Leopold, lettera del 16 giugno 1770

di Leopold Mozart da Napoli alla moglie a Salisburgo
(BD I, 191)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Leopold Mozart da Napoli alla moglie a Salisburgo del 16 giugno 1770, come è stata pubblicata in Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen.

Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli, le segnalazioni, e i chiarimenti circa i termini. In coda alla lettera ci sono i nostri commenti e gli interventi dei lettori. Il testo originale in italiano è evidenziato in giallo, i nomi propri come li ha scritti Leopold in blu.

Segue il link alla medesima lettera del 16 giugno 1770 pubblicata nella biografia di Mozart del 1828 attribuita a Nissen. Lì si segnalano i tagli e le modifiche arbitrarie apportate da Constanze e dai suoi collaboratori.

Luca Bianchini, Anna Trombetta


[LEOPOLD MOZART A SUA MOGLIE A SALISBURGO]

Madame! Napoli, 16 giugno 1770.
Davvero non dovresti e non devi proprio sorprenderti se a volte non ti arrivano le lettere per lungo tempo; perché sai per esperienza che non sempre possiamo scrivere quando vogliamo, e che le lettere impiegano 14 giorni per arrivare da Salisburgo a Napoli. Intanto dovresti avere ricevuto 6 lettere da Napoli, e questa è la settima. A questa non devi più rispondere, fino a che non ti dica nuovamente dove inviare le lettere. Pensavamo di partire il 20; ma lo faremo solo il 23 o il 24, perché Sua Eccellenza il conte Kaunitz non sarà pronto prima di allora. Diventerà governatore della Moravia al posto di Sua Eccellenza il conte von Schrattenbach. Ora siamo impegnati a visitare di tutto. Il 13, giorno di Sant’Antonio, non avresti pensato di trovarci al mare. Alle 5 di mattina ci siamo andati in carrozza a Pozzolo [Pozzuoli; MM corregge senza segnalare], dove siamo giunti prima delle 7 e ci imbarcammo per dirigerci verso Baja; qui abbiamo visto i bagni di Nerone, le grotte sotterranee della Sibilla cumana, il Lago d’Averno, il Tempio di Venere, Tempio di Diana, il Sepolchro d’agripina, i campi flegrei o Campi elisi, il Mare Morto, ove era barcaiolo Caronte, la piscina mirabile, e le Cente Camerelle ecc., sulla via del ritorno abbiamo visto molti bagni antichi, templi, stanze sotterranee ecc., il monte nuovo, il monte gauro, il molo di Pozzoli, il Colißeo, la Solfatara, l’Astroni, la grotta del Cane e il Lago di Agnano ecc., ma soprattutto la grotta di Pozzuoli e la tomba di Virgilio. La grotta di Pozzuoli è come la nostra Porta nuova; solo che ci abbiamo messo 8 minuti a percorrerla perché è lunga 344 canne. Oggi a mezzogiorno siamo stati a mangiare dai Certosini di San Martino sulla collina e dopo pranzo abbiamo visto tutte le curiosità e i tesori di questo luogo, e abbiamo ammirato il panorama. Lunedì e martedì ecc. osserveremo il Vesuvio un po’ più da vicino, vedremo Pompea [Pompei; MM corregge senza segnalare] ed Ercolano, le città in cui sono in corso gli scavi, dove ammireremo le rarità che sono già state trovate, visiteremo Caserta ecc. e Capo di Monte [Capodimonte; MM corregge senza segnalare] ecc., tutte cose che costano denaro. Il tempo stringe, la posta sta per partire e io devo ancora scrivere qualche parola al signor Marcabruni.
I miei saluti a tutti i buoni amici e alle amiche ecc. Baciamo te e la Nannerl 1000 volte e io sono il vecchio Mozart.

Per vedere tutte queste rarità bisogna sempre aver una fiaccola con sé, perché parecchie stanno sotto terra. Io e il Wolfgang eravamo da soli con il nostro domestico, c`erano 6 marinai e il Cicerone, che non hanno potuto nascondere la meraviglia nel vedere il Wolfgang, e i 2 vecchi marinai con la barba grigia hanno detto di non aver mai visto in quei luoghi un ragazzo così giovane, che fosse giunto fin lì per vedere le antichità.

