Rivalità Cambini e Mozart, sarà vero?

Giuseppe Maria Cambini è citato 2 volte nell’epistolario dei Mozart (BD 447, BD 448). Da lì a dire che fossero amici o nemici ce ne vuole. Quello che scrive Mozart è vago. Lui ne accenna a Parigi una volta nella lettera al padre del primo maggio 1778.

La musica di Cambini piace

Mozart dice che lui ha forse screditato Cambini, Maestro italiano, ma senza volerlo. I suoi quartetti in realtà gli piacciono e Mozart ne ha sentito uno a Mannheim. Scrive che è musica molto graziosa e che ha rivolto a Cambini i suoi complimenti. A Parigi deve suonarne uno a memoria ma non se lo ricorda e lo improvvisa. Avrà pasticciato la musica dell’italiano? Questo avrebbe FORSE scosso Cambini che era presente all’esecuzione. Il fatto è che Mozart, lo dice proprio Wolfgang, non ha saputo suonare bene un quartetto del collega.

una gran testa

Da questa prima notizia si ricava 1) che la musica di Cambini piace a Mozart, il quale di sicuro ha ascoltato 1 quartetto 2) che Cambini e Mozart si sono incontrati più di una volta (parla di un primo incontro). La musica di Cambini piaceva così tanto che Wolfgang se la ricordava quasi a memoria anche a distanza di tempo. 3) che Mozart ha fatto una mezza cilecca quella volta e temeva di non essere piaciuto lui a Cambini, il quale avrebbe detto che “ha una gran testa …” 4) che quando Mozart dice d’essere in mezzo a bestie e animali, lì a Parigi, non si riferisce a Cambini ma ai francesi.

Cambini e Mozart

L’unico altro accenno a Cambini è stavolta nella lettera del padre, nell’aprile di quell’anno, il quale scrive che al figlio chiudono le porte in faccia e che Cambini ha successo e che quindi Cambini potrebbe essere geloso. Ma è solo una ipotesi poco credibile. Leopold ricorda poi gli insuccessi del figlio in Italia ecc. ma su quei guai i biografi scantonano. Da questo passo si ricava 1) che Cambini ha successo a Parigi 2) che Mozart lì non piace più di tanto com’era già capitato in Italia 3) che Mozart è giù di corda.

“terrone”

Nelle traduzioni italiane delle lettere di Mozart, ad esempio quella di Murara, Cambini è detto “italiano”. A nostro avviso sono tutte delle pessime edizioni dell’epistolario, perché non sono fedeli al testo. Nell’originale è scritto “welscher” ossia “terrone” e non c’è ragione di addolcire qui e altrove le parole. Altrimenti si rischia di non capire proprio nulla e di far passare Wolfgang e Leopold per dei letterati accademici, cosa che in effetti non sono.

Parigi, stampa del 1700
Parigi nel 1700 in una stampa dell’epoca

Per approfondire i rapporti tra i due musicisti

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Leopold, lettera del 16 giugno 1770

di Leopold Mozart da Napoli alla moglie a Salisburgo
(BD I, 191)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Leopold Mozart da Napoli alla moglie a Salisburgo del 16 giugno 1770, come è stata pubblicata in Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen.

Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli, le segnalazioni, e i chiarimenti circa i termini. In coda alla lettera ci sono i nostri commenti e gli interventi dei lettori. Il testo originale in italiano è evidenziato in giallo, i nomi propri come li ha scritti Leopold in blu.

Segue il link alla medesima lettera del 16 giugno 1770 pubblicata nella biografia di Mozart del 1828 attribuita a Nissen. Lì si segnalano i tagli e le modifiche arbitrarie apportate da Constanze e dai suoi collaboratori.

