prussiana di Berlino. Il K 207 sta in una raccolta assieme ai concerti per violino K 211, K 216 e K 218. La rilegatura è in cartone marmorizzato giallo marrone di 23,5 x 17,5 cm di larghezza con angoli e dorsi in cuoio; l’interno delle copertine è decorato in oro con un motivo floreale. Su tre etichette in pelle con goffratura dorata si legge: “MOZART / violino / concerti / K. V. / 207. 211 / 216. 218 Autografo”.
Sulla copertina anteriore, nell’angolo in alto a sinistra, c’è l’etichetta bordata di rosso “Mozart / Aut. K 207. / 211. 216. 218”, e vicino l’altra iscrizione di mano di Leopold Mozart: “5 / Concerti / per il / Violino / Il 1:mo in B. Il 2:do in D./ Il 3:zo in G. Il 4.to in D / Il 5:to in A”. Nella raccolta attualmente i concerti sono solo 4, perché il quinto è finito a Washington.
Georg Nikolaus Nissen ha aggiunto, ma siamo già in pieno Ottocento: “5ta classe / delle piccole / opere / di Mozart”.
Sopra l’etichetta si legge “1. 2. 3. 4. 5. Concerti, / Quartetti, / Quintetti. / Secondo il catalogo”.
Nissen sul bordo inferiore, in inchiostro nero brillante, certifica che “è tutto di mano di Mozart”, il che è falso perché a metterci “mano” sono state almeno tre persone.

La prima fonte manoscritta

Il manoscritto del K 207 consta di 38 fogli con 76 pagine, di circa 22 x 16,5 cm, ognuna con un sistema di 10 pentagrammi. La numerazione è di Leopold Mozart con inchiostro marrone: da 1 a 10, in seguito cancellata e sostituita dall’attuale foliazione a matita. La carta è da viaggio, il che è una particolarità per dei concerti che non hanno viaggiato e che in teoria non avevano problemi di dazi da pagare alla dogana. Varrebbe la pena di indagare anche su questo.
Sui fogli da 1r a 16r è contenuto il primo movimento (Allegro moderato), da 16v a 23r il secondo (Adagio) e da 23v a 38v il terzo (Presto). Il primo sistema ha il titolo che parrebbe autografo in inchiostro nero marrone: “Concerto à violino solo”, mentre in alto a destra è stato aggiunto in seguito “di Amadeo Wolfgango Mozart / à Salisburgo il 14 di Aprile 1775”. Il “14” è stato sovrascritto da ciò che sembra un “13”, mentre le ultime due cifre dell’anno erano forse “73”, poi son diventate “75”, poi ancora “80” per tornare infine a “75”. Franz Gleissner, studioso e catalogatore, ha scritto sul margine destro sotto il nome dell’autore: “1775”, e vicino Georg Nikolaus Nissen ha aggiunto “di sua mano”; Gleissner con inchiostro marrone ha riportato sul margine destro “249” che è il numero del suo catalogo delle opere di Mozart. Nel mezzo del decimo sistema c’è il timbro della biblioteca che aveva un tempo gli originali “Ex / Bibl. Regia / Berolin.” Il numero “76” sul margine inferiore è invece il numero di catalogo dell’editore André.

In che anno?

Come si vede nella prima pagina dell’autografo, le date scritte sul K 207 sono state corrette almeno tre volte. Il concerto potrebbe esser stato composto nel “1780”, “1775” o “1773”.

Pur facendo parte dello stesso gruppo di 5 concerti presumibilmente del 1775, si ipotizza che il K 207 appartenga a un periodo precedente. Plath dà per certo sia del 1773, immaginando che quest’ultima data fosse scritta in origine sulla prima pagina. Qualcuno l’avrebbe ricorretta al 1780 e infine al 1775.
Lo slittamento del K 207 al 1773 comporta una corrispondente modifica nella numerazione del catalogo Köchel.

K 207: in che giorno?

Nessuna di quelle date è probabilmente attendibile. Se non si è sicuri sull’anno, a maggior ragione i dubbi riguardano il giorno. Non si capisce come faccia Plath a sostenere che questo concerto è del 14 aprile 1773. Anche il giorno è stato sovrascritto e cambiato. Da principio non era il “14” aprile, ma presumibilmente il “13”.

La grafia

Neppure le grafie dei “piano” e dei “forte” ci aiutano, come invece vorrebbe Plath, a datare indietro di due anni un pezzo solo in base alle abitudini di scrittura di Mozart. Prima di tutto bisogna assicurarsi che i manoscritti siano davvero di mano di Mozart. E poi, la grafia personale non cambia radicalmente nel giro di due anni. Secondo i periti, si modifica nel giro di cinque, sei anni e anche più. Se poi ci si chiede chi ha alterato le date, si resta basiti a sapere, almeno secondo NMA, che sono stati Leopold Mozart o forse Wolfgang, o magari tutti e due. L’edizione critica ipotizza che abbiano manomesso i numeri dell’anno “per presentare composizioni più vecchie come fossero appena scritte”, e questo la dice lunga sull’affidabilità di quel che certificano padre e figlio sui loro manoscritti. Se avessero fatto davvero così sarebbero degli imbroglioni, e tutto quello che si legge sugli autografi di Mozart padre e figlio perderebbe con ciò ogni valore.

Fonti alterate

Per NMA è certo che Leopold e Wolfgang abbiano manipolato i manoscritti dei 5 concerti uniformandoli alla data comune del “1775”. Si tratterebbe ora di capire il perché.
La faccenda si complica per il concerto K 207 perché a scrivere musica, dinamiche, eccetera non c’è solo Wolfgang, ma ancora una volta il padre e addirittura una mano sconosciuta che si premura di indicare pure quando attaccano i tutti e le sezioni del Solo.

L’anonimo

Un anonimo cancella premurosamente certe note raschiandole, per riscriverci sopra, e mette lui le indicazioni di Tempo: Allegro iniziale e Presto finale. L’ha fatto anche per il primo e secondo movimento del concerto K 211 il quale sta nella stessa raccolta. Che Mozart abbia inteso davvero scegliere quegli stacchi di tempo, è tutto da verificare.

Una bella copia

Il K 207 si presenta ben scritto, come bella copia ricontrollata dal padre e risistemata da un incognito aiuto.
Nell’ultimo Movimento del concerto K 207, come ci segnala Agostino Taboga riprendendo quanto scritto da Daniel Heartz, c’è un rimando alla Sinfonia Hob.I.59 di Joseph Haydn, la quale a sua volta presenta problemi di autenticità. Essa è per metà copia di una Sinfonia precedente, che è servita pure da modello per un’altra sinfonia di Michael Haydn, e probabilmente anche per questo concerto di Mozart. Vedi https://www.facebook.com/ago3519/posts/1201042280104392?tn=K-R

Stranezze del concerto K 207

L’indicazione “Allegro moderato” è di anonimo; c’è un segno di chiave cancellato; certe specifiche dei tempo non sono di Mozart; non sono tipici della sua scrittura neppure i segnali “S:” o “So.” per precisare l’ingresso del “Solo”, e “tut” per le sezioni del “Tutti”.
Altre aggiunte, correzioni e stranezze si notano ancora nell’Adagio e nel terzo Movimento Presto. Quest’ultimo ha la singolarità di richiedere lo staccato alla fine dei trilli alle misure 106 e 112, caso più unico che raro nella produzione del Salisburghese.

Trillo nel Presto del K 207 con staccati sui sedicesimi

Uno strano Rondò

NMA suggerisce che il Rondò per violino e orchestra K 269, che è alla Biblioteca di Berlino, sia stato pensato per sostituire il Presto finale del K 207. Strano, perché questo terzo movimento della K 207 sembrerebbe invece ben riuscito.

Altre copie manoscritte

NMA elenca altre fonti. Una è la copia manoscritta definita “B” di proprietà privata (in possesso di Dorothy Henkel). Sul frontespizio è scritto in alto al centro “Comp. Aprile 1775”, e sul margine inferiore destro a inchiostro nero “queste parti provengono dal lascito Mozart, / che Hofr. André ha acquisito. / (Koechel 207) H. Hkl [Heinrich Henkel]”. A sinistra sta scritto che “queste parti orchestrali / appartenevano a W.A. Mozart, / e sono state rilevate da Joh. André / (Il Maestro di mio Padre) / KHkl.” A metà del terzo sistema si legge il titolo: “Concerto in si maggiore. / à / Violino Principale. / 2 violini. / 2 oboe. / 2 Corni. / Viola. / e / Basso. / Del Sig.re Wolfg: Amadeo Mozart. / Comp. Aprile 1775.”
Plath dubita dell’attendibilità di quel che sta scritto su queste parti, e soprattutto del riferimento al lascito di Mozart.