[AGGIUNTA DI MOZART]

Anch`io sono ancora vivo, e sempre di buon umore come al solito, e viaggio volentieri: ora sono stato persino sul mar Merditerraneo [“auf dem Merditeranischen meere”]. Bacio la mano alla mama, e la nanerl [Nannerl; MM corregge senza segnalare] la bacio 1000 volte, e sono

il figlio stefel [MM corregge in Steffel senza segnalare] e il fratello hans [due personaggi sempliciotti della commedia tedesca]

Confronto con la versione di Nissen

Lettera di Leopold del 16 giugno 1770 immagine di un lucchettopubblicata nel 1828 a nome di Georg Nikolaus Nissen.


Bibliografia

trascrizione diplomatica della lettera
al Mozarteum di Salisburgo;
Luca Bianchini, Anna Trombetta, “Le lettere”, Mozart la caduta degli dei;
Mozart Briefe di Kurt Westphal (in tedesco);

Leopold, lettera del 30 giugno 1770

di Leopold Mozart da Roma alla moglie a Salisburgo
(BD I, 194)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Leopold alla moglie a Salisburgo del 30 giugno 1770, come è stata pubblicata in Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen.

Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli, le segnalazioni, e i chiarimenti circa i termini. In coda alla lettera ci sono i nostri commenti e gli interventi dei lettori. Il testo originale in italiano è evidenziato in giallo, i nomi propri come li ha scritti Leopold in blu.

Segue il link alla medesima lettera del 30 giugno 1770 pubblicata nella biografia di Mozart del 1828 attribuita a Nissen. Lì si segnalano i tagli e le modifiche arbitrarie apportate da Constanze e dai suoi collaboratori.

Luca Bianchini, Anna Trombetta


[LEOPOLD MOZART A SUA MOGLIE A SALISBURGO]

À Madame / Madame Marie Anne / Mozart / à / Salzbourg
Roma, 30 luglio 1770 [la data è sbagliata, perché è del 30 giugno]

Avrai ricevuto da Roma la mia lettera del 27 [giugno]. Ho dimenticato di scriverti che il vecchio barone Tschudi è morto, e che pochi giorni prima della nostra partenza da Napoli abbiamo partecipato al suo funerale. Ho trasmesso gli ossequi di Sua Eccellenza il conte Spaur al barone Fridolino Tschudi [MM corregge in Fridolin] e lui mi ha incaricato di ricambiarli. All’occasione glieli riferirai insieme con i nostri.

Chiedi se il Wolfg: abbia già cominciato l’opera. Non ci abbiamo ancora neppure pensato. Puoi chiedercelo a partire dal primo novembre quando siamo a Milano. Non sappiamo ancora nulla degli interpreti e neppure del libretto. Al momento conosciamo chi sono il primo huomo e il tenore: primo uomo è il signor Sartorini, che lo scorso Carnevale ha cantato a Torino, e il tenore è il signor Ettore.

Abbiamo incontrato il signor Sartorini qui a Roma; è venuto a farci visita ieri. Ha detto che pensa che la prima opera sarà la Nitteti. Basta! C’è ancora tempo.

Se abbiamo suonato dal Re? – Per niente! Tutto si è limitato ai puri complimenti che la Regina ci ha rivolto ovunque ci incontrasse. La Regina non può nulla, e conviene più raccontare che scrivere che razza di Subjectum sia il Re. Puoi facilmente immaginarti come vadano le cose in questa corte.

Il giovane violinista La motte [MM corregge in Lamotte], che è al servizio dell’Imperatrice e che è venuto in Italia su suo ordine e a spese di quest’ultima, è rimasto per lungo tempo a Napoli e per altre 3 settimane, perché gli hanno dato a intendere che Re e Regina l’avrebbero ascoltato: ma così non è successo. A suo tempo avrò un bel po’ di cose divertenti da raccontarti riguardo a questa corte. Vedrai anche il ritratto del Re.

Spero d’essere in grado di scriverti presto quel che sta avvenendo qui. Sono stato costretto in parte a rimanere in casa e a camminare per un po’ molto lentamente e zoppicando, e non ho ancora potuto far visita di cortesia ai principi e ai cardinali. Nella mia prima lettera te ne ho nascoste le ragioni: ma visto che adesso va meglio, ti devo narrare del brutto incidente.

