Mozart, lettera del 3 novembre 1770

di Leopold e Wolfgang Amadeus Mozart
(BD I, 217)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Leopold Mozart e il poscritto di Wolfgang del 3 novembre 1770 tradotti dall’originale tedesco pubblicato da Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen.

Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli dei paragrafi, e alcune spiegazioni dei termini o delle parole; in coda alla lettera ci sono nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori; in blu è la traduzione dal tedesco; evidenziato in giallo è il testo originale in italiano. Tra parentesi graffe in rosso è il testo della lettera come l’ha pubblicato Nissen nella sua biografia.

[Da Milano]

[LEOPOLD MOZART ALLA MOGLIE, A SALISBURGO]

Milano, 3 novembre 1770.
Avrai ricevuto la mia lettera del 27 [BD I, 216]. Io ho avuto tutte le tue [le lettere sono andate perse]: – Mentre scrivo queste righe sarete da tempo tornate da Triebenbach [dove stava in villeggiatura la famiglia Schiedenhofen].

Tribenbach, 15 km. a nord di Salisburgo
Triebenbach, indicata dalla bandiera rossa, è a 17 km. ca. a nord di Salisburgo

Se a Salisburgo è piovuto tanto come qui avrete avuto un divertimento bagnato, o forse perfino un divertimento freddo, perché da voi è nevicato forse come sulle montagne bergamasche, che da qui vediamo tutte innevate.
Il Wolfgang ringrazia te, sua sorella e tutti i buoni amici e le amiche per gli auguri per il suo onomastico [il 31 ottobre] e spera, se il buon Dio ci concede di rivederci felicemente, di darti piena soddisfazione e piacere in tutto ciò che gli hai augurato. Nel porgere loro i rispettosissimi ossequi di noi due, ringrazia da parte mia i von Schiedenhofen per la particolare cortesia che vi hanno mostrato in casa loro, finché io stesso non avrò occasione di farlo di persona. Non so cosa altro scriverti, se non che siamo in salute, sia lode a Dio, e vorremmo che fosse già capodanno, o almeno Natale, perché fino ad allora ci sarà sempre qualcosa da fare o di cui preoccuparsi, e di tanto in tanto qualche piccola scocciatura da far cagare arance [Pomeranzen scheißen] e quindi ci aspettano giorni agitati. Pazienza! Se questa grande impresa, Dio sia benedetto, arriverà al termine, e, Iddio sia lodato ancora una volta, con onore, sempre con l’aiuto di Dio passeremo vittoriosi attraverso le inevitabili seccature che ogni maestro di cappella deve sopportare dalla
Virtuosa Canalia, come Hanswurst attraverso la montagna di me*** [“Dr–berg”]!
Il signor Wallner di Berchtesgaden non ha portato una lettera o del danaro da parte del signor Otto di Francoforte? –

Berchtesgaden, vicino a Salisburgo
Berchtesgaden, a 35 km. ca. a sud di Salisburgo

Non devi dimenticarti di chiedere al signor Hagenauer, porgendogli i miei particolari saluti, che il signor Peisser incassi il denaro dal libraio a Vienna e N.B. in moneta viennese [si riferisce probabilmente alle copie della sua Scuola di violino]. Troverai tutto annotato. Spero che di tanto in tanto tu abbia fatto battere la mia pelliccia, altrimenti le tarme ci avranno festeggiato il martedì grasso. Stateci entrambe bene, vi baciamo 100.000 volte e io sono il tuo vecchio Mozart

I nostri saluti a tutti i buoni amici dentro e fuori casa, senza dimenticare soprattutto le amiche.

[AGGIUNTA DI MOZART ALLA SORELLA]

Sorellina carissima del mio cuore.

Ringrazio la mamma e te per gli auguri sinceri, e brucio dalla voglia di rivedervi presto tutte e due a Salisburgo. Tornando ai tuoi auguri, posso dirti che avrei quasi sospettato che a scriverteli in italiano fosse stato il signor Martinelli [professore di italiano a Salisburgo], ma dato che sei pur sempre la sorella intelligentissima, e hai saputo sistemare la cosa in modo così brillante, ponendo subito dopo i tuoi auguri in italiano i saluti del signor Martinelli scritti nel medesimo stile, ecco qua, io non potevo assolutamente accorgermene, e ho subito detto a papà: Ah! potessi diventare anch’io così intelligente e arguto! E papà ha detto: sì, questo è vero, e io ho aggiunto: ho sonno, ed egli dice proprio adesso: smettila. Addio, prega Dio perché la mia opera vada bene [Mitridate, re di Ponto K 87, rappresentata a Milano il 26 dicembre 1770]. Bacio la mano alla mamma, e a tutti i conoscenti i miei saluti, sono come sempre il tuo
fratello Wolfgang Mozart
le cui dita a furia di scrivere sono stanche
[“Müde Müdhe Müedes müde”, le prime tre parole sono sbagliate e Mozart le ha cancellate tutte tranne l’ultima]

[Nissen (230, 231)]

[LEOPOLD MOZART ALLA MOGLIE, A SALISBURGO]

{Milano, il 3 di novembre 1770.
Wolfgang ringrazia te, sua sorella e tutti i buoni amici e le amiche per gli auguri per il suo onomastico e spera, se il buon Dio ci concede di rivederci felicemente, di darti piena soddisfazione e piacere in tutto ciò che gli hai augurato.
Non so cosa altro scriverti, se non che siamo in salute, sia lode a Dio, e vorremmo che fosse già capodanno, o almeno Natale, perché fino ad allora ci sarà sempre qualcosa da fare o di cui preoccuparsi, e di tanto in tanto qualche piccola scocciatura da far scagliare arance [Nissen censura e corregge scheißen=cagare in schmeißen=scagliare] e quindi ci aspettano giorni agitati. Pazienza! Se questa grande impresa, Dio sia benedetto, arriverà al termine, e, Iddio sia lodato ancora una volta, con onore, sempre con l’aiuto di Dio passeremo vittoriosi attraverso le inevitabili seccature che ogni maestro di cappella deve sopportare dalla Virtuosa Canalia, come Hanswurst attraverso la montagna di me*** [“Dr–berg”]!}

Hanswurst
Hanswurst

[Nissen (231)]

[AGGIUNTA DI MOZART ALLA SORELLA]

{Ringrazio la mamma e te per gli auguri sinceri, e brucio dalla voglia di rivedervi presto tutte e due a Salisburgo. Tornando ai tuoi auguri, posso dirti che avrei quasi sospettato che a scriverteli in italiano fosse stato il sig. Martinelli, ma dato che sei pur sempre la sorella intelligentissima, e hai saputo sistemare la cosa in modo così brillante, ponendo subito dopo i tuoi auguri in italiano i saluti del signor Martinelli scritti nel medesimo stile, ecco qua, io non ho potuto assolutamente accorgermene, e ho subito detto a papà: Ah! potessi diventare anch’io così intelligente e arguto! E papà ha detto: sì, questo è vero, e io ho aggiunto: ho sonno, ed egli dice proprio adesso: smettila. Addio, prega Dio perché la mia opera vada bene. Bacio la mano alla mamma, e a tutti i conoscenti i miei saluti, sono come sempre il tuo
fratello Wolfgang Mozart
le cui dita sono stanche a furia di scrivere}


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Per il periodo dal 1781 in poi, la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it

Lettere dei Mozart

L’epistolario completo e gli appunti dei tre viaggi in Italia (1769-1771; 1771; 1772-1773)

Abbiamo raccolto gli appunti di viaggio e le lettere della famiglia Mozart, confrontando i documenti con quelli che ha pubblicato Nissen nella Biografia di Wolfgang Amadeus Mozart. Il libro di Georg Nikolaus Nissen, curato in realtà da Constanze la vedova di Mozart, è uscito postumo a Lipsia nel 1828 (vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase (Le) 2019). Le lettere sono tradotte dagli originali tedeschi pubblicati da Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen.

Il primo viaggio dei Mozart in Italia, quello più lungo, è cominciato a dicembre del 1769 e si è concluso nel marzo del 1771. Il secondo, iniziato ad agosto del 1771, è finito a dicembre di quello stesso anno. I Mozart hanno compiuto il terzo e ultimo viaggio a cavallo tra il 1772 e il 1773.