Le puntate monografiche dedicate a Mozart la caduta degli dei Parte prima, Mozart la caduta degli dei – Parte seconda, Mozart Il flauto magico, trasmesse da Radio Vaticana, riguardano le opere che Wolfgang Amadeus Mozart ha scritto dalla sua infanzia sino al Requiem, comprese tutte le prime composizioni, ad esempio il Quaderno londinese o la sinfonia K 16. A quelle musiche sono dedicati interi capitoli, che fanno capire cosa e come Mozart realmente scrivesse negli anni della K 21.


Bibliografia di riferimento

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it

Mozart, lettera del 10 febbraio 1770

di Leopold Mozart
(BD I, 160)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Leopold Mozart da Milano alla moglie a Salisburgo del 10 febbraio 1770 insieme al poscritto di Wolfgang alla sorella Nannerl, tradotti dai testi pubblicati in Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen.

Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli dei paragrafi, e alcune spiegazioni dei termini o delle parole; in coda alla lettera ci sono i nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori; il testo originale in italiano è evidenziato in giallo; invece in rosso è la lettera con i tagli e i cambiamenti come è stata pubblicata nella biografia di Mozart del 1828 attribuita a Nissen.

Luca Bianchini, Anna Trombetta


[LEOPOLD MOZART A SUA MOGLIE A SALISBURGO]

Milano, 10 febbraio 1770.
Dovresti aver ricevuto le mie lettere del 27 gennaio e del 3 febbraio, così come quella da Mantova. Prevedo per certo che resteremo qui fino alla fine del carnevale. Ora Sua Eccellenza il conte von Firmian sta di nuovo meglio e mercoledì 7 abbiamo avuto l’onore di pranzare per la prima volta alla sua tavola.

Dopo pranzo, Sua Eccellenza ha regalato al Wolfgang i 9 volumi delle opere di Metastasio. Quella torinese è una delle edizioni più belle, ed è molto ben rilegata. Puoi facilmente immaginare che sia io che Wolfgang abbiamo gradito molto questo regalo. Sua Eccellenza è stato molto colpito dalle capacità del Wolfgang e ci ha riservato favore e distinzione particolari;

sarebbe troppo lungo raccontarti nei dettagli quali prove della propria scienza abbia dato il Wolfgang alla presenza del Maestro Sammartino e di moltissime persone fra le più competenti, facendo meravigliare tutti. Tu comunque sai bene cosa accade in queste occasioni, l’hai visto abbastanza spesso. Noi, grazie a Dio, siamo in salute.

Mi secca solo non sapere se andremo a Torino. Se vogliamo essere a Roma per la Settimana Santa, bisogna che rinunciamo al viaggio torinese, perché lungo il tragitto per Roma faremo sosta a Parma, Bologna e Firenze, e metto in conto di non poter partire da qui se non nel corso della prima settimana di Quaresima.

La cosa migliore è che qui abbiamo un alloggio sicuro, pratico e piacevole. Abbiamo avuto a lungo un tempo bellissimo, ma il 6 c’è stato un gran vento, che è diventato ancora più forte nella notte del 7 e ha portato con sé una nevicata così abbondante che la mattina dell’8 era tutto ricoperto da uno spesso manto di neve. Ma visto che la neve qui non dura, le strade sono spaventosamente fangose e a malapena praticabili.

Nel frattempo, qui abbiamo avuto occasione di sentire diverse musiche sacre; tra l’altro, ieri, la messa dei defunti o Requiem per il vecchio Marquese Litta, morto proprio in questi giorni a carnevale, a dispetto della sua numerosa famiglia che invece gli avrebbe augurato di vivere fino alla Quaresima. Il Dies irae di questo Requiem è durato circa 3 quarti d’ora, alle 2 del pomeriggio l’ufficio funebre era finito: abbiamo quindi pranzato alle 2 e mezza.

Non mi chiedere di descriverti le funzioni religiose di qui; la rabbia me lo impedisce: tutto è incentrato sulla musica, e sullo sfarzo delle chiese, il resto è solo una disgustosa sguaiataggine. Vengo appunto dai vespri, che sono durati più di 2 ore, così che ho avuto solo il tempo di prendere da casa questa lettera e di terminarla presso il signor maggiordomo a casa del conte Firmian, poiché prima volevo vedere se non fosse per caso arrivata una tua lettera: ma non ho trovato nulla.

Sei molto pigra; siamo qui da molto tempo e questa è già la terza lettera che ti scrivo da Milano, e ancora non ho nessuna risposta. Non trovo miglior soluzione che cessare a mia volta di scriverti per alcune settimane. Ogni giorno di posta il Wolfgang è felice all’idea di vedere una tua lettera, e invece non arriva niente. Addio. Sono il vecchio Mzt

I miei, ovvero i nostri saluti a tutti i buoni amici e alle amiche secondo il loro rango.

[POSCRITTO DI MOZART]

Quando si parla della scrofa ecco che spunta: io sto bene, grazie a Dio, e non vedo l`ora di avere una risposta, bacio la mano alla mamma e mando a mia sorella un sonoro bacio, e rimango lo stesso … ma cosa?….

il vostro Hanswurst, Wolfgang in Germania Amadeo in Italia [“italien”] De Mozartini.

AGGIUNTA DI LEOPOLD MOZART

Bacio te e la Nannerl: ma solo una volta visto che non scrivete nulla.
Il Signor Troger ti manda i suoi saluti: devi dire alla Signorina Troger, nel porgerle i miei saluti, che sono obbligatissimo al suo signor fratello per averci trovato un così buon alloggio, dove siamo provvisti di tutto e abbiamo un frate a nostra disposizione.

[Nissen (175, 176)]

(Leopold Mozart, lettera n.67)

Milano, 10 febbraio 1770.
— Sua Eccellenza il conte von Firmian sta di nuovo meglio e mercoledì 7 abbiamo avuto l’onore di pranzare alla sua tavola. Dopo pranzo, Sua Eccellenza ha regalato al Wolfgang i 9 volumi delle opere di Metastasio. Quella torinese è una delle edizioni più belle, ed è molto ben rilegata. Puoi facilmente immaginare che sia io che Wolfgang abbiamo gradito molto questo regalo.

Sua Eccellenza è stato molto colpito dalle capacità del Wolfgang e ci ha riservato favore e distinzione particolari; sarebbe troppo lungo raccontarti nei dettagli quali prove della propria scienza abbia dato il Wolfgang alla presenza del Maestro Sammartino e di moltissime persone fra le più competenti, facendo meravigliare tutti. Tu comunque sai bene cosa accade in queste occasioni, l’hai visto abbastanza spesso.

Abbiamo avuto occasione di sentire diverse musiche sacre; tra l’altro, ieri, la messa dei defunti o Requiem per il vecchio Marquese Litta, morto proprio in questi giorni a carnevale, a dispetto della sua numerosa famiglia che invece gli avrebbe augurato di vivere fino alla Quaresima. Il Dies irae di questo Requiem è durato circa 3 quarti d’ora, alle 2 del pomeriggio l’ufficio funebre era finito.

Non mi chiedere di descriverti le funzioni religiose di qui; la rabbia me lo impedisce: tutto è incentrato sulla musica, e sullo sfarzo delle chiese, il resto è solo una disgustosa sguaiataggine. Wolfgang è felice all’idea di vedere una tua lettera. —

(POSCRITTO DI WOLFGANG AMADEUS MOZART, lettera n.3)

Quando si parla della scrofa ecco che spunta: io sto bene, grazie a Dio, e non vedo l`ora di avere una risposta, bacio la mano alla mamma e mando a mia sorella un sonoro bacio, e rimango lo stesso … ma cosa?…. il vostro Hanswurst, Wolfgang in Germania Amadeo in Italia.


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Per il periodo dal 1781 in poi, la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it

Mozart, lettera del 3 febbraio 1770

di Leopold Mozart
(BD I, 159)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Leopold da Milano alla moglie a Salisburgo del 3 febbraio 1770, tradotta dall’originale come pubblicato in Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen.

Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli dei paragrafi, e alcune spiegazioni dei termini o delle parole; in coda alla lettera ci sono i nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori; invece in rosso è la lettera con i tagli e i cambiamenti come è stata pubblicata nella biografia di Mozart del 1828 attribuita a Nissen.

Luca Bianchini, Anna Trombetta


[LEOPOLD MOZART A SUA MOGLIE A SALISBURGO]

Milano, 3 febbraio 1770.
Mi ero immaginato che pian piano tu avresti ricevuto le mie lettere. Spero che ora anche le lettere da Mantova e da Milano saranno nelle tue mani, e questa è anche l’ottava lettera.

