L’Aria finta

Daphne, deine Rosenwangen K 52 (46c )

La canzone Daphne K 52 di Mozart, regolarmente attribuitagli, non è sua. Lo hanno già detto, e ridetto da tempo, ma le motivazioni economiche, e politiche sono più forti di quelle musicali. Sicchè le scelte le fanno i mercanti di musica, e l’etichetta garantisce la qualità del prodotto.

Nella Daphne, il poeta immagina “di rivedere nei giorni a venire le sue guance di rosa”. Lei è il solo suo desiderio, e pur di averla è pronto ad abbandonare anche l’oro, i gioielli e le ricchezze. Potrà suonare strano che un testo tanto elevato, esortante al disprezzo dei beni materiali e dei metalli preziosi in nome dell’amore ideale, sia attribuito a Mozart per ragioni tutte terrene, per far soldi. L’autore della lirica è ignoto. Köchel catalogò la musica tra quelle autentiche di Mozart al numero 52.

Musica d’intrattenimento

Daphne si presentò stampata con il nome di Mozart. Apparve nel dicembre 1768, pubblicizzata dal giornale viennese Neue Sammlung zum Vergnügen und Unterricht, in una raccolta pensata quindi per divertire e intrattenere il pubblico con musiche di pregio e soprattutto autentiche.

Apollo e Dafne del Bernini, alla Galleria Borghese di Roma
Apollo e Dafne del Bernini, alla Galleria Borghese di Roma

Amedeo Poggi e Edgar Vallora son pronti a giurare nel loro catalogo mozartiano che anche l’altro Lied An die Freude K 53, sia “opera certa di Mozart”. Donde traggano questa loro sicurezza, io non so, visto che l’autografo manoscritto di questo inno alla gioia non c’è. Anche solo il fatto che sia apparso assieme alla canzone Daphne K 52 su questa stessa rivista popolare, dovrebbe suscitare in ognuno dei seri dubbi.

La storia di Daphne

Papà Leopold, o altri trascrissero nel 1768 un’Aria dall’Opera Bastien und Bastienne K 50. Bastò sostituire il testo del brano originario con parole fresche di conio. “Meiner Liebsten schöne Wangen” mutarono come per magia in “Daphne, deine Rosenwangen”.

Il lavoro “nuovo”, ora di Wolfgang Amadeus Mozart, allieterà i lettori viennesi. In taluni alimenterà i dubbi che già si covavano nella capitale imperiale circa la Finta semplice K 51. Quell’opera doveva essere rappresentata sempre nel 1768 a Vienna. Ma Leopold Mozart ci informa che tutti la consideravano di qualcun altro, e non di suo figlio. Una vera e autentica Finta.

Quel che dicono Wyzewa e de Saint-Foix

Daphne K 52, secondo Wyzewa e de Saint-Foix
Daphne, secondo Wyzewa e de Saint-Foix

La canzone Daphne “non è che la trascrizione pura e semplice di un’Aria del Bastien e Bastienne, la n.11 su parole un poco diverse. E qui sorge spontanea la domanda sulla data in cui fu rappresentata l’Operina tedesca. Questa canzone non è servita da base per l’Aria, ma è l’Aria di Bastien ad esser stata trascritta da Mozart sulle nuove parole”.

Un’Aria un po’ strana

Quello che non convince del tutto i due critici musicali francesi, è la differenza tra questa canzone e tutte le altre canzoni tedesche di quel tempo. Dicono che somiglia a un Minuetto, con la ripresa del primo tema d’espressione manierata e preziosa. Evidentemente si tratta, sempre secondo loro, di un pezzo da opéra-comique, tipicamente francese e direttamente ispirato alle piccole Arie di Parigi. Che ci faceva a Vienna un pezzo di Mozart, o almeno attribuito a lui, in stile gallico e completamente diverso da tutti gli altri, infilato per di più in un’operina teutonica?

Per NMA quella trascrizione non ha proprio nulla a che fare con Wolfgang Amadé Mozart (Ernst August Ballin, NMA, 1963).

Movimenti

Tempo di Menuetto (la maggiore).
Da notare la povertà dell’accompagnamento.

Daphne di Mozart, al numero K 52 del catalogo Kochel
Daphne di Mozart, al numero K 52 del catalogo Köchel

Domande dilettevoli e curiose

Se non è di Mozart la trascrizione della Daphne, in stile francese, tratta dal Bastien, chi ha scritto il Bastien?



Ulteriori notizie puoi trovarle nel libro Mozart la caduta degli dei di Luca Bianchini, Anna Trombetta, 2016-2017, dedicato alla vita e alle opere di Mozart. Per gli aspetti massonici e illuminati dei lavori mozartiani vedi anche Mozart il Flauto magico di Luca Bianchini, Anna Trombetta, 2018.

