K 79 “Oh, temerario Arbace!”; “Per quel paterno amplesso”

Recitativo e Aria K 79 per soprano e orchestra

Musica: Il Recitativo e Aria K 79 non sono firmati da Mozart.
Testo: Tratto dall’Artaserse di Metastasio (Atto II Scena XI) [manca la seconda parte dell’Aria, che Mozart non ha musicato].
Luogo: ?
Data: ?

Movimenti: Aria: Moderato in 3/4;
Organico: 2 violini [su due sistemi], 2 oboi [su due sistemi], 2 Corni [2 su un sistema, poi cancellato], 2 fagotti [su un sistema], 2 viole [su un sistema], soprano e basso [su due sistemi].
Tonalità: Recitativo [in mib maggiore], Aria in sib maggiore.

Fonti: il manoscritto è alla Biblioteca Statale di Berlino, segnatura: Mus.ms.autogr.W.A.Mozart.79.
Lettere: Il K 79 non compare in nessuna lettera, nonostante qualcuno indichi quella del 4 agosto 1770 da Bologna, perché lì si parla genericamente di Arie e non del K 79.

Una versione parzialmente autografa

Il manoscritto del K 79 non è autografo, come sostiene Cliff Eisen, ma parzialmente autografo, cioé scritto da Wolfgang, Leopold Mozart e altri. Comprende 10 fogli con 17 pagine scritte, e le facciate 9 verso e 10 verso sono lasciate in bianco. La larghezza della pagina è di 31,5 x 23 cm, rifilata sul bordo inferiore.

Per ogni pagina ci stanno 10 pentagrammi, con i fogli numerati a matita nell’angolo in alto a destra da 1 sino a 7. Manca la numerazione da 8 a 10.

La carta è di origine olandese, giallastra, e l’inchiostro varia da marrone scuro a marrone chiaro. Il recitativo, che comincia in mib maggiore è scritto dal foglio 1 recto al 2 verso, mentre l’aria in si bemolle maggiore va dal foglio 3 recto al 9 recto.

Questioni di autenticità

Quel che più conta, è che sul primo foglio manca la firma autografa di Mozart, e non sono segnati nè il luogo e neppure la data di completamento del lavoro. In compenso ci hanno scritto molte mani estranee, ad esempio nell’angolo in alto a sinistra c’è un “N. 9” cancellato, e ricorretto a fianco con il “N. 21”. Al centro qualcuno ha annotato che il pezzo K.79 è “completo”. Di seguito un altro ha scritto e poi cancellato che il pezzo “alla fine sembra essere stato rielaborato”. A destra si legge invece che è “di Mozart e di sua mano”, e quello dovrebbe averlo aggiunto Georg Nikolaus Nissen, secondo marito di Constanze Mozart. Nissen, come al solito, non ha tenuto conto degli interventi e delle correzioni di Leopold. Sul margine destro superiore Anton André ha suggerito la data in inchiostro nero: “176-“. La musica, secondo lui, potrebbe esser stata scritta dal 1760 al 1769!

A testimonianza del passaggio di mano in mano del manoscritto, sul margine destro inferiore Franz Gleissner in inchiostro rosso ha segnato “N° 73”, che corrisponde al numero del suo catalogo; in fondo alla pagina a matita: “24” è invece il numero di catalogo di Anton André; al centro Julius André, organista e compositore, ha precisato: “63”, che è un altro numero di catalogo; mentre a destra una mano sconosciuta ha finalmente scritto a matita “K.79”, ossia il numero di catalogo Köchel, quello che usiamo anche noi.

Catalogo Köchel, K.79, Recitativo e Aria per soprano e orchestra
Catalogo Köchel, K.79, Recitativo e Aria per soprano e orchestra

Mozart copia in bella o compone di getto?

La fonte manoscritta di questo Recitativo e Aria K.79 per soprano e orchestra è una bella copia a più mani. Che non sia l’originale, lo conferma il fatto che Mozart sbaglia a scrivere, confonde a volte i pentagrammi ed è costretto a riordinare la partitura. Da pagina 7 la grafia cambia notevolmente (lo si vede nell’immagine in cima a questo articolo), il tratto della penna si fa molto più sottile e chi scrive deve aggiungere battute per correggere quel che ha fatto. Sono i tipici errori d’un copista che ha davanti a sè una brutta copia. Poiché questa non ci è stata tramandata, mancando il nome dell’autore, data e luogo, l’Aria potrebbe essere stata composta da chiunque. Mozart e altri semplicemente l’hanno copiata in bella. Il lavoro è comunque il risultato di un assemblaggio di parti diverse, pieno di rasature e cancellature.

La conoscenza “perfetta” dell’italiano,
e altri problemi

La conoscenza della lingua italiana non doveva essere particolarmente raffinata. Il soprano comincia l’Aria cantando “Ach” alla tedesca, invece di “Ah!” alla Metastasio.;”difendi mi il re” è al posto di “difendimi il mio re”, mentre “d’uin” è cancellato e provvidenzialmente sostituito da “d’un”; “testeso” è rimasto così com’era, forse perchè anche il correttore avrà pensato fosse giusto, e invece no. Avrebbero dovuto scrivere “te stesso” come corregge NMA.

I valori delle note sono spesso corretti, altrimenti la metrica della misura non avrebbe funzionato. Anche certe note sono state sostituite. Andrebbero invece ricostruite come Mozart le ha scritte, e riproposte all’ascolto tali e quali, se fosse vera la teoria che Mozart anticipa la cosiddetta “seconda scuola di Vienna”.

La metrica della misura a volte non funziona per eccesso o mancanza di valori. Ogni tanto si nota l’intervento di una mano estranea, verosimilmente quella di Leopold, che risistema, risolve le abbreviazioni copiate da Wolfgang così com’erano sul libretto, ad esempio “Arb:” in “Arbace”.

Wyzewa e De Saint-Foix

Wyzewa e De Saint-Foix catalogano il Recitativo e Aria K 79 per soprano e orchestra al numero WSF83. Scrivono che Mozart, rispetto agli altri pezzi, non s’è dedicato qui all’espressione dei sentimenti, ma si limita a seguire e accentuare il ritmo delle parole. Nonostante manchi l’indicazione del luogo e la data nel manoscritto, Wyzewa e De Saint-Foix lo collocano a Milano nel 1770, e, come capita frequentemente nel loro libro, precisano addirittura il mese di marzo. Scrivono che il recitativo è semplice, ma che ha figure interessanti di accompagnamento. Quanto all’Aria, che inizia senza introduzione strumentale, osservano che si limita a raddoppiare con gli strumenti il canto, in una struttura semplificata senza il da capo. C’è solo una breve sezione centrale a far da intermezzo patetico e una ripresa un poco variata, che secondo i due musicologi francesi s’incontrerà di nuovo nel Mitridate.