Luca Bianchini, Anna Trombetta


[LEOPOLD MOZART A SUA MOGLIE A SALISBURGO]

Madame! Napoli, 16 giugno 1770.
Davvero non dovresti e non devi proprio sorprenderti se a volte non ti arrivano le lettere per lungo tempo; perché sai per esperienza che non sempre possiamo scrivere quando vogliamo, e che le lettere impiegano 14 giorni per arrivare da Salisburgo a Napoli. Intanto dovresti avere ricevuto 6 lettere da Napoli, e questa è la settima. A questa non devi più rispondere, fino a che non ti dica nuovamente dove inviare le lettere. Pensavamo di partire il 20; ma lo faremo solo il 23 o il 24, perché Sua Eccellenza il conte Kaunitz non sarà pronto prima di allora. Diventerà governatore della Moravia al posto di Sua Eccellenza il conte von Schrattenbach. Ora siamo impegnati a visitare di tutto. Il 13, giorno di Sant’Antonio, non avresti pensato di trovarci al mare. Alle 5 di mattina ci siamo andati in carrozza a Pozzolo [Pozzuoli; MM corregge senza segnalare], dove siamo giunti prima delle 7 e ci imbarcammo per dirigerci verso Baja; qui abbiamo visto i bagni di Nerone, le grotte sotterranee della Sibilla cumana, il Lago d’Averno, il Tempio di Venere, Tempio di Diana, il Sepolchro d’agripina, i campi flegrei o Campi elisi, il Mare Morto, ove era barcaiolo Caronte, la piscina mirabile, e le Cente Camerelle ecc., sulla via del ritorno abbiamo visto molti bagni antichi, templi, stanze sotterranee ecc., il monte nuovo, il monte gauro, il molo di Pozzoli, il Colißeo, la Solfatara, l’Astroni, la grotta del Cane e il Lago di Agnano ecc., ma soprattutto la grotta di Pozzuoli e la tomba di Virgilio. La grotta di Pozzuoli è come la nostra Porta nuova; solo che ci abbiamo messo 8 minuti a percorrerla perché è lunga 344 canne. Oggi a mezzogiorno siamo stati a mangiare dai Certosini di San Martino sulla collina e dopo pranzo abbiamo visto tutte le curiosità e i tesori di questo luogo, e abbiamo ammirato il panorama. Lunedì e martedì ecc. osserveremo il Vesuvio un po’ più da vicino, vedremo Pompea [Pompei; MM corregge senza segnalare] ed Ercolano, le città in cui sono in corso gli scavi, dove ammireremo le rarità che sono già state trovate, visiteremo Caserta ecc. e Capo di Monte [Capodimonte; MM corregge senza segnalare] ecc., tutte cose che costano denaro. Il tempo stringe, la posta sta per partire e io devo ancora scrivere qualche parola al signor Marcabruni.
I miei saluti a tutti i buoni amici e alle amiche ecc. Baciamo te e la Nannerl 1000 volte e io sono il vecchio Mozart.

Per vedere tutte queste rarità bisogna sempre aver una fiaccola con sé, perché parecchie stanno sotto terra. Io e il Wolfgang eravamo da soli con il nostro domestico, c`erano 6 marinai e il Cicerone, che non hanno potuto nascondere la meraviglia nel vedere il Wolfgang, e i 2 vecchi marinai con la barba grigia hanno detto di non aver mai visto in quei luoghi un ragazzo così giovane, che fosse giunto fin lì per vedere le antichità.

[AGGIUNTA DI MOZART]

Anch`io sono ancora vivo, e sempre di buon umore come al solito, e viaggio volentieri: ora sono stato persino sul mar Merditerraneo [“auf dem Merditeranischen meere”]. Bacio la mano alla mama, e la nanerl [Nannerl; MM corregge senza segnalare] la bacio 1000 volte, e sono

il figlio stefel [MM corregge in Steffel senza segnalare] e il fratello hans [due personaggi sempliciotti della commedia tedesca]

Confronto con la versione di Nissen

Lettera di Leopold del 16 giugno 1770 immagine di un lucchettopubblicata nel 1828 a nome di Georg Nikolaus Nissen.


Bibliografia

trascrizione diplomatica della lettera
al Mozarteum di Salisburgo;
Luca Bianchini, Anna Trombetta, “Le lettere”, Mozart la caduta degli dei;
Mozart Briefe di Kurt Westphal (in tedesco);

Leopold, lettera del 30 giugno 1770

di Leopold Mozart da Roma alla moglie a Salisburgo
(BD I, 194)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Leopold alla moglie a Salisburgo del 30 giugno 1770, come è stata pubblicata in Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen.

Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli, le segnalazioni, e i chiarimenti circa i termini. In coda alla lettera ci sono i nostri commenti e gli interventi dei lettori. Il testo originale in italiano è evidenziato in giallo, i nomi propri come li ha scritti Leopold in blu.