Primo viaggio

1769

Leopold e Wolfgang, 14 (?) dicembre 1769 (BD, I 147)
Leopold, 15 dicembre 1769 (BD, I 148)
Leopold, 17 dicembre 1769 (BD, I 149)
Leopold, 22 dicembre 1769 (BD, I 150)

1770

Leopold, 7 gennaio 1770 (BD, I 152)
Wolfgang, 7 gennaio 1770 (BD, I 153)
Leopold, 11 gennaio 1770 (BD, I 155)
Leopold, 26 gennaio 1770 (BD, I 157)
Wolfgang, 26 gennaio 1770 (BD, I 158)
Leopold, 3 febbraio 1770 (BD, I 159)
Leopold e Wolfgang, 10 febbraio 1770 (BD, I 160)
17 febbraio 1770 (BD, I 161)
27 febbraio 1770 (BD, I 162)
3 marzo 1770 (BD, I 163)
Wolfgang, 3 marzo 1770 (BD, I 164)
13 marzo 1770 (BD, I 165)
24 marzo 1770 (BD, I 168)
24 marzo 1770 (BD, I 170)
27 marzo 1770 (BD, I 171)
3 aprile 1770 (BD, I 173)
6 aprile 1770 (BD, I 175)
14 aprile 1770 (BD, I 176)
21 aprile 1770 (BD, I 177)
22 aprile 1770 (BD, I 178)
Leopold e Wolfgang, 25 aprile 1770 (BD, I 179)
Leopold e Wolfgang, 28 aprile 1770 (BD, I 181)
2 maggio 1770 (BD, I 182)
19 maggio 1770 (BD, I 184)
22 maggio 1770 (BD, I 185)
26 maggio 1770 (BD, I 186)
29 maggio 1770 (BD, I 188)
5 giugno 1770 (BD, I 189)
9 giugno 1770 (BD, I 190)
16 giugno 1770 (BD, I 191)
27 giugno 1770 (BD, I 193)
30 giugno 1770 (BD, I 194)
4 luglio 1770 (BD, I 195)
7 luglio 1770 (BD, I 197)
21 luglio 1770 (BD, I 199)
28 luglio 1770 (BD, I 200)
28 luglio 1770 (BD, I 201)
4 agosto 1770 (BD, I 202)
11 agosto 1770 (BD, I 203)
21 agosto 1770 (BD, I 204)
25 agosto 1770 (BD, I 205)
1 settembre 1770 (BD, I 206)
8 settembre 1770 (BD, I 207)
Leopold e Wolfgang, 10 settembre 1770 (BD, I 208)
18 settembre 1770 (BD, I 209)
22 settembre 1770 (BD, I 210)
29 settembre 1770 (BD, I 211)
6 ottobre 1770 (BD, I 213)
20 ottobre 1770 (BD, I 214)
27 ottobre 1770 (BD, I 216)
Leopold e Wolfgang, 3 novembre 1770 (BD, I 217)
10 novembre 1770 (BD, I 218)
17 novembre 1770 (BD, I 219)
24 novembre 1770 (BD, I 220)
1 dicembre 1770 (BD, I 221)
8 dicembre 1770 (BD, I 222)
15 dicembre 1770 (BD, I 223)
22 dicembre 1770 (BD, I 224)
29 dicembre 1770 (BD, I 225)

1771

2 gennaio 1771 (BD, I 226)
5 gennaio 1771 (BD, I 227)
12 gennaio 1771 (BD, I 228)
2 febbraio 1771 (BD, I 230)
13 febbraio 1771 (BD, I 231)
20 febbraio 1771 (BD, I 232)
1 marzo 1771 (BD, I 233)
6 marzo 1771 (BD, I 234)
14 marzo 1771 (BD, I 236)
15 marzo 1771 (BD, I 237)
25 marzo 1771 (BD, I 238)

Secondo viaggio

1771

19 luglio 1771 (BD, I 239)
16 agosto 1771 (BD, I 240)
18 agosto 1771 (BD, I 241)
24 agosto 1771 (BD, I 242)
31 agosto 1771 (BD, I 243)
7 settembre 1771 (BD, I 244)
13 settembre 1771 (BD, I 245)
21 settembre 1771 (BD, I 246)
28 settembre 1771 (BD, I 247)
5 ottobre 1771 (BD, I 248)
12 ottobre 1771 (BD, I 249)
19 ottobre 1771 (BD, I 250)
26 ottobre 1771 (BD, I 251)
30 ottobre 1771 (BD, I 252)
2 novembre 1771 (BD, I 254)
9 novembre 1771 (BD, I 255)
16 novembre 1771 (BD, I 256)
23 novembre 1771 (BD, I 257)
30 novembre 1771 (BD, I 258)
8 dicembre 1771 (BD, I 259)
11 dicembre 1771 (BD, I 260)

Terzo viaggio

1772

28 ottobre 1772 (BD, I 264)
7 novembre 1772 (BD, I 265)
14 novembre 1772 (BD, I 266)
21 novembre 1772 (BD, I 267)
28 novembre 1772 (BD, I 268)
5 dicembre 1772 (BD, I 269)
12 dicembre 1772 (BD, I 270)
18 dicembre 1772 (BD, I 271)
26 dicembre 1772 (BD, I 272)

1773

2 gennaio 1773 (BD, I 275)
9 gennaio 1773 (BD, I 277)
16 gennaio 1773 (BD, I 279)
23 gennaio 1773 (BD, I 281)
30 gennaio 1773 (BD, I 282)
6 febbraio 1773 (BD, I 283)
13 febbraio 1773 (BD, I 284)
20 febbraio 1773 (BD, I 286)
27 febbraio 1773 (BD, I 287)


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Per il periodo dal 1781 in poi, la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it

Mozart, lettera del 14 (?) dicembre 1769

di Leopold e Wolfgang Amadeus Mozart
(BD I, 147)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Leopold Mozart e il poscritto di Wolfgang del 14 (?) dicembre 1769 tradotti dall’originale tedesco pubblicato da Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen.

Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli dei paragrafi, e alcune spiegazioni dei termini o delle parole; in coda alla lettera ci sono nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori; in blu è la traduzione dal tedesco; evidenziato in giallo è il testo originale in italiano.

14 diucembre 1769 - i Mozart in Italia
lettera dei Mozart del 14 dicembre 1769

[Da Wörgl]

Alla signora / Signora Marie Anne / Mozart / nella Traidgasse à Salzbourg/ presso il signor Lorenz / Hagenauer.

Wirgl
[Wörgl] mercoledì sera alle 8
[Leopold forse ha sbagliato data perché i Mozart erano partiti da Salisburgo mercoledì 13 dicembre 1769 e il 14 dicembre cadeva di giovedì (BD V, 147)]

calendario del dicembre 1769
calendario del mese di dicembre 1769

Circa all’una [di mercoledì 13 (?) dicembre 1769] siamo giunti a Kalterl [Kaitl, sulla strada da Reichenhall per Schneizlreuth] dove, in mezzo a un fetore tremendo, abbiamo pranzato con del vitello in salamoia; abbiamo bevuto assieme a quello della buona birra, perché il vino era una bevanda lassativa.


Dopo le sette
[di mercoledì 13 (?) dicembre 1769] siamo arrivati a Lofer [42 km ca. da Salisburgo];

Dopo aver ordinato da mangiare, siamo andati a trovare il sig. prefetto, che se l’è presa molto con noi perché non siamo scesi direttamente da lui. Visto che avevamo già ordinato da mangiare alla locanda, lo abbiamo fatto consegnare in prefettura, abbiamo mangiato lì, e chiacchierato fino alle 10, ci hanno offerto una bella stanza e dei buoni letti, la mattina [di giovedì 14 (?) dicembre 1769] io ho bevuto una Caccalotte [termine volgare per cioccolata] e il Wolfgang s’è mangiato una buona zuppa. Fino a mezzogiorno abbiamo viaggiato in direzione di St. Johann [25 km. ca da Lofer] e la sera [di giovedì 14 (?) dicembre 1769] siamo arrivati a Wirgl [Wörgl, 29 km ca. da St. Johann],

Wörgl - viaggio dei Mozart in Italia - 1769
Wörgl – viaggio dei Mozart in Italia

dove ho invitato da me il vicario sig. Hartman Kalhammer di Chiemsee. È giunto or ora. Ti manda i suoi saluti. Ora sono le 10, dobbiamo andare a letto, perché domani [venerdì 15 (?) dicembre 1769] devo svegliarmi alle 5. Durante il viaggio, che mi avevano detto pessimo, ho dormito quasi ininterrottamente perché ho visto che avevamo un ottimo vetturino. In questi posti, particolarmente tra Lofer e St. Johann c’è una quantità di neve incredibile. Statemi tutti bene! Scriverò subito da Insprugg [i Mozart giungeranno a Innsbruck la sera di venerdì 15 dicembre 1769].

[POSCRITTO DI MOZART ALLA MADRE E ALLA SORELLA]

Carissima mamma,

il mio cuore è ricolmo di gioia, perché in questo viaggio mi diverto molto, perché in carrozza fa molto caldo e perchè il nostro vetturino è un tipo gagliardo, il quale, non appena la strada lo permette, viaggia veloce. Mio papà avrà già fatto alla mamma la descrizione del viaggio, e il motivo per cui scrivo alla mamma è di mostrare che conosco i miei doveri, e che sono, con il più profondo rispetto, il suo affezionato figlio,
Wolfgang Mozart

Carißima sorella mia.
Siamo arivati à wirgel
[Wörgl] grazia iddio felicißimamente, se devo confeßare la verità, devo dir così, che è si allegro di viagiare, e che non fà freddo niente, e che nella nostra corozza fà si caldo come nella camera. coma và col mal di gola? non è venuto il medesimo giorno che siamo partiti il signor seccatore? se tu vedi il signor de Schidenhofen, dice, che canto sempre: Tralaliera, Tralaliera, e digli, che non è neceßario adeßo da cetar dei zuckeri nella suppa, stante non sono à salispurgo [Salisburgo]. à lover [Lofer] pransemmo e Dormimmo dal sig. de Helmreich, che è prefecto là. la sua moglie è una brava signora, ella è la sorella dell signor moll. egli mi fà famme, ho gran gusto di mangiare, vivi intanto bene, addio:
Wolfgang Mozart

P.s. un Complimento à tutti miei buoni amici
al signor hagenauer (al mercante) alla sua moglie,
ai suoi figli e figlie, alla Signora Rosa e al
suo marito, e al sig. adlgaßer, spizeder. il sig. hor=
nung dimanda in vece mia se lui non hà
creduto una volta ancora che foßi io in letto in vece tua.

[Nissen non ha pubblicato nella sua biografia la lettera del 14 dicembre 1769]


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Per il periodo dal 1781 in poi, la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it

Un’opera massonica?