Catalogo Wyzewa - de Saint-Foix 83, K.79, Recitativo e Aria per soprano e orchestra
Catalogo Wyzewa – De Saint-Foix WSF83, Recitativo e Aria K 79 per soprano e orchestra

Gli errori del copista

Poggi e Vallora (Mozart. Signori il catalogo è questo) ritengono che quest’Aria sia scritta per Milano. Lo ipotizzano perché non c’è scritto da nessuna parte il luogo. Sottolineano giustamente che la data esatta è sofferta, perché certi la situano al 1766, cioé quando Mozart era a Londra, altri la riferiscono al soggiorno a Vienna del 1768. Nessuno, compresi i due critici musicali, solleva il dubbio che a scrivere sia stato il padre, o qualcun altro, e che a copiare in bella sia stato Wolfgang, nè si prendeno la briga di analizzare carta, filigrana, testo, varianti, ed errori “del copista”. A studiare il manoscritto si constata invece che Wolfgang stava copiando e che l’operazione è stata per lui piuttosto difficoltosa.

Conclusioni

Se il pezzo fosse del 1770, come dicono in molti compreso Cliff Eisen nell’Enciclopedia Mozart della Cambridge, come si può pensare che Wolfgang, a distanza di pochi mesi, sia stato in grado di comporre in modo autonomo il Mitridate, se non aveva padronanaza della lingua italiana sufficiente ad affrontare un’Aria come questa K.79. Chi gli ha scritto l’Aria K 79 e chi l’Opera?



Bibliografia

Per i collegamenti tra Wolfgang Goethe, Mozart e Simon Mayr: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Goethe, Mozart, Mayr fratelli illuminati, Arché, Milano 2001, prefazione di Alberto Basso.

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte prima, Youcanprint, Tricase 2016.

Sul periodo dal 1781 in poi, per la musica da camera e le opere vocali: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte seconda, Youcanprint, Tricase 2017.

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart Il flauto magico, Youcanprint, Tricase 2018.

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase 2019.

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it

K.113 Divertimento in mi bemolle maggiore

Divertimento per 2 clarinetti, 2 corni, 2 violini, viole, basso

Musica: il manoscritto del K.113 non è firmato da Mozart.
Luogo: la prima versione è stata scritta a Milano.
Data: la prima versione è del novembre 1771, la seconda è senza data.

Movimenti: 1. Allegro in C; 2. Andante in 3/4; 3. Menuetto e Trio in 3/4;
4. Allegro in 2/4.
Organico: 2 clarinetti (su 2 sistemi), 2 corni in mi bemolle (su 2 sistemi), 2 violini (su 2 sistemi), viole (su 1 sistema), basso.
Tonalità: mi bemolle maggiore.

Fonti: il manoscritto è alla Biblioteca Statale di Berlino, segnatura: Mus.ms.autogr.W.A.Mozart.113.
Lettere: non compare in nessuna lettera.

Due versioni non firmate

La partitura c’è arrivata in due versioni, né una né l’altra però ha la firma autografa di Mozart. Wolfgang quindi non le ha certificate, e ad attribuirgliele ci ha pensato, tempo dopo, il padre.

La prima versione sta su 14 pagine in formato orizzontale, 22,5 x 29,5 cm, con 10 pentagrammi per pagina, su carta spessa, ruvida e leggermente brunita. In alto al centro Leopold Mozart ha scritto in italiano «Concerto ò Sia / Divertimento à 8», poi ha precisato sempre in alto stavolta a destra che è «del Sgr: Cavaliere Amadeo / Wolfgango Mozart / in milano nel Mese / Novemb: 1771».

Un pezzo fantasma

Questo divertimento K.113 in mi bemolle maggiore però non è citato nella lettera datata «23 o 24 novembre 1771» (BD I, 257), anche se uno si aspetterebbe di trovarcelo. Perché Wolfgang non dice nulla del divertimento? In tutto l’epistolario il K.113 non compare, mai!

Sotto il titolo, anche l’editore Anton André ha voluto dire la sua in tedesco, che traduciamo: «NB questo include 2 oboe, 2 Corni dinglese [scritto così!] e 2 Fagotti / che M[ozart] ha aggiunto più tardi, in modo che il pezzo ora è a 14 voci. / A[ndré]».

La seconda versione

La seconda versione è rilegata di seguito alla prima, ma a differenza di questa è solo per strumenti a fiato. La musica, ancora una volta, non è firmata da Wolfgang, ma neppure dal padre, che numera i 4 fogli che fanno in tutto 8 pagine. A quanto pare dovrebbe esser stato lui a segnare i nomi dei movimenti: 1. Allegro 2. Andante 3. Menuetto; 4. Allegro. Strano che il figlio, compositore presunto, si sia dimenticato di metterceli di persona.
La carta è cambiata: stavolta è sottile, liscia e leggermente giallastra. Sul margine superiore Anton André ha di nuovo scritto che gli strumenti a fiato li ha aggiunti Mozart, ma siamo già nell’Ottocento. Precisa che Wolfgang l’avrebbe fatto in anni successivi per completare questo divertimento, che evidentemente non lo soddisfaceva più.

Nissen “garantisce”

In alto a destra si vede Nissen che garantisce, come al solito, che la musica è «di Mozart e di sua mano», ma pare non essersi accorto dei numerosi interventi paterni. L’autore della biografia mozartiana, così discussa, è intervenuto pure sugli autografi e li autentica quasi tutti, con che attendibilità uno può immaginarsi. Sul bordo inferiore al centro compare invece il numero di catalogo Köchel K.113, segnato lì da qualcuno dopo la metà dell’Ottocento.

Catalogo Köchel, K.113, Divertimento in mi bemolle maggiore
Catalogo Köchel, K.113, Divertimento in mi bemolle maggiore

Un manoscritto a due mani

Oltre al manoscritto originale l’unica cosa che resta del divertimento è una copia molto tarda che appartenne a Otto Jahn, e che è databile alla seconda metà dell’Ottocento.
La prima versione dell’autografo, quella che conta, non garantisce che il pezzo sia di Mozart. Anzi. Si tratta d’una bella copia scritta almeno a due mani, com’è successo ad esempio alla cassazione K.63 in sol maggiore.