Segue il link alla medesima lettera del 30 giugno 1770 pubblicata nella biografia di Mozart del 1828 attribuita a Nissen. Lì si segnalano i tagli e le modifiche arbitrarie apportate da Constanze e dai suoi collaboratori.

Luca Bianchini, Anna Trombetta


[LEOPOLD MOZART A SUA MOGLIE A SALISBURGO]

À Madame / Madame Marie Anne / Mozart / à / Salzbourg
Roma, 30 luglio 1770 [la data è sbagliata, perché è del 30 giugno]

Avrai ricevuto da Roma la mia lettera del 27 [giugno]. Ho dimenticato di scriverti che il vecchio barone Tschudi è morto, e che pochi giorni prima della nostra partenza da Napoli abbiamo partecipato al suo funerale. Ho trasmesso gli ossequi di Sua Eccellenza il conte Spaur al barone Fridolino Tschudi [MM corregge in Fridolin] e lui mi ha incaricato di ricambiarli. All’occasione glieli riferirai insieme con i nostri.

Chiedi se il Wolfg: abbia già cominciato l’opera. Non ci abbiamo ancora neppure pensato. Puoi chiedercelo a partire dal primo novembre quando siamo a Milano. Non sappiamo ancora nulla degli interpreti e neppure del libretto. Al momento conosciamo chi sono il primo huomo e il tenore: primo uomo è il signor Sartorini, che lo scorso Carnevale ha cantato a Torino, e il tenore è il signor Ettore.

Abbiamo incontrato il signor Sartorini qui a Roma; è venuto a farci visita ieri. Ha detto che pensa che la prima opera sarà la Nitteti. Basta! C’è ancora tempo.

Se abbiamo suonato dal Re? – Per niente! Tutto si è limitato ai puri complimenti che la Regina ci ha rivolto ovunque ci incontrasse. La Regina non può nulla, e conviene più raccontare che scrivere che razza di Subjectum sia il Re. Puoi facilmente immaginarti come vadano le cose in questa corte.

Il giovane violinista La motte [MM corregge in Lamotte], che è al servizio dell’Imperatrice e che è venuto in Italia su suo ordine e a spese di quest’ultima, è rimasto per lungo tempo a Napoli e per altre 3 settimane, perché gli hanno dato a intendere che Re e Regina l’avrebbero ascoltato: ma così non è successo. A suo tempo avrò un bel po’ di cose divertenti da raccontarti riguardo a questa corte. Vedrai anche il ritratto del Re.

Spero d’essere in grado di scriverti presto quel che sta avvenendo qui. Sono stato costretto in parte a rimanere in casa e a camminare per un po’ molto lentamente e zoppicando, e non ho ancora potuto far visita di cortesia ai principi e ai cardinali. Nella mia prima lettera te ne ho nascoste le ragioni: ma visto che adesso va meglio, ti devo narrare del brutto incidente.

Sai già che 2 cavalli e un postiglione fanno insieme 3 bestie. All’ultima fermata di posta in direzione1 di Roma il postiglione ha frustato il cavallo che stava tra le stanghe e portava la Sedia.
[1. BD segnala una parola cancellata, forse “vor”, ma si dimentica di riportare quel che c’è effettivamente scritto sopra: “nach” (in direzione di); MM traduce “[prima] di Roma”. Spiega in nota che nell’originale della lettera la parola è “illeggibile”, quando invece si legge benissimo: Leopold ha scritto “nach” (in direzione di) sopra la cancellatura]

Il cavallo si è impennato, è rimasto bloccato nella sabbia e nella polvere alte più di una spanna ed è caduto violentemente a terra su un fianco trascinando con sé la parte anteriore della Sedia perché la Sedia ha soltanto 2 ruote. Ho trattenuto il Wolfg. con una mano perché non fosse scaraventato fuori, ma il colpo mi ha fatto sbattere il piede destro contro il ferro del parafango che stava cadendo giù con tale violenza che mi sono procurato una ferita larga un dito a metà tibia.

NB il parafango non poteva essere agganciato e quindi è caduto all’indietro.