Il flauto magico di Mozart a Radio Vaticana

Radio Vaticana ha trasmesso 24 puntate della sua trasmissione L’Arpeggio di Luigi Picardi dedicate al libro Mozart La caduta degli dei, Mozart La caduta degli dei – Parte seconda, Mozart Il flauto magico. Nell’intervista s’affronta anche la questione se questa sia o no un’opera massonica.
Insieme all’ultimo nato Mozart La costruzione di un genio, questi successi editoriali rappresentano le uniche alternative esistenti al mondo alle agiografie che gli storici hanno scritto sinora su Mozart. Bianchini e Trombetta hanno insomma diviso il mondo musicale e rivoluzionato il modo di intendere la musica di Mozart. Cremona musica, fiera numero uno al mondo per gli strumenti musicali, ha presentato di recente i libri. I testi risultano i più recensiti e tra i più venduti nella relativa categoria di Amazon e IBS.

Un lavoro scrupoloso

Gli autori hanno compiuto un lavoro scrupoloso sulle fonti. La scuola di Alto perfezionamento musicale di Siena ha adottato Mozart la caduta degli dei nei corsi di storia della musica. I volumi su Mozart sono ormai divenuti un classico della letteratura mozartiana. Sono considerati unici al mondo per la visione indipendente degli autori, che alcuni già paragonano a Copernico e Galileo Galilei.

La rivoluzione copernicana in musica

«[…] Leggendo certi commenti mi sembrano come i censori di Galileo Galilei, processato dall’Inquisizione perché il grande scienziato asseriva giustamente, stante le prove scientifiche inoppugnabili, che è la terra a ruotare intorno al sole e non viceversa, come sosteneva la teoria tolemaica… “eppur si muove”».

Valentino B.

Galileo Galilei

Come Galileo Galilei sostenne che è la Terra a girare intorno al sole, e non viceversa, così Bianchini e Trombetta hanno dimostrato che non è il mondo musicale a girare intorno a Mozart. È Mozart a girare attorno ad esso, insieme ad altri stimatissimi autori. Il Salisburghese non è quel sole centrale, immutabile e indiscusso, come sempre è stato per duecento anni. I professori Bianchini e Trombetta hanno una visione diversa, non più nazionalista e dogmatica. La definirei universale e libera.

La prima puntata sul Flauto magico

Nella prima puntata dedicata al Flauto magico trasmessa da Radio Vaticana i due studiosi hanno parlato del contesto storico e geografico che ha visto nascere l’Opera. Hanno spiegato anche il significato dei simboli. Come mostrano nel video, Il flauto magico non è un’opera massonica, come comunemente si pensa, ma illuminata. Bianchini e Trombetta si concentrano quindi sulle parti del Singspiel che sono definite massoniche e dimostrano, con tanto d’esempi, che questa visione è ottocentesca e superata. Ai tempi di Mozart il lavoro era fruito come fosse una fiaba, alla pari di molte altre opere del teatro di Schikaneder.

La seconda puntata sul Flauto magico

Nella seconda puntata trasmessa a Radio Vaticana, dedicata al Flauto magico di Mozart, Luigi Picardi continua a intervistare i due musicologi Luca Bianchini e Anna Trombetta. Il pubblico ha modo di ascoltare numerosi esempi, concentrandosi stavolta sulla musica. Sono proposti brani di Singspiel contemporanei al Flauto magico di Mozart, per constatare l’affinità dei temi e dei trattamenti. Si affronta anche la questione della paternità della musica, che i commentatori del tempo attribuirono anche alla fantasia creativa di Schikaneder. Alcuni la riferivano alla bravura della compagnia teatrale, che vantava compositori in grado di orchestrare, inventare e improvvisare. Caratteristica dei Singspiel di quel teatro era l’eterogeneità dei pezzi, pescati spesso dal repertorio delle canzoni popolari, se non addirittura alle musiche religiose.

Breve video sul Flauto magico

italianOpera ha registrato un breve video con immagini che riassume e illustra la prima parte dell’intervista. Qui ci sono in sottofondo filmati storici su Cagliostro, fondatore della massoneria egizia, e su Mozart.

Il flauto magico è un’opera massonica?

Al video precedente ne ha fatto seguito un altro. Gli esempi musicali sono accompagnati stavolta da immagini descrittive per dare un’idea del contesto storico del Flauto magico. I musicologi Bianchini e Trombetta continuano a descrivere i simboli che oggi si definiscono “muratori”, ma che ai tempi di Mozart erano comuni in opere e fiabe musicali che nessuno s’è mai sognato di definire massoniche.


Mozart Il Flauto magico

Degli argomenti che sono oggetto delle interviste esclusive su Radio vaticana, si parla nel libro Mozart il Flauto magico e non solo. Il volume è la nuova edizione completamente riveduta e corretta di Mozart Goethe e Mayr fratelli illuminati della Archè, uscita nel 2001 con prefazione di Alberto Basso. Ne mantiene la struttura, ma ne aggiorna i contenuti, aggiungendo molte novità.

Un libro che consiglio a tutti di leggere, e che non può mancare nella biblioteca personale di chi s’interessa di Mozart e ama il Flauto magico.

«La ricerca, partendo dall’associazione di due nomi sommi, Goethe e Mozart, si è estesa agli Illuminati di Baviera e alla Massoneria. Sappiamo che i due grandi furono legati a quei sodalizi, ma è una novità che Mozart, notoriamente fratello massone, abbia avuto rapporti con gli Illuminati: una nuova conoscenza per noi, ben dimostrata dai due studiosi»

Quirino Principe
IL SOLE 24 ORE,
recensione alla prima edizione Goethe Mozart e Mayr Fratelli illuminati della Archè.

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

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Mondadori Mozart La Caduta Degli Dei

Lettera del 26 gennaio 1770

di W.A. Mozart da Verona alla sorella a Salisburgo
(BD I, 158)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Wolfgang Amadeus Mozart del 26 gennaio 1770 tradotta dall’originale tedesco di Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen, mentre in rosso, tra parentesi graffe, è la traduzione della lettera così come l’ha pubblicata Nissen nella Biografia di Wolfgang Amadeus Mozart. Il libro di Georg Nikolaus Nissen, curato in realtà da Constanze la vedova di Mozart, è uscito postumo a Lipsia nel 1828 (vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase (Le) 2019).

Tra virgolette è il testo originale. Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli dei paragrafi, e alcune spiegazioni dei termini o delle parole; in coda alla lettera ci sono nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori. Evidenziato in giallo è il testo originale in italiano o in francese.

[Da Milano]

Milano, il 26 gennaio 1770

calendario relativo alla lettera del 7 gennaio 1770

Milano, 26 gennaio 1770
Mi rallegro di tutto cuore che tu ti sia divertita così tanto con questa corsa in slitta, e ti auguro mille occasioni di divertirti, perché tu possa trascorrere la tua vita allegramente. Ma mi preoccupa che tu abbia fatto sospirare e soffrire il signor von Mölk così a lungo, e che tu non sei andata in slitta con lui, in modo che potesse farti rovesciare: quanti fazzoletti avrà adoperato quello stesso giorno piangendo per colpa tua; e avrà preso prima due mezze once di digestivo per espellere l’orribile impurità del suo corpo.

[Nessuna nuova, buona nuova]

Non so niente di nuovo, se non che il signor Erudito [“gelehrt”], il poeta, è morto a Lipsia, e che dopo la sua morte non ha più scritto poesie. Proprio prima di iniziare questa lettera ho scritto un`aria del Demetrio, che comincia così:

Misero Tu non sei:
Tu spieghi il Tuo Dolore;
e se non desti amore;
Ritrovi almen pietà.

Misera ben son io
che nel segretto laccio
amo, non spero e taccio
e l`idol mio nol sà.

[Pare un granatiere]

L’opera di Mantova è stata graziosa, hanno suonato il Demetrio. La prima Dona canta bene, ma piano, e perciò se non la si vedesse recitare ma solo cantare si potrebbe pensare che non canta affatto, perché non è capace di aprire la bocca, bensì mugola ogni cosa, la qual cosa per noi non è certo una novità. la seconda Dona pare un granatiere e ha pure una voce potente, e invero non canta male considerando il fatto che recita per la prima volta. il primo uomo il musico canta bene, ma ha una voce irregolare, si chiama Caßelli. il Secondo uomo è già vecchio e non mi piace, si chiama (..…) tenore Uno si chiama otini e non canta male, ma ha un portamento grave, come tutti i Tenore italiani [“italianische Tenore”], ed è nostro ottimo amico.

[Un ballerino grottesco]

Non so come si chiama l’altro, è ancor giovane, ma niente di raro. primo ballerino. Bravo. prima Ballerina: brava, e si dice che non è affatto male, ma io però non l’ho vista da vicino. Gli altri sono come di solito; c’era lì un danzatore grottesco, che salta bene, ma non sa scrivere come me: come pisciano le scrofe.

[L’orrchestro]

L’Orcchestro non era male. A Cremona l’orcchestro era buona, e il primo violino si chiama Spangnoletto. prima Dona, non male, già vecchia, credo, come un cane, non canta tanto bene come recita: è la moglie di un violinista che suona nellopera, lei si chiama Masi. L’opera si intitola: La clemenza di Tito. seconda Dona, non brutta sulla scena, giovane, ma niente di straordinario. primo huomo Musico cichognani. Una bella voce, e un bel Cantable. Gli altri due castrati, giovani e passabili. Tenore: si chiama: non lo sò. Ha un che di piacevole, sembra Le Roi di Vienna che è venuto da Leman. Ballerino primo: bravo, Ballerina prima, brava, e un grandissimo cane. C’era una danzatrice che ha ballato non male, e, quale Capod’opera, non è brutta né sulla scena né fuori. Gli altri erano come sempre. C’era anche un ballerino grottesco, che a ogni salto mollava una scoreggia.