Ci sono correzioni di note, di segni, e aggiunte di dinamiche e legature forse di mano di Leopold Mozart. Questo manoscritto risale al tempo dei viaggi in Italia, quando Leopold e Wolfgang lavoravano a stretto contatto, ed è ovvio che la musica sia stata messa in bella da Wolfgang, dopo che Leopold gliela ha risistemata. Il padre premuroso gliela ha pure attribuita, e come tutti i pezzi del periodo italiano, anch’essa è quindi dubbia. Ma almeno di una cosa possiamo essere certi: che non è comunque tutta di Wolfgang.

Chi sostiene che Mozart anticipa Schönberg, dovrebbe avere il coraggio d’eseguire il pezzo così come l’aveva copiato il giovane Mozart prima che intervenisse suo padre a correggere. Si troverebbe ad aver a che fare, qua e là, con dissonanze interessanti, che preannunciano la cosiddetta “seconda scuola di Vienna”.

Wyzewa e De Saint-Foix

Wyzewa e De Saint-Foix fissano la data di questa composizione al novembre del 1791, coerentemente con quel che ha scritto Leopold, ma scambiano la grafia del titolo per quella di Wolfgang. Dicono che è di Mozart, e sbagliano. Basta dare una rapida occhiata all’immagine qui in cima, in questa pagina, per rendersi conto che a scrivere le note è una persona e a mettere i titoli un’altra.
La musica dicono sia del tipo delle cassazioni, come quella K.63 in sol maggiore, ma quel genere di pezzi era più adatto a Salisburgo che all’Italia. I due studiosi francesi ipotizzano che i Mozart avessero voluto ingraziarsi, lì a Milano, forse l’austriaco signor von Mayer. È molto improbabile che i Mozart intendessero andarsene per le strade della città meneghina a suonare una cassazione, pezzo pensato appunto per quello scopo.

La musica ha comunque dei tratti italiani, inconfondibili, osservano acutamente i due musicologi francesi. Pare loro che «Mozart abbia avuto sotto gli occhi un’opera italiana dello stesso genere e che se ne sia ispirato direttamente, come era solito fare». I Mozart insomma se ne sarebbero appropriati. Noi immaginiamo Leopold che osserva il pezzo italiano, progetta il suo, risistema il modello, e Wolfgang che obbediente lo mette in bella.

Una data sospetta

La data del novembre 1771 appare comunque sospetta, ed è impossibile sapere quando Leopold ce l’ha aggiunta, se quello stesso anno oppure dopo in retrospettiva. Wyzewa e De Saint-Foix osservano che è strano che qui Mozart impieghi 2 clarinetti, perché questa sarebbe la sua prima volta. Dopo esser ritornato a Salisburgo, ma non se ne conosce l’occasione, Mozart avrebbe ripreso questa musica sostituendo i clarinetti con gli oboi, aggiungendoci in più i fagotti. Secondo noi la cosa dovette svolgersi in modo più semplice. Wolfgang e Leopold copiarono una musica italiana in bella per portarsela con sé a Salisburgo, e lì ci aggiunsero degli strumenti per trasformarla in cassazione. A Salisburgo, a differenza che in Italia, sarebbe certamente piaciuta, e avrebbe portato una ventata di novità. Anche il tipo di carta da viaggio, come riscontra Tyson per il K.113, conferma che la musica della prima versione è stata pensata per il trasporto e per passare senza problemi la dogana.

Catalogo Wyzewa - de Saint-Foix, K.113 Divertimento in mi bemolle
Catalogo Wyzewa – de Saint-Foix, K.113, Divertimento in mi bemolle

«Quasi certamente»

Poggi e Vallora (Mozart. Signori il catalogo è questo) scrivono che il divertimento K.113 in mi bemolle fu invece scritto per un’accademia (ossia per un concerto). Da dove traggano questa convinzione non sappiamo. L’avrebbero eseguito «quasi certamente», frase che scientificamente non vuol dire nulla, la sera del 22 novembre 1771. Allora Mozart padre e figlio si trovavano a Milano per festeggiare le nozze dell’arciduca Ferdinando. Il titolo «Divertimento per orchestra» è singolare, così dicono, e Mozart l’avrebbe scritto di sua mano. Probabilmente hanno ragione a dire che è di Mozart, ma non di Wolfgang, bensì di Leopold. Infatti abbiamo visto poco più sopra che la grafia è del padre.

«Musica da giardino»

Se la k.63, cassazione in sol maggiore, era destinata ad esser suonata per le viuzze cittadine, questa invece, secondo Poggi e Vallora, è musica da giardino. La struttura è quella del concerto grosso, una forma già un po’ vecchiotta per esser riproposta in Italia. Ai tempi qui da noi erano già molto più avanti. L’avessero davvero eseguita a Milano, gli italiani non avrebbero considerato la proposta dei Mozart una grande novità.

Dedicata a Mayer?

Per la K.113 Gherardo Casaglia (Il catalogo delle opere di W.A. Mozart) suggerisce addirittura la probabile dedica del divertimento in mi bemolle al signor Mayer, e dà per certo che sia stato scritto il 22, 23 novembre, correggendo quindi Leopold che sul manoscritto era rimasto più sul vago.

Conclusioni

Noi ci chiediamo perché un pezzo che strutturalmente è nato già vecchio, il quale non riporta la firma di Wolfgang, sia da attribuire a Wolfgang, addirittura indicando la lettera del 23, 24 novembre 1771 come fossero le date precise dell’esecuzione. Questi critici sembra fossero presenti a Milano in quel lontano mese, e deducono dedicatario, data, e luogo dai dati in loro possesso, che si riducono praticamente al nulla.



Bibliografia

Per i collegamenti tra Wolfgang Goethe, Mozart e Simon Mayr: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Goethe, Mozart, Mayr fratelli illuminati, Arché, Milano 2001, prefazione di Alberto Basso.

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte prima, Youcanprint, Tricase 2016.

Sul periodo dal 1781 in poi, per la musica da camera e le opere vocali: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte seconda, Youcanprint, Tricase 2017.

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart Il flauto magico, Youcanprint, Tricase 2018.

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase 2019.

