K 123 Contraddanza in sib maggiore

Contraddanza per due oboi, due corni, due violini, violoncello e basso K 123

Musica: ? (manca il nome dell’autore della K 123)
Luogo: ?
Data: ?

Movimenti: ?
Organico: 2 oboi, 2 corni in sib, 2 violini, violoncello, basso.
Tonalità: sib maggiore.

Fonti: La partitura autografa della K 123 (WSF I/87) è alla Staatsbibliothek di Berlino con la segnatura mus.ms.autogr.W. A.​​Mozart.12311.
Lettere: un riferimento probabile è nella lettera inviata da Leopold da Roma alla moglie a Salisburgo del 14 aprile 1770.

Lo stato del manoscritto K 123

La contraddanza K 123 è in 2 fogli scritti sulle 4 facciate di 22,2 x 17 cm. e 10 pentagrammi a pagina, ciascuna numerata in epoca moderna a matita nell’angolo esterno superiore. La carta è sottile, liscia, bianca. La copertina è recente in lino verde chiaro con l’interno in pelle verde scuro. La segnatura è in color oro nell’angolo in alto a sinistra: “mus.ms. / autogr. / W.A. / Mozart / 123”. Al centro spicca un rettangolo di cuoio con lettere dorate: “W A. Mozart / Kontretanz / KV 123 (73g)”.

Scritta tra il 1771 e il 1773

L’etichetta gialla di Aloys Fuchs recita: “N° 1. [prima c’era scritto “14” che è stato cancellato] / Contra=Tanz / composta per l’orchestra / da / Wolfgang Amad: Mozart”.
In basso si legge invece che “[Wolfgang è] nato / 1756”. A metà pagina è segnato quando fu composta: “nel corso del viaggio in Italia / 1771-1773”, e a destra: “(a Vienna / 1791) / Partitura autografa / 80 battute in partitura”.

Vicino all’etichetta c’è il numero del catalogo Köchel in matita: “K 123 (73g)”.

Catalogo Köchel, K 123, contraddanza in sol maggiore
Catalogo Köchel, K.123, contraddanza in sol maggiore

Un’Antologia

Sul retro della busta che contiene il manoscritto c’è una nota di Rudolf Elvers: “Questo autografo è unito ai seguenti autografi per formare un’antologia che è stata poi nuovamente smembrata nell’aprile 1971: [segue l’elenco dei pezzi con i numeri del catalogo Köchel]. Nell’angolo in basso a sinistra si legge il numero “61”.

Intestazione della K 123

Sul primo foglio dell’autografo in alto al centro c’è il titolo “Contradanza”. La “z” è stata riscritta sopra la “s” di “Contradansa”. Sul foglio 2 alla fine del pezzo ci sono segni aggiunti per scherzo, delle facce o qualcosa che assomiglia al monogramma WM.

Interventi estranei

Qualcuno ha scritto nell’angolo in basso a destra del primo foglio il numero di catalogo “K 123”; a pagina 2 in basso, con inchiostro viola, c’è invece la nota di “Aloys Fuchs membro della cappella della corte imperiale di Vienna”, il quale “ne garantisce l’autenticità”.

Sempre sul primo foglio appaiono i nomi degli strumenti: “2 / Cornu [sic], 2 / oboe, Violino / Imo, Violino / 2do, Basso”.

Testimonianze esterne

Il 14 aprile 1770 Leopold inviò da Roma a Salisburgo una contraddanza corredata da informazioni dettagliate sulla coreografia, la cui descrizione corrisponde, forse, alla K 123. Scrisse che “Wolfgang sta bene e che allega alla lettera una contraddanza. Egli vorrebbe che il sig. Cirillus Hofmann vi ideasse una sua coreografia; e, per l’esattezza, vorrebbe che quando il violino secondo suona da solista, a danzare ci fossero solo 2 persone, e che ogni volta che intervengono tutti gli strumenti la compagnia ballasse al completo. L’effetto migliore si otterrebbe se a danzare fossero 5 coppie: la prima che comincia con il primo solo, poi la seconda con il secondo e così via, perché ci sono complessivamente 5 sezioni solistiche e 5 con il tutti”.

