K.71 «Ah, più tremar non voglio» (I don’t want to tremble anymore)

Aria

Music: the K.71 manuscript has no author’s name; it is fragmentary; only 48 measures known;
il manoscritto del K.71 è senza nome dell’autore; frammentaria; se ne conoscono solo 48 battute.

Text: taken from the Demofoonte by Pietro Metastasio (Act I, scene I);
il testo è tratto dal Demofoonte di Pietro Metastasio (Atto I, scena I).

Place: not specified;
il luogo non è specificato.

Data: missing;
manca la data.

Movements: [Allegro is not specified] in C;
i movimenti non sono specificati.

Instruments: [Tenor, 2 Oboes, 2 Horns in F, Vl. I, Vl. II, Viola, Bass (the names are not specified)];
organico: mancano i nomi degli strumenti.

Tonality: F major;
in fa maggiore.

Sources:
A:
manuscript fragment of 48 measures at the Berlin State Library,
signature Mus.ms.autogr.W.A.Mozart.71;
fonte A: frammento manoscritto di 48 battute alla Biblioteca Statale di Berlino. La carta è in formato da viaggio.

B:
source B was not considered in the critical edition: it is simply a copy of the fragment A (which belonged to Ludwig Ritter von Köchel) and which is in the archive of the Gesellschaft der Musikfreunde in Vienna,
signature: VI 28331 (Q 3760);
la fonte B non è stata presa in considerazione nell’edizione critica, perché si tratta semplicemente della copia del frammento A (che apparteneva a Ludwig Ritter von Köchel). Oggi si trova all’archivio della Gesellschaft der Musikfreunde a Vienna,
segnatura: VI 28331 (Q 3760);

Without name, date and place

Un’aria senza nome, data e luogo.


The Aria K 71 (WSF ?, AMA Serie 24 n.39) attributed to Mozart ‘Ah, I don’t want to tremble anymore’ is not mentioned, as Cliff Eisen says, in the letters of his father Leopold of March 13, 1770 and August 4, 1770. In the first, in fact, it is written only that ‘Wolfgang had to compose 3 arias and 1 recitative with violins’, and in the second that ‘he has already composed 4 Italian symphonies, in addition to some arias’. The manuscript, probably an autograph, bears neither name, date, nor place. The names of the instruments were added, perhaps in the early nineteenth century, by the publisher Anton André. Only 48 bars remain of the music, with corrections made by a foreign hand.

The K. 71 is a fair copy, because there are also all the dynamic signs and slurs. The Mozarts were evidently copying from an original.

L’Aria K 71 (WSF ?, AMA Serie 24 n.39) attribuita a Mozart «Ah, più tremar non voglio» non è citata, come sostiene Cliff Eisen, nelle lettere di suo padre Leopold del 13 marzo 1770 e del 4 agosto 1770. Nella prima infatti è scritto solo che «Wolfgang ha dovuto comporre 3 arie e 1 recitativo con i violini», e nella seconda che «ha già composto 4 sinfonie italiane, oltre a delle arie». Il manoscritto, probabilmente autografo, non riporta né nome, né data, né luogo. I nomi degli strumenti sono stati aggiunti, forse agli inizi dell’Ottocento, dall’editore Anton André. Della musica restano soltanto 48 battute, con delle correzioni fatte da una mano estranea.

Il K. 71 è un pezzo copiato in bella, perché ci sono anche tutti i segni dinamici e le legature. I Mozart stavano evidentemente copiando da un originale.

Catalogo Köchel, K.71, “Ah, più tremar non voglio", Aria per tenore
Catalogo Köchel, K.71, “Ah, più tremar non voglio”, Aria per tenore

‘Definitely’

«Sicuramente»


Scholars generally take it for granted that this small fragment was composed by Mozart, even if it is anonymous. Wyzewa and De Saint-Foix say that the aria is ‘certainly’ from the time of Lucio Silla K.135, composed at the end of 1772 and performed in Milan on December 26th. How can you be sure that the aria is contemporary to Lucio Silla if the date is missing from this 48 bars fragment?

Gli studiosi danno in genere per scontato che questo piccolo frammento l’abbia composto Mozart, anche se è anonimo. Wyzewa e De Saint-Foix dicono che l’aria è «sicuramente» del tempo del Lucio Silla K.135, che è della fine del 1772 e fu rappresentato a Milano il 26 dicembre. Come si fa ad essere sicuri che l’aria gli sia contemporanea, quando sul frammento di 48 battute manca la data?