Sai già che 2 cavalli e un postiglione fanno insieme 3 bestie. All’ultima fermata di posta in direzione1 di Roma il postiglione ha frustato il cavallo che stava tra le stanghe e portava la Sedia.
[1. BD segnala una parola cancellata, forse “vor”, ma si dimentica di riportare quel che c’è effettivamente scritto sopra: “nach” (in direzione di); MM traduce “[prima] di Roma”. Spiega in nota che nell’originale della lettera la parola è “illeggibile”, quando invece si legge benissimo: Leopold ha scritto “nach” (in direzione di) sopra la cancellatura]

Il cavallo si è impennato, è rimasto bloccato nella sabbia e nella polvere alte più di una spanna ed è caduto violentemente a terra su un fianco trascinando con sé la parte anteriore della Sedia perché la Sedia ha soltanto 2 ruote. Ho trattenuto il Wolfg. con una mano perché non fosse scaraventato fuori, ma il colpo mi ha fatto sbattere il piede destro contro il ferro del parafango che stava cadendo giù con tale violenza che mi sono procurato una ferita larga un dito a metà tibia.

NB il parafango non poteva essere agganciato e quindi è caduto all’indietro.

Il secondo giorno la cosa sembrava pericolosa perché il piede mi s’è molto gonfiato, e ieri e oggi me ne sono stato a letto per la maggior parte del tempo. Oggi, mentre ti scrivo queste righe, sembra andare meglio e la ferita, che è lunga, ha un bell’aspetto, spurga poco e non sento alcun dolore. Non ho usato altro che la pomata bianca, e ciò mi basta. Forse questo incidente doveva capitarmi perché tu non l’avessi infilata inutilmente insieme alle garze; mi dispiace solo che di pomata ne sia rimasta pochissima. Con la prossima posta mi devi scrivere come si prepara.

Se la lettera non mi trovasse più qui, il signor Abbate Marcabruni me la farà recapitare. Il signor Abbate Crivelli è venuto a sapere della mia ferita al piede, è venuto a trovarmi questo pomeriggio e mi ha mostrato anche il certificato di battesimo [di che certificato si tratti non si sa]. Non appena starò meglio pranzeremo da lui. Non devi preoccuparti. Il piede guarirà presto con l`aiuto di Dio. Mi irrita solo il fatto di dovermi fermare qui a Roma più a lungo del previsto, non certo per Roma in sé, perché qui ci sto volentieri e Roma mi piace, ma per via del viaggio che ci tocca fare. Dio ci proteggerà. Non fa ancora troppo caldo, ma la calura arriverà. Tu e la Nannerl statemi bene, vi bacio entrambe 1000 volte e rimango il tuo vecchio Mzt

Porta i nostri saluti ovunque.

Dove si sono celebrate queste nozze? [di che nozze si tratti non si sa. Probabilmente ne aveva parlato la moglie in una lettera che è andata perduta]
Omaggi dal signor Marcobruni [MM corregge in Marcabruni].
A Napoli ho parlato con Obexer [MM corregge in Obwexer], che è stato un gesuita, e anche con un tale giovane Tiboni che adesso è qui.

Confronto con la versione di Nissen

Lettera di Leopold del 30 giugno 1770 immagine di un lucchettopubblicata nel 1828 a nome di Georg Nikolaus Nissen.


Bibliografia

Il ms autografo della lettera
manoscritto al Mozarteum di Salisburgo;
Kurt Westphal, Mozart Briefe (in tedesco);
Luca Bianchini, Anna Trombetta, “Le lettere”, Mozart la caduta degli dei.

Lettera del 26 gennaio 1770

di W.A. Mozart da Milano alla sorella a Salisburgo
(BD I, 158)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Wolfgang Amadeus Mozart del 26 gennaio 1770 tradotta dall’originale tedesco di Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen, mentre in rosso, tra parentesi graffe, è la traduzione della lettera così come l’ha pubblicata Nissen nella Biografia di Wolfgang Amadeus Mozart. Il libro di Georg Nikolaus Nissen, curato in realtà da Constanze la vedova di Mozart, è uscito postumo a Lipsia nel 1828 (vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase (Le) 2019).