Non ho nulla da dire se non che noi stiamo bene, grazie a Dio, e che le nostre mani, specie del Wolfgang, si sono completamente rimesse a posto;

la moglie del signor maggiordomo ci ha preparato ben bene una pomata per le mani secondo la tua ricetta;

siamo stati ieri alla prova generale della nuova opera, il Caesare in Egitto; l’opera è proprio bella e che abbiamo visto il Maestro Piccini e gli abbiamo parlato, così come con la signora Piccinelli; qui già da 2 settimane il tempo è ottimo;

il Wolfgang si gode tutti i giorni il suo letto con i materassi ben riscaldati; non può scrivere niente perché sta componendo 2 Mottetti in latino per 2 giovani castrati, uno di 15, l’altro di 16 anni, che glieli hanno chiesti e che lui non ha potuto rifiutare essendo amici, e cantando bene; mi spiace molto vedere e sentire simili ragazzi, sapendo bene che non posso portarli con me a Salisburgo;

prevedo che rimarremo a Milano più a lungo di quanto avessi previsto; che Sua Eccellenza il conte Firmian non si è ancora del tutto rimesso dal catarro; in questi giorni ho trovato nelle gazzette di nuovo sul modo come a Bozolo [Bozzolo ci abbiano letteralmente fatto la posta e che nell’articolo “Mantova” si trova anche qualcosa sulla bravura del signor conte von Arco; nel porgergli i miei umili rispetti, dovresti far vedere questo articolo a Sua Eccellenza il conte von Arco;

il Wolfgang ringrazia per gli auguri; che devi aver pazienza ancora qualche giorno di posta per aver la risposta di Gräffer da Vienna e di Breitkopf da Lipsia; io insieme con il Wolfgang bacio te e la Nannerl 1000 volte, e sono per sempre il tuo sincero marito
Mozart

Porgi i miei Complimenti a tutta Salisburgo, in ordine alfabetico e per importanza. I 2 flauti sono stati puliti? La Nannerl suona diligentemente il clavicembalo? È stato riparato l’anello, al quale era rimasta attaccata la ceralacca?

[Nissen (176)]

(Leopold Mozart, lettera n.66)

Milano, 3 febbraio 1770.
Ieri siamo stati alla prova generale della nuova opera, il Caesare in Egitto; che l’opera è proprio bella e che abbiamo visto il Maestro Piccini e gli abbiamo parlato, così come con la signora Piccinelli.

Wolfgang, che si gode tutti i giorni il suo letto con i materassi ben riscaldato, non può scrivere oggi perché sta componendo 2 Mottetti in latino per 2 giovani castrati, uno di 15, l’altro di 16 anni, che glieli hanno chiesti e che lui non ha potuto rifiutare essendo amici e cantando bene.

In questi giorni ho trovato nelle gazzette di nuovo sul modo come a Bozzolo ci abbiano letteralmente fatto la posta.–


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Per il periodo dal 1781 in poi, la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Sitografia

Mozart Il flauto magico
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Mozart La caduta degli dei
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italianOpera
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Mozart, lettera del 26 gennaio 1770

Lettera di Leopold Mozart da Milano
(BD I, 157)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera del 26 gennaio 1770, inviata da Leopold Mozart da Milano alla moglie a Salisburgo. L’abbiamo tradotta dall’originale pubblicato in Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen.

Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli dei paragrafi, e alcune spiegazioni dei termini o delle parole; in coda alla lettera ci sono i nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori; il testo originale in italiano è evidenziato in giallo; invece in rosso è la lettera con i tagli e i cambiamenti come è stata pubblicata nella biografia di Mozart del 1828 attribuita a Nissen.

Luca Bianchini, Anna Trombetta


[LEOPOLD MOZART A SUA MOGLIE A SALISBURGO]

Milano, 26 gennaio 1770
Ho ricevuto puntualmente dal signor Troger la tua lettera del 12. A mezzogiorno del 23 siamo arrivati a Milano, il 24 è arrivata la tua lettera e, contemporaneamente, anche la tua prima lettera che, su mia richiesta, il signor Anton von
Gummer ha fatto cercare alla posta di Bolzano e mi ha spedito [Le due lettere della moglie sono perdute].

Ti lamenti di non aver ricevuto lettere mie da 3 settimane, mentre io ti ho scritto sia da Verona, che da Mantova. La prima da Verona dovresti averla ricevuta, perché l’ho affidata alla posta il 7 gennaio. La seconda non può ancora essere a Salisburgo, perché l’ho data in posta a Mantova solo il 15 [BD I, 152, 155].

Il 10 siamo partiti da Verona a mezzogiorno e siamo giunti a Mantova di sera; questo credo di avertelo già scritto. Avrei voluto che tu avessi visto il luogo dove s’è tenuta l’Accademia: per la precisione il cosiddetto Theatrino della Accademia Philarmonica.

In vita mia non ne ho mai visto nulla di più bello di questo genere; e poiché spero che tu conserverai accuratamente tutte le lettere, a suo tempo te lo descriverò. Non è un teatro, ma una sala con dei palchi, che è costruita come un teatro d’opera; laddove dovrebbe esserci la scena vi è il piano rialzato per la musica, dietro il quale c’è ancora una galleria costruita a palchi per il pubblico.

Non saprei descrivere a parole la moltitudine di persone, le acclamazioni, gli applausi, gli schiamazzi e i Bravo ripetuti uno dietro l’altro, insomma, l’entusiasmo e l’ammirazione generale mostrati dagli ascoltatori. Non dubito che nel frattempo siano giunte a Salisburgo un po’ di notizie sia da Roveredo [Rovereto] che da Verona e Mantova [a provare la recensione da Rovereto c’è solo questa lettera di Leopold].

Riferisci alle Loro Eccellenze il conte e la contessa von Arco, portando loro i miei saluti, che in casa del conte Eugenio Arco [“Eugenio Arcoischen hause”] a Mantova siamo stati ricevuti con grande cortesia e amabilità. Per contro, non abbiamo avuto la fortuna di ricevere udienza presso il signor principe von Taxis. Te ho già scritto da Mantova, che lei aveva premura di scrivere delle lettere.

La mattina seguente vi siamo ritornati, ma erano entrambi in chiesa: ci siamo recati in chiesa anche noi; e dopo che sono partiti verso casa, abbiamo seguito la carrozza a circa 50 passi di distanza, e così siamo arrivati a casa loro quando il cocchiere stava svoltando in cortile con la carrozza. Ma anche se ci siamo fatti subito annunciare, ci han detto che il Principe al momento aveva impegni urgenti e non poteva riceverci, che dovevamo quindi tornare un’altra volta.

Il volto, la voce tremante del valletto e le parole smozzicate mi hanno subito fatto capire che il signor Principe non aveva proprio voglia di vederci. Il cielo mi guardi dall’infastidire qualcuno nel bel mezzo dei suoi affari: soprattutto se per farlo devo percorrere una strada bella lunga o pagare una carrozza a nolo.

Per fortuna né io né lui abbiamo perso nulla per il fatto di non esserci visti da vicino (perché da lontano ci siamo visti quando eravamo all’opera), al contrario io ho risparmiato io il denaro per recarmi colà, e Sua Eccellenza. il signor Principe il timore, che di certo aveva, di essere obbligato a restituirci qualche piccola cortesia in cambio degli onori che lui ha ricevuto alla corte di Salisburgo e da parte della nobiltà salisburghese.

Ti scrivo queste cose solo per conoscenza, e anche se la cosa non mi rincresce, non vorrei che qualcuno a Salisburgo pensasse che io abbia mancato alle buone maniere, trascurando di fare visita di cortesia al Principe.

Ti allego un’altra poesia che arriva da una dama, la Signora Sartoretti, della quale siamo stati ospiti a Mantova. L’indomani è venuto il valletto che ci ha portato, dentro un bel vaso, un meraviglioso mazzo di fiori avvolto in nastri rossi, e in mezzo ai nastri c’era una moneta da 4 ducati e sopra la poesia di cui ti invio la copia.

Ti posso assicurare che ho incontrato ovunque gente amabilissima e che dappertutto ci siamo imbattuti in persone che ci sono state vicine fino all’ultimo prima della partenza e hanno fatto ogni sforzo per renderci piacevole la permanenza.

Così è successo per esempio a casa del conte Spaur a Insprugg [Innsbruck]; e lo stesso vale per il barone Pizzini, il conte Lodron, Cristani, Cosmi eccetera in Roveredo [Rovereto], il Conte Carlo Emilij, Marchese Carlotti, comte Justi, casa Luggiatti, e in particolare il signor Locatelli a Verona.