Il secondo giorno la cosa sembrava pericolosa perché il piede mi s’è molto gonfiato, e ieri e oggi me ne sono stato a letto per la maggior parte del tempo. Oggi, mentre ti scrivo queste righe, sembra andare meglio e la ferita, che è lunga, ha un bell’aspetto, spurga poco e non sento alcun dolore. Non ho usato altro che la pomata bianca, e ciò mi basta. Forse questo incidente doveva capitarmi perché tu non l’avessi infilata inutilmente insieme alle garze; mi dispiace solo che di pomata ne sia rimasta pochissima. Con la prossima posta mi devi scrivere come si prepara.

Se la lettera non mi trovasse più qui, il signor Abbate Marcabruni me la farà recapitare. Il signor Abbate Crivelli è venuto a sapere della mia ferita al piede, è venuto a trovarmi questo pomeriggio e mi ha mostrato anche il certificato di battesimo [di che certificato si tratti non si sa]. Non appena starò meglio pranzeremo da lui. Non devi preoccuparti. Il piede guarirà presto con l`aiuto di Dio. Mi irrita solo il fatto di dovermi fermare qui a Roma più a lungo del previsto, non certo per Roma in sé, perché qui ci sto volentieri e Roma mi piace, ma per via del viaggio che ci tocca fare. Dio ci proteggerà. Non fa ancora troppo caldo, ma la calura arriverà. Tu e la Nannerl statemi bene, vi bacio entrambe 1000 volte e rimango il tuo vecchio Mzt

Porta i nostri saluti ovunque.

Dove si sono celebrate queste nozze? [di che nozze si tratti non si sa. Probabilmente ne aveva parlato la moglie in una lettera che è andata perduta]
Omaggi dal signor Marcobruni [MM corregge in Marcabruni].
A Napoli ho parlato con Obexer [MM corregge in Obwexer], che è stato un gesuita, e anche con un tale giovane Tiboni che adesso è qui.

Confronto con la versione di Nissen

Lettera di Leopold del 30 giugno 1770 immagine di un lucchettopubblicata nel 1828 a nome di Georg Nikolaus Nissen.


Bibliografia

Il ms autografo della lettera
manoscritto al Mozarteum di Salisburgo;
Kurt Westphal, Mozart Briefe (in tedesco);
Luca Bianchini, Anna Trombetta, “Le lettere”, Mozart la caduta degli dei.

Leopold, lettera del 27 giugno 1770

di Leopold Mozart
(BD I, 193)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Leopold Mozart da Roma alla moglie a Salisburgo del 27 giugno 1770, come è stata pubblicata in Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen.

Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli dei paragrafi, e alcune spiegazioni dei termini o delle parole; in coda alla lettera ci sono i nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori; il testo originale in italiano è evidenziato in giallo. Segue il link alla lettera con i tagli e i cambiamenti come è pubblicata nella biografia di Mozart attribuita a Nissen del 1828.

Luca Bianchini, Anna Trombetta


[LEOPOLD MOZART ALLA MOGLIE A SALISBURGO]

Roma, 27 giugno 1770.

Siamo arrivati Ieri alle 8 di sera qui a Roma; questo viaggio con il postale è durato 27 ore, mentre invece col Vitturino ci sarebbero voluti 4 giorni e mezzo. Ma abbiamo davvero volato. Il signor conte von Kaunitz è arrivato soltanto oggi: ho creduto sarebbe stato meglio viaggiare da soli, perché spesso non si trovano così tanti cavalli alle stazioni di posta, e quindi si ha l’onore di starsene seduti per mezza giornata alla stazione ad aspettare che tornino i cavalli; in più sapevo che Sua Eccellenza il signor generale Koch sarebbe partito per Roma con 5 cavalli e un inglese con 7.

Siamo partiti da Napoli quindi da soli, e io mi sono spacciato ovunque per il maggiordomo del legato imperiale perché in questi luoghi i maggiordomi di tali signori sono tenuti in grande considerazione. Ciò ha reso il mio viaggio non solo più sicuro, ma ho pure avuto in cambio dei buoni cavalli, un servizio rapido, e a Roma non ho dovuto passare il controllo alla dogana, anzi alla porta della città mi hanno rivolto un complimento ossequioso dicendo che proseguissi pure dritto verso casa, e io, molto compiaciuto, ho lanciato loro qualche paolo.