Tra virgolette è il testo originale. Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli dei paragrafi, e alcune spiegazioni dei termini o delle parole; in coda alla lettera ci sono nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori. Evidenziato in giallo è il testo originale in italiano o in francese.

[Da Milano]

Milano, il 26 gennaio 1770

calendario relativo alla lettera del 7 gennaio 1770

Milano, 26 gennaio 1770
Mi rallegro di tutto cuore che tu ti sia divertita così tanto con questa corsa in slitta, e ti auguro mille occasioni di divertirti, perché tu possa trascorrere la tua vita allegramente. Ma mi preoccupa che tu abbia fatto sospirare e soffrire il signor von Mölk così a lungo, e che tu non sei andata in slitta con lui, in modo che potesse farti rovesciare: quanti fazzoletti avrà adoperato quello stesso giorno piangendo per colpa tua; e avrà preso prima due mezze once di digestivo per espellere l’orribile impurità del suo corpo.

[Nessuna nuova, buona nuova]

Non so niente di nuovo, se non che il signor Erudito [“gelehrt”], il poeta, è morto a Lipsia, e che dopo la sua morte non ha più scritto poesie. Proprio prima di iniziare questa lettera ho scritto un`aria del Demetrio, che comincia così:

Misero Tu non sei:
Tu spieghi il Tuo Dolore;
e se non desti amore;
Ritrovi almen pietà.

Misera ben son io
che nel segretto laccio
amo, non spero e taccio
e l`idol mio nol sà.

[Pare un granatiere]

L’opera di Mantova è stata graziosa, hanno suonato il Denetrio. La prima Dona canta bene, ma piano, e perciò se non la si vedesse recitare ma solo cantare si potrebbe pensare che non canta affatto, perché non è capace di aprire la bocca, bensì mugola ogni cosa, la qual cosa per noi non è certo una novità. la seconda Dona pare un granatiere e ha pure una voce potente, e invero non canta male considerando il fatto che recita per la prima volta. il primo uomo il musico canta bene, ma ha una voce irregolare, si chiama Caßelli. il Secondo uomo è già vecchio e non mi piace, si chiama (..…) tenore Uno si chiama otini e non canta male, ma ha un portamento grave, come tutti i Tenore italiani [“italianische Tenore”], ed è nostro ottimo amico.

[Un ballerino grottesco]

Non so come si chiama l’altro, è ancor giovane, ma niente di raro. primo ballerino. Bravo. prima Ballerina: brava, e si dice che non è affatto male, ma io però non l’ho vista da vicino. Gli altri sono come di solito; c’era lì un danzatore grottesco, che salta bene, ma non sa scrivere come me: come pisciano le scrofe.

[L’orrchestro]

L’Orcchestro non era male. A Cremona l’orcchestro era buona, e il primo violino si chiama Spangnoletto. prima Dona, non male, già vecchia, credo, come un cane, non canta tanto bene come recita: è la moglie di un violinista che suona nellopera, lei si chiama Masi. L’opera si intitola: La clemenza di Tito. seconda Dona, non brutta sulla scena, giovane, ma niente di straordinario. primo huomo Musico cichognani. Una bella voce, e un bel Cantable. Gli altri due castrati, giovani e passabili. Tenore: si chiama: non lo sò. Ha un che di piacevole, sembra Le Roi di Vienna che è venuto da Leman. Ballerino primo: bravo, Ballerina prima, brava, e un grandissimo cane. C’era una danzatrice che ha ballato non male, e, quale Capod’opera, non è brutta né sulla scena né fuori. Gli altri erano come sempre. C’era anche un ballerino grottesco, che a ogni salto mollava una scoreggia.

[Primo aprile]

Di Milano non posso davvero scriverti granché, non siamo ancora stati all’opera, ma abbiamo sentito che l’opera non ha successo. aprile primo uomo canta bene, ha una voce bella e omogenea, lo abbiamo sentito in una chiesa dove c’era una grande festa: Madam Piccinelli di Parigi, che ha cantato al nostro concerto, recita nell’opera: Monsieur Bicch, che danzò a Vienna, ora danza qui a Milano. L’opera si intitola: Didone abbandonata. Quest’opera finirà presto e il Sig. piccini, che scrive la prossima opera, è qui a Milano. Ho sentito dire che la sua opera si intitola: Cesare in eccito.