Catalogo Wyzewa - de Saint-Foix, K.71, “Ah, più tremar non voglio", Aria per tenore
Catalogo Wyzewa – Saint-Foix, K.71

K.71, a school exercise?

K.71, esercizio di scuola?


Alfred Einstein considers the Aria K.71 a preparatory exercise by Mozart for his first trip to Italy, even if the original is missing the place. This is a personal and rather risky hypothesis.

Alfred Einstein considera l’aria K.71 un esercizio preparatorio di Mozart per il suo primo viaggio in Italia, anche se sull’originale manca il luogo. Si tratta di un’ipotesi personale e piuttosto azzardata.

Errors

errori musicali


Music writing is often weak. especially in the part that follows the orchestral introduction. The Mozarts copied from a pre-existing piece by arranging the custos (signs that anticipate the note on the next page). Then they rearranged the music, which contains many deletions. As we described in the forthcoming book on Mozart in Italy, they were arranging a manuscript of another composer, under the guidance of a singer. We have identified the author of the music and the singer and we talk about them in detail in our book. The movement of the parts is inaccurate and there are a lot of naiveties. It is not the writing of Mozart’s works that one expects. If Mozart wrote the K.71 in such a way, rearranging someone else’s music, who composed the Italian operas? The accents of the words are inaccurate and weird.
Who set the text to music did not know the metrics of Italian poetry.

La scrittura musicale è spesso debole soprattutto nella parte che segue l’introduzione orchestrale. I Mozart hanno copiato da un pezzo preesistente sistemando i custos (segni che anticipano la nota della pagina successiva). Poi hanno risistemato la musica, che contiene molte cancellature. Come abbiamo descritto nel libro sui Mozart in Italia, di prossima pubblicazione, stavano sistemando un manoscritto di un altro compositore, sotto la guida di un cantante. Abbiamo individuato l’autore della musica e il cantante e ne parliamo dettagliatamente nel libro. Il movimento delle parti è poco accurato e ci sono molte ingenuità. Non è la scrittura delle opere mozartiane che uno si aspetta. Se Mozart ha scritto il K.71 in quel modo, arrangiando la musica di un altro autore, chi ha composto le opere italiane? Gli accenti delle parole sono altrettanto inaccurati e strani.
Chi ha sistemato il testo non conosce la metrica della poesia italiana.

Hyphenation problems (problemi di sillabazione).

Even the instrumental part is neglected. Here, for example, in the part of the violins there are a fourth and a fifth that play badly.
The counterpoint is very poor, despite the small number of bars.

Fourth and fifth (quarta e quinta ai violini).

Anche la parte strumentale è trascurata. Qui ad esempio nella parte dei violini ci sono una quarta e una quinta che suonano davvero male. Il contrappunto è in genere poverissimo, nonostante il numero esiguo di battute.

The counterpoint is very poor. (contrappunto poverissimo)
Problematic melodic movement (movimento melodico problematico)

A patchy manuscript

Un manoscritto lacunoso


The sixth edition of the Köchel catalog suggests on the contrary the date 1770, because that year Mozart would have set other Arias of Metastasio’s Demofoonte to music (KK 77, 82, 83), and therefore it could very probable that he also sketched this K.71. Amedeo Poggi and Edgar Vallora write (in their book ‘Gentlemen, this is the catalog’) that Mozart composed it in Milan when he was 14, but we don’t know where they get this information from, given the gaps in the manuscript. And even if it were shown that the hand that wrote the Aria was his, Wolfgang may have copied it for study, transcribing it from some sketch of his father, or borrowed from some other musician in Salzburg, or before leaving for the Italy, either when he was in Italy, or after he had already been there.

La sesta edizione del catalogo Köchel suggerisce al contrario il 1770, perché Mozart avrebbe musicato quell’anno altre arie del Demofoonte del Metastasio (KK 77, 82, 83), e quindi potrebbe benissimo darsi abbia abbozzato anche questa K.71. Amedeo Poggi e Edgar Vallora scrivono (Signori il catalogo è questo) che Mozart l’ha composta a Milano quando aveva 14 anni, ma non sappiamo donde traggano queste loro informazioni, viste le lacune del manoscritto. E anche ammesso si dimostrasse che la mano che l’ha scritta è sua, Wolfgang potrebbe averla copiata per studio, trascritta in bella da qualche abbozzo di suo padre, o presa in prestito da qualche altro musicista a Salisburgo, o prima di partire per l’Italia, o quand’era in Italia, oppure dopo che c’era già stato.