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it

K.63 Cassazione in sol maggiore

Cassazione per 2 oboi, 2 corni ed archi in sol maggiore

Musica: il manoscritto della cassazione K.63 è senza il nome dell’autore.
Luogo: non è specificato.
Data: manca.

Movimenti: «Marche» in 2/4; Allegro in C; Andante in 2/4; Menuet e Trio in 3/4; Adagio in C; Menuet e Trio in 3/4; Finale, Allegro assai in 6/8.

Organico: 2 oboi, 2 corni in sol, archi.
Tonalità: sol maggiore.

Fonti: manoscritto alla Biblioteca Statale di Berlino, segnatura: Mus.ms.autogr.W.A.Mozart.63.
Lettere in cui compare: nessuna.

Una Cassazione senza nome, data e luogo

Leopold Mozart ha fatto le sue aggiunte sull’autografo, che è misto, scritto da lui e da Wolfgang. La partitura non ha firma, nè nome, e neppure la data. Leopold è intervenuto con una penna appuntita, e ha usato un inchiostro di color marrone più intenso per alcuni fogli. Wolfgang ha segnato le note in inchiostro grigio scuro. Quando a Leopold non piace quel che ha scritto il figlio, si vedono spiccare correzioni e aggiunte.

Sulla prima pagina della partitura, negli angoli in alto a sinistra e a destra, ci sono aggiunte in matita rossa. I titoli dei pezzi non li ha scritti Wolfgang ma Leopold, ad esempio la prima «Marche». Non solo. C’è pure un’altra mano, forse Franz Gleissner, che ha aggiunto in inchiostro rosso la parola «Divertimento». Sul margine destro in alto Georg Nikolaus Nissen, preso anche lui dal dubbio, aveva scritto in inchiostro color bruno «probabilmente / di Mozart», ma poi ha cancellato la prima parola, lasciandoci senz’altro «di Mozart».

Catalogo Köchel, K.63, Cassazione in sol
Catalogo Köchel, K.63, Cassazione in sol maggiore

Dubbi sull’autenticità

Gli studiosi di solito sono convinti si tratti di musica di Wolfgang. Lo stesso succede ad esempio per l’Aria per tenore K.71. Wyzewa e De Saint-Foix sostengono che la cassazione K.63 in sol maggiore sia di Wolfgang, quando è invece chiaro che il figlio l’ha copiata parzialmente in bella, mentre il padre gliela ha risistemata. I musicisti coinvolti furono quindi almeno due: Leopold e Wolfgang. Non c’è data, e nonostante siano sconosciuti il luogo e manchi la firma, Wyzewa e De Saint-Foix datano la musica al periodo delle sinfonie viennesi, o di poco posteriore al rientro di Wolfgang a Salisburgo nella primavera del 1769.

Catalogo Wyzewa - de Saint-Foix, K.72, Cassazione in sol maggiore
Catalogo Wyzewa – de Saint-Foix, K.72, Cassazione in sol maggiore

Nella lettera alla sorella del 4 agosto 1770 (BD I, 202), Wolfgang ricopia i temi iniziali di 3 cassazioni, e in effetti il primo incipit è quello della cassazione K.63, ma Wolfgang non precisa se sono cassazioni sue. Parla semplicemente di «Anfänge unterschiedlicher Cassationen (temi iniziali di diverse cassazioni)».

La mano del padre

I musicologi Wyzewa e De Saint-Foix, commentando l’Andante, sottolineano che somiglia ai quintetti per archi scritti nel vecchio stile di Michael Haydn. Il soggetto è unico e semplice, come quello di un Lied. Lo sviluppo è poverissimo, e rivelatore ancora una volta della mano del padre.

Andar per vicoli

La cassazione deriva il nome forse da «gassatim gehen», che vuol dire andare a suonare per i vicoli della città. Il nome di questo genere popolare fu sintetizzato col termine noto di «cassazione». Secondo Amedeo Poggi ed Edgar Vallora (Mozart, Signori il catalogo è questo) nel 1769 il ragazzo s’avvicinò al genere leggero, allettato da questi «divertimenti da strada», che seppe interpretare con genialità. Non sono neppure toccati dal dubbio che invece del fanciullo sia stato il “padre prodigio” ad averli creati.

Influenze

Gherardo Casaglia (Il catalogo delle opere di W.A. Mozart), senza specificare dove, rileva nei diversi movimenti le influenze di Franz Joseph Haydn, Michael Haydn, Johann Christian Bach, Luigi Boccherini e Giovanni Battista Sammartini.

Conclusioni

Ci chiediamo perché un brano così eterogeneo sia attribuito ad un autore solo, considerato anche il fatto che a metterci mano sono state più persone e che nessuno s’è preso la responsabilità di firmare il pezzo.


Bibliografia

Per i collegamenti tra Wolfgang Goethe, Mozart e Simon Mayr: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Goethe, Mozart, Mayr fratelli illuminati, Arché, Milano 2001, prefazione di Alberto Basso.

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte prima, Youcanprint, Tricase 2016.

Sul periodo dal 1781 in poi, per la musica da camera e le opere vocali: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte seconda, Youcanprint, Tricase 2017.

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart Il flauto magico, Youcanprint, Tricase 2018.

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase 2019.

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it

Mozart La costruzione di un genio

In libreria

Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase 2019, presto disponibile nelle librerie e on-line: IBS, Amazon, Mondadori, LaFeltrinelli, Hoepli (ISBN 978-88-31632-01-0)

Cosa è successo dopo il 1791? Come è stato creato il mito di Mozart? La costruzione del genio era servita all’inizio per far fronte alle difficoltà economiche di Constanze, la giovane vedova. Fu poi usata a fini di lucro dalle Case editrici. Ripresa in età romantica per fare emergere l’eroe nazionale, compare ancora nel Novecento per rendere grande la Germania, che voleva dimostrare d’essere la nazione della musica.

Il catalogo personale delle opere

Ecco, il mito di Mozart è servito a tutte queste cose e ora Mozart è diventato un’etichetta, un marchio di fabbrica. Ciò che è targato Mozart gode di ampia popolarità ed è conosciuto da tutti. Bianchini e Trombetta hanno indagato su fatti biografici, opere, scritture, portando alla luce una sconvolgente verità: il Catalogo personale di Mozart è un falso prodotto alla fine del Settecento ed è servito a consolidare il mito del genio.