[Feste da ballo]

Qui ci sono anche delle feste di ballo: che non appena termina l’opera, comincia la festa di Ballo. La moglie del maggiordomo del Conte de Firminan è una viennese, venerdì scorso abbiamo pranzato da loro, e la prossima domenica mageremo ancora là. Stammi bene, e bacia le mani alla mamma per me mille volte, perché io resto sino alla morte il tuo fido fratello
Wolfgang de Mozart
Nobile di hochenthal
amico della casa degli aritmetici
.

[La lettera secondo Nissen]

{Il 26 gennaio 1770
Mi rallegro di tutto cuore che tu ti sia divertita così tanto con questa corsa in slitta, e ti auguro mille occasioni di divertirti, perché tu possa trascorrere la tua vita allegramente. Ma mi preoccupa che tu abbia fatto sospirare e soffrire il signor von Mölk così a lungo, e che tu non sei andata in slitta con lui, in modo che potesse farti rovesciare: quanti fazzoletti avrà adoperato quello stesso giorno piangendo per colpa tua; e avrà preso prima tre mezze once di digestivo per espellere l’orribile impurità del suo corpo. Non so niente di nuovo, se non che il signor Gellert , il poeta, è morto a Lipsia, e che dopo la sua morte non ha più scritto poesie. Proprio prima di iniziare questa lettera ho scritto un`aria del Demetrio, che comincia così:

Misero tu non sei:
tu spieghi il tuo dolore;
E se non desti amore;
Ritrovi almen pietà.

Misera ben son io
che nel segretto laccio
amo, non spero e taccio
e l`idol mio nol sà.

L’opera di Mantova è stata graziosa, hanno suonato il Demetrio. La prima donna canta bene, ma piano, e perciò se non la si vedesse recitare ma solo cantare si potrebbe pensare che non canta affatto, perché non è capace di aprire la bocca, bensì mugola ogni cosa, la qual cosa per noi non è certo una novità. la seconda donna pare un granatiere e ha pure una voce potente, e invero non canta male considerando il fatto che recita per la prima volta. Il primo uomo, il musico canta bene, ma ha una voce irregolare, si chiama Caselli. Il secondo uomo è già vecchio e non mi piace. Il tenore si chiama Ottini e non canta male, ma ha un portamento grave, come tutti i tenori italiani, ed è nostro ottimo amico. Non so come si chiama l’altro, è ancor giovane, ma niente di raro. Primo ballerino. Bravo. Prima Ballerina: brava, e si dice che non è affatto male, ma io però non l’ho vista da vicino. Gli altri sono come di solito; c’era lì un danzatore grottesco, che salta bene, ma non sa scrivere come me: come pisciano le scrofe.
L’Orchestra non era male. A Cremona l’orchestra era buona, e il primo violino si chiama Spagnoletta. Prima donna, non male, già vecchia, credo, come un cane, non canta tanto bene come recita: è la moglie di un violinista che suona nell’opera, lei si chiama Masci. L’opera si intitola: La clemenza di Tito. Seconda donna, non brutta sulla scena, giovane, ma niente di straordinario. primo huomo, musico Cicognani. Una bella voce, e un bel Cantabile. Gli altri due castrati, giovani e passabili. Tenore: si chiama: non lo so. Ha un che di piacevole, sembra Le Roi di Vienna. Ballerino primo: bravo, Ballerina prima, brava, e un grandissimo cane. C’era una danzatrice che ha ballato non male, e, quale Capod’opera, non è brutta né sulla scena né fuori. Gli altri erano come sempre. C’era anche un ballerino grottesco, che a ogni salto mollava una scoreggia. Di Milano non posso davvero scriverti granché, non siamo ancora stati all’opera, ma abbiamo sentito che l’opera non ha successo. Aprile, il primo uomo canta bene, ha una voce bella e omogenea, lo abbiamo sentito in una chiesa dove c’era una grande festa: Madam Piccinelli di Parigi, che ha cantato al nostro concerto, recita nell’opera: Monsieur Pick, che danzò a Vienna, ora danza qui. L’opera si intitola: Didone abbandonata. Quest’opera finirà presto e il Sig. Piccini, che scrive la prossima opera, è qui. Ho sentito dire che la sua opera s’intitola: Cesare in Egitto.
Wolfgang de Mozart
Nobile di Hochenthal
amico della casa degli aritmetici [Nissen (163-166).}

[Mozart conosceva l’italiano?]