[Primo aprile]

Di Milano non posso davvero scriverti granché, non siamo ancora stati all’opera, ma abbiamo sentito che l’opera non ha successo. aprile primo uomo canta bene, ha una voce bella e omogenea, lo abbiamo sentito in una chiesa dove c’era una grande festa: Madam Piccinelli di Parigi, che ha cantato al nostro concerto, recita nell’opera: Monsieur Bicch, che danzò a Vienna, ora danza qui a Milano. L’opera si intitola: Didone abbandonata. Quest’opera finirà presto e il Sig. piccini, che scrive la prossima opera, è qui a Milano. Ho sentito dire che la sua opera si intitola: Cesare in eccito.

[Feste da ballo]

Qui ci sono anche delle feste di ballo: che non appena termina l’opera, comincia la festa di Ballo. La moglie del maggiordomo del Conte de Firminan è una viennese, venerdì scorso abbiamo pranzato da loro, e la prossima domenica mageremo ancora là. Stammi bene, e bacia le mani alla mamma per me mille volte, perché io resto sino alla morte il tuo fido fratello
Wolfgang de Mozart
Nobile di hochenthal
amico della casa degli aritmetici
.

[La lettera secondo Nissen]

{Il 26 gennaio 1770
Mi rallegro di tutto cuore che tu ti sia divertita così tanto con questa corsa in slitta, e ti auguro mille occasioni di divertirti, perché tu possa trascorrere la tua vita allegramente. Ma mi preoccupa che tu abbia fatto sospirare e soffrire il signor von Mölk così a lungo, e che tu non sei andata in slitta con lui, in modo che potesse farti rovesciare: quanti fazzoletti avrà adoperato quello stesso giorno piangendo per colpa tua; e avrà preso prima tre mezze once di digestivo per espellere l’orribile impurità del suo corpo. Non so niente di nuovo, se non che il signor Gellert , il poeta, è morto a Lipsia, e che dopo la sua morte non ha più scritto poesie. Proprio prima di iniziare questa lettera ho scritto un`aria del Demetrio, che comincia così:

Misero tu non sei:
tu spieghi il tuo dolore;
E se non desti amore;
Ritrovi almen pietà.

Misera ben son io
che nel segretto laccio
amo, non spero e taccio
e l`idol mio nol sà.

L’opera di Mantova è stata graziosa, hanno suonato il Demetrio. La prima donna canta bene, ma piano, e perciò se non la si vedesse recitare ma solo cantare si potrebbe pensare che non canta affatto, perché non è capace di aprire la bocca, bensì mugola ogni cosa, la qual cosa per noi non è certo una novità. la seconda donna pare un granatiere e ha pure una voce potente, e invero non canta male considerando il fatto che recita per la prima volta. Il primo uomo, il musico canta bene, ma ha una voce irregolare, si chiama Caselli. Il secondo uomo è già vecchio e non mi piace. Il tenore si chiama Ottini e non canta male, ma ha un portamento grave, come tutti i tenori italiani, ed è nostro ottimo amico. Non so come si chiama l’altro, è ancor giovane, ma niente di raro. Primo ballerino. Bravo. Prima Ballerina: brava, e si dice che non è affatto male, ma io però non l’ho vista da vicino. Gli altri sono come di solito; c’era lì un danzatore grottesco, che salta bene, ma non sa scrivere come me: come pisciano le scrofe.
L’Orchestra non era male. A Cremona l’orchestra era buona, e il primo violino si chiama Spagnoletta. Prima donna, non male, già vecchia, credo, come un cane, non canta tanto bene come recita: è la moglie di un violinista che suona nell’opera, lei si chiama Masci. L’opera si intitola: La clemenza di Tito. Seconda donna, non brutta sulla scena, giovane, ma niente di straordinario. primo huomo, musico Cicognani. Una bella voce, e un bel Cantabile. Gli altri due castrati, giovani e passabili. Tenore: si chiama: non lo so. Ha un che di piacevole, sembra Le Roi di Vienna. Ballerino primo: bravo, Ballerina prima, brava, e un grandissimo cane. C’era una danzatrice che ha ballato non male, e, quale Capod’opera, non è brutta né sulla scena né fuori. Gli altri erano come sempre. C’era anche un ballerino grottesco, che a ogni salto mollava una scoreggia. Di Milano non posso davvero scriverti granché, non siamo ancora stati all’opera, ma abbiamo sentito che l’opera non ha successo. Aprile, il primo uomo canta bene, ha una voce bella e omogenea, lo abbiamo sentito in una chiesa dove c’era una grande festa: Madam Piccinelli di Parigi, che ha cantato al nostro concerto, recita nell’opera: Monsieur Pick, che danzò a Vienna, ora danza qui. L’opera si intitola: Didone abbandonata. Quest’opera finirà presto e il Sig. Piccini, che scrive la prossima opera, è qui. Ho sentito dire che la sua opera s’intitola: Cesare in Egitto.
Wolfgang de Mozart
Nobile di Hochenthal
amico della casa degli aritmetici [Nissen (163-166).}

[Mozart conosceva l’italiano?]


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Per il periodo dal 1781 in poi, la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it

L’imbroglio della Missa brevis K 115

Messa K 115

Musica: ?
Luogo: ?
Data: ?

Movimenti: Kyrie: Adagio in C, Allegro in C tagliato; Gloria: Allegro in C; Credo in C; Sanctus in C.
Organico: S, A, T, B, e organo.
Tonalità: Kyrie in do maggiore; Gloria in do maggiore; Credo in do maggiore; Sanctus in do maggiore.

Fonti: manca l’originale, c’è solo una copia.

Lettere: non ci sono riferimenti nelle lettere alla Messa K 115.

L’influsso di Padre Martini

A Radio Vaticana, nel corso di numerose puntate monografiche dedicate a Mozart la caduta degli dei Parte prima, Mozart la caduta degli dei – Parte seconda, Mozart Il flauto magico abbiamo descritto alcune delle opere più significative di Mozart, nel genere da camera, in quello sinfonico, teatrale e sacro. Qui approfondiamo alcuni temi, riguardanti la produzione sacra e quello che hanno raccontato i musicologi nel corso degli ultimi due secoli. Numerosi sono stati gli errori nell’attribuire al Salisburghese lavori che non ha mai composto.

Scrive l’Abert che alcune messe incompiute erano nate sotto “l’evidente” influsso di padre Martini. I manoscritti, osservava Abert, risalivano al periodo compreso tra il 1770 e il 1772. “Il nuovo mondo”, come l’aveva definito il musicologo tedesco, si schiudeva allora a Mozart. Riflesso di quella scoperta sarebbe la Messa in do maggiore K.115 interrotta alla nona misura del Sanctus.

Lontana dallo stile napoletano

Gli studi più recenti, scrive Abert nella biografia che ancora utilizzato nelle Università e Scuole d’alta formazione, datano “giustamente” l’autografo alla tarda estate del 1770. “Qui tutto ricorda l’antica musica sacra italiana, così tenacemente difesa da padre Martini”. Abert vede ben chiaro l’accompagnamento affidato solo all’organo, e l’onnipresenza del contrappunto rigoroso. La particolarità del lavoro sarebbe lo stile, che in nessun’altra messa di Mozart si manterrebbe “così distante da quello napoletano di allora”.

La K 115 preannuncia il Requiem

Nella biografia di Mozart, Abert si sofferma sull’“Et incarnatus est” che con le sue misteriose ed audaci armonie “quasi preannuncia il Requiem”, pezzo che in quanto a autenticità ha pure i suoi problemi. E ancora “il fertile tema della fuga finale del Credo, “condotta del resto con grande abilità”, ricorda al biografo “le vecchie fughe al tempo degli studi salisburghesi”. Di quali fughe si tratti Abert non precisa, anche se di fughe propriamente dette Mozart ne ha scritte poche. Rileva piuttosto che non si può che “rimpiangere” il fatto che che Mozart sia dovuto rientrare in Salisburgo, e che non sia diventato “l’alleato stabile di padre Martini e del suo stile sacro”, allora disprezzato perché fuori moda, “ma in realtà pieno di carattere”.

La storia infinita

La storia del K.115 comincia nel 1856 quando Jahn, annota l’esistenza di una Messa per 4 voci soliste e organo completa sino al Sanctus, del quale si conservavano però solo 9 misure. Il pezzo doveva risalire secondo lui agli anni 1770.

Arrangiata e falsificata


Nell’Ottocento Köchel s’accorse che un “autografo” della K 115 era nelle mani dell’editore André. Egli lo attribuì senz’altro all’anno 1771 e lo catalogò al numero K 115. A fine Ottocento gli editori Breitkopf & Härtel inserirono la Messa K 115 nella Serie dell’Opera omnia del Salisburghese, e poi la pubblicarono in partitura separata. La Messa fu arrangiata, completata, falsificata nelle successive edizioni.

Catalogo Koechel, Messa K 115 di Mozart
Catalogo Koechel, Messa K 115 di Mozart

Le certezze della scienza

Nessuno fu d’accordo su nulla, ma ognuno fu certo di tutto. Chi la piazzò al 1770, chi prima, chi dopo al 1773 e oltre. Théodore de Wyzewa e Georges de Saint-Foix ipotizzarono fosse stata scritta da Mozart proprio durante il soggiorno a Bologna del 1770. Schiedermair la collocò invece a Vienna nel 1773, mentre Alfred Einstein ci vide una musica coeva alla Messa della Trinità K 167 composta nel giugno del 1773 a Salisburgo. Per Einstein la K 115 rappresentava quel che lui definì il “frutto immediato” degli studi di Wolfgang con Haydn. Ci vide anche dei richiami a Eberlin e Adlgasser. Per questo nel catalogo che curò nel 1936 la spostò nei pezzi scritti da Mozart all’inizio dell’estate 1773.