Poi a Mantova, la casa del conte Arco [Arcoische Hauß] e in particolare un certo Signor Bettinelli che si è messo a nostra completa disposizione insieme con suo fratello e la moglie del fratello. La moglie è stata premurosissima con il Wolfgangl. come può esserlo una madre, e ci siamo lasciati con le lacrime agli occhi.

Qui accludo la gazzetta di Mantova, che abbiamo ricevuto solo qui, a Milano. Troverai anche la locandina stampata del concerto dell’Accademia. Devi però sapere che né questa accademia di Mantova, né quella di Verona sono state a pagamento; erano a ingresso libero.

A Verona era ammessa solo la nobiltà, che l’aveva sovvenzionata. A Mantova invece c’erano la nobiltà, i militari e i cittadini di riguardo, visto che era sovvenzionata da Sua Maestà l’Imperatrice.

Capirai dunque facilmente che in Italia non diventeremo ricchi, e potremo ritenerci fortunati se riusciamo a recuperare anche solo le spese del viaggio. Cosa che peraltro m’è sempre riuscito di fare: e puoi star sicura che, pur essendo solo in 2, si tratta di spese non piccole: perché il viaggio ci è già costato circa 70 ducati.

Saranno anche passate 6 settimane (alla data in cui scrivo) da quando abbiamo lasciato Salisburgo, e anche se viviamo à pasto, e per giunta, anzi per lo più, sovente non pranziamo a casa, tuttavia la cena, la stanza, la legna eccetera sono così costosi che in nessuna locanda, dove si voglia alloggiare da 9 a 11 giorni, si riesce a pagare meno di 6 ducati.

Ringrazio Dio di avervi lasciato a casa. Innanzi tutto non avreste sopportato questo freddo. In secondo luogo, ci sarebbe costato un’enormità e non avremmo avuto la libertà di alloggio che abbiamo adesso: visto che ora abitiamo nel chiostro degli agostiniani di S. Marco; non che vi abbiamo molta libertà, no! Ma ci troviamo comodi, sicuri e vicini a Sua Eccellenza il conte Firmian.

Abbiamo 3 grandi stanze per gli ospiti. Nella prima accendiamo il fuoco, mangiamo e riceviamo le visite, nella seconda dormo io e ci sta il baule, nella terza camera dorme il Wolfgang e ci sono altri piccoli bagagli eccetera. Dormiamo su 4 buoni materassi ciascuno, e ogni notte il letto è riscaldato; così che il Wolfgang è sempre felice di andarsene a dormire.

A nostra disposizione abbiamo uno dei frati, frater Alphonso, e ci troviamo benone. Ma non posso dirti quanto ci fermeremo qui. Sua Eccellenza il signor Conte ha il catarro e darebbe volentieri un’Accademia a casa sua, invitando il duca di Modena; io non ho potuto ancora consegnare le altre lettere, perché prima devo vederlo.

Penso comunque che l’Accademia si debba tenere martedì o mercoledì prossimo, perché Sua Eccellenza sta un po’ meglio. Ti ho scritto che al Wolfgang si sono arrossati il viso e le mani per via del freddo e del fuoco. È tutto passato.

A Mantova la Madame Sartoretti gli ha dato un unguento da strofinare di sera sulle mani e in 3 giorni è migliorato: ora ha di nuovo l’aspetto come prima. Per il resto siamo stati, ringraziando Dio, sempre in salute, e il cambiamento d’aria ha procurato al Wolfgang solo un raffreddore, che gli è passato ormai da un bel po’.

Difficilmente vedremo esibirsi a Firenze il signor Meissner, non solo perché il nostro soggiorno qui sarà abbastanza lungo, ma anche perché, dato che Torino è così vicino, vi faremo senz’altro un salto. Ci fermeremo un po’anche a Parma e a Bologna, e arriveremo probabilmente a Firenze solo per l’inizio della Quaresima.

Per quanto riguarda il cavallo, lo puoi vendere se vuoi o giocartelo o perfino regalarlo, voglio che lasci la stalla di Sua Grazia il Principe. La vecchia sella eccetera è in scuderia, lo stalliere di corte deve sapere dove è. Se si può vendere il cavallo insieme alla nuova sella e alla briglia, forse si potrebbe spuntare un prezzo migliore.

Puoi mettere in vendita anche la mia carrozza. Non diventa migliore di certo: e non vi faremo mai più viaggi così lunghi. Vendila al miglior prezzo che puoi, ha fatto il suo dovere. Le cinghie in cuoio sono ancora buone. In origine mi è costata solo 23 ducati. Parla con delle persone che se ne intendono. Per me va tutto bene: ma prima di metterla in vendita, bisogna pulirla. Tutte le lettere che mi scriverai in futuro indirizzale a Mr. Troger, così come hai fatto l’ultima volta.

I miei saluti a tutti gli amici e alle amiche, dentro e fuori casa. Sono il tuo vecchio sincero

L Mzt

Vi baciamo tutte e due 1000 volte.

[Nissen (163, 166)]

(Leopold Mozart, lettera n.65, a sua moglie)

Milano, 26 gennaio 1770
Il 16 ha avuto luogo a Mantova il solito concerto settimanale nella sala dell’Accademia filarmonica, dove siamo stati invitati. Avrei voluto che tu avessi visto il Theatrino di questa Accademia. In vita mia non ne ho mai visto nulla di più bello di questo genere.

Non è un teatro, ma una sala con dei palchi, che è costruita come un teatro d’opera. Laddove dovrebbe esserci la scena vi è il piano rialzato per la musica, dietro il quale c’è ancora una galleria costruita a palchi per il pubblico.

Non saprei descrivere a parole la moltitudine di persone, le acclamazioni, gli applausi, gli schiamazzi e i Bravo ripetuti, insomma, l’entusiasmo e l’ammirazione generale mostrati dagli ascoltatori.

In casa del conte Eugenio Arco a Mantova siamo stati ricevuti con grande cortesia e amabilità. Per contro, non abbiamo avuto la fortuna di ricevere udienza presso il signor principe von Taxis.

Quando ci siamo recati da lui per la seconda volta li abbiamo visti entrare in casa davanti. Ma ci han detto che il Principe al momento aveva impegni urgenti e che dovevamo quindi tornare un’altra volta. Il volto, la voce tremante del valletto e le parole smozzicate mi hanno subito fatto capire che il signor Principe non aveva voglia di vederci.

Il cielo mi guardi dall’infastidire qualcuno nel bel mezzo dei suoi affari: soprattutto se per farlo devo percorrere una strada bella lunga o pagare una carrozza a nolo.

Per fortuna né io né lui abbiamo perso nulla per il fatto di non esserci visti da vicino (perché da lontano ci siamo visti da lontano), al contrario io ho risparmiato io il denaro per recarmi colà, e Sua Eccellenza il signor Principe il timore, che di certo aveva, di essere obbligato a restituirci qualche piccola cortesia in cambio degli onori che lui ha ricevuto alla corte di Salisburgo e da parte della nobiltà salisburghese.

Ti allego un’altra poesia che arriva da una dama, la Signora Sartoretti, della quale siamo stati ospiti a Mantova. L’indomani è venuto il valletto che ci ha portato, dentro un bel vaso, un meraviglioso mazzo di fiori avvolto in nastri rossi, e in mezzo ai nastri c’era una moneta da 4 ducati e sopra la poesia.

Ti posso assicurare che ho incontrato ovunque gente amabilissima e che dappertutto ci siamo imbattuti in persone che ci sono state vicine fino all’ultimo prima della partenza e hanno fatto ogni sforzo per renderci piacevole la permanenza. Così è successo per esempio a casa del conte Spaur a Innsbruck; e lo stesso vale per il barone Pizzini, il conte Lodron, Cristani, Cosmi eccetera a Rovereto, il conte Carlo Emilei, Marchese Carlotti, il conte Justi, casa Luggiatti, e in particolare il signor Locatelli a Verona.

Poi a Mantova, la casa del conte Arco e in particolare un certo Signor Bettinelli che si è messo a nostra completa disposizione insieme con suo fratello e la moglie del fratello. La moglie è stata premurosissima con il Wolfgangerl come può esserlo una madre, e ci siamo lasciati con le lacrime agli occhi. Qui accludo la gazzetta di Mantova.

Devi però sapere che né questa accademia di Mantova, né quella di Verona sono state a pagamento; erano a ingresso libero. A Verona era ammessa solo la nobiltà, che l’aveva sovvenzionata. A Mantova invece c’erano la nobiltà, i militari e i cittadini di riguardo, visto che era sovvenzionata da Sua Maestà l’Imperatrice.