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Per il periodo dal 1781 in poi, la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it

Poscritto del 7 gennaio 1770

di W.A. Mozart da Verona alla sorella a Salisburgo
(BD I, 153)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Wolfgang Amadeus Mozart del 7 gennaio 1770 tradotta dall’originale tedesco di Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen, mentre in rosso, tra parentesi graffe, è la traduzione della lettera così come l’ha pubblicata Nissen nella Biografia di Wolfgang Amadeus Mozart. Il libro di Georg Nikolaus Nissen, curato in realtà da Constanze la vedova di Mozart, è uscito postumo a Lipsia nel 1828 (vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase (Le) 2019).

Tra virgolette è il testo originale. Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli dei paragrafi, e alcune spiegazioni dei termini o delle parole; in coda alla lettera ci sono nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori. Evidenziato in giallo è il testo originale in italiano o in francese.

[Da Verona]

Carissima sorella. 1770 Verona il 7 di Jenuario

calendario relativo alla lettera del 7 gennaio 1770

[Terroni]

Me la sono presa con te per aver dovuto attendere così a lungo e invano una risposta, e ne avevo anche le ragioni, perché non ho ricevuto la tua lettera del primo. Qui finisce il tanghero tedesco, e comincia il tanghero terrone.

{ho fatto una lettera lunga una spanna, perché ho dovuto aspettare invano una tua risposta, e ne avevo anche motivo, perché non ho ricevuto la tua lettera. Qui finisce il tanghero tedesco [“Teutsche tölpel”], e comincia il tanghero terrone [“Wälsche Tölperl”] (Nissen, 159-160)}.

[Mozart conosceva l’italiano?]

“Lei è piu franco nella langua italiana, di quel che mi hò imaginato. lei mi Dica la cagione, perchè lei non fù nella Comedia che anno giocato i cavalieri? adeßo sentiamo sempre opere: che è Titulata: Il Ruggiero. Oronte il padre di bradamento è unprencipe, (fà il sig. afferi) un bravo cantante, un paritono, ma” (forzato quando starnazza in falsetto negli acuti, tuttavia non tanto quanto Tibaldi a Vienna).

{“Lei è piu franca nella lingua italiana, di quel che mi hò imaginato. Lei mi dica la cagione, perchè Lei non fà nella Comedia che anno giocato i Cavalieri? adesso sentiamo sempre una Opera titolata: Il Ruggiero. Oronte il padre di Bradamante è un principe, (fa il Sign. Afferi), bravo cantante, un baritono, ma” forzato quando starnazza in falsetto negli acuti, tuttavia non tanto quanto Tibaldi a Vienna (Nissen, 160)}.

[Nissen corregge gli errori]

“Bradamenta, figlia d’oronte, inamorata di Ruggiero, ma,” (dovrebbe sposarsi con Leone, ma lei non lo vuole) “fà, una povera baroneßa, che hà avuto una gran disgratia, mà non sò chè? Recità” (sotto nome straniero, ma non so quale sia) “hà una voce paßabile, e la Statura non sarebbe male, ma distona come il Diabolo. Ruggiero un Ricco principe, inamorato della bradamenta, un Musico, canta un poco” alla Manzoli, “ed à una bellißima voce forte, ed è gia Vecchio, hà cinquanta cinque anni, ed à una” gola agile.

{“Bradamante, innamorata di Ruggiero, ma,” (dovrebbe sposarsi con Leone, ma lei non vuole) “fà, una povera Baronessa, che ho avuto una gran disgrazia, ma non sò la quale Recita” (sotto nome straniero, ma non so quale sia) “ha una voce passabile, e la statura non sarrebbe male, ma distuona come il diavolo. Ruggiero, un ricco principe innamorato di Bradamante, è un Musico: canta un poco” alla Manzoli, “ed a una bellissima voce forte ed è gia vecchio, ha 55 anni ed a una” gola agile}.