Ipotesi ad hoc

Non tornandogli documentalmente i conti, Einstein sostenne che Mozart aveva smesso di scrivere la K 115 per colpa dell’arcivescovo, il quale, ignorantissimo di capolavori musicali, richiedeva musiche più brevi per l’ufficio della cattedrale di Salisburgo, infischiandosene dei tesori che Mozart gli sfornava.

Semplicemente copiata

Gli estensori dell’ultima edizione del catalogo Koechel, la sesta, mantennero le note di Einstein, aggiungendo stavolta che la Messa K 115 poteva pur essere di un compositore sconosciuto. Una semplice copia! Le certezze, estratte dal cilindro della musicologia scientifica, scomparvero da dove eran venute: nel nulla.

Che sia del padre?

Negli anni Sessanta la casa editrice Fox di New York stampò una riduzione per pianoforte di una Messa in do maggiore di Leopold Mozart elencata da Seiffert nel Catalogo delle sue opere. E successivamente lo studioso Pfannhauser mostrò le numerose somiglianze tra questa Messa in do di Leopold e la K.115 di Wolfgang. Alcuni passaggi erano proprio identici. La Messa K.115 non sarebbe quindi una composizione di Wolfgang ma semplicemente un estratto che Leopold ha ricavato dalla sua Messa in do che risale a prima del 1764.

A lezione a 4 anni?

I musicologi più blasonati, nonostante le peer review, le tavole rotonde e gli estenuanti comitati di studio, avevano sbagliato persino sugli anni, e non di poco: dal 1773 o giù di lì, erano piombati al 1760, quando Mozart aveva quattro anni. A quell’età Amadé non poteva certo aver preso le lezioni da Padre Martini, come insegnava l’Abert, e come si continua a insegnare oggi nelle scuole di musica italiane. La K 115 non può essere usata come prova delle presunte lezioni impartite a Bologna da padre Martini a Mozart.

Di proprietà di un signore

L’altro duro colpo alla credibilità della cosiddetta musicologia scientifica avvenne nel 1975. Quell’anno si tenne l’asta della Sotheby’s di Londra. Al lotto in vendita stava un altro manoscritto della Messa K.115 di “proprietà di un signore”, che lo rinvenne in un pacco avvolto insieme ad altri documenti d’ufficio in una delle sedi di André ad Offenbach. Dalla grafia, si ipotizzò l’avesse scritto Leopold, e si stabilì anche che la Messa di Leopold non era stata composta per la cattedrale di Salisburgo, ma per la casa arcivescovile molto prima del 1764, osservando quanto fosse simile a una cantata in stile napoletano.

Errare è umano

L’Abert aveva sbagliato quindi sull’autore, sulla data, sul luogo, e anche riguardo allo stile, che aveva definito non napoletano, secondo lui un caso unico tra le opere sacre di Mozart. E dopo di lui avevano preso lucciole per lanterne pure gli altri. E la NMA, nuova edizione critica delle opere di Mozart, dà la K 115 per inesistente.

La mela non cade mai lontano dall’albero

Si dubitò quasi subito anche di Leopold. Talis filius, talis pater. La Messa in do, quindi la K 115, non era affatto un pezzo suo, come i mozartiani s’erano affrettati a stabilire. Il passaggio “Et resurrexit” della Messa in do attribuita prima a Leopold Mozart, corrisponde infatti a due sezioni di una Litania di Holzbauer, eseguita per la prima volta a Vienna nel 1765.

Perseverare è diabolico

Non è neppure certo si tratti di musiche originali di Holzbauer, perché quest’ultimo potrebbe averle copiate dal repertorio popolare settecentesco. L’unica cosa sicura è che la K 115 non è di Mozart, anche se ostinatamente continua ad essergli attribuita.



Bibliografia di riferimento

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it

Poscritto del 7 gennaio 1770

di W.A. Mozart da Verona alla sorella a Salisburgo
(BD I, 153)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Wolfgang Amadeus Mozart del 7 gennaio 1770 tradotta dall’originale tedesco di Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen, mentre in rosso, tra parentesi graffe, è la traduzione della lettera così come l’ha pubblicata Nissen nella Biografia di Wolfgang Amadeus Mozart. Il libro di Georg Nikolaus Nissen, curato in realtà da Constanze la vedova di Mozart, è uscito postumo a Lipsia nel 1828 (vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase (Le) 2019).

Tra virgolette è il testo originale. Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli dei paragrafi, e alcune spiegazioni dei termini o delle parole; in coda alla lettera ci sono nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori. Evidenziato in giallo è il testo originale in italiano o in francese.

[Da Verona]

Carissima sorella. 1770 Verona il 7 di Jenuario

calendario relativo alla lettera del 7 gennaio 1770

[Terroni]

Me la sono presa con te per aver dovuto attendere così a lungo e invano una risposta, e ne avevo anche le ragioni, perché non ho ricevuto la tua lettera del primo. Qui finisce il tanghero tedesco, e comincia il tanghero terrone.

{ho fatto una lettera lunga una spanna, perché ho dovuto aspettare invano una tua risposta, e ne avevo anche motivo, perché non ho ricevuto la tua lettera. Qui finisce il tanghero tedesco [“Teutsche tölpel”], e comincia il tanghero terrone [“Wälsche Tölperl”] (Nissen, 159-160)}.

[Mozart conosceva l’italiano?]

“Lei è piu franco nella langua italiana, di quel che mi hò imaginato. lei mi Dica la cagione, perchè lei non fù nella Comedia che anno giocato i cavalieri? adeßo sentiamo sempre opere: che è Titulata: Il Ruggiero. Oronte il padre di bradamento è unprencipe, (fà il sig. afferi) un bravo cantante, un paritono, ma” (forzato quando starnazza in falsetto negli acuti, tuttavia non tanto quanto Tibaldi a Vienna).

{“Lei è piu franca nella lingua italiana, di quel che mi hò imaginato. Lei mi dica la cagione, perchè Lei non fà nella Comedia che anno giocato i Cavalieri? adesso sentiamo sempre una Opera titolata: Il Ruggiero. Oronte il padre di Bradamante è un principe, (fa il Sign. Afferi), bravo cantante, un baritono, ma” forzato quando starnazza in falsetto negli acuti, tuttavia non tanto quanto Tibaldi a Vienna (Nissen, 160)}.

[Nissen corregge gli errori]

“Bradamenta, figlia d’oronte, inamorata di Ruggiero, ma,” (dovrebbe sposarsi con Leone, ma lei non lo vuole) “fà, una povera baroneßa, che hà avuto una gran disgratia, mà non sò chè? Recità” (sotto nome straniero, ma non so quale sia) “hà una voce paßabile, e la Statura non sarebbe male, ma distona come il Diabolo. Ruggiero un Ricco principe, inamorato della bradamenta, un Musico, canta un poco” alla Manzoli, “ed à una bellißima voce forte, ed è gia Vecchio, hà cinquanta cinque anni, ed à una” gola agile.

{“Bradamante, innamorata di Ruggiero, ma,” (dovrebbe sposarsi con Leone, ma lei non vuole) “fà, una povera Baronessa, che ho avuto una gran disgrazia, ma non sò la quale Recita” (sotto nome straniero, ma non so quale sia) “ha una voce passabile, e la statura non sarrebbe male, ma distuona come il diavolo. Ruggiero, un ricco principe innamorato di Bradamante, è un Musico: canta un poco” alla Manzoli, “ed a una bellissima voce forte ed è gia vecchio, ha 55 anni ed a una” gola agile}.

Leone, dovrebbe sposare la “bradamenta, reichischime est” [= è ricchissimo], se sia ricchissimo anche fuori del teatro, questo non lo so, “fà una Donna, la moglie di afferi, à una bellißima voce, ma c’è tanto sußurro nell theatro, che non si sente niente. Irene, fà una sorella di Lolli, del gran violinisto, che abbiamo sentito à Vienna. à una voce” nasale“, e canta sempre” un quarto troppo “tardi, ò troppo à buon ora. Ganno fà, un signor, che non sò come egli si chiama, è la prima volta che lui Recita.”

{“Leone, dovrebbe sposare la “Bradamante, ricchissimo è”, se sia ricco anche fuori del teatro, questo non lo so. “La moglie di Afferi che ha una bellissima voce, ma è tanto sussurro nel teatro, che non si sente niente. Irene fa una sorella di Lolli del gran Violinisto, che habbiamo sentito a Vienna. a una voce” nasale “, e canta sempre” un quarto troppo “hardi, ò troppo a buon’ora. Ganno fa, un signore che non sò come si chiama, è la prima volta chè lui recita.” (Nissen, 160)}.

[Giora Mascara]

Tra ogni atto c’è un balletto: qui c’è un bravo ballerino, che si chiama: Monsieur Ruesler è un tedesco, ed è proprio bravo a danzare, quando siamo stati all’opera l’ultima volta (ma non per l’ultima volta,) abbiamo fatto salire nel nostro “balco” il signor Ruesler, (perché abbiamo a disposizione il “balco” del Marchese Carlotti, perché abbiamo la chiave) e abbiamo parlato con lui.

{Tra ogni atto c’è un balletto: qui c’è un bravo ballerino, che si chiama: Monsieur Roesler. È un tedesco, ed è proprio bravo a danzare. Quando siamo stati all’opera l’ultima volta (ma non per l’ultima volta,) abbiamo fatto salire nel nostro “palco” il signor Roessler, (perché abbiamo a disposizione il “palco” del Marchese Carlotti, perché abbiamo la chiave) e abbiamo parlato con lui.