Dalla prefazione di Luigi Picardi

«Nuove inedite e importanti scoperte, destinate a cambiare le catalogazioni mozartiane ufficiali».
(Luigi Picardi autore radiofonico di Radio Vaticana)

Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costrusione di un genio

Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase 2019, presto disponibile nelle librerie e on-line: IBS, Amazon, Mondadori, LaFeltrinelli, Hoepli (ISBN 978-88-31632-01-0)

Bibliografia

Per i collegamenti tra Wolfgang Goethe, Mozart e Simon Mayr:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Goethe, Mozart, Mayr fratelli illuminati, Arché, Milano 2001, prefazione di Alberto Basso.

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte prima, Youcanprint, Tricase 2016.

Sul periodo dal 1781 in poi, per la musica da camera e le opere vocali:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte seconda, Youcanprint, Tricase 2017.

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart Il flauto magico, Youcanprint, Tricase 2018.

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase 2019.

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it

Mozart Il flauto magico

In libreria

Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart Il flauto magico, Youcanprint, Tricase 2018, disponibile nelle librerie e on-line: IBS, Amazon, Mondadori, LaFeltrinelli, Hoepli , Libreria Universitaria (ISBN: 978-88-27826-52-2).

Come in ogni fiaba che si rispetti anche nel Flauto magico è possibile trovare significati assai diversi tra loro, messaggi cifrati destinati ad una marea di interpretazioni.

Che ne pensava Goethe?

Goethe dichiarò che l’opera è piena di «inverosimiglianze che non tutti sono in grado di apprezzare nella giusta maniera». Gli autori ricercano questa “giusta maniera” goethiana, tenendosi il più possibile vicini all’ambiente culturale dei protagonisti.

La nuova chiave di lettura

La chiave di lettura più oggettiva si rifà agli avvenimenti coevi. A Vienna si percepiva nettamente un clima di sospetto e di controllo poliziesco. La monarchia temeva da un giorno all’altro qualche insurrezione. Non si parlava d’altro che di Cagliostro, il quale si era dichiarato capo degli illuminati di Baviera. Il Sant’Uffizio emanò nel 1791 il verdetto di colpevolezza e all’interno dello Stato Pontificio fu proibito a chiunque di aderire alla setta egiziana e a quella degli illuminati.

Il contesto storico

In questo contesto scosso da altri eventi rivoluzionari nacque Il flauto magico. Il libro ricostruisce quel mondo, così che il lettore possa ambientarvisi e vivere le emozioni che gli spettatori avranno provato ascoltando la musica di Mozart alla fine del XVIII secolo

Luca Bianchini, Anna Trombetta - Mozart Il flauto magico
Luca Bianchini, Anna Trombetta – Mozart Il flauto magico

bibliografia

Per i collegamenti tra Wolfgang Goethe, Mozart e Simon Mayr:

Luca Bianchini, Anna Trombetta, Goethe, Mozart, Mayr fratelli illuminati, Arché, Milano 2001, prefazione di Alberto Basso.

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte prima, Youcanprint, Tricase 2016.

Sul periodo dal 1781 in poi, per la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte seconda, Youcanprint, Tricase 2017.

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart Il flauto magico, Youcanprint, Tricase 2018.

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase 2019.

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it

Mozart La caduta degli dei Parte prima

In libreria

Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte prima, Youcanprint, Tricase 2016, disponibile nelle librerie e on-line: IBS, Amazon, Mondadori, LaFeltrinelli, Hoepli , Libreria Universitaria (ISBN: 978-88-92602-75-5).

Il libro Mozart La caduta degli dei – Parte prima è stato adottato nel corso del Triennio di Storia della Musica tenuto dal Professor Daniele Fusi all’Istituto Superiore di Studi Musicali di Siena. Nel corso di 24 puntate del programma “L’arpeggio” di Luigi Picardi su Radio Vaticana gli autori hanno presentato la biografia, arricchita da oltre 2000 riferimenti alle fonti. Il libro raccoglie i risultati di vent’anni di studi su Mozart, venerato da oltre due secoli come un dio. I musicologi Bianchini e Trombetta si interrogano sulle ragioni di quel culto e individuano i punti contraddittori della sterminata bibliografia mozartiana.

Ricostruzioni logicamente solide

«Le sorprese abbondano, ma ogni affermazione, anche la più inaspettata, appare corredata di note sulle fonti. Ne emerge una conoscenza pressoché totale della saggistica in materia, letta nelle varie lingue originali. La biografia di Mozart ha sempre avuto l’aspetto di una favola, e questo lavoro è il più lontano dal leggendario e dall’agiografico che mai sia stato scritto. Alcune ricostruzioni di eventi – come l’esame di Padre Martini – sono non soltanto condotte sulle fonti, ma logicamente solide, e seguono i fatti come in una sorta di radiocronaca. I risultati potranno urtare alcune sensibilità, ma d’altra parte il progresso della conoscenza non passa certo per la conferma automatica delle posizioni del passato. Infine, cosa che non dispiace affatto, la prosa è chiara e la lettura gradevole».

(Marcello Piras, musicologo) 

Luca Bianchini, Anna Trombetta - Mozart La caduta degli dei - Parte prima
Luca Bianchini, Anna Trombetta – Mozart La caduta degli dei – Parte prima

Bibliografia

Per i collegamenti tra Wolfgang Goethe, Mozart e Simon Mayr:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Goethe, Mozart, Mayr fratelli illuminati, Arché, Milano 2001, prefazione di Alberto Basso.

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte prima, Youcanprint, Tricase 2016.

Sul periodo dal 1781 in poi, per la musica da camera e le opere vocali:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte seconda, Youcanprint, Tricase 2017.

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart Il flauto magico, Youcanprint, Tricase 2018.

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase 2019.

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it

Mozart La caduta degli dei Parte seconda

In libreria

Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte seconda, Youcanprint, 2017, è il best seller disponibile nelle librerie e on-line. Lo trovi su IBS, Amazon, Mondadori, LaFeltrinelli, Hoepli , Libreria Universitaria (ISBN: 978-88-92653-39-9).

Luca Bianchini, Anna Trombetta – Mozart La caduta degli dei – Parte seconda

Sono molte le novità di questa corposa biografia critica, ad esempio l’inedita lettura del Requiem, e gli autori analizzano i principali lavori di musica da camera, i concerti, tutte le opere teatrali oltre alla produzione sacra.