Is the text by Metastasio?

Il testo è di Metastasio?


Is the text of the aria taken from Metastasio’s Demofoonte?
They say so, but things are not as Gherardo Casaglia would like (in his book ‘The catalog of works by W.A. Mozart’). The text is not the same and there are variations. Metastasio wrote ‘O se tremar non voglio’ with the disjunctive conjunction ‘o’, and not ‘Ah se tremar non voglio’, and the rest of the Aria changes too.
‘Ah’ is not ‘nonsense’ as the sixth edition of the Köchel catalog states, because it is the whole verse that is transformed, and it is a significant variation.

It does not appear in the versions of Metastasio’s Demofoonte published in Vienna in 1733, in Venice in 1733, in Paris in 1755, in Turin in 1757, in Paris in 1780.

Il testo dell’aria è tratto dal Demofoonte di Metastasio?
Si dice così, ma le cose non sono come vorrebbe Gherardo Casaglia (Il catalogo delle opere di W.A. Mozart). Il testo non è uguale e ci sono delle varianti. Metastasio ha scritto “O se tremar non voglio” con la congiunzione disgiuntiva “o”, e non “Ah se tremar non voglio”, e anche il resto dell’aria cambia.
«Ah» non è «senza senso» come afferma la sesta edizione del catalogo Köchel, perché a riuscir trasformata è tutta la strofa, e si tratta di una variante significativa.

Essa non appare nelle versioni del Demofoonte di Metastasio pubblicate a Vienna nel 1733, a Venezia nel 1733, a Parigi nel 1755, a Torino nel 1757, a Parigi nel 1780.

Below, on the left is the part that Matusio’s character sings in the libretto of Demofoonte (Act I Scene I), while on the right is the Aria attributed to Mozart, which simplifies the syntax at the expense of elegance:

Qui sotto, a sinistra è la parte che il personaggio di Matusio canta nel libretto del Demofoonte (Atto I Scena I), mentre a destra è l’aria attribuita a Mozart, che semplifica la sintassi a scapito dell’eleganza:

Metastasio

O più tremar non voglio
fra tanti affanni e tanti;
o ancor chi preme il soglio
ha da tremar con me.

(Or I don’t want to tremble anymore
among so many worries;
or even those, who want the throne,
has to tremble because of me).

K.71

Ah più tremar non voglio
fra tanti affanni e tanti;
quello che preme il soglio
ha da morir con me.

(I don’t want to tremble anymore
among so many worries;
and who wants the throne,
have to die with me).

The importance of a signature

L’importanza di una firma


It is not enough for Mozart to copy something for it to be considered his. Assuming that he wrote a piece, if he didn’t sign it he must have had his good reasons. He might as well have been copying other people’s music, or transcribing from memory a piece just heard by some soloist.

Non basta che Mozart copi qualcosa, perché si debba considerare suo. Ammesso che un brano l’abbia scritto lui, se non l’ha firmato avrà avuto le sue buone ragioni. Poteva benissimo star copiando musiche di altri, o trascrivendo a memoria un pezzo appena udito da qualche solista.

Trifle with attributions

Attribuzioni alla leggera


The aria for tenor K.71 is carefree attributed to Mozart, and whoever heads it to him does not have clear ideas about the date and place, nor does he know how to explain the variations with respect to the libretto by Metastasio. From what you read in the music books, it is not clear who eventually commissioned the work, and if it is an exercise, or a simple pastime. In addition to not having the header, the names of the musical instruments are missing. We believe that, if in doubt, it would have been better to point out that the author is unknown, the date is unknown, and so is the place.

L’aria per tenore K.71 è attribuita con leggerezza a Mozart, e chi gliela intesta non ha le idee chiare riguardo la data e il luogo, né sa spiegarsi le varianti rispetto al libretto di Metastasio. Da quello che si legge nei libri di musica, non si capisce chi gli abbia eventualmente commissionato il lavoro, e se si tratti di esercizio, o di semplice passatempo. Oltre a non avere l’intestazione, mancano infatti i nomi degli strumenti musicali. Noi riteniamo che, nel dubbio, sarebbe stato meglio segnalare che l’autore è sconosciuto, la data è ignota, e così pure il luogo.

Conclusions

Conclusioni


We wonder why, being the manuscript in that state, the Köchel catalog didn’t put it in the appendix among the dubious pieces, instead of leaving the K.71 there in plain sight among the “very certain” ones as if it were a finished composition. The credibility of all the other works is at stake.