Leone, dovrebbe sposare la “bradamenta, reichischime est” [= è ricchissimo], se sia ricchissimo anche fuori del teatro, questo non lo so, “fà una Donna, la moglie di afferi, à una bellißima voce, ma c’è tanto sußurro nell theatro, che non si sente niente. Irene, fà una sorella di Lolli, del gran violinisto, che abbiamo sentito à Vienna. à una voce” nasale“, e canta sempre” un quarto troppo “tardi, ò troppo à buon ora. Ganno fà, un signor, che non sò come egli si chiama, è la prima volta che lui Recita.”

{“Leone, dovrebbe sposare la “Bradamante, ricchissimo è”, se sia ricco anche fuori del teatro, questo non lo so. “La moglie di Afferi che ha una bellissima voce, ma è tanto sussurro nel teatro, che non si sente niente. Irene fa una sorella di Lolli del gran Violinisto, che habbiamo sentito a Vienna. a una voce” nasale “, e canta sempre” un quarto troppo “hardi, ò troppo a buon’ora. Ganno fa, un signore che non sò come si chiama, è la prima volta chè lui recita.” (Nissen, 160)}.

[Giora Mascara]

Tra ogni atto c’è un balletto: qui c’è un bravo ballerino, che si chiama: Monsieur Ruesler è un tedesco, ed è proprio bravo a danzare, quando siamo stati all’opera l’ultima volta (ma non per l’ultima volta,) abbiamo fatto salire nel nostro “balco” il signor Ruesler, (perché abbiamo a disposizione il “balco” del Marchese Carlotti, perché abbiamo la chiave) e abbiamo parlato con lui.

{Tra ogni atto c’è un balletto: qui c’è un bravo ballerino, che si chiama: Monsieur Roesler. È un tedesco, ed è proprio bravo a danzare. Quando siamo stati all’opera l’ultima volta (ma non per l’ultima volta,) abbiamo fatto salire nel nostro “palco” il signor Roessler, (perché abbiamo a disposizione il “palco” del Marchese Carlotti, perché abbiamo la chiave) e abbiamo parlato con lui.

A proposito: ora tutti girano in “Mascara” [= mascherati], e quanto è “comote” [= comodo] quando si ha la propria maschera sopra il cappello e si ha il “privelegium” di non doversi togliere il cappello quando uno mi saluta, e di non chiamare nessuno per nome, ma sempre: “servitore umilißimo, giora Mascara [= signora maschera]. Cospeto di Baco”, è sensazionale: ma la cosa più rara è questa: che andiamo già a letto alle 7, 7 e mezzo: “se lei indovinaße questo, io dirò certamente, che lei sia la Madre, di tutti indovini.” Bacia da parte mia la mano alla mamma, e io ti bacio mille volte, e ti assicuro che resterò per sempre il tuo sincero, fedele fratello
“portez vous bien, et aimez moi toujours.” Wolfgang Mozart

A proposito: ora tutti girano in “Maschera”, e quanto è comodo quando si ha la propria maschera sopra il cappello e si ha il “privelegium” di non doversi togliere il cappello quando uno mi saluta, e di non chiamare nessuno per nome, ma sempre: “Servitore umilissimo, Signora Maschera. Cospetto di Bacco”, è sensazionale: ma la cosa più rara è questa: che andiamo già a letto 7 e mezzo: “se Lei indovinasse questo, io dirò certamente che Lei sia la Madre di tutti gli indovini.” Bacia da parte mia la mano alla mamma, e io ti bacio mille volte, e ti assicuro che resterò per sempre il tuo sincero fratello
“Portez Vous bien, et aimez moi toujours.” (Nissen, 161)}.

[Ti raccomando]

AGGIUNTA DI LEOPOLD MOZART
Bacio te e la Mamma migliaia di volte. Se cerchi i concerti in partitura, quelli che abbiamo portato con noi, li troverai nel ripiano di mezzo del mio armadio, dove stanno le sinfonie.
Ti raccomando il clavicembalo.


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Per il periodo dal 1781 in poi, la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
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