Dal momento che durante le 27 ore del nostro viaggio ho dormito solo 2 ore e abbiamo mangiato in carrozza niente altro che 4 polli arrosto freddi con un tozzo di pane, puoi facilmente immaginare come fossimo affamati, assetati e assonnati. La nostra buona signora Uslenghi ci ha offerto del riso buono e cucinato a puntino e noi abbiamo preso appena un paio di uova ben cotte a testa ecc. e, appena arrivati nella nostra stanza, il Wolfgang è sprofondato in poltrona e ha iniziato subito a russare e a dormire così profondamente che io l’ho svestito del tutto e l’ho messo a letto senza che desse il minimo segno di svegliarsi, anzi, lui continuava a russare anche quando l’ho sollevato dalla poltrona e poi l’ho rimesso giù e alla fine sono stato costretto a trascinarlo, tutto addormentato, fino al letto.

Quando si è svegliato dopo le 9, non sapeva più dov’era e come c’era arrivato nel letto; e stai sicura che è rimasto sdraiato per tutta la notte nella stessa identica posizione. Siamo in buona salute, grazie a Dio. Domani e dopodomani vedremo i fuochi d’artificio, la girandola e altre belle cose di quel tipo e poi la consegna del tributo napoletano, e la messa e i vespri a San Pietro.

Mi stupisce assai che il signor Meissner, per quel che mi scrivi, non sia ancora arrivato; ma ancor più mi sorprende che non abbia scritto a Salisburgo, se è vero che non è ancora giunto perché è malato. Io non so più nulla di lui.

Md:sle Troger quindi non è ancora partita? Suppongo che questa lettera arriverà proprio in tempo perché tu possa porgerle ancora i miei saluti. Non devi rispondere a questa mia finché non ti scriverò di nuovo. Intanto dovresti aver ricevuto le mie del 5, 9 e 16 giugno da Napoli. Le tue lettere sinora le ho ricevute tutte.

A Napoli l’Impreßario Signor Amadori, dopo aver visto e ascoltato il Wolfgang da Jomelli [MM corregge in Jommelli senza segnalarlo in nota], gli ha offerto di scrivere un’opera per il Teatro Reale à S: Carlo. Cosa che però non abbiamo potuto accettare per via di Milano. L’Impreßario ha detto allora di capire bene che, per un’unica opera, non vale la pena di viaggiare fino a Napoli: ma che si augurava e sperava che prima o poi il Wolfgang avrebbe scritto un`opera per Bollogna [MM corregge senza segnalare in nota] o per Roma; ci ha pregati di informarlo perché, in quel caso, gli spedirebbe subito la Scrittura per il theatro Reale.

Il signor Hornung ha chiesto delle arie. Puoi dargli tutto quello che vuole. Anche al signor Spitzeder se vuole qualcosa. Devono solo scegliere; purché a suo tempo ce le restituiscano.

Statemi bene tu e la Nannerl, vi baciamo 1000 volte e sono
il tuo vecchio
Mozart

Ogni bene a tutti gli amici e le amiche, dentro e fuori casa.
Il signor Meuricoffre era presente alla nostra partenza. Ci ha reso dei favori da vero amico. L’ultimo giorno ci ha procurato 125 ducati, divisi in Romani, Cigliati e Zechini per poter cambiare i soldi ed eliminare almeno la maggior parte delle once napoletane o le oncie d’oro, che non sono accettate fuori da Napoli.

Confronto con la versione di Nissen

Lettera di Leopold del 27 giugno 1770 immagine di un lucchettopubblicata nel 1828 a nome di Georg Nikolaus Nissen.


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Leopold, lettera del 9 giugno 1770

di Leopold Mozart
(BD I, 168)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Leopold Mozart da Napoli alla moglie a Salisburgo del 9 giugno 1770, come è stata pubblicata in Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen.

Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli dei paragrafi, e alcune spiegazioni dei termini o delle parole; in coda alla lettera ci sono i nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori; il testo originale è evidenziato in giallo, i nomi delle persone in blu. Segue il link alla lettera con i tagli e i cambiamenti come è pubblicata nella biografia di Mozart del 1828 attribuita a Nissen.