Capirai dunque facilmente che in Italia non diventeremo ricchi, e potremo ritenerci fortunati se riusciamo a recuperare anche solo le spese del viaggio. Cosa che peraltro m’è sempre riuscito di fare. Il viaggio ci è già costato circa 70 ducati. Saranno anche passate 6 settimane (alla data in cui scrivo) da quando abbiamo lasciato Salisburgo, e anche se viviamo à pasto, e per giunta, anzi per lo più, sovente non pranziamo a casa, tuttavia la cena, la stanza, la legna eccetera sono così costosi che in nessuna locanda, dove si voglia alloggiare da 9 a 11 giorni, si riesce a pagare meno di 6 ducati.

Ringrazio Dio di avervi lasciato a casa. Innanzi tutto non avreste sopportato questo freddo. In secondo luogo, ci sarebbe costato un’enormità e non avremmo avuto la libertà di alloggio che abbiamo adesso: visto che ora abitiamo nel chiostro degli agostiniani di S. Marco; non che vi abbiamo molta libertà, no! Ma ci troviamo comodi, sicuri e vicini a Sua Eccellenza il conte Firmian.

Ogni notte il letto è riscaldato; così che il Wolfgang è sempre felice di andarsene a dormire. Abbiamo a nostra disposizione uno dei frati, frater Alphonso.–


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Per il periodo dal 1781 in poi, la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
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www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
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Mozart, lettera dell’11 gennaio 1770

di Leopold Mozart
(BD I, 155)

Di seguito è riportata a caratteri blu la lettera di Leopold da Roma alla moglie a Salisburgo dell’11 gennaio 1770, tradotta dall’originale pubblicato in Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen (BD I, 155).

Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli dei paragrafi, e alcune spiegazioni dei termini o delle parole; in coda alla lettera ci sono i nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori; il testo originale in italiano è evidenziato in giallo; invece in rosso è la lettera con i tagli e i cambiamenti come è stata pubblicata nella biografia di Mozart del 1828 attribuita a Nissen.

Luca Bianchini, Anna Trombetta


[LEOPOLD MOZART A SUA MOGLIE A SALISBURGO]

Mantua [Mantova], l’11 gennaio 1770.

Siamo arrivati qui ieri sera e un’ora dopo, cioè alle 6, siamo andati all’opera. Ci troviamo, grazie a Dio, in buona salute; il Wolfgangerl sembra uscito da un’impresa militare: ha in effetti un colorito rosso bruno specie intorno al naso e alla bocca, per via dell’aria e del fuoco del camino. Assomiglia, per darti un’idea, a Sua Maestà l’Imperatore. La mia bellezza non ne ha invece sofferto molto, altrimenti sarei stato disperato.

Di questa città non posso ancora scriverti nulla: oggi sono stato dal signor principe von Taxis, ma non era in casa, e la sua graziosa signora aveva tale urgenza di scrivere delle lettere da non poter parlare con noi, suoi compatrioti. Di sotto abbiamo visto però alcune sguattere sporche saltar fuori felici di riconoscerci come compatrioti. Mi pare che non si trovino particolarmente bene in Italia.

Domani a mezzogiorno siamo invitati dal signor conte Francesco Eugenio Comte d’Arco; allora potrò scriverti qualcosa di più a proposito di qui. Nel frattempo devo riferirti ancora alcune cose di Verona. Abbiamo visto l’Amphiteatrum e il Musæum Lapidarium. Potrai leggere notizie al riguardo nelle descrizioni di viaggio del Kaysler e porterò con me un libro delle antichità di Verona.

Il signor von Helmreich, al quale mando i miei saluti, ti presterà certamente i due volumi del Kaysler, così potrai almeno viaggiare nella tua stanza, se non puoi essere con noi.

Renderei le lettere troppo pesanti e costose se volessi mandarti i fogli delle gazzette che scrivono del Wolfgang a Mantova e in altri luoghi. Ne allego uno qui, nel quale si trovano 2 errori; e infatti c’è scritto Maestro di cappella, e in età di non ancora 13 anni, invece che 14 anni. Ma sai già com’è: i cronisti scrivono così quello che gli passa per la testa.

Potrei mandarti ancora altre cose, perché a Verona i poeti hanno fatto a gara per cantarne le lodi. Qui trovi la copia di un Sonetto improvvisato in nostra presenza da un erudito dilettante; anche il maestro di cappella Daniele Barba ha cantato ex tempore i più bei versi sul Wolfgang eccetera.

Il 16 avrà luogo qui, nella sala dell’Accademia Filarmonica, il consueto concerto settimanale, al quale siamo invitati: subito dopo partiremo per Milano, e se il tempo è freddo e la strada ghiacciata passeremo per Cremona; se il tempo è caldo, e le strade sono cattive, dovremo passare da Brescia.

Qui regna la sicurezza, non si sente parlare di nulla come in Germania. Sul mio onore, ho appena il tempo di scrivere questa lettera. Per questo oggi abbiamo dovuto rinunciare all`opera.

Appena saremo a Milano ti scriverò di nuovo e tu scrivimi a Milano. Puoi aggiungervi in basso: per ricapito del Sgr: Troger Secretario di S. Exllza il Sgr. Comte Carlo de Firmian. Ora devo andare a dormire. Tu e la Nannerl statemi bene. Vi baciamo 1000 volte. Beviamo ogni giorno alla vostra salute, il Wolfgang non lo dimentica mai. Addio sono il tuo vecchio Mzt

[POSCRITTO DI LEOPOLD MOZART]

Ogni bene a tutti i buoni amici e alle amiche.
Non posso scrivere ad alcuno, sono un uomo tribolato.
Nient’altro che vestirsi e svestirsi; fare e disfare i bagagli, e per di più nessuna camera riscaldata, gelare come un cane, tutto quel che tocco è di ghiaccio. E se solo tu vedessi le porte e le serrature delle stanze! Sono solo delle prigioni – ! Consegna alla posta la lettera allegata, destinata al signor
Friderici a Gera, così che parta presto e puntualmente. È l’ordinazione di un clavicembalo.

[Nissen (161, 162)]

(Leopold Mozart, lettera n.64)

Siamo arrivati qui ieri sera e un’ora dopo, siamo andati all’opera. Ci troviamo, grazie a Dio, in buona salute. Wolfgangerl sembra uscito da un’impresa militare: ha in effetti un colorito rosso bruno specie intorno al naso e alla bocca, per via dell’aria e del fuoco del camino. Assomiglia, per darti un’idea, a Sua Maestà l’Imperatore. La mia bellezza non ne ha invece sofferto molto, altrimenti sarei stato disperato.

Oggi sono stato dal signor principe von Taxis, ma non era in casa, e la sua graziosa signora aveva tale urgenza di scrivere delle lettere da non poter parlare con noi, suoi compatrioti. Domani a mezzogiorno siamo invitati dal signor Francesco Eugenio Conte d’Arco. A Verona abbiamo visto il Musæum Lapidarium. Potrai leggere notizie al riguardo nelle descrizioni di viaggio del Kaysler. Ti porterò un libro delle antichità di Verona.

Renderei le lettere troppo care e pesanti se volessi mandarti i fogli delle gazzette che scrivono del Wolfgang a Mantova e in altri luoghi. Ne allego uno qui, nel quale si trovano 2 errori; e infatti c’è scritto attuale maestro di cappella, e in età di non ancora 13 anni, invece che 14 anni. Potrei mandarti ancora altre cose, perché a Verona i poeti hanno fatto a gara per cantarne le lodi. Qui trovi la copia di un Sonetto improvvisato in nostra presenza da un erudito dilettante, Zaccaria Betti, e un altro di Meschini; anche il maestro di cappella Daniele Barba ha cantato i più bei versi sul Wolfgang. —


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Per il periodo dal 1781 in poi, la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
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italianOpera
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Mozart, lettera del 15 dicembre 1769

di Leopold Mozart
(BD I, 148)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Leopold da Innsbruck alla moglie a Salisburgo del 15 dicembre 1769, tradotta dall’originale pubblicato in Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen.

Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli dei paragrafi, e alcune spiegazioni dei termini o delle parole; in coda alla lettera ci sono i nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori; il testo originale in francese è evidenziato in giallo.