K 123, i dati a disposizione

Da quel che scrive il padre, deduciamo che Wolfgang ha allegato alla lettera del 14 aprile una contraddanza. S’è però dimenticato di dire chi l’ha scritta, se lui, il padre, o qualcun altro.

Dai dati che abbiamo a disposizione ricaviamo comunque che:

  1. il foglio piegato allegato alla lettera, per quanto ne sappiamo, non esiste più;
  2. la contraddanza coincide nella descrizione sommaria alla bella copia
    K 123 oggi conservata alla Biblioteca di Berlino;
  3. la K 123 non riporta il nome dell’autore, né la data, o l’indicazione del luogo dove fu scritta;
  4. l’intenzione di Wolfgang era quella di far trarre da Hofmann di Salisburgo i passi delle coreografie;
  5. Leopold aveva chiaro in mente come si potessero organizzare i cinque interventi delle coppie di danzatori, corrispondenti ai solo dei due violini. Le istruzioni, anche se dice siano di Wolfgang, le scrive significativamente lui;
  6. l’intenzione era di eseguirla a Salisburgo, dove ancora non la conoscevano;
  7. c’era una certa urgenza di spedirla a Salisburgo;
  8. i Mozart non parlano d’esecuzioni avvenute in Italia, e spediscono direttamente l’originale;
  9. le bozze del K 123 sono perdute;
  10. la K 123 è in bella copia databile secondo Fuchs al 1771-1773, un anno dopo che Mozart aveva copiato la musica in Roma;
  11. l’unico ad attribuire specificatamente il K 123 a Mozart è Aloys Fuchs, il quale però non è sempre affidabile (vedi ad esempio la faccenda del Minuetto K 122).

Analogie con il minuetto K 122

Wolfgang aveva copiato il Minuetto K 122 e l’aveva spedito a casa. Fuchs ebbe torto a dire che era suo. In quel caso Wolfgang s’era limitato a copiare in bella il minuetto “Pick” in stile viennese, che è di un altro autore nonostante ancora oggi gli sia attribuito. I Mozart avevano trovato quel minuetto senza trio in Italia ed era loro piaciuto, tanto che Wolfgang lo inviò a casa per riutilizzarlo in futuro a Salisburgo. La stessa cosa dovrebbe esser capitata alla contraddanza K 123.

La copia alla biblioteca di Berlino dice che la K 123 è del 1771

Esiste una copia ottocentesca della partitura di Aloys Fuchs e Aloys Unterreiter alla Biblioteca statale di Berlino con la segnatura: mus.ms.15.357. Sulla prima pagina è scritto: “Danza per l’orchestra composta da W. A. Mozart nel 1771 in Italia. / copiato dall’originale di Mozart da Alois Fuchs 1839″. Nell’ultima pagina c’è l’ulteriore annotazione:”secondo l’originale di Mozart / copiato da Aloys Fuchs 1/6 1839”.
Se la contraddanza K 123 è quella allegata alla lettera di Leopold inviata da Roma il 14 aprile del 1770, evidentemente non può esser stata composta nel 1771 come certifica Fuchs.

“Brillantissima”

Secondo Poggi e Vallora (Mozart. Signori il catalogo è questo) “non è improbabile” che questa contraddanza sia stata eseguita nel luglio del 1770 a Bologna nel corso della “brillantissima accademia” dove s’erano riuniti 150 nobili per onorare Wolfgang. Secondo noi, è ancora più probabile che non l’abbiano eseguita in quell’occasione, visto che il manoscritto era già in viaggio da qualche mese per Salisburgo.
La coreografia suddivisa in cinque assoli danzati alternata ai tutti, pensata da Leopold per i suoi compatrioti, male si adattava a una compagnia di 150 nobili bolognesi.
Se poi si pensa a una effettiva esecuzione, dove sono finite le parti separate dell’orchestra? Chi le ha copiate? Nessuna precisazione al riguardo viene da Leopold, da Wolfgang, o da altri documenti.

Scritta nell’aprile del 1770?