Luca Bianchini, Anna Trombetta


[LEOPOLD MOZART ALLA MOGLIE A SALISBURGO]

À Madame / Madame Marie Anne / Mozart / à / Salzbourg
Napoli, addì 9 junii 1770

Ora comincia a fare caldo; eppure oggi ho messo ancora un vestito di panno, ma indosso non avevo altro che una camicia. Così, a poco a poco, ci alleggeriamo. Stiamo in buona salute, grazie a Dio. L’altro ieri abbiamo pranzato da Mr. Mericoffre [MM corregge in Meuricoffre senza segnalarlo in nota] che vi saluta entrambe, e ieri, e oggi, per colpa dei giorni tristi di digiuno dei quattro tempora, a mezzogiorno abbiamo pranzato dal signor barone Tschudi; anchegli vi saluta tutte e due.

Avrai ricevuto di sicuro la mia del 5 corrente, come le altre del 19, 22, 26 e 29. Qui difficilmente riceveremo una tua lettera di risposta alla mia prima da Napoli; visto che è già stabilito che partiremo o il 16 con il Procaccio o il 20 con il postale. Troverò dunque le tue lettere a Roma. Se rispondi subito quando ricevi questa lettera, potrò ancora avere la tua risposta a Roma, o il signor Marcabruni me la rimanderà.

Prima di partire, ti scriverò ancora una o 2 volte e ti comunicherò dove inviarmi le lettere. In un certo senso è un peccato che non possiamo fermarci qui più tempo perché d’estate ci sono varie cose interessanti da vedere; e di settimana in settimana è possibile ammirare un continuo mutamento di frutti, di erbe e di fiori.

La posizione di questo luogo, la sua fertilità, la vivacità, le rarità ecc., cento belle cose fanno triste la mia partenza da Napoli; la sporcizia, la folla di mendicanti, il popolo orrendo, anzi, il popolo senza dio, la cattiva educazione dei bambini, l`incredibile trascuratezza persino dentro le chiese, fanno sì che lasciamo di buon cuore anche le cose belle.

Porterò con me non solo tutte le curiosità locali riprodotte in molte belle incisioni, ma ho ricevuto da Mr. Meuricoffre anche una bella collezione di lava del Vesuvio, ma non lava che chiunque può trovare con facilità: ma pezzi scelti, con addirittura la descrizione dei minerali che vi sono contenuti; pezzi rari e non facili da trovare. Se Dio ci concede di tornare sani e salvi, vedrai delle belle cose.

Saluta da parte nostra tutti gli amici e le amiche dentro e fuori casa, e rimanete entrambe in salute. Vi baciamo 1000 volte e sono il
vecchio Mozart

In questo momento il nostro domestico mi informa che, come speravo, la Sedia è a mia disposizione. Partirò dunque il 20 con il postale e sarò a Roma in 26 ore, mentre con il procaccio avrei dovuto trascorrere 4 giorni e mezzo su queste strade, che sono certo belle, ma fornite solo delle locande più orrende, che il signor Meisner [MM corregge in Meissner senza segnalarlo in nota], al quale mandiamo i nostri saluti, potrà descriverti.

La Sedia appartiene al Generale dei padri Agostiniani. Domani pranzeremo al convento dei padri Agostiniani à S. Giovanni à Carbonaro, perché vi daranno una grande festa.

Oggi abbiamo visto le esercitazioni di tiro del reggimento degli svizzeri che s’è fatto molto onore e di cui è colonnello il padre di Mad[a]me Tschudi; i reggimenti italiani non sono molto meglio delle nostre 2 compagnie militari urbane.

La settimana entrante visiteremo il Vesuvio, le 2 città sepolte, dove vengono dissotterrate intere abitazioni del tempo antico, poi Caßerta [MM corregge in Caserta senza segnalarlo in nota] ecc., insomma tutti quei luoghi notevoli dei quali possiedo già le incisioni.

Non potevo descriverti in breve le superstizioni orribili e la grande quantità di empie idolatrie alle quali il popolo si abbandona. Nel frattempo fatti raccontare qualcosa dal signor Meisner [MM corregge in Meissner senza segnalarlo in nota]. Ma non credere che esse contraddistinguano solo il popolo dei Lazaroni [MN corregge in lazzaroni senza segnalarlo in nota], no! Anche le persone distinte sono piene di superstizione.

Saprò raccontartene a sufficienza. E non è certo cosa da poco sentire qualcuno che invoca Dio in questo modo: Che Iddio chieda a San Gennaro [nella lettera è scritto “Januarium”] di aiutare quel tale in questa circostanza o in quell’altra.