Luca Bianchini, Anna Trombetta


[LEOPOLD MOZART A SUA MOGLIE A SALISBURGO]

Insprugg [Innsbruck, 15 dicembre 1769]. Venerdì alle 6 di sera

Siamo qui già da una mezz’ora. A mezzogiorno eravamo a
Schwatz;

Schwaz: Lettera-di-Leopold Mozart, 15 dicembre 1769
Schwaz, a 25 km. circa da Innsbruck

i dintorni di Insprugg [Innsbruck] mi appaiono simili alla via che va da Hallein a Kaltenhausen;

La via a sud di Salisburgo che va da
Hallein a Kaltenhausen

così come la stessa Insprugg [Innsbruck] è in una posizione simile. Oltre a ciò, non ho altro da raccontare. Siamo, grazie a Dio, in buona salute. Abitiamo alla locanda Alla Croce saggia [“Beym weisen Kreutz“]. Se devi scrivermi, puoi indirizzare qui la lettera: se nel frattempo dovessi essere partito, avviserei prima l’ufficio postale di rispedire la lettera a Botzen [Bolzano]. Indirizzala solo così:
à M:. Mozart Maître de Chapelle de la Musique de S: A: S: Le Prince Arch=
evêque de Salzbourg.

Distrattamente ho portato via, insieme con l`orologio, la chiave del clavicordo: ora la rimando perché è inutile che me la porti dietro così lontano. Stai attenta che non vada persa. Addio! Statemi tutti bene! Il Wolfgang e io baciamo te e la Nannerl e sono il tuo vecchio Mzt.

Consegno la lettera direttamente alla posta viennese.

[Nissen]

[lettera mancante]


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
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Mozart la caduta degli dei Parte prima

Per il periodo dal 1781 in poi, la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
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Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
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italianOpera
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Mozart, lettera del 28 aprile 1770

di Wolfgang Amadeus Mozart
(BD I, 181)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Leopold da Roma alla moglie a Salisburgo del 28 aprile 1770 insieme al poscritto di Wolfgang alla sorella Nannerl, come sono stati pubblicati in Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen.

Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli dei paragrafi, e alcune spiegazioni dei termini o delle parole; in coda alla lettera ci sono i nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori; il testo originale in italiano è evidenziato in giallo; invece in rosso è la lettera con i tagli e i cambiamenti come è stata pubblicata nella biografia di Mozart del 1828 attribuita a Nissen.

Luca Bianchini, Anna Trombetta


[LEOPOLD MOZART A SUA MOGLIE A SALISBURGO]

Roma, il 28 aprile 1770.
Il 25 ho scritto a Sua Grazia il Principe e spero che la lettera sia arrivata puntuale. Non ho ancora visto nulla dal signor Eybeck sebbene già 8 giorni fa io abbia ricevuto la lettera di Sua Eccellenza il primo maggiordomo, in cui mi scrive che sperano io abbia già ricevuto la lettera dal signor Eybeck. Ora puoi scrivermi direttamente a Roma e il signor Marcobruni mi inoltrerà puntualmente le lettere a Napoli. NB bisogna però aggiungere
per Mantova à Roma.

Fa ancora freddo, non tanto come a Salisburgo, ma neanche così caldo come dovrebbe essere a Roma. Infatti ci sono sempre venti freddi e nuvole scure; tuttavia, non appena spunta il sole, fa molto caldo. Siamo stati dalla Principessa Barbarini, dove abbiamo incontrato il principe Xaveri di Sassonia e ancora una volta il pretendente, ovvero il cosiddetto re d’Inghilterra, e il cardinal Pallavicini, e fra gli altri un gentiluomo che ci conosceva da Parigi.

Oggi presso l’Ambassadore di Malta abbiamo trovato un Cavallier che ci conosceva a Vienna, e il legato svedese che ci ha visto a Londra, oltre al conte von Wallerstein. Domani il Duca di Bracciano ci ha invitati a un’accademia del Duca d’Altems. Lunedì pranziamo dagli agostiniani, lo stesso ordine di quelli a Salisburgo, e ci sarà anche il generale. Martedì pranziamo in una tenuta dove c’è un piccolo cavallino, che però è molto piccolo e mansueto.

Il 12 maggio, a Dio piacendo, partiremo con il Procaccio per Neapl [Napoli], dove ci siamo già fatti prenotare un alloggio. Da 14 giorni le strade per Neapl [Napoli] erano assai poco sicure e un commerciante è stato ucciso, ma da Roma hanno subito mandato gli Sbirri e i sanguinari soldati del papa, e siamo venuti a sapere che c’è già stata una Bataille [uno scontro] in cui 5 Sbirri e 3 banditi sono rimasti uccisi, 4 banditi arrestati e i rimanenti sono stati dispersi. Ora però si sono avvicinati ai confini napoletani; e, se è vero che i banditi hanno assassinato un corriere napoletano che doveva recarsi in Spagna, Napoli farà ogni sforzo per ripulire le strade.

Non partirò da qui prima di essere certo che il viaggio sia sicuro, e con il procaccio si è in una compagnia numerosa. In questi giorni, di notte mi è venuta una forte diarrea; la mattina dopo sono andato io stesso in farmacia e mi sono fatto fare un infuso di rabarbaro. Ora va meglio, e questa diarrea mi ha fatto bene. Il Wolfgang è, Dio sia lodato, in buona salute, ha solo un po’ di mal di denti da una parte.

A Roma alloggiamo nell’appartamento del corriere Steffano Uslenghi e, come ti ho già scritto, in casa di persone molto buone, che esaudiscono ogni desiderio che ci leggono negli occhi. Il signore è in viaggio per il Portogallo, quindi a casa ci sono solo la moglie e sua figlia |: come la Nannerl : |. Un bell’appartamento, una buona casa, e gente che sta bene. Cento e cento volte la signora si è augurata che tu e la Nannerl poteste venire. Mandano i saluti a tutte e due, come anche il signor Marcobruni.

Presumo che il signor Brinsechi di Bologna avrà ben scritto qualcosa di noi al signor Hafner (al quale mandiamo i nostri saluti). Porgi i nostri saluti a tutti i buoni amici e alle amiche. Baciamo te e Nannerl 1000 volte e sono il tuo vecchio Mzt.

[POSCRITTO DI MOZART ALLA SORELLA]

Bacio mia sorella sulla guancia e la mano alla mamma: non ho ancora visto scorpioni né ragni, nessuno ne parla e non se ne sente parlare. La mamma riconoscerà [“könen”] certo la mia scrittura, che me lo scriva subito, altrimenti ci metto [“seze”] sotto il mio nome [“mamen”].

[Nissen (199, 200)]

(Leopold Mozart, lettera n.76)

Roma, il 28 aprile 1770.
Siamo stati dalla
Principeßa Barbarini, dove abbiamo incontrato il principe Xaveri di Sassonia e ancora una volta il pretendente. Oggi siamo presso l’Ambaßadore di Malta. Domani il Duca di Bracciano ci ha invitati a un’accademia del Duca d’Altems. Lunedì pranziamo dagli agostiniani.
Il 12 maggio, a Dio piacendo, partiremo con il
Procaccio per Napoli, dove ci siamo già fatti prenotare un alloggio.

Le strade per Napoli sono assai poco sicure: non partirò da qui prima di essere certo che il viaggio sia sicuro, e con il procaccio si è in una compagnia numerosa. Il Wolfgang è, Dio sia lodato, in buona salute, ha solo un po’ di mal di denti da una parte come di consueto.

POSCRITTO DI WOLFGANG AMADEUS MOZART (sua lettera n.12)

Bacio mia sorella sulla guancia e la mano alla mamma: non ho ancora visto scorpioni né ragni, nessuno ne parla e non se ne sente parlare. La mamma riconoscerà certo la mia scrittura, che me lo scriva subito, altrimenti ci metto sotto il mio nome.


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Per il periodo dal 1781 in poi, la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
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Mozart, lettera del 25 aprile 1770

di Wolfgang Amadeus Mozart
(BD I, 179)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Wolfgang da Roma alla sorella a Salisburgo del 25 aprile 1770 insieme al poscritto di Leopold Mozart, come sono stati pubblicati in Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen.

Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli dei paragrafi, e alcune spiegazioni dei termini o delle parole; in coda alla lettera ci sono i nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori; il testo originale in italiano è evidenziato in giallo; invece in rosso è la lettera con i tagli e i cambiamenti come è stata pubblicata nella biografia di Mozart attribuita a Nissen del 1828.

Luca Bianchini, Anna Trombetta


[MOZART DA ROMA A SUA SORELLA A SALISBURGO]

[Roma, 25 aprile 1770]

Cara sorella mia!
Jo vi acerto che io aspetto con una incredibile premura tutte le giornade di posta qualche lettera di salisburgo. hieri fùmmo à s. lorenzo, e sentimmo il vespero, e oggi Matina la meßa Cantata, e la sera poi il secondo vespero, perchè era la festa della Madonna del buon consiglio.

questi giorni fùmo nel campidolio e viddemmo varie belle cose: se io voleßi scribere tutto, che viddi, non basterebbe quel foglietto.