Gherardo Casaglia (Il catalogo delle opere di W.A. Mozart), senza dir nulla della magnifica Accademia di Bologna, afferma che la contraddanza fu composta da Wolfgang a Roma tra l’11 e il 14 aprile del 1770. La musica in teoria potrebbe risalire anche a uno, due, o tre anni prima, e provenire da Bologna, da un paese lì vicino, o da Roma, Napoli, Milano. Uno potrebbe ipotizzare ciò che vuole, e con lo stesso grado d’attendibilità.
A Wolfgang la contraddanza potrebbe esser piaciuta così tanto da volerla spedire a casa per farla ascoltare alla sorella. Difatti, nella lettera successiva, le domandò semplicemente se le era piaciuta: “Spero che riceviste quella contradanza che vi mandai nella prima lettera di Roma, scrivetelomi poi tutto, come vi piacque”. Cosa ne pensasse Nannerl però non lo sappiamo, nè si hanno notizie d’una eventuale esecuzione salisburghese.

Wyzewa e De Saint-Foix

Wyzewa e De Saint-Foix datano il pezzo al 14 aprile 1770. Wolfgang l’avrebbe composto a Roma. Questo lavoroi, dicono, non solo ci mostra quanto Mozart fosse ancora preoccupato per la danza, ma anche come i suoi ricordi musicali di Salisburgo si fossero risvegliati. Il ragazzo avrebbe quindi scritto quella musica per il suo paese, e non per l’Accademia di Bologna come ipotizzano Poggi e Vallora.

Per i due musicologi francesi i piccoli soggetti musicali del K 123 “hanno un aspetto essenzialmente salisburghese, talvolta mescolato alle reminiscenze di Rameau e delle danze francesi”. Ma è un’idea tutta loro. Sostengono, che la musica italiana e l’aria respirata in Italia avrebbero contribuito a suggerire a Mozart soltanto il duetto dei due violini. L’osservazione sta troppo sul vago, e potrebbe dimostrare l’influsso sulla contraddanza di Mozart della musica di ogni paese del mondo, dall’Europa sino alle Americhe dove pure si impiegavano strumenti raddoppiati alla terza come nella K 123. L’orchestra che suona il pezzo in realtà non è una vera e propria orchestra. Si dice così per dare più importanza alla composizione. Il basso infatti tace molto, i due violini vanno frequentemente in parallelo e gli oboi si riducono nei tutti a raddoppiare gli archi in ottava. Gli accordi dei corni marcano ogni tanto il tempo, sicché di contrappuntistico e della gloriosa tradizione italiana c’è poco o nulla. Mancano le viole, ma in compenso resta la piacevolezza ritmica di una musica che s’ascolta volentieri, scritta da chissà chi.

Catalogo Wyzewa - de Saint-Foix 87, K.123, contraddanza in sol maggiore
Catalogo Wyzewa – De Saint-Foix WSF I/87, K 123, contraddanza in sol maggiore

Conclusioni

L’attribuzione della K 123 a Mozart è legata a un filo, perché non c’è firma sul manoscritto e l’autore potrebbe essere Leopold, Wolfgang assieme al padre, Wolfgang da solo in autonomia anche se è difficile immaginarlo conoscendo Leopold, o molto più probabilmente una terza persona.

L’autografo non è che una bella copia e non reca neppure il titolo. Dopo che i Mozart tornarono dal loro primo viaggio in Italia, avranno magari riarrangiato la contraddanza per impiegarla in qualche occasione mondana.

Nonostante manchino gli appigli essenziali per attribuire la K 123 a Mozart, alcuni sono d’accordo che l’abbia scritta lui, ad eccezione di Cliff Eisen e altri, che suggeriscono possa trattarsi di un pezzo di qualche altro autore. Stando così le cose, le musiche che Mozart ha composto in Italia oltre alle opere liriche si riducono davvero al lumicino.



Bibliografia

Per i collegamenti tra Wolfgang Goethe, Mozart e Simon Mayr: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Goethe, Mozart, Mayr fratelli illuminati, Arché, Milano 2001, prefazione di Alberto Basso.

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte prima, Youcanprint, Tricase 2016.

Sul periodo dal 1781 in poi, per la musica da camera e le opere vocali: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte seconda, Youcanprint, Tricase 2017.

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart Il flauto magico, Youcanprint, Tricase 2018.

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase 2019.

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it