Leopold Mozart

Le bugie di papà Leopold

Mentre Leopold scriveva alla figlia in marzo e aprile 1785 che avrebbe dovuto rimandare la partenza da Vienna a causa della neve, del brutto tempo, delle strade impantanate, egli era in realtà impegnato in tutt’altre faccende. Stava infatti frequentando le logge massoniche insieme a Wolfgang.


piccole bugie

Leopold così racconta alla figlia Nannerl il 25 marzo, venerdì santo 1785, in una lettera inviata da Vienna. “Mentre sto scrivendo, il tempo alterna il sole con dei forti rovesci di neve. Alcuni giorni fa ha nevicato ed è soffiato il vento in una maniera terribile, poi abbiamo avuto una giornata serena in cui le strade, come a Capodanno, erano completamente ghiacciate. Insomma! Si crederebbe che domenica prossima sia Natale piuttosto che Pasqua. E si racconta che la nobiltà voglia organizzare, vista la rarità della situazione, una corsa in slitta. Mi augurerei un tempo più clemente per poter partire, giacché non mi arrischio a farlo con un tempo simile… Per il resto, come ho già detto, non posso partire prima che il tempo migliori, anche se sarei partito volentieri. Voglio semplicemente vedere ancora le commedie e le operette che cominciano il lunedì di Pasqua (il 28 marzo).”

grandi bugie

Il 26 marzo Wolfgang inserisce nel suo catalogo personale il MaurerGesellen, il Lied per canto e clavicembalo o fortepiano K.468. I biografi di solito collegano questa composizione intitolata “il viaggio dei compagni” al passaggio di Leopold al grado di compagno, che avverrà però solo il 16 aprile, quasi un mese dopo. Non c’è nessun motivo valido per supportare tale ipotesi perché in quei giorni di marzo Leopold stava solo chiedendo l’ammissione alla loggia e non poteva prevedere se, come e quando l’avrebbero elevato al grado di compagno.

Il comunicato della loggia Alla beneficenza di Vienna riporta che il 28 marzo Leopold Mozart aveva chiesto l’ammissione alla loggia alla quale apparteneva anche il figlio. Per lui veniva proposto di seguire una procedura abbreviata perché sarebbe partito di lì a poco.


quasi Kapellmeister

Il primo aprile, nella riunione tenuta in primo grado della loggia Alla beneficenza, la domanda del Kapellmeister Leopold Mozart (che in verità non è Kapellmeister) è finalmente accolta con la precisazione che è stata richiesta la dispensa a nome del visitatore postulante, poiché partirà tra pochi giorni. Si precisa che lo stesso è stato ricevuto anche dalla Loggia Distrettuale di Vienna.


Leopold adduce delle scuse

Il giorno dopo, il 2 aprile, Leopold invia un’altra missiva alla figlia: “Scrivo oggi per non lasciarvi senza lettera da parte mia e per dirti che mi puoi scrivere ancora una volta, giacché se il tempo è bello, partirò da qui al più presto entro 14 giorni … Continua l’alternanza di forti nevicate, giornate fredde e serene e poi ancora neve; il giorno di Pasqua (il 27 marzo) è stato sereno e bello ma freddo come una delle più fredde giornate di Natale.”

Il 6 aprile Leopold Mozart è iniziato come apprendista alla loggia Alla beneficenza.


Reticenze

L’8 aprile Leopold si guarda bene dall’accennare qualcosa alla figlia mentre le aggiorna il bollettino della neve: “Il signor Lang di Monaco, poiché voleva arrivare qui durante la settimana santa, si domandava se ci avrebbe trovato ancora a Vienna, visto che volevo partire in quel periodo. Al suo arrivo aveva detto che avremmo potuto fare il viaggio di ritorno insieme, dato che aveva intenzione di rimanere qui soltanto 3 settimane; io non ci contavo, ma speravo di partire prima. Adesso vuole partire il 18 aprile e io vorrei fare altrettanto; nel frattempo, però, abbiamo avuto di nuovo molta neve e oggi, mentre scrivo queste righe, nevica come a Natale e fa altrettanto freddo. Non so dunque cosa succederà, giacché bisogna anzitutto tenere conto che con queste strade orribili e i cumuli di neve, quand’anche partissimo da qui trainati da 2 cavalli, dovremmo per forza attaccarne 3 alla prima stazione di posta; infatti adducono come pretesto il cattivo stato delle strade e fanno stare fermi i passeggeri che obiettano qualcosa, com’è capitato al signor Lange, cognato di tuo fratello … Sono proprio irritato, giacché vorrei andarmene da Vienna, e il tempo è tanto freddo e orribile quanto in febbraio.”