[il gioco delle bocce]

in Due accademiae sonai [non si sa nulla di queste accademie], e Domani sonerò anchè in una. sta sera abbiamo veduti un contra alto un Musico che risemigliò molto al sig. Meisner, che avremo l’onore di vederlo à napoli: subito dopo pranso giochiamo à potsch [bocce], questo è un gioco che imparai in Roma, quando verò à casa, io vi l’imparerò.

dite al signor de Mölk, che mi rallegro, e mi congratullo con lei, che il suo sig: padre stà meglio di salute, e che lo prego, di farmi quel piacere, di far il mio rispetto in vece di me al suo sig: padre, e sig:ra Madre e sig:ra sorella, e fratello, e cognato, e cucina, e a tutto e tutti.

[i copisti]

quello che vi scrißi l’altra volta, vi prego di farmelo, e di rispondermèlo, finita questa lettera, finirò una sinfonia mia, che cominciai, l’aria è finita, una sinfonia e dal copista (il quale è il mio padre) perche noi non la vogliamo dar via per copiarla, altrimente egli sarebbe rubata.

a tutti i miei amici il mio complimento, e alla mia Madre bacciate da parte le mani, perchè sono |: tra la lie ra : | il
Wolgango in germania e ama=
deo Mozart in italia.

Roma caputmundi

il 25 aprile anno 1770.
nel`anno venturo 1771
dietro come davanti
e nel mezzo doppio.

[POSCRITTO DI LEOPOLD MOZART]

Vi bacio entrambe!

[POSCRITTO DI MOZART A JOACHIM VON SCHIEDENHOFEN]

al sig: de schidenhofen.

V:s: mi perdoni che non mai scrißi, ma non avendo avuto tempo, non potèi far il mio Dovere: ecco un Menuetto del sig. pick, che ballò à milano.

[POSCRITTO DI LEOPOLD MOZART]

In futuro le mie lettere devono arrivare
a Roma. Perché il Sgr. Marcobruni è
direttore della posta e si preoccupa di tutto.
Chi abbiamo incontrato qui? …
Il caro conte Gerstorff.

[Nissen (198, 199)]

(Wolfg. Amad. Mozart, lettera n.11)

25 aprile

Cara sorella mia!
Io vi accerto, che io aspetto con una incredibile premura tutte le giornate di posta qualche lettera di Salisburgo. Jèri fùmmo à S. Lorenzo, e sentimmo il Vespero, e oggi matina la messa Cantata, e la sera poi il secondo vespero, perchè era la festa della Madonna del Buonconsiglio. Questi giorni fummo nel Campidoglio e viddemmo varie belle cose.

Se io volessi scrivere tutto quelche viddi, non basterebbe questo foglietto. In due Accademie suonai, e domani suonerò anchè in una. – Subito dopo pranso giuochiamo a Potsch.

Questo è un giuoco che imparai qui quando verro a casa, ve l’imparerò. Finita questa lettera, finirò una sinfonia mia, che cominciai.

L‘aria è finita, una sinfonia è dal copista (il quale è il mio padre) perche noi non la vogliamo dar via per copiarla, altrimente ella sarebbe rubata.
Wolgango in Germania,

Amadeo Mozart in Italia.

Roma caput mundi,

il 25. Aprile anno 1770.
nell`anno venturo 1771.
Dietro come davanti e nel mezzo doppio.


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Per il periodo dal 1781 in poi, la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Sitografia

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K 21, “Va dal furor portata”

Mozart, K 21, la prima Aria mai scritta

Musica: ?
Testo: di Pietro Metastasio, tratto dall’Ezio (II, 4).
Luogo: ?
Data: ?

Movimenti: [Allegro] in C.
Organico: tenore, oboe I e II, fagotto I e II, corno I e II in do, violino I e II, viola, violoncello e basso.
Tonalità: in do maggiore.

Fonti: manca l’originale.
C’è una copia alla Bibliothèque nationale de France a Parigi con la segnatura: Rés. Vma. ms. 499. Sono 8 fogli, ossia quattro fogli doppi messi uno nell’altro con 14 pagine scritte. Il formato della carta è orizzontale a 10 pentagrammi per pagina.
Un’altra copia è alla Biblioteca statale di Monaco di Baviera con la segnatura Mus. ms. 1278.

Lettere: non ci sono riferimenti nelle lettere all’Aria K 21. Un generico accenno all’Ezio di Metastasio, dal quale è tratta l’Aria, sta nella lettera di Leopold Mozart da Londra a Johann Lorenz Hagenauer a Salisburgo del 19 marzo 1765 (BD I, 96) il cui originale è però perduto.

Copiata dal padre

La K 21 è la prima Aria mai scritta da Mozart, in senso letterale. Non ha composto una sola nota del pezzo, non l’ha firmato, non v’ha fatto neppure delle correzioni o qualche aggiunta. Nulla.
Gli è stata attribuita, non si sa come, anche se il padre l’ha solo copiata. Il manoscritto autografo infatti non c’è.
Nei cataloghi ufficiali la musica figura tra quelle che Wolfgang avrebbe scritto quando la sua famiglia risiedeva a Londra tra l’aprile del 1764 e il luglio del 1765.

Il testo

In nessuna lettera si parla esplicitamente dell’Aria per tenore “Va dal furor portata”. S’accenna invece all’Ezio di Metastasio, dal quale è stata presa. L’8 febbraio 1765 Leopold da Londra informò l’amico Johann Lorenz Hagenauer di Salisburgo che “5 o 6 opere si mettono in scena, la prima era l’Ezio, la seconda Berenice, entrambe dei pasticci di diversi maestri. Il 3o c’è stato l’Adriano in Siria appena composto dal signor Bach. So che verrà suonato un Demofoonte composto di recente da Vento, e poi ancora alcuni pasticci” (BD I, 65).

K 21 - libretto - Va dal furor portata - Leopold Mozart
Libretto dell’Ezio di Pietro Metastasio, Atto II scena 4. Questo è il testo dell’Aria K 21.

Per chi l’ha scritta?

In verità, non si conoscono né il committente della K 21 né l’occasione in cui fu eseguita.

Ciprandi

Alcuni ipotizzano che Mozart l’abbia dedicata al tenore Ercole Ciprandi, che interpretò il ruolo di Massimo nel pasticcio intitolato Ezio dato al King’s Theatre in Haymarket il 24 novembre 1764. Ora, riguardo a Ciprandi, è impossibile che abbia inserito nell’Ezio un’Aria sostitutiva, se no Leopold l’avrebbe gridato ai quattro venti.

Cremonini

C’è chi ritiene che l’Aria K 21 “Va dal furor portata” sia stata eseguita in uno dei due concerti organizzati da Leopold il 21 febbraio e il 13 maggio 1765 a Londra, essendoci in programma “musica vocale e strumentale”.
Però, nel concerto del 13 l’unico cantante che partecipò fu “il Sig. Cremonini”, e non si sa nulla dei pezzi eseguiti.

Manzuoli

Che Mozart l’abbia composta per il castrato Giovanni Manzuoli è frutto di fervida fantasia. Già si sa già poco o nulla delle lezioni presunte di Mozart con lui.

Nannerl

Altri citano Nannerl, che nelle memorie racconta di suo fratello a Londra, che cantò delle Arie “con la più grande sensibilità”. Non dice però se fossero composizioni sue, e non ne specifica i titoli.

Leopold

Questa K 21 è musica copiata da Leopold, e per conoscere chi egli sia, e valutare l’attendibilità di quel che scrive, rimandiamo a Mozart La caduta degli dei, Parte prima.

Prove documentali

Esistono due copie della partitura della K 21 “Va dal furor portata”, tutte e due di mano di Leopold Mozart, una sta a Parigi alla Biblioteca nazionale di Francia, l’altra nella Biblioteca di Stato di Monaco di Baviera. Sono quelle le uniche prove documentali. Nulla è di Wolfgang.
Entrambe le copie non coincidono tra di loro, e sono corrette e ricorrette da Leopold che le ha prese da un abbozzo, o da un’Aria scritta da qualcun altro. Quella di Parigi sembra essere più antica, visto che è la più semplice.