Confronto con la versione di Nissen

Lettera di Leopold del 9 giugno 1770 immagine di un lucchettopubblicata nel 1828 a nome di Georg Nikolaus Nissen.


Bibliografia

per un’introduzione all’epistolario mozartiano vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart la caduta degli dei;
questo è il ms autografo della lettera di Leopold Mozart
al Mozarteum di Salisburgo;
per un’edizione inglese delle lettere vedi Hans Mersmann, Letters of Wolfgang Amadeus Mozart.

Leopold, lettera del 5 giugno 1770

di Leopold Mozart
(BD I, 189)

Di seguito è riportata la lettera di Leopold alla moglie a Salisburgo del 5 giugno 1770, come è stata pubblicata in Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen.

Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli dei paragrafi, e alcune spiegazioni dei termini o delle parole; in coda alla lettera ci sono i nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori; il testo originale in italiano è evidenziato in giallo. Segue il link alla lettera con i tagli e i cambiamenti come è pubblicata nella biografia di Mozart attribuita a Nissen del 1828.

Luca Bianchini, Anna Trombetta


[LEOPOLD MOZART ALLA MOGLIE A SALISBURGO]
À Madame / Madame Marie Anne / Mozart / à / Salzbourg / pr: Mantova
Napoli, 5 giugno 1770

Ho ricevuto proprio oggi, 5 giugno, la tua lettera del 18 maggio. Ora, spero che il tuo catarro ti sia finalmente passato. Mi meraviglia assai che solo da 8 giorni io abbia smesso di portare lo spesso corpetto di flanella per usarne uno più sottile con le maniche di fustagno, e indosso ancora due camicie: e il 3 di giugno ho cominciato a uscire a piedi con un abito di seta. Del resto qui la mattina e la sera faceva ancora sempre molto freddo, e il 2 giugno c’è stata una tremenda pioggia e una pioggerella, questo clima è davvero assai strano per Napoli. Ora avrai nelle mani anche le mie 4 precedenti lettere da Napoli. Il nostro concerto è riuscito molto bene; della corte non posso scriverti ancora nulla. La Prinzipeßa da Francavilla ci ha anche fatto un bel regalo, e speriamo in altre piccolezze. Tu sarai scontenta del fatto che non ti scrivo in dettaglio dei nostri guadagni. Io non lo faccio perché a Salisburgo si guarda solo ai guadagni, e nessuno pensa alle uscite, o almeno lo fanno in pochi, e molto pochi sono quelli che sanno quanto costa il viaggiare. Ti sia sufficiente sapere che, Dio sia lodato, abbiamo quanto di necessario per proseguire con ogni onore il nostro viaggio. Una delle cose più belle è il paßeggio quotidiano, quando, la sera fino all’Ave Maria, la nobiltà va a spasso in centinaia di carrozze alla Strada nuova e al Molo. La Regina vi prende spesso parte, e di sicuro tutte le domeniche e nei giorni di festa. Dal momento che questa passeggiata avviene al mare, quando la Regina vi partecipa sparano dei colpi di cannone dalle navi e le carrozze stanno ferme a destra e a sinistra per salutare la Regina al suo passaggio. Non appena accenna a farsi buio, vicino a ogni carrozza si accendono le fiaccole per fare una specie di illuminazione. Visto che ci partecipiamo tutti i giorni e siamo serviti sempre da una carrozza di qualche signore, io ho sempre 2 fiaccole, una tenuta dal servitore del signore e una dal nostro servitore. Ma questo non costituisce una grossa spesa, giacché le fiaccole qui sono molto a buon mercato e alcune carrozze sono servite da 4 fiaccole portate da 4 domestici. Sua Maestà la Regina ci saluta sempre con speciale amabilità. La domenica di Pentecoste eravamo al gran ballo dato dall’ambasciatore francese per il matrimonio del Delfino. Eravamo stati invitati al ballo con 2 biglietti. Il mio proposito è ancora quello di partire per Roma il 16 con il Procaccio o, più verosimilmente, se riesco a ottenere una Sedia, il 20 con Sua Eccellenza il legato imperiale conte Kaunitz per posta.
Per quello che riguarda il signor Otto di Francoforte, dalla Nota che ti ho lasciato a Salisburgo potevi desumere che io non gli ho spedito più di 12 copie della Violinschule. E dalla sua lettera e dal conteggio che ci sta dentro avresti potuto vedere che, mandando i 18 fiorini e 26 kreuzer, ha pagato i 12 libri, quindi nulla in contrario a spedirgli 15 o 20 copie. Ma in che modo? Questo non lo so. Il signor Wallner potrebbe forse prenderne 12 esemplari a suo tempo ecc. o quando viaggerà il prossimo autunno. In questo piccolo conto c’è però un errore di 2 fiorini che il signor Otto mi deve ancora pagare. Con la prossima gli allego una piccola lettera. Bacio te e la Nannerl 1000 volte e sono il tuo vecchio Mzt