Così ogni argomento è trattato secondo la prospettiva storica, seguendo una visione critica. Lo accompagnano migliaia di riferimenti alle fonti. Mozart La caduta degli dei – Parte seconda demolisce così miti e leggende che per oltre duecento anni hanno distorto la biografia di Mozart.

I temi trattati

I capitoli descrivono gli ambienti culturali delle principali città dell’Impero, i musicisti e i personaggi che hanno avuto un ruolo importante nell’evoluzione artistica del compositore. Vi fanno da cornice i viaggi, i rapporti di Amadé con amici e familiari, con la massoneria e le consorterie esoteriche degli illuminati di Baviera e dei fratelli Asiatici.

Uno strumento essenziale per conoscere Mozart

A uno strumento essenziale come questo non potevano mancare le riflessioni sulla storiografia e sulla ricerca musicologia dell’Ottocento e del Novecento, sia nei Paesi tedeschi che in Italia.

Cosa ne dicono i lettori?

«Con Mozart La caduta degli dei mi avete cambiato il modo di pensare». (Edoardo Catemario, concertista)


Bibliografia

Per i collegamenti tra Goethe, Mozart e Mayr:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Goethe, Mozart, Mayr fratelli illuminati, Arché, Milano 2001, prefazione di Alberto Basso.

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte prima, Youcanprint, Tricase 2016.

Sul periodo dal 1781 in poi, per la musica da camera e le opere vocali:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte seconda, Youcanprint, Tricase 2017.

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart Il flauto magico, Youcanprint, Tricase 2018.

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase 2019.

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it

Goethe, Mozart e Mayr fratelli illuminati

In libreria

Luca Bianchini, Anna Trombetta, Goethe, Mozart e Mayr fratelli illuminati, presentazione di Alberto Basso, Archè, Milano 2001, disponibile nelle librerie e on-line: IBS, Amazon, Mondadori, LaFeltrinelli, Hoepli , Libreria Universitaria (ISBN: 88-7252-230-7).


Una nuova conoscenza, ben dimostrata

«Le cifre attraverso le quali la musica si svela sono primariamente forme e simboli, ma c’è una scrittura che descrive la natura storica della musica: i documenti, le connessioni, le scoperte e talora la scoperta casuale e decisiva: la partitura di un Verter, prima opera di un allora sconosciuto musicista bavarese, Giovanni Simone Mayr, realizzata a Venezia intorno al 1794 su un testo verosimilmente steso dal celebre drammaturgo e librettista Sografi e utilizzando anche materiali musicali estratti dalla Zauberflöte mozartiana. Dire che questo sia un promettente inizio è dir poco: è un esordio alla Borges che sovreccita sin dalle prime sillabe: la partitura è stata scoperta da due giovani musicologi laureati alla scuola di paleografia e filologia musicale di Cremona. La loro ricerca, partendo dall’associazione di due nomi sommi, Goethe e Mozart, si è estesa agli illuminati di Baviera e alla massoneria. Sappiamo che i due grandi furono legati a quei sodalizi, ma è una novità che Mozart, notoriamente fratello massone, abbia avuto rapporti con gli illuminati: una nuova conoscenza per noi, ben dimostrata dai due studiosi».

(Quirino Principe, Il Sole 24 Ore)

Il punto di arrivo e di partenza per la musicologia contemporanea

«Gli autori ci mostrano che una invisibile liaison dangereuse chiudeva in un triangolo iniziatico politica, poesia e musica: Goethe, Mayr e Mozart, fratelli illuminati e massoni, sotto l’insegna della Luce e all’ombra di oscure trame, se c’è permesso dire. I Dolori del giovane Werther, con la dissacrante e rivoluzionaria novità del suicidio del protagonista (nel saggio il capitolo su Goethe è scritto in modo esemplare).

Gli autori sostengono con ampie prove la tesi che il Flauto magico è una maschera del notissimo affaire della collana, un gran scandalo ripreso da Goethe nel Gran Cofto, nel quale, all’alba della Rivoluzione francese, furono coinvolti Maria Antonietta, la Corte di Francia, il cardinale di Rohan, Cagliostro. Questa è la grande novità, la vera luce che gli autori gettano sul significato del Flauto magico: una satira politica che costerà la vita al grande Amadé.

L’opera di Bianchini e Trombetta costituisce a un tempo un punto di arrivo e di partenza per la musicologia contemporanea, anche per l’uso intelligente degli strumenti della ricerca storica, strategicamente coniugati ad un’acuta analisi del testo musicale.

Musicologia e politica

Vogliamo terminare queste note con le stesse parole degli autori: Goethe, Mozart e Mayr, spesso considerati avulsi dalla realtà terrena, fatta oltre che di piacevolezze, anche di giochi di potere e interessi economici, sono ad un tempo artisti edhomines politici».

(Leonardo Sola, Sinergie, febbraio 2002)

Luca Bianchini, Anna Trombetta, Goethe, Mozart e Mayr fratelli illuminati, presentazione di Alberto Basso
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Goethe, Mozart e Mayr fratelli illuminati,
con la presentazione di Alberto Basso

Bibliografia

Per i collegamenti tra Goethe, Mozart e Mayr:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Goethe, Mozart, Mayr fratelli illuminati, Arché, Milano 2001, prefazione di Alberto Basso.

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte prima, Youcanprint, Tricase 2016.

Per gli anni dal 1781 in poi, e per la musica da camera e vocale:
Luca Bianchini, Anna Trombetta,Mozart La caduta degli dei – Parte seconda, Youcanprint, Tricase 2017.

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart Il flauto magico, Youcanprint, Tricase 2018.

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase 2019.

K.71 «Ah, più tremar non voglio»

Aria per tenore

Musica: il manoscritto del K.71 è senza nome dell’autore.
Testo: è tratto dal Demofoonte di Pietro Metastasio (Atto I, scena I).
Luogo: non è specificato.
Data: manca.

Movimenti: [Allegro] in C.
Organico: [tenore, 2 oboi, 2 corni in fa, archi].
Tonalità: fa maggiore.

Fonti: frammento manoscritto di 48 battute alla Biblioteca Statale di Berlino, segnatura Mus.ms.autogr.W.A.Mozart.71.