Le fasi di copiatura

Leopold ha realizzato la prima versione, ora a Parigi, risistemandola forse da degli appunti, poi l’ha cambiata, modificata, e ricorretta. Non soddisfatto l’ha risistemata per l’ennesima volta nella versione ora a Monaco di Baviera. Non si conosce l’autore reale della musica, che assomiglia più ai pezzi scritti da Leopold che a quelli del figlio. Di sicuro Leopold non l’ha solo risistemata, ma l’ha ricreata, e l’operazione non avvenne “a Londra”. Perciò l’attribuzione che Leopold fa a suo figlio Wolfgang è falsa.

Quel che dicono le filigrane

La carta della fonte di Parigi, quella presumibilmente più antica, ha la filigrana che è stata prodotta solo dal settembre del 1765, quando i Mozart se n’erano già andati via da Londra. Quella di Monaco è successiva, realizzata da maggio del 1766 in poi, un anno dopo la data che sta sul manoscritto.
I Mozart erano partiti nel luglio del 1765 per raggiungere l’Olanda. Quando erano in Inghilterra, la carta della K 21 non l’avevano ancora fabbricata.

Il primo titolo è falso

Sulla prima pagina della versione parigina una mano sconosciuta ha scritto al centro del foglio: “Aria del Sigr Wolfg Mozart 1765 / va dal furor Portata”, mentre Leopold ha segnato su una pagina successiva il titolo “Aria: va dal furor portata di Wolfgango Mozart. 1765 / à Londra”. Il che è falso, perché la musica è scritta, ricreata, variata da Leopold successivamente quando la famiglia era forse in Olanda.

L’attribuzione a Leopold è incerta

Sul manoscritto che invece sta a Monaco, Otto Jahn ha aggiunto in prima pagina: “Titoli e testo sono di sicuro di Leopold Mozart, probabilmente anche tutta la partitura”. I problemi di attribuzione riguardano quindi anche la parte di Leopold. Non è certo l’abbia scritta lui. Ma quante persone hanno composto la K 21?

Un bel mistero

Nella parte del Basso alla Bibliothèque nationale de France, c’è un recitativo di otto battute e una sezione di un’Aria in do maggiore che non hanno nulla a che fare con la K 21. Altro bel mistero.

Modificata forse in Olanda

Leopold, quando la famiglia se n’era ormai andata da Londra, raggruppò gli oboi in un unico sistema. NMA elenca parecchi altri aggiustamenti. Dalle cancellature si ricava che l’Aria, nell’abbozzo originale che servì da modello, era scritta per soprano. Leopold sostituì la chiave di soprano con quella di tenore.
Una versione per soprano non l’avrebbero potuta inserire nell’Ezio dato all’Haymarket Theatre il 24 novembre 1764, primo perché l’Aria è del 1765, e poi perché era destinata al personaggio di Massimo che è tenore.

Sviste

Non essendoci rimasto più nulla, non c’è modo di distinguere le parti scritte da Leopold da quelle del pezzo originale. L’unica “certezza” è che la K 21 forse è di mano del padre.
Le due copie manoscritte di Leopold sono molto diverse. Qui sotto, nella versione di Monaco che dovrebbe esser la più corretta, Leopold si dimentica di scrivere la parte del cantante.

Metodologia “scientifica”

NMA, l’edizione critica delle opere di Mozart, fornisce entrambe le versioni del lavoro. Secondo NMA la copia di Parigi, rispetto a quella di Monaco di Baviera, è “fortemente corretta”. NMA ammette la possibilità che la prima sia “più vicina alla concezione originale di Wolfgang”. Ma per fare una simile affermazione dov’è la copia di Wolfgang? Come fa NMA a esser sicura che sia mai esistita? Quali sono le evidenze?
NMA qui non segue un metodo scientifico, e s’appoggia a suggestioni paranormali.
Secondo NMA Wolfgang avrebbe abbozzato un’Aria, Leopold l’avrebbe riscritta ex novo e risistemata nella versione che sta oggi a Parigi, cambiando pure la chiave, e poi l’avrebbe ampliata e ricorretta ulteriormente in quella bavarese. D’accordo, ma Wolfgang cosa c’entra con tutto questo?

Meno falsa, o più originale?

NMA scommette sul fatto che la fonte di Parigi sia “più originale” di quella di Monaco, quando di originale non c’è proprio nulla, né in una e neppure nell’altra.

Con qualche errore

Leopold non è riuscito a correggere proprio tutto. Verso la fine dell’Aria ha scritto per ben due volte “la tolgi a me”, invece di “la togli a me”.

Altre mancanze

Nessuna delle due fonti include un’indicazione di Tempo, il che è molto strano visto che Leopold, in quel senso, era più preciso del figlio. La seconda parte dell’Aria pare debba essere eseguita in un Tempo più rallentato, ma anche qui manca l’indicazione.

Non è quell’imbroglio che si dice…

Nel catalogo delle opere di Wolfgang, stilato da Leopold nel 1768 per dimostrare che il figlio non era “quell’imbroglio” che l’impresario Affligio e i cantanti dell’opera La Finta semplice andavano dicendo a Vienna, sono segnate “15 arie italiane composte in parte a Londra e in parte a L’Aia”. Che l’Aria K 21 appartenga a questo gruppo di 15 pezzi è un’altra ipotesi. Visto che si tratta di musica del padre, se il K 21 fosse davvero una delle 15 Arie italiane elencate da Leopold, allora anche tutto il suo catalogo sarebbe un grande imbroglio come lo è stato La finta semplice.

Senior

Daniel Barrington provò a Londra le abilità di Mozart, e sull’esito di quell’esperimento poco scientifico abbiamo scritto in Mozart La caduta degli dei Parte prima. Egli chiese a Wolfgang di improvvisare vari tipi di Arie sulla parola “Affetto” e un’altra di sdegno sulla parola “perfido”. E questo basterebbe a Stefan Kunze per dire la K 21 è proprio di Mozart. Certo, ma quale Mozart? Junior o Senior? O nessuno dei due?

Lavorando di fantasia

Amedeo Poggi ed Edgar Vallora (Mozart Signori, il catalogo è questo) sostengono esattamente il contrario di quel che documentano le fonti, e cioè:

1) che la K 21 “Va dal furor portata” è la prima Aria scritta da Mozart “per impadronirsi del formulario espressivo dell’opera italiana”, quando invece l’ha copiata il padre e non esiste autografo di Mozart;

2) che “doveva essere inserita” in un’opera che allora trionfava al King’s Theatre di Londra, ma lì il personaggio era tenore, e l’opera solo un pasticcio;

3) che “fu dedicata al tenore Ciprandi”, quando in origine la K 21 dovette esser per soprano, e sul manoscritto non compare nessuna dedica;

4) che Mozart “avrebbe voluto affidare la sua composizione al celebre castrato Manzuoli” dal quale avrebbe preso lezioni di canto, quando questa affermazione data per certa non è suffragata da uno straccio di prova;

5) che il pezzo “quasi certamente” (che in scienza non significa nulla) faceva parte delle 15 Arie italiane “composte da Mozart a Londra”, il che è pura speculazione, e metterebbe in dubbio tutto il catalogo di Leopold. Il padre lo scrisse nel 1768 per salvare se stesso e il figlio dall’accusa d’esser dei truffatori. Poggi e Vallora fanno passare la lista di Leopold per un lavoro ragionato di catalogazione “nel quale per qualche anno annotò le opere del figlio”, quando invece fu solo una pezza fatta al momento per salvare la faccia davanti all’imperatore.

Invenzioni a due voci

Paumgartner si inventa che la K 21 ricorda certe improvvisazioni descritte da Barrington a Londra, e lamenta che Mozart sia troppo “angoloso”. Nella K 21 secondo lui “non si ritrova praticamente nulla … dei primissimi pezzi di Mozart”. Per forza: non è sua!
Alfred Einstein lamenta che Mozart abbia sbagliato interpretazione e si sia ridotto a scrivere un’Aria di bravura come questa K 21, che è “troppo convenzionale” e “troppo elaborata”. Ma s’è accorto il biografo che la musica per l’Aria di Massimo non l’ha scritta Wolfgang ma l’ha copiata Leopold, e che la colpa del padre non dovrebbe mai ricadere sui figli?



Le puntate monografiche dedicate a Mozart la caduta degli dei Parte prima, Mozart la caduta degli dei – Parte seconda, Mozart Il flauto magico, trasmesse da Radio Vaticana, riguardano le opere che Wolfgang Amadeus Mozart ha scritto dalla sua infanzia sino al Requiem, comprese tutte le prime composizioni, ad esempio il Quaderno londinese o la sinfonia K 16. A quelle musiche sono dedicati interi capitoli, che fanno capire cosa e come Mozart realmente scrivesse negli anni della K 21.


Bibliografia di riferimento

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
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Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

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Mozart Il flauto magico
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