Shining (1980), immagine del film, tra i capolavori di Kubrick

All’arcivescovo non far sapere

Le parole di Leopold sono poco credibili. Lui era in realtà molto interessato a restare in città per completare il suo percorso massonico inziatico presso le logge di Vienna. Adduce scuse, si dichiara contrariato, il tutto solo a beneficio dell’arcivescovo di Salisburgo, suo datore di lavoro che poteva leggergli le lettere.

Il 16 aprile nell’elenco dei partecipanti della loggia Alla vera concordia si legge che sono presenti i fratelli visitatori Leopold Mozart e Wolfgang Mozart della Beneficenza. Nel verbale dei lavori della loggia è riportato che “dopo l’apertura al grado di apprendista e di compagno, il fratello apprendista e membro della Beneficenza Leopold Mozart è stato promosso al 2° grado del nostro Ordine Reale con la consueta cerimonia.”

Nello stesso giorno Leopold scrive da Vienna alla figlia: “Abbiamo finalmente deciso di partire da qui il 21 in compagnia della Boudet e di suo marito; tuo fratello e tua cognata erano fermamente decisi a fare il viaggio con noi, ma adesso, improvvisamente, con tutta probabilità non se ne farà nulla, benché ciascuno di loro si sia fatto fare 6 paia di scarpe che sono già pronte. Saprai come andrà a finire da Linz o da Monaco, quando avrò il tempo di scrivere. L’ufficiale Starhemberg è arrivato qui e dice che le strade sono orribili.”


una scusa tira l’altra

Era ancora una bugia, perché il 22 aprile padre e figlio dovevano partecipare a un’altra riunione massonica, come si ricava dalla lista dei presenti Alla vera concordia: “Fratelli visitatori Leopold Mozart e Wolfgang Mozart della Beneficenza.” Quella tornata era davvero importante per Leopold, perché l’avrebbero elevato al grado di Maestro: “Leopold Mozart, figlio di Johann Georg e membro della Beneficenza di questa città è stato promosso al 3° grado del nostro Ordine Reale, con le consuete cerimonie.”

Intanto il 20 aprile Wolfgang aveva inserito nel suo catalogo personale la piccola cantata Die Maurerfreude (La gioia massonica) K.471 per tenore, coro e accompagnamento strumentale per 2 violini, 2 viole, 1 clarinetto, 2 oboe, 2 corni e basso.

Il 24 aprile alla Speranza coronata fu tenuta una festa in onore di Ignaz von Born, maestro della Vera concordia. Tra i presenti risultano anche i due Mozart e fu eseguita la cantata K.471 Die Maurerfreude.

Finalmente si parte

Il 25 aprile a mezzogiorno finalmente Leopold Mozart lasciò Vienna con il suo alunno Heinrich Marchand; Wolfgang e Constanze li accompagnarono fino a Pukersdorf, un paese ad una quindicina di chilometri da Vienna, dove mangiarono uno spuntino insieme, prima della definitiva partenza. Fu l’ultima volta che padre e figlio si videro e non ci furono altri incontri tra i due.


Gli tagliano lo stipendio

Leopold arrivò a Monaco il 4 maggio dove si trattenne per circa 2 settimane prima di ritornare a Salisburgo. Intanto l’arcivescovo Colloredo aveva emanato il primo maggio un decreto che bloccava fino a ordine futuro il pagamento dello stipendio del Vice-Kapellmeister a Leopold Mozart per essersi assentato dal suo lavoro oltre le 6 settimane concesse! Leopold infatti era partito da Salisburgo il 28 gennaio e non era rientrato prima della metà di maggio. Si godette la vacanza per circa 14 settimane.


Precedenti illustri

Papà Mozart aveva già giocato a Colloredo uno scherzetto simile dodici anni prima, nel 1773, in occasione dell’ultimo viaggio in Italia, quando millantò di non poter tornare a Salisburgo a causa di un reumatismo. Anche in quell’occasione scrisse alla moglie di temere il ghiaccio e la neve, attraversando il Tirolo. Si fermò invece con il figlio a Milano un mese in più del previsto per divertirsi a teatro! Puoi leggere in dettaglio cosa accadde in quell’occasione in Mozart la caduta degli dei parte seconda alle pagine 171 e 172.

Come avrebbe reagito il vostro datore di lavoro, se voi aveste fatto lo stesso?

Anna Trombetta


Il libro Mozart la caduta degli dei di Luca Bianchini, Anna Trombetta, Lecce, 2016-2017 parla in dettaglio di Mozart e delle sue Opere. Per gli aspetti massonici e illuminati vedi anche Mozart il Flauto magico
di Luca Bianchini, Anna Trombetta, Lecce, 2018.