Ci chiediamo perché, essendo il manoscritto in quello stato, non l’abbiano infilato in appendice tra i pezzi dubbi del catalogo Köchel, invece di lasciarlo lì in bella vista tra quelli “certissimi” come fosse una composizione fatta e finita. Ne va della credibilità di tutti gli altri lavori.

YouTube K.71. A version which fixes some mistakes.

Bibliography

Bibliografia


Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart The Fall of the Gods

– Part 1
Language: English

Pages: 474
ISBN: 978-8831681964

The English translation is finally available!

Mozart The Fall of the Gods is an editorial success that revolutionized the way of thinking about Mozart.

link alla versione italiana: Mozart La caduta degli dei – parte prima)

Bestseller in Italy, subject of study at the University, the book was adopted in the courses of High Music Schools, and discussed in 24 episodes of the Vatican Radio.
It collects the results of the researches on 18th-century music and on Mozart, an author revered as a god for over two centuries. The authors asked themselves the reasons for that cult, and they removed the many clichés from biographies, such as the one of the genius of nature.
Until the last century, the trend was to minimize problems, so as not to disturb the image impressed on the public’s mind. This work, divided into two parts, identifies some contradictory points of the immense Mozartian bibliography, verifies and analyze them.
It reports the sources of each of the almost 2000 citations, to allow the reader to verify them. Mozart The Fall of the Gods – Part 1 is a Copernican revolution that upset the musical world. Now in English!


Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it

K.104 Un caso di appropriazione indebita

6 Minuetti per flauto piccolo, 2 oboi, 2 corni, 2 trombe, 2 violini, violoncello e basso

Musica: il manoscritto è senza la firma dell’autore.
Luogo: non è specificato.
Data: manca.

Movimenti: 6 Minuetti con trio (tranne il quarto) in 3/4.
Organico: flauto piccolo, 2 oboi, 2 corni, 2 trombe, 2 violini, violoncello e basso.
Tonalità: 1. do maggiore; 2. fa maggiore; 3. do maggiore; 4. la maggiore; 5. sol maggiore; 6. sol maggiore.

Fonti: il manoscritto è in una collezione privata in Svizzera.

6 minuetti in cerca d’autore

Questi sei minuetti per 2 oboi, 2 corni, 2 trombe, piccolo (solo nei trii), 2 violini, violoncello e basso K.104, catalogati in seguito al K.61e, sono scritti su copie non autografe, tranne il terzo Minuetto. Quest’ultimo è sopravvissuto su due pagine in formato orizzontale, con 10 pentagrammi per facciata. A scriverne l’intestazione non è stato Wolfgang, ma un estraneo, il quale l’ha autenticato, garantendo che «Questi minuetti sono stati scritti dallo stesso Mozart e attraverso suo figlio regalati alla sua fidanzata signora / Baroni-Kavalkabo, dalla cui mano li ho ricevuti. / von Prokesch». Sul bordo sinistro qualcuno ha aggiunto a matita che si tratta di un «autografo di Mozart».

Degli altri 5 Minuetti si sa ancor meno, visto che esistono sì delle copie, ma quella più vecchia che sta a Berlino è copia della copia che avrebbe fatto la sorella di Mozart, Nannerl, e non indica l’autore, mentre l’altra ottocentesca appartenuta a Aloys Fuchs, conservata anch’essa a Berlino, è tarda, e attribuisce i minuetti K.104 a Mozart.

Cosa dice la scienza

L’edizione critica NMA conferma che si tratta di opere di Mozart. Lo spiega nella premessa in inglese, nell’apparato critico, e dà per scontato che la musica sia di Wolfgang. E se fosse invece di Leopold? O di qualche altro autore?

L’unico pezzo autografo è il terzo, ma Wolfgang non l’ha firmato, nè ha indicato sul primo foglio la data o il luogo di composizione. Una mano estranea, dicono sia Leopold, ha corretto gli errori dell’autografo, e prima del trio ha aggiunto in italiano stentato «Volti seque / Trio» e alla fine «Menueto terzo da capo».

Catalogo Köchel, K.113, 6 Minuetti
Catalogo Köchel, K.104, 6 Minuetti

Wyzewa – De Saint-Foix

I musicologi francesi Wyzewa e De Saint-Foix mettono i 6 Minuetti per orchestra in appendice, tra le composizioni autentiche di Mozart, spiegando anche che i pezzi non furono pubblicati quando era in vita l’autore.