A proposito: ora tutti girano in “Mascara” [= mascherati], e quanto è “comote” [= comodo] quando si ha la propria maschera sopra il cappello e si ha il “privelegium” di non doversi togliere il cappello quando uno mi saluta, e di non chiamare nessuno per nome, ma sempre: “servitore umilißimo, giora Mascara [= signora maschera]. Cospeto di Baco”, è sensazionale: ma la cosa più rara è questa: che andiamo già a letto alle 7, 7 e mezzo: “se lei indovinaße questo, io dirò certamente, che lei sia la Madre, di tutti indovini.” Bacia da parte mia la mano alla mamma, e io ti bacio mille volte, e ti assicuro che resterò per sempre il tuo sincero, fedele fratello
“portez vous bien, et aimez moi toujours.” Wolfgang Mozart

A proposito: ora tutti girano in “Maschera”, e quanto è comodo quando si ha la propria maschera sopra il cappello e si ha il “privelegium” di non doversi togliere il cappello quando uno mi saluta, e di non chiamare nessuno per nome, ma sempre: “Servitore umilissimo, Signora Maschera. Cospetto di Bacco”, è sensazionale: ma la cosa più rara è questa: che andiamo già a letto 7 e mezzo: “se Lei indovinasse questo, io dirò certamente che Lei sia la Madre di tutti gli indovini.” Bacia da parte mia la mano alla mamma, e io ti bacio mille volte, e ti assicuro che resterò per sempre il tuo sincero fratello
“Portez Vous bien, et aimez moi toujours.” (Nissen, 161)}.

[Ti raccomando]

AGGIUNTA DI LEOPOLD MOZART
Bacio te e la Mamma migliaia di volte. Se cerchi i concerti in partitura, quelli che abbiamo portato con noi, li troverai nel ripiano di mezzo del mio armadio, dove stanno le sinfonie.
Ti raccomando il clavicembalo.


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Per il periodo dal 1781 in poi, la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Sitografia

Mozart Il flauto magico
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Mozart La caduta degli dei
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Missa brevis K 116

Messa K 116

Musica: ?
Luogo: ?
Data: ?

Movimenti: Kyrie: Andante in C, Allegro moderato in C.
Organico: S, A, T, B, Violino I e II, Viola, Bassi e organo.
Tonalità: Kyrie in fa maggiore.

Fonti: il manoscritto, che Wyzewa e De Saint-Foix considerano autografo, era a Berlino ma non ha data.

Lettere: non ci sono riferimenti nelle lettere alla Messa K 116.

Le fonti

Questo Kyrie (che non ha data sull’autografo) faceva parte, secondo Teodor de Wyzewa e Georges de Saint-Foix “di una Messa che Mozart ha interrotto nel bel mezzo del Credo”, e della quale André “dovette possedere il manoscritto”. Oggi sono noti solo il Kyrie, il Gloria e un frammento del Credo.
La musica, come si ricava dall’ultima edizione del catalogo Köchel, è scritta da Leopold Mozart e da mano sconosciuta. Il titolo è laconico: “Missa brevis” e nient’altro. Il Kyrie si trova nella Biblioteca di Berlino, invece il Gloria e il frammento del Credo erano un tempo in California, ma non se ne sa più nulla.

Il catalogo Köchel

K 116 KOECHEL
Köchel, Missa brevis K 116

Di Leopold Mozart?

La K 116, essendo scritta parzialmente da Leopold, è stata attribuita a lui. Nissen a suo tempo sosteneva l’avesse composta Wolfgang. Per questo cancellò quello che stava nel manoscritto sovrascrivendoci “di Mozart e di sua mano”. Nelle certificazioni Nissen non è affidabile, e qui ha manomesso addirittura il documento.

Nello stile di Martini

Secondo i musicologi francesi Wyzewa e De Saint-Foix “con la sua scrittura e lo stile di canto”, il Kyrie K 116 è direttamente collegato alla Messa breve in do K 115 per 4 voci e organo, “composta nel 1770 a Bologna sotto la direzione di P. Martini”, ma non è certo che questa musica, oltre ad essere incompiuta, abbia a che fare con Padre Martini e neppure con Mozart.

Teodor de Wyzewa, Georges de Saint-Foix, Missa brevis K 116 (WSF 107)

Il ruolo degli strumenti

L’orchestra della K 116 ha un ruolo piuttosto “indefinito”. I due francesi sostengono che “segue il canto riempiendo ogni tanto gli intervalli con qualche diminuzione”. Loro ci vedono “i progressi compiuti da Mozart nel trattare il canto stesso che è in continuo contrappunto, come era tipico a Bologna, ma già più semplice e allo stesso tempo più sicuro”.

Sulla via di ritorno per Salisburgo

I musicologi Wyzewa e De Saint-Foix concludono, senza prove documentali, che dato “il carattere vocale e la gamma espressiva molto più accentuati” era probabile che Mozart figlio avesse composto il pezzo “sulla via di ritorno verso Salisburgo, influenzato dalle lezioni di Padre Martini”.
I due francesi non sapevano che quella messa non era di Wolfgang . The complete Mozart di Zaslaw non cita infatti né la K 115 e neanche la K 116 come opere sue.

L’insegnamento di Padre Martini

In mancanza di meglio, la composizione fu attribuita dai musicologi del secolo scorso senz’altro a Leopold Mozart.
La prova che Wolfgang abbia scritto il pezzo non c’è, mancano la firma, la data, e la musica è stilisticamente distante dalle composizioni del periodo italiano. E neppure è provato l’insegnamento di Padre Martini, perché non c’è nessun riscontro documentale. Che sia di Leopold è ricavato solo dal fatto che a copiare la musica è stato lui, oltre a uno sconosciuto.

Influssi viennesi

Wyzewa e De Saint-Foix danno per sicuro che il Kyrie K 116, “di squisita grazia”, dia l’impressione d’essere un’unica frase “infinitamente tenera e raccolta” che si sviluppa “attraverso modulazioni di una dolcezza e di un fascino poetico già molto caratteristici dell’anima di Mozart”. Oggi di quella messa non ne parla più nessuno perché è spuria. Allora se ne lodava la strumentazione che, secondo Wyzewa e De Saint-Foix, presentava “un contrappunto nello strumentale equivalente a quello delle voci”. Mozart dava alla sua orchestra delle figure “di una verve e di un’eleganza notevole”, con un curioso ritorno “a quei grandi contrasti dei violini, che la sua visita a Vienna gli aveva insegnato”.

Agiografia di primo Novecento

Hermann Abert, autore di una diffusa biografia su Mozart, lavora di fantasia e osserva i fatti con gli occhi di un agiografo. Sostiene anch’egli che la K 116 è stata scritta da Mozart sotto l’influsso di Padre Martini, e con “intermezzi orchestrali in stile napoletano”, che il giovane aveva da poco assimilato nel primo viaggio in Italia.

Scritta a Vienna

Per Cliff Eisen, invece, è Leopold Mozart ad aver composto la Missa brevis K 116 a Vienna nel 1768, cioè prima che lui e il figlio venissero in Italia, prima che Wolfgang prendesse a Bologna le presunte lezioni da Padre Martini, e prima che, affacciandosi sul Golfo, imparasse lo stile della musica di Napoli.



Bibliografia di riferimento

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
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Mozart la caduta degli dei Parte prima

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
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Sitografia

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Missa brevis K 140

Messa pastorale K 140

Musica: ? Manca l’autografo
Luogo: ?
Data: ?

Movimenti: Kyrie: Adagio in C, Andante in 3/4; Gloria: Allegro in C; Credo: Allegro in 3/4, Poco adagio in C tagliato, Allegro in C tagliato, Andante in 3/4, Allegro in C tagliato, Adagio in 3/4, Allegro in C tagliato; Sanctus: Andante in 3/4, Allegro in 3/4, poi C tagliato; Benedictus: Andante in 3/4; Agnus Dei: Adagio in C tagliato, Allegro, poi Adagio in 3/8.
Organico: S, A, T, B, Violino I e II, Viola, Bassi e organo.
Tonalità: Kyrie in sol maggiore; Gloria in sol maggiore; Credo: Allegro in sol maggiore, Poco adagio in do maggiore, Allegro in sol maggiore, Andante in do maggiore, Allegro in sol maggiore, Adagio in re minore, Allegro in sol maggiore; Sanctus in sol maggiore; Benedictus in do maggiore; Agnus Dei in sol maggiore.

Fonti: ci sono solo delle copie, la più antica senza firma dell’autore, ma con correzioni di Mozart padre e figlio.

Lettere: non ci sono riferimenti nelle lettere alla Messa K 140.

Lo stato delle fonti

L’autografo, se mai ci fu, non è stato mai trovato. Rimangono solo delle copie, anonime, attribuite a Mozart o a Franz Xaver Süßmayr.

La Missa brevis K 140 ha un carattere particolare tra le messe che erano state attribuite a Mozart per via dello stile, che si discosta da quello delle altre pagine del Salisburghese. Mozart non ha mai scritto altre messe di questo genere, che è quello pastorale. La parte dell’Ordinario è cantabile, con prevalenza di una melodia che i musicologi, in tempi diversi, hanno definito non mozartiana. In nessun’altra composizione di Mozart si ritrova qualcosa che somigli alla K 140. NMA ipotizza possa trattarsi di un esercizio di scuola.