Un’aria senza nome, data e luogo

L’aria attribuita a Mozart «Ah, più tremar non voglio» non è citata, come dicono alcuni, nelle lettere di suo padre Leopold del 13 marzo 1770 e del 4 agosto 1770. Nella prima infatti è scritto solo che «Wolfgang ha dovuto comporre 3 arie e 1 recitativo con i violini», e nella seconda che «ha già composto 4 sinfonie italiane, oltre a delle arie». Il manoscritto, probabilmente autografo, non riporta né nome, né data, né luogo. I nomi degli strumenti sono stati aggiunti, forse agli inizi dell’Ottocento, dall’editore Anton André. Della musica restano soltano 48 battute, con delle correzioni fatte da una mano estranea.

Catalogo Köchel, K.71, “Ah, più tremar non voglio", Aria per tenore
Catalogo Köchel, K.71

«Sicuramente»

Gli studiosi danno in genere per scontato che questo piccolo frammento l’abbia composto Mozart, anche se è anonimo. Wyzewa e De Saint-Foix dicono che l’aria è «sicuramente» del tempo del Lucio Silla K.135, che è della fine del 1772 e fu rappresentato a Milano il 26 dicembre. Come si fa ad essere sicuri che l’aria gli sia contemporanea, quando sul frammento di 48 battute manca la data?

Catalogo Wyzewa - de Saint-Foix, K.71, “Ah, più tremar non voglio", Aria per tenore
Catalogo Wyzewa – Saint-Foix, K.71

K.71, esercizio di scuola?

Alfred Einstein considera l’aria K.71 un esercizio preparatorio di Mozart per il suo primo viaggio in Italia, anche se sull’originale manca il luogo. Si tratta di un’ipotesi personale e piuttosto azzardata.

Un manoscritto lacunoso

La sesta edizione del catalogo Köchel suggerisce al contrario il 1770, perché Mozart avrebbe musicato quell’anno altre arie del Demofoonte del Metastasio, e quindi potrebbe benissimo darsi abbia abbozzato anche questa K.71. Amedeo Poggi e Edgar Vallora scrivono (Signori il catalogo è questo) che Mozart l’ha composta a Milano quando aveva 14 anni, ma non sappiamo donde traggano queste loro informazioni, viste le lacune del manoscritto. E anche ammesso si dimostrasse che la mano che l’ha scritta è sua, Wolfgang potrebbe averla copiata per studio, trascritta in bella da qualche abbozzo di suo padre, o presa in prestito da qualche altro musicista a Salisburgo, o prima di partire per l’Italia, o quand’era in Italia, oppure dopo che c’era già stato.

Il testo è di Metastasio?

Il testo dell’aria è tratto dal Demofoonte di Metastasio?
Si dice così, ma le cose non sono come vorrebbe Gherardo Casaglia (Il catalogo delle opere di W.A. Mozart). Il testo non è uguale e ci sono delle varianti. Metastasio ha scritto “O se tremar non voglio” con la congiunzione disgiuntiva “o”, e non “Ah se tremar non voglio”, e anche il resto dell’aria cambia.
«Ah» non è «senza senso» come afferma la sesta edizione del catalogo Köchel, perché a riuscir trasformata è tutta la strofa, e si tratta di una variante significativa. Essa non appare nelle versioni del Demofoonte di Metastasio pubblicate a Vienna nel 1733, a Venezia nel 1733, a Parigi nel 1755, a Torino nel 1757, a Parigi nel 1780.
Qui sotto, a sinistra è la parte che il personaggio di Matusio canta nel libretto del Demofoonte (Atto I Scena I), mentre a destra è l’aria attribuita a Mozart, che semplifica la sintassi a scapito dell’eleganza:

Metastasio

O più tremar non voglio
fra tanti affanni e tanti;
o ancor chi preme il soglio
ha da tremar con me.

K.71

Ah più tremar non voglio
fra tanti affanni e tanti;
quello che preme il soglio
ha da morir con me.

L’importanza d’una firma

Non basta che Mozart copi qualcosa, perché si debba considerare suo. Ammesso che un brano l’abbia scritto lui, se non l’ha firmato avrà avuto le sue buone ragioni. Poteva benissimo star copiando musiche di altri, o trascrivendo a memoria un pezzo appena udito da qualche solista.

Attribuzioni alla leggera

L’aria per tenore K.71 è attribuita con leggerezza a Mozart, e chi gliela intesta non ha le idee chiare riguardo la data e il luogo, né sa spiegarsi le varianti rispetto al libretto di Metastasio. Dai commenti che si leggono nei libri di musica, non si capisce chi gli abbia eventualmente commissionato il lavoro, e se si tratti di esercizio, o di semplice passatempo. Oltre a non avere l’intestazione, mancano infatti i nomi degli strumenti musicali. Noi riteniamo che, nel dubbio, sarebbe stato meglio segnalare che l’autore è sconosciuto, la data è ignota, e così pure il luogo.

Conclusioni

Ci chiediamo perché, essendo il manoscritto in quello stato, non l’abbiano infilato in appendice tra i pezzi dubbi del catalogo Köchel, invece di lasciarlo lì in bella vista tra quelli “certissimi” come fosse una composizione fatta e finita. Ne va della credibilità di tutti gli altri lavori.

YouTube K.71

Bibliografia

Per i collegamenti tra Wolfgang Goethe, Mozart e Simon Mayr: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Goethe, Mozart, Mayr fratelli illuminati, Arché, Milano 2001, prefazione di Alberto Basso.

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte prima, Youcanprint, Tricase 2016.

Sul periodo dal 1781 in poi, per la musica da camera e le opere vocali: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte seconda, Youcanprint, Tricase 2017.

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart Il flauto magico, Youcanprint, Tricase 2018.

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase 2019.

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it

K.104 Un caso di appropriazione indebita

6 Minuetti per flauto piccolo, 2 oboi, 2 corni, 2 trombe, 2 violini, violoncello e basso

Musica: il manoscritto è senza la firma dell’autore.
Luogo: non è specificato.
Data: manca.

Movimenti: 6 Minuetti con trio (tranne il quarto) in 3/4.
Organico: flauto piccolo, 2 oboi, 2 corni, 2 trombe, 2 violini, violoncello e basso.
Tonalità: 1. do maggiore; 2. fa maggiore; 3. do maggiore; 4. la maggiore; 5. sol maggiore; 6. sol maggiore.

Fonti: il manoscritto è in una collezione privata in Svizzera.