Catalogo Wyzewa - de Saint-Foix, K.104, 6 Minuetti per orchestra
Catalogo Wyzewa e De Saint-Foix, K.104, 6 Minuetti per orchestra

La posizione ufficiale

Köchel aveva numerato i 6 minuetti al K.104, ma l’edizione sesta del suo catalogo li arretra cronologicamente al K.61e. Wolfgag li avrebbe scritti, secondo la versione ufficiuale, a Salisburgo nel 1769.

Catalogo Köchel 6, K.113, 6 Minuetti
Catalogo Köchel 6, K.113, 6 Minuetti

Il plagio, ovvero il furto in musica

Amedeo Poggi ed Edgar Vallora (Mozart. Signori il catalogo è questo) azzardano che alcuni minuetti del K.104 siano in realtà rielaborazioni di musiche di Michael Haydn. Prima di loro la cosa l’aveva già notata Erik Smith nel libro sulle danze mozartiane del 1982. Egli s’accorse che i primi due minuetti sono identici a altri due di Michael Haydn.
Altro che rielaborazione!

Nel libro di Neal Zaslaw (The compleat Mozart) si va oltre. Lì è messo nero su bianco che Haydn ha «quasi di sicuro» scritto i suoi minuetti prima di Wolfgang, il quale, senza troppi scrupoli, li avrebbe presi in prestito.
Altro che prestito!

Tecnicamente si tratterebbe più di “appropriazione indebita”. In una lettera alla sorella Wolfgang parlò proprio di certi minuetti «rubati» all’ignaro Haydn, e chissà che si si riferisse proprio a questi primi due del K.104, o a tutti i minuetti per orchestra K.104?

La faccenda sarebbe grave: Leopold definì infatti il plagio “furto”, e il plagiario un “ladro”.

Di chi sono i minuetti?

Nella Faber Pocket Guide to Mozart, Nicholas Kenyon s’accorse finalmente che tutti e due i set di minuetti K.104 e K.105 sono in realtà di Michael Haydn: «The two sets of the six minuets K.104 and K.105 are actually by Michael Haydn».
Simon Keefe afferma nell’Enciclopedia mozartiana della Cambridge, che «ci sono casi in cui le composizioni di Michael Haydn furono per sbaglio attribuite al giovane compositore, e queste includono i minuetti k.61b, i nostri K.104 e i K.105, oltre a un terzetto e a due canoni» . Secondo Keefe, Mozart l’avrebbe fatto per studio. Di certo Mozart non l’ha fatto per ammirazione, considerando che diffamò Michael Haydn nelle sue lettere come si trattasse di un ubriacone, e anche peggio.

Chiarezza di idee

Gherardo Casaglia (Il catalogo delle opere di W.A. Mozart) non s’accorge che non sono di Mozart, ma in compenso annota che il trio del terzo minuetto, l’unico messo in bella da Wolfgang, è uguale al trio del minuetto K.61i, che Wolfgang avrebbe composto per il carnevale a Salisburgo nel 1769, 1771 o 1772! L’importante è avere le idee chiare!

Conclusioni

I minuetti K.104 sono di Mozart? Lo dimostrerebbe il principio d’autorità, argumentum ab auctoritate, o quello di popolo, ad judicium, secondo i quali se una cosa è detta da persona nota e stimata, ed è ripetuta da tutti, deve essere per forza vera. Sarà proprio così?

In questo articolo abbiamo verificato con mano che gli studi mozartiani, condotti nelle più alte sfere, non seguono il più delle volte un metodo scientifico, ignorano le criticità, non amano gli errori, e anzi li eliminano con ipotesi ad hoc. I manoscritti andrebbero invece vagliati con senso critico e le difficoltà non andrebbero nascoste per opportunismo, attribuendo i pezzi alla leggera, perché così facendo s’obbedisce solo a criteri commerciali, e la scienza finisce per somigliare sempre più alla metafisica, alla mitologia, alla stregoneria.


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart The Fall of the Gods

– Part 1
Language: English

Pages: 474
ISBN: 978-8831681964

The English translation is finally available!