Opera d’imitazione

Mozart, ammesso che la K 140 sia sua, avrebbe imitato il modo di scrivere di qualcun altro, come aveva forse fatto nell’altra Missa brevis K 65. I criteri stilistici ci dicono che la K 140 non è sua, e l’unico spiraglio per attribuirgliela è pensare si tratti di un esperimento che il giovane ha fatto per impadronirsi dello stile di qualche Maestro. Visto però che l’autografo è perduto, quest’ipotesi è pura speculazione.

Spuria

I musicologi, specie in passato, preferirono definire la K 140 spuria, o al limite dubbia. Mozart possedeva copia di questa messa, che non aveva però scritto lui, e questa fu comprata da Johann Anton André quando la vedova gli vendette i manoscritti del marito a inizi Ottocento. Per l’editore di Offenbach la messa era autentica, e infatti la inserì tra le “Authentische Abschriften” (copie autentiche) nel catalogo del 1833, aggiungendo in nota che “la messa l’ho ricevuta in copia; a giudicare dalla composizione, sembra appartenere ai primi anni del 1770. Il numero delle pagine mi sembra sia di mano di Mozart”.

Quasi autentica

Aloys Fuchs, che scrisse un catalogo tematico delle opere di Mozart, spiegò invece a metà Ottocento “d’aver messo assieme una partitura da parti separate, usando, se non proprio l’originale, almeno una fonte attendibile”. Quel che dice Fuchs assicura che l’originale non c’era e che le parti erano di provenienza dubbia, non avendole potute confrontare neppure lui con manoscritti precedenti firmati o per lo meno autografi.

Di Süßmayr?

Otto Jahn stabilì, per ragioni stilistiche, che la messa K 140 non poteva essere di Mozart, perché lo stile del pezzo non corrisponde a nessuno delle altre opere del Maestro. Ludwig von Köchel non si curò della cosa, rassicurato del fatto che circolavano alcune copie della K 140 attribuite a Mozart. Aggiunse la Missa brevis nel catalogo ufficiale, specificando però in calce che “alcuni amateur e direttori d’orchestra la pigliano per genuina, mentre Otto Jahn la dice spuria sulla base di ragioni stilistiche”. Quando Köchel s’accorse che una parte della K 140 portava il nome di Süßmayr, cambiò idea, e cancellò il pezzo nella copia di lavoro del catalogo che aveva intenzione di ristampare.

Il catalogo Köchel

K 140 Missa Brevis 
KOECHEL

Correzioni, giunte e tagli

Il catalogo K2 non incluse la Missa brevis K 140, mentre il K3 di Einstein ce la rimise nella sezione delle opere spurie. La scoperta di una copia della K 140 nel monastero di Kremsmünster, senza data e senza firma, e un’altra ad Augusta, alla quale i Mozart padre e figlio pare abbiano aggiunto dei segni, rimise tutto in discussione.
A Kremsmünster ci sono 13 parti della K 140, un tempo di proprietà di Leopold Mozart, che padre e figlio potrebbero aver revisionato. Se le correzioni e le aggiunte sono a più mani, vuol dire che la K 140 non l’ha scritta Wolfgang, anzi è probabile stesse rinnovando con il padre il lavoro di qualcuno per una esecuzione da tenersi, forse, nella cattedrale Salisburgo. Manca la copertina e il nome dell’autore non è segnato.

Portata dall’Italia?

Walter Senn, che curò la presentazione del volume delle opere vocali sacre per la NMA, ipotizzò che questa Missa brevis fosse del 1773, ai tempi del terzo viaggio dei Mozart in Italia.

Qualis pater, talis filius

È sopravvissuta una partitura parziale della K 140 per tre tromboni, di mano di Matthäus Fischer che attribuisce questa messa in sol a Mozart. Intendeva riferirsi a Leopold, a Wolfgang, o a entrambi, come revisori del lavoro di altri? Non dimentichiamo infine le riserve, avanzate da molti, circa lo stile.

Una parodia?

Alcuni sottolineano la curiosa somiglianza delle battute da 9 a 32 del Sanctus alla musica del Balletto Le gelosie del serraglio K Anh. 109 (battute 1-32) che con una messa c’entrano poco. Questa corrispondenza non scioglie i dubbi sull’autenticità della K 140. Anzi. Mozart aveva abbozzato Le gelosie del serraglio, ma neppure quella è sicuro che sia musica sua.



Bibliografia di riferimento

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
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7 gennaio 1770

Lettera di Leopold Mozart da Verona a sua moglie a Salisburgo
(BD I, 152)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Leopold Mozart del 7 gennaio 1770 tradotta dall’originale tedesco di Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen, mentre in rosso, tra parentesi graffe, è la traduzione della lettera così come l’ha pubblicata Nissen nella Biografia di Wolfgang Amadeus Mozart. Il libro di Georg Nikolaus Nissen, curato in realtà da Constanze la vedova di Mozart, è uscito postumo a Lipsia nel 1828 (vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase (Le) 2019).

Tra virgolette è il testo originale. Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli dei paragrafi, e alcune spiegazioni dei termini o delle parole; in coda alla lettera ci sono nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori.

[Da Verona]

Verona, 7 gennaio 1770

calendario relativo alla lettera del 7 gennaio 1770

Mi spiace molto di non aver ricevuto il tuo primo scritto. Deve stare all’ufficio postale di Bolzano. M’informerò: perché da Innsbruck deve essere andato lì.

[Sosta a Bolzano]

Noi siamo, grazie a Dio, in buona salute! Te lo dico già all’inizio. Avresti fatto bene a scrivermi quante lettere hai ricevuto da me, perché una te l’ho scritta da Wirgl [Wörgl], una l’ho mandata tramite il cocchiere, poi una da Insprugg [Innsbruck] con la posta, e una da Botzen [Bolzano]. Devo chiederti per prima cosa di salutare il signor Ranftl, e riferirgli che siamo stati accolti con grande onore dal signor Stockhammer e che hanno offerto un pranzo costosissimo, durante il quale ho anche incontrato il mio vecchio amico signor Stickler. Al signor Kerschbaumer, insieme ai miei saluti, puoi dire che il signor Semelrock ci ha trattato con grande cortesia e ci ha dato anche una lettera di raccomandazione per Bologna. Siamo stati a Botzen [Bolzano] solo un giorno e mezzo.

[Arrivati a Rovereto]

Eravamo appena arrivati a Roveredo [Rovereto], quando è venuto da noi un certo Cristani, il quale ha fatto la parte della cameriera nella commedia Il figlio di Catone al Collegio Rupertino, e ci ha invitato a pranzo a nome del fratello per la giornata successiva. E chi era questo fratello? Tale Nicolaus Cristani che era a Salisburgo dal precettore dei paggi, il signor consigliere concistoriale Cristani, che è stato mio allievo di violino, e lui è la persona più importante di Roveredo [Rovereto] e di tutta la regione, poiché è capo del distretto a nome di Sua Maestà l’Imperatrice. Ti ricorderai ancora bene di lui, che abitava dai paggi. Appena siamo arrivati da lui, ha detto che il Wolfgang ti assomiglia, e si ricordava perfettamente il tuo aspetto. E chi abbiamo trovato lì? Il Signor Conte Septimo Lodron, il consigliere concistoriale Cristani, un certo Pilati, Vesti ecc. I primi due sono arrivati da Villa, una proprietà del conte Lodron: da Insprugg [Innsbruck] infatti era già arrivata a Roveredo [Rovereto] la notizia che noi saremmo venuti qui.

[Un’allegra tavolata]

Puoi immaginarti facilmente quanto piacere abbiamo provato nel rivederci insieme dopo 19, 20 e più anni, e quanto ci siamo divertiti a pranzo. Mentre eravamo a tavola, è venuto il cameriere particolare del signor von Cosmi che ci ha invitati a pranzo per il giorno seguente. E questa è stata di nuovo un’allegra tavolata! Tanto più che il signor von Cosmi, che è vedovo, s’era fidanzato con una graziosa signorina, con cui si è unito in matrimonio un paio di giorni dopo la nostra partenza. Ho ritrovato lì la sua vecchia signora madre e tre sorelle. Se fossimo rimasti più a lungo a Roveredo [Rovereto], avremmo dovuto abitare da lui; dovessimo tornare, ci dovremmo fermare da lui.

{A Rovereto il governatore ci ha dimostrato ogni cortesia. Da lui abbiamo trovato il conte Settimo Lodron e molti altri, che erano stati attirati là dal nostro arrivo (Nissen, 157-158)}.

[Il concerto a Rovereto dai Todesci]

Il signor barone Pizzini e il signor conte Lodron, ai quali eravamo stati raccomandati da Sua Eccellenza il Maresciallo di corte, ci hanno trattato con estrema cortesia. La nobiltà ha tenuto un concerto in casa del signor barone Todesci.

{Poco dopo la nobiltà ha fatto un concerto a casa del barone Todeschi (Nissen, 158)}.

[Onore a Wolfgang]

E chi era questo barone Todesci? Quello che a Vienna il signor Giovanni ha portato una volta da noi per sentire suonare il Wolfgang. Quale onore si sia fatto il Wolfgang è inutile scriverlo.

{È inutile descrivere tutto l’onore che s’è fatto Wolfgang (Nissen, 158)}.

[A veder l’organo della cattedrale]

Il giorno seguente, dopo pranzo, siamo andati all’organo della cattedrale; e sebbene solo 6 o 8 persone importanti avessero saputo che ci saremmo recati lì, abbiamo trovato tutta Roveredo [Rovereto] riunita in chiesa, tanto che dei tipi robusti sono stati costretti a farci strada a forza fino all’organo. Per mezzo quarto d’ora abbiamo avuto il nostro bel daffare per raggiungere lo strumento, visto che ognuno voleva stare davanti.