Ogni bene a tutti quelli dentro e fuori casa! Credo bene che sarebbe più divertente per te stare con noi e mi meraviglio che a Salisburgo tutto diventi più caro. A Salisburgo non si pensa mai al fatto che, se si cambia il sistema in una cosa, bisogna formare un nuovo sistema da un’altra parte di modo che tutto mantenga il suo necessario equilibrio. Non è cosa che si possa scrivere su un angolino del foglio. E a che servirebbe?

[ALLEGATO DI MOZART ALLA SORELLA]

Cara sorella mia.

Oggi il Vesuvio fuma forte, accidenti a non finire. Abbiamo mangiato dal sig. Doll, che è un compositore tedesco e un brav’uomo. Adesso comincio a descrivere come si svolge la mia giornata. alle 9 ore, qualche volta anche alle Dieci mi sveglio, e poi andiamo fuor di casa, e poi pransiamo dun tratore e Dopo pranzo scriviamo et di poi sortiamo e indi ceniamo, ma che cosa? – Al giono [MM corregge in giorno ma non segnala in nota] di graßo, un mezzo pullo, overo un piccolo boccone d’un arosto, al giorno di magro, un piccolo pesce, e di poi andiamo à Dormire. est ce que vous avez compris? redma dofia Soisburgarisch don as is gschaida. Wia sand got lob gsund, do Voda und i [“parliamo piuttosto in dialetto salisburghese che è meglio. Grazie a Dio siamo in buona salute, il papà e io”], io spero che anche tu stia bene, come anche la mama. se viene un altra volta la sig: alouisia de scitenhofen fatte da parte mia il mio complimento. Napoli e Roma sono due città per i dormiglioni, a scheni schrift, net wor? [“è bene scritto, non è vero?”] Scrivimi, e non essere così pigra, altrimenti averete qualche bastonate di me. quel plaisir! Je te caßerei la tête. Già pregusto i ritratti, e i bi corios wias da glaich siecht, wons ma gfoin, so los i mi unden Vodan a so mocha. mädle, las da saga, wo bist dan gwesa, he! [“io sono curioso di sapere a chi somigli, se mi piace, vorrei farne uno io con il papà. Ragazzina, dimmi dove sei stata, eh”] Ieri siamo stati in compagnia del signor meuricofre [MM corregge in Meuricoffre senza segnalarlo in nota], che saluta te e la mama. L’opera qui è di Jomelli [MM corregge in Jommelli senza segnalarlo in nota], è bella, ma decisamente troppo posata e vecchio stile per il theatro [MM corregge in teatro senza segnalarlo in nota], la De amicis canta incomparabilmente, come anche l’aprile, il quale ha cantato a Milano, le danze sono ignobilmente pompose, il teatro è bello, il Re ha modi grossolani, alla napoletana, e durante l’opera sta tutto il tempo su uno sgabello in modo da apparire un po’ più alto della Regina, la Regina è bella e cortese, perché sul molo (è una passeggiata) mi ha salutato di certo sei volte con la più grande amicizia. I signori ci danno tutte le sere le loro carrozze per recarci con loro al molo [MM traduce “per recarci al molo” tralasciando “mit ihnen” (con loro)]. Domenica siamo stati invitati al ballo dato dall’ambasciatore francese. Di più non ti posso scrivere, i miei complimenti a tutti i buoni amici e le amiche, addio
p.s. bacia
il mio sparadimano [“handschus”] alla
mama.
Wolfgang Mozart
5 giugno 1770

Confronto con la versione di Nissen

Lettera di Leopold del 5 giugno 1770 immagine di un lucchettopubblicata nel 1828 a nome di Georg Nikolaus Nissen.


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Per il periodo dal 1781 in poi, la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it