Mozart The Fall of the Gods is an editorial success that revolutionized the way of thinking about Mozart.

link alla versione italiana: Mozart La caduta degli dei – parte prima)

Bestseller in Italy, subject of study at the University, the book was adopted in the courses of High Music Schools, and discussed in 24 episodes of the Vatican Radio.
It collects the results of the researches on 18th-century music and on Mozart, an author revered as a god for over two centuries. The authors asked themselves the reasons for that cult, and they removed the many clichés from biographies, such as the one of the genius of nature.
Until the last century, the trend was to minimize problems, so as not to disturb the image impressed on the public’s mind. This work, divided into two parts, identifies some contradictory points of the immense Mozartian bibliography, verifies and analyze them.
It reports the sources of each of the almost 2000 citations, to allow the reader to verify them. Mozart The Fall of the Gods – Part 1 is a Copernican revolution that upset the musical world. Now in English!

Sul periodo dal 1781 in poi, per la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it

K 302, una Sonata parigina ma non troppo

Sonata per cembalo con accompagnamento di violino

Sonata K 302 per cembalo e violino d’accompagnamento n. 19 in mi bemolle maggiore
Allegro in mi bemolle maggiore;
Rondò: Andante grazioso in mi bemolle maggiore.

Le Sonate K 301 (293a), K 302 (293b), K 303 (293c), K 304 (300c), K 305 (293d), K 306 (300l) sono giunte sino a noi conservate in manoscritti che qualcuno, non si sa chi, ha rilegato nell’Ottocento. L’autografo delle Sonate è ora in una collezione privata americana. Sul primo foglio della raccolta, in alto a sinistra, si legge scritto in matita: “Six Sonates manuscrites et autographes / de W. A. Mozart” (Sei Sonate manoscritte e autografe / di W. A. Mozart) e a destra, sempre in alto, “Composées à Paris. / en 1778″ (Composte a Parigi nel 1778).

L’autografo della Sonata K 302

Prima del collezionista americano, a possedere l’autografo fu il Barone Ernouf a Parigi, che a sua volta aveva acquistato il manoscritto della K 302 dalla vedova dell’editore Sieber. Sul primo foglio della Sonata Mozart non ha scritto nulla, tranne (se la mano è la sua) il titolo “Sonata II”. La scritta è centrata in alto.

Invece, sul primo foglio della raccolta, a destra in alto Mozart ha forse aggiunto “a Parigi”.

La Sonata K 302 non è stata scritta a Parigi

Sieber pubblicò la Sonata K 302 proprio a Parigi, ma la Sonata non è stata scritta in Francia. Mozart l’aveva portata con sè da Mannheim già completa!

L’edizione Sieber

La prima edizione uscì nel 1779: “Six Sonates / Pour Clavecin Ou Forté Piano / Avec Accompagnement D’un Violon / Dediées A Son Altesse Serenissime Electorale / Madame l’Electrice Palatine / par / Wolfgang Amadeo Mozart fils. / Oeuvre Premier.
/ A Paris Chez le Sr. Sieber, Editeur de Musique, rue St. Honoré à l’Hôtel d’Aligre Ancien Grand Conseil
“.

Scarica l’edizione Sieber delle Sonate (prima edizione del 1779 conservata alla Biblioteca Gallica di Parigi)

immagine di un documento pdf

Dubbi sull’autografo

Le Sonate dalla K 301 alla K 306 sono in autografo, ma non c’è la firma di Mozart. La musica non è datata; si tratta di una bella copia che sottintende un antigrafo, ossia un manoscritto dal quale Mozart ha copiato; l’indicazione di Parigi come luogo di composizione, almeno per la K 302 è sbagliato.


Per cembalo e non per pianoforte

Nella raccolta stampata è scritto che le sei Sonate sono per clavicembalo o in alternativa per forte piano con accompagnamento del violino. Sull’autografo della prima però è scritto espressamente “cembalo”. Il violino accompagna, e il cembalo la fa ancora da padrone; quindi è pretenzioso ribattezzare il pezzo “Sonata per violino e pianoforte”. La prima delle Sonate che appartiene a questa raccolta di sei, non era stata pensata oltretutto per il violino, ma per il flauto traverso. Nella K 301 c’è difatti questa precisazione: Mozart ha scritto “flauto traverso”, poi qualcuno ha cancellato e riscritto “violino”.