6 minuetti in cerca d’autore

Questi sei minuetti per 2 oboi, 2 corni, 2 trombe, piccolo (solo nei trii), 2 violini, violoncello e basso K.104, catalogati in seguito al K.61e, sono scritti su copie non autografe, tranne il terzo Minuetto. Quest’ultimo è sopravvissuto su due pagine in formato orizzontale, con 10 pentagrammi per facciata. A scriverne l’intestazione non è stato Wolfgang, ma un estraneo, il quale l’ha autenticato, garantendo che «Questi minuetti sono stati scritti dallo stesso Mozart e attraverso suo figlio regalati alla sua fidanzata signora / Baroni-Kavalkabo, dalla cui mano li ho ricevuti. / von Prokesch». Sul bordo sinistro qualcuno ha aggiunto a matita che si tratta di un «autografo di Mozart».

Degli altri 5 Minuetti si sa ancor meno, visto che esistono sì delle copie, ma quella più vecchia che sta a Berlino è copia della copia che avrebbe fatto la sorella di Mozart, Nannerl, e non indica l’autore, mentre l’altra ottocentesca appartenuta a Aloys Fuchs, conservata anch’essa a Berlino, è tarda, e attribuisce i minuetti K.104 a Mozart.

Cosa dice la scienza

L’edizione critica NMA conferma che si tratta di opere di Mozart. Lo spiega nella premessa in inglese, nell’apparato critico, e dà per scontato che la musica sia di Wolfgang. E se fosse invece di Leopold? O di qualche altro autore?

L’unico pezzo autografo è il terzo, ma Wolfgang non l’ha firmato, nè ha indicato sul primo foglio la data o il luogo di composizione. Una mano estranea, dicono sia Leopold, ha corretto gli errori dell’autografo, e prima del trio ha aggiunto in italiano stentato «Volti seque / Trio» e alla fine «Menueto terzo da capo».

Catalogo Köchel, K.113, 6 Minuetti
Catalogo Köchel, K.104, 6 Minuetti

Wyzewa – De Saint-Foix

I musicologi francesi Wyzewa e De Saint-Foix mettono i 6 Minuetti per orchestra in appendice, tra le composizioni autentiche di Mozart, spiegando anche che i pezzi non furono pubblicati quando era in vita l’autore.

Catalogo Wyzewa - de Saint-Foix, K.104, 6 Minuetti per orchestra
Catalogo Wyzewa e De Saint-Foix, K.104, 6 Minuetti per orchestra

La posizione ufficiale

Köchel aveva numerato i 6 minuetti al K.104, ma l’edizione sesta del suo catalogo li arretra cronologicamente al K.61e. Wolfgag li avrebbe scritti, secondo la versione ufficiuale, a Salisburgo nel 1769.

Catalogo Köchel 6, K.113, 6 Minuetti
Catalogo Köchel 6, K.113, 6 Minuetti

Il plagio, ovvero il furto in musica

Amedeo Poggi ed Edgar Vallora (Mozart. Signori il catalogo è questo) azzardano che alcuni minuetti del K.104 siano in realtà rielaborazioni di musiche di Michael Haydn. Prima di loro la cosa l’aveva già notata Erik Smith nel libro sulle danze mozartiane del 1982. Egli s’accorse che i primi due minuetti sono identici a altri due di Michael Haydn.
Altro che rielaborazione!

Nel libro di Neal Zaslaw (The compleat Mozart) si va oltre. Lì è messo nero su bianco che Haydn ha «quasi di sicuro» scritto i suoi minuetti prima di Wolfgang, il quale, senza troppi scrupoli, li avrebbe presi in prestito.
Altro che prestito!

Tecnicamente si tratterebbe più di “appropriazione indebita”. In una lettera alla sorella Wolfgang parlò proprio di certi minuetti «rubati» all’ignaro Haydn, e chissà che si si riferisse proprio a questi primi due del K.104, o a tutti i minuetti per orchestra K.104?

La faccenda sarebbe grave: Leopold definì infatti il plagio “furto”, e il plagiario un “ladro”.

Di chi sono i minuetti?

Nella Faber Pocket Guide to Mozart, Nicholas Kenyon s’accorse finalmente che tutti e due i set di minuetti K.104 e K.105 sono in realtà di Michael Haydn: «The two sets of the six minuets K.104 and K.105 are actually by Michael Haydn».
Simon Keefe afferma nell’Enciclopedia mozartiana della Cambridge, che «ci sono casi in cui le composizioni di Michael Haydn furono per sbaglio attribuite al giovane compositore, e queste includono i minuetti k.61b, i nostri K.104 e i K.105, oltre a un terzetto e a due canoni» . Secondo Keefe, Mozart l’avrebbe fatto per studio. Di certo Mozart non l’ha fatto per ammirazione, considerando che diffamò Michael Haydn nelle sue lettere come si trattasse di un ubriacone, e anche peggio.

Chiarezza di idee

Gherardo Casaglia (Il catalogo delle opere di W.A. Mozart) non s’accorge che non sono di Mozart, ma in compenso annota che il trio del terzo minuetto, l’unico messo in bella da Wolfgang, è uguale al trio del minuetto K.61i, che Wolfgang avrebbe composto per il carnevale a Salisburgo nel 1769, 1771 o 1772! L’importante è avere le idee chiare!

Conclusioni

I minuetti K.104 sono di Mozart? Lo dimostrerebbe il principio d’autorità, argumentum ab auctoritate, o quello di popolo, ad judicium, secondo i quali se una cosa è detta da persona nota e stimata, ed è ripetuta da tutti, deve essere per forza vera. Sarà proprio così?

In questo articolo abbiamo verificato con mano che gli studi mozartiani, condotti nelle più alte sfere, non seguono il più delle volte un metodo scientifico, ignorano le criticità, non amano gli errori, e anzi li eliminano con ipotesi ad hoc. I manoscritti andrebbero invece vagliati con senso critico e le difficoltà non andrebbero nascoste per opportunismo, attribuendo i pezzi alla leggera, perché così facendo s’obbedisce solo a criteri commerciali, e la scienza finisce per somigliare sempre più alla metafisica, alla mitologia, alla stregoneria.


Bibliografia

Per i collegamenti tra Wolfgang Goethe, Mozart e Simon Mayr: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Goethe, Mozart, Mayr fratelli illuminati, Arché, Milano 2001, prefazione di Alberto Basso.

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte prima, Youcanprint, Tricase 2016.

Sul periodo dal 1781 in poi, per la musica da camera e le opere vocali: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte seconda, Youcanprint, Tricase 2017.

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart Il flauto magico, Youcanprint, Tricase 2018.

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase 2019.

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it