{Il giorno seguente siamo andati all’organo della chiesa principale [“auf die Orgel der Hauptkirche”] ; e sebbene solo 6 o 8 persone importanti l’avessero saputo, abbiamo trovato tutta Rovereto riunita in chiesa, tanto che dei tipi robusti hanno dovuto farci strada per arrivare al coro [“um uns den Weg auf das Chor zu bahnen”], e là per mezzo quarto d’ora abbiamo avuto il nostro bel daffare per raggiungere l’organo, visto che ognuno voleva stare davanti (Nissen, 158)}.

[Rovereto]

Siamo stati quattro giorni a Roveredo [Rovereto]. Questo luogo non è grande, e una volta era assai cattivo, ma, grazie agli abitanti, da tempo è diventato sempre più ricco, perché la maggior parte della gente campa della coltivazione della vite e del commercio della seta. Adesso vi sono case molto ricche, e con gli stranieri si è molto cortesi.

[Al concerto di Verona]

A Verona la nobiltà ha potuto organizzare appena dopo sette giorni [il 5 gennaio 1770] un concerto o accademia cui invitarci, perché tutti i giorni c’è l’opera. I “Cavaglieri” cui eravamo stati raccomandati sono il Marchese Carlotti, il Conte Carlo Emilij, il Marchese Spolverini, il Marchese Dionisio S. Fermo. Il Signor Conte Justi del Giardino, il Signor Conte Allegri. Eravamo sempre invitati dal signor Marchese Carlotti, come anche dal signor Loccatelli. Abbiamo pranzato due volte dal signor Marchese Carlotti, poi dal signor Conte Carlo Emilij, due volte dal signor Conte Justi, che ha un bel giardino e una galleria. Forse li trovi nelle descrizioni di viaggio di Kaysler. Ieri [6 gennaio 1770] abbiamo pranzato a casa del signor Loccatelli e oggi [7 gennaio 1770] c’è stata una gran confusione che ti devo raccontare in dettaglio. Per oggi eravamo invitati da un gentiluomo, il signor Ragazzoni.

{A Verona la nobiltà ha potuto organizzare appena dopo sette giorni un concerto (al quale eravamo stati invitati), perché tutti i giorni c’è l’opera. I “Cavaliere” cui eravamo stati raccomandati sono il Marchese Carlotti, il Conte Carlo Emily, il Marchese Spolverini, il Marchese Dionisio S. Fermo. Il Conte Giusti del Giardino, il Conte Allegri. Eravamo sempre invitati da Carlotti, come anche dal signor Locatelli. Abbiamo pranzato due volte dal primo, poi da Emily, due volte da Giusti, eccetera. Oggi [7 gennaio 1770] c’è stata una gran confusione. Eravamo invitati da un certo signor Regazzoni (Nissen, 158)}.

[Il ritratto souvenir]

L’esattore generale delle imposte di Venezia, il Signor Luggiatti, mi fece pregare dai “Cavaglieri” di consentire di fare ritrarre il Wolfgang. Questo è successo ieri mattina [6 gennaio 1770], e oggi [7 gennaio 1770], dopo la messa, ha dovuto posare per la seconda volta, e abbiamo dovuto mangiare sempre là. Il Signor Luggiatti si era recato personalmente dal signor Raggazzoni chiedendogli di cederci a lui. Sa pure a malincuore, egli dovette accondiscendere, perché Luggiatti a Venezia ha le mani dappertutto. Questa mattina [7 gennaio 1770], dopo la messa, dovevamo recarci dal signor Luggiati per un’altra seduta con il pittore prima di pranzo. Però è arrivato uno più forte, o più importante, ossia il Vescovo di Verona della casa Justiniani, il quale, per il tramite del signor Loccatelli, ci ha voluto invitare dopo la messa non solo a casa sua, ma addirittura a pranzo. Quando però ha saputo che si intendeva fare il ritratto al Wolfgang e che volevamo partire, accondiscese a lasciarci andare a pranzo dal signor Luggiatti, trattenendoci però da lui fin dopo l’una. Si procedette quindi a fare il ritratto del Wolfgang, e siamo andati a pranzare solo alle 3.

{L’esattore generale delle imposte di Venezia, il Signor Luggiatti, domandò a dei “Cavaliere” di consentire di far ritrarre il Wolfgang. Questo è successo ieri mattina, e oggi, dopo la messa, ha dovuto posare per la seconda volta. Il Signor Luggiatti chiese al signor Reggazzoni di cederci a lui. Egli dovette accondiscendere, perché Luggiatti a Venezia ha le mani dappertutto. Però è arrivato uno più importante, ossia il Vescovo di Verona della casa Giustiniani, il quale ci ha voluto invitare da lui non solo dopo la messa, ma addirittura a pranzo. Quando però ha saputo che volevamo partire, acconsentì a lasciarci andare a pranzo dal signor Luggiatti, trattenendoci però da lui fin dopo l’una. Il ritratto del Wolfgang fu quindi dipinto, e siamo andati a pranzare alle 3 (Nissen, 158)}.

[Nella chiesa di San Tommaso]

Dopo la tavolata, ci siamo recati alla chiesa di S. Tomaso per suonare sui due organi di questa chiesa [il 7 gennaio 1770]; e, sebbene questa decisione l’avessimo presa solo mentre pranzavamo e ne fossero a conoscenza tramite due biglietti soltanto il Marchese Carlotti e il Conte Pedemonte, ciò nonostante al nostro arrivo s’era raccolta in chiesa una tale folla che c’era poco spazio per scendere dalla carrozza. La calca era tale che siamo stati costretti a passare per il chiostro, dove però in un attimo ci corsero incontro così tante persone [“wo uns dann in einem Augenblicke so viele Menschen zuliefen”], che non avremmo potuto farci largo se i “Patres”, che già ci aspettavano alle porte del chiostro, non si fossero messi di mezzo. Quando la cosa è finita, lo strepito era ancora maggiore, perché ognuno voleva vedere il piccolo organista.

{Più tardi ci siamo recati alla chiesa di S. Tomaso per suonare sui due organi [“um dort auf zwey Orgeln zu spielen”]; e, sebbene questa decisione l’avessimo presa solo mentre pranzavamo e ne fossero a conoscenza tramite due biglietti soltanto il Marchese Carlotti e il Conte Pedemonte, al nostro arrivo era raccolta in chiesa una tale folla che c’era poco spazio per scendere dalla carrozza. La calca era tale che siamo stati costretti a passare per il chiostro, dove però in un attimo ci corsero incontro così tante persone [“wo uns dann in einem Augenblicke so viele Menschen zuliefen”], che non avremmo potuto farci largo se i “Patres”, che già ci aspettavano alle porte del chiostro, non si fossero messi di mezzo (Nissen, 158)}.

[In visita a Verona]

Appena abbiamo raggiunto la carrozza, ho lasciato che ci riaccompagnassero a casa; ho chiuso a chiave la stanza e ho cominciato a scrivere questa lettera. Ho dovuto liberarmi di tutti a forza, altrimenti non ci avrebbero mai lasciato in pace per il tempo necessario a scrivere . Domani andiamo con il signor Loccatelli a visitare l’Anfiteatro e altre curiosità della città, poi pranzeremo da lui, faremo quindi delle visite di congedo.

{Domani andiamo con il signor Locatelli a visitare l’Anfiteatro e altre curiosità (Nissen, 158)}.

[In partenza per Mantova]

Dopodomani faremo le valigie e mercoledì sera [10 gennaio 1770], con l’aiuto di Dio, partiremo per Mantova, che, sebbene vicina, è un piccolo viaggio invernale di una giornata a causa delle strade fangose.

[La scuola di violino]

Non sono arrivate lettere dal signor Lotter riguardo al fatto che abbia ricevuto puntualmente il danaro? Il signor Breitkopf di Lipsia non ha scritto se ha ricevuto i 100 libri? Sono stati inviati i libri a Vienna, e il signor Gräffer ha confermato che sono arrivati? Devi riferirmi in poche parole su tutte queste questioni.

[Geloni]

Anche a Salisburgo durante le festività natalizie è stato bel tempo e non ha fatto freddo? Ora però da 8 giorni abbiamo qui un freddo abbastanza forte. E pensa che ovunque pranziamo, nella sala da pranzo non c’è né un camino né una stufa. Le mani diventano spaventosamente nere-blu-rosse. Preferirei mangiare in una cantina. Un’altra volta mi soffermerò su questo tema, che è la nostra croce più grande. Devi scrivermi chiaramente come si prepara la pomata per le mani, forse ne avremo bisogno.

[Ultime raccomandazioni]

Nel frattempo impacchetta insieme 12 copie della Violinschule e mandale alla libreria di Joseph Wolf a Insprugg [Innsbruck]. Quello che dirige questa libreria di Insprugg [Innsbruck] si chiama, se non sbaglio, Felicius o Felicianus Fischer. Puoi informarti presso la stamperia di Mayr. Devi solo aggiungere un piccolo biglietto all’incirca così: Ricevete qui 12 copie della Violinschule, che da Verona mio marito mi ha dato incarico di mandarvi. Può tenerle in conto deposito come convenuto, e vendere ogni copia a 2 fiorini e 15 kreutzer di valuta tirolese, e per le copie vendute accrediterà a mio marito, nella stessa moneta, 1 fiorino e 45 kreutzer. Faccia l’annuncio nelle gazzette e addebiti questa spesa a mio marito. Ora il foglio è finito. Addio sono il tuo vecchio Mzt.


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Per il periodo dal 1781 in poi, la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
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Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
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