Composta a Mannheim

La Sonata K 302 era stata scritta prima, a Mannheim, nel febbraio del 1778. Mozart stava allora lavorando alla commissione del flautista dilettante olandese De Jean. Nella lettera del 14 febbraio 1778, un mese prima di raggiungere Parigi, Mozart scrisse a suo padre d’aver fatto qualcos’altro “tanto per cambiare”, cioè “dei duetti con la tastiera e il violino, e altro per la messa”.
Era risoluto a lavorare a questi duetti per tastiera “in modo da poterli stampare”. [BD II, 423]
Quest’ultima intenzione non fu mai realizzata, perché il 28 febbraio Mozart disse che “delle 6 Sonate per cembalo, ne ho ancora 2 da scrivere (la quarta e la sesta), ma non ho fretta, perché non posso averle incise qui; … l’incisore di rame non farà il lavoro a sue spese; vuole metà delle mie entrate. Quindi preferisco farle incidere a Parigi”. [BD II, 431]


Altri problemi a Parigi

A Parigi Mozart doveva aspettarsi però altri inghippi. Quando arrivò in città, la Sonata K 302 era già finita insieme alle altre tre di Mannheim K 301, K 303, K 305. All’inizio dell’estate egli completò le rimanenti due Sonate, la K 304 e la K 306, per formare un ciclo di Sei pezzi, ma non trovò un editore a Parigi che fosse disposto a inciderle, almeno alle sue condizioni.
La morte della madre ai primi di luglio del 1778 non c’entra probabilmente nulla con l’altra Sonata K 304 in mi minore, come si racconta.
Finalmente, Il 20 luglio Mozart informò suo padre che “le mie Sonate saranno presto incise, ma fino ad ora nessuno è stato disposto a darmi quello che chiedevo: alla fine dovrò cedere”. [BD II, 466]


Cacciato da Parigi

L’edizione Sieber è del 1779, quando Mozart è già lontano dalla capitale. Fu costretto a lasciare Parigi alcuni mesi prima, a settembre. E chi ha controllato le bozze dell’edizione delle Sonate? Lui no di certo.

Sieber aveva deciso di far stampare le Sonate quando si era già in tarda estate. L’incisione non era ancora finita quando Mozart fu caricato sulla prima diligenza, costretto a lasciare Parigi nel peggiore dei modi. La sua musica fu quindi pubblicata senza che lui potesse controllarla. Andandosene via da Parigi, s’era però portato una copia delle Sonate da presentare a Monaco alla dedicataria Elisabeth Auguste von Sulzbach del Palatinato. Da qui il nome “palatine” attribuito a queste sei Sonate.

veduta di Parigi negli anni 1770, dieci anni prima che Mozart vi pubblicasse la Sonata K 302
veduta di Parigi negli anni 1770

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Quel che dice Köchel

Köchel: Sonata per cembalo con accompagnamento di violino, K 302
Köchel: Sonata per cembalo con accompagnamento di violino, K 302

Ulteriori notizie puoi trovarle nel libro Mozart la caduta degli dei e Mozart La caduta degli dei Parte seconda di Luca Bianchini, Anna Trombetta, 2016-2017, dedicato alla vita e alle opere di Mozart.

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart The Fall of the Gods

– Part 1
Language: English

Pages: 474
ISBN: 978-8831681964

The English translation is finally available!

Mozart The Fall of the Gods is an editorial success that revolutionized the way of thinking about Mozart.

link alla versione italiana: Mozart La caduta degli dei – parte prima)

Bestseller in Italy, subject of study at the University, the book was adopted in the courses of High Music Schools, and discussed in 24 episodes of the Vatican Radio.
It collects the results of the researches on 18th-century music and on Mozart, an author revered as a god for over two centuries. The authors asked themselves the reasons for that cult, and they removed the many clichés from biographies, such as the one of the genius of nature.
Until the last century, the trend was to minimize problems, so as not to disturb the image impressed on the public’s mind. This work, divided into two parts, identifies some contradictory points of the immense Mozartian bibliography, verifies and analyze them.
It reports the sources of each of the almost 2000 citations, to allow the reader to verify them. Mozart The Fall of the Gods – Part 1 is a Copernican revolution that upset the musical world. Now in English!

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Riguardo agli anni 1784-1791, e alla mitizzazione di Mozart seguita alla sua morte vedi Mozart La costruzione di un genio:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Per gli aspetti massonici e illuminati dei lavori mozartiani vedi anche Mozart Il Flauto magico di Luca Bianchini, Anna Trombetta, 2018.

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

K 52, L’Aria finta

Daphne, deine Rosenwangen K 52 (46c )

La canzone Daphne K 52 di Mozart, regolarmente attribuitagli, non è sua. Lo hanno già detto, e ridetto da tempo, ma le motivazioni economiche, e politiche sono più forti di quelle musicali. Sicchè le scelte le fanno i mercanti di musica, e l’etichetta garantisce la qualità del prodotto.

Nella Daphne, il poeta immagina “di rivedere nei giorni a venire le sue guance di rosa”. Lei è il solo suo desiderio, e pur di averla è pronto ad abbandonare anche l’oro, i gioielli e le ricchezze. Potrà suonare strano che un testo tanto elevato, esortante al disprezzo dei beni materiali e dei metalli preziosi in nome dell’amore ideale, sia attribuito a Mozart per ragioni tutte terrene, per far soldi. L’autore della lirica è ignoto. Köchel catalogò la musica tra quelle autentiche di Mozart al numero 52.

Musica d’intrattenimento

Daphne si presentò stampata con il nome di Mozart. Apparve nel dicembre 1768, pubblicizzata dal giornale viennese Neue Sammlung zum Vergnügen und Unterricht, in una raccolta pensata quindi per divertire e intrattenere il pubblico con musiche di pregio e soprattutto autentiche.

Apollo e Dafne del Bernini, alla Galleria Borghese di Roma
Apollo e Dafne del Bernini, alla Galleria Borghese di Roma

Amedeo Poggi e Edgar Vallora son pronti a giurare nel loro catalogo mozartiano che anche l’altro Lied An die Freude K 53, sia “opera certa di Mozart”. Donde traggano questa loro sicurezza, io non so, visto che l’autografo manoscritto di questo inno alla gioia non c’è. Anche solo il fatto che sia apparso assieme alla canzone Daphne K 52 su questa stessa rivista popolare, dovrebbe suscitare in ognuno dei seri dubbi.

La storia di Daphne

Papà Leopold, o altri trascrissero nel 1768 un’Aria dall’Opera Bastien und Bastienne K 50. Bastò sostituire il testo del brano originario con parole fresche di conio. “Meiner Liebsten schöne Wangen” mutarono come per magia in “Daphne, deine Rosenwangen”.

Il lavoro “nuovo”, ora di Wolfgang Amadeus Mozart, allieterà i lettori viennesi. In taluni alimenterà i dubbi che già si covavano nella capitale imperiale circa la Finta semplice K 51. Quell’opera doveva essere rappresentata sempre nel 1768 a Vienna. Ma Leopold Mozart ci informa che tutti la consideravano di qualcun altro, e non di suo figlio. Una vera e autentica Finta.

Quel che dicono Wyzewa e de Saint-Foix

Daphne K 52, secondo Wyzewa e de Saint-Foix
Daphne, secondo Wyzewa e de Saint-Foix

La canzone Daphne “non è che la trascrizione pura e semplice di un’Aria del Bastien e Bastienne, la n.11 su parole un poco diverse. E qui sorge spontanea la domanda sulla data in cui fu rappresentata l’Operina tedesca. Questa canzone non è servita da base per l’Aria, ma è l’Aria di Bastien ad esser stata trascritta da Mozart sulle nuove parole”.

Un’Aria un po’ strana

Quello che non convince del tutto i due critici musicali francesi, è la differenza tra questa canzone e tutte le altre canzoni tedesche di quel tempo. Dicono che somiglia a un Minuetto, con la ripresa del primo tema d’espressione manierata e preziosa. Evidentemente si tratta, sempre secondo loro, di un pezzo da opéra-comique, tipicamente francese e direttamente ispirato alle piccole Arie di Parigi. Che ci faceva a Vienna un pezzo di Mozart, o almeno attribuito a lui, in stile gallico e completamente diverso da tutti gli altri, infilato per di più in un’operina teutonica?

Per NMA quella trascrizione non ha proprio nulla a che fare con Wolfgang Amadé Mozart (Ernst August Ballin, NMA, 1963).

Movimenti

Tempo di Menuetto (la maggiore).
Da notare la povertà dell’accompagnamento.

Daphne di Mozart, al numero K 52 del catalogo Kochel
Daphne di Mozart, al numero K 52 del catalogo Köchel

Domande dilettevoli e curiose

Se non è di Mozart la trascrizione della Daphne, in stile francese, tratta dal Bastien, chi ha scritto il Bastien?



Ulteriori notizie puoi trovarle nel libro Mozart la caduta degli dei di Luca Bianchini, Anna Trombetta, 2016-2017, dedicato alla vita e alle opere di Mozart. Per gli aspetti massonici e illuminati dei lavori mozartiani vedi anche Mozart il Flauto magico di Luca Bianchini, Anna Trombetta, 2018.