Lettera del 26 gennaio 1770

di W.A. Mozart da Verona alla sorella a Salisburgo
(BD I, 158)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Wolfgang Amadeus Mozart del 26 gennaio 1770 tradotta dall’originale tedesco di Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen, mentre in rosso, tra parentesi graffe, è la traduzione della lettera così come l’ha pubblicata Nissen nella Biografia di Wolfgang Amadeus Mozart. Il libro di Georg Nikolaus Nissen, curato in realtà da Constanze la vedova di Mozart, è uscito postumo a Lipsia nel 1828 (vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase (Le) 2019).

Tra virgolette è il testo originale. Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli dei paragrafi, e alcune spiegazioni dei termini o delle parole; in coda alla lettera ci sono nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori. Evidenziato in giallo è il testo originale in italiano o in francese.

[Da Milano]

Milano, il 26 gennaio 1770

calendario relativo alla lettera del 7 gennaio 1770

Milano, 26 gennaio 1770
Mi rallegro di tutto cuore che tu ti sia divertita così tanto con questa corsa in slitta, e ti auguro mille occasioni di divertirti, perché tu possa trascorrere la tua vita allegramente. Ma mi preoccupa che tu abbia fatto sospirare e soffrire il signor von Mölk così a lungo, e che tu non sei andata in slitta con lui, in modo che potesse farti rovesciare: quanti fazzoletti avrà adoperato quello stesso giorno piangendo per colpa tua; e avrà preso prima due mezze once di digestivo per espellere l’orribile impurità del suo corpo.

[Nessuna nuova, buona nuova]

Non so niente di nuovo, se non che il signor Erudito [“gelehrt”], il poeta, è morto a Lipsia, e che dopo la sua morte non ha più scritto poesie. Proprio prima di iniziare questa lettera ho scritto un`aria del Demetrio, che comincia così:

Misero Tu non sei:
Tu spieghi il Tuo Dolore;
e se non desti amore;
Ritrovi almen pietà.

Misera ben son io
che nel segretto laccio
amo, non spero e taccio
e l`idol mio nol sà.

[Pare un granatiere]

L’opera di Mantova è stata graziosa, hanno suonato il Demetrio. La prima Dona canta bene, ma piano, e perciò se non la si vedesse recitare ma solo cantare si potrebbe pensare che non canta affatto, perché non è capace di aprire la bocca, bensì mugola ogni cosa, la qual cosa per noi non è certo una novità. la seconda Dona pare un granatiere e ha pure una voce potente, e invero non canta male considerando il fatto che recita per la prima volta. il primo uomo il musico canta bene, ma ha una voce irregolare, si chiama Caßelli. il Secondo uomo è già vecchio e non mi piace, si chiama (..…) tenore Uno si chiama otini e non canta male, ma ha un portamento grave, come tutti i Tenore italiani [“italianische Tenore”], ed è nostro ottimo amico.

[Un ballerino grottesco]

Non so come si chiama l’altro, è ancor giovane, ma niente di raro. primo ballerino. Bravo. prima Ballerina: brava, e si dice che non è affatto male, ma io però non l’ho vista da vicino. Gli altri sono come di solito; c’era lì un danzatore grottesco, che salta bene, ma non sa scrivere come me: come pisciano le scrofe.

[L’orrchestro]

L’Orcchestro non era male. A Cremona l’orcchestro era buona, e il primo violino si chiama Spangnoletto. prima Dona, non male, già vecchia, credo, come un cane, non canta tanto bene come recita: è la moglie di un violinista che suona nellopera, lei si chiama Masi. L’opera si intitola: La clemenza di Tito. seconda Dona, non brutta sulla scena, giovane, ma niente di straordinario. primo huomo Musico cichognani. Una bella voce, e un bel Cantable. Gli altri due castrati, giovani e passabili. Tenore: si chiama: non lo sò. Ha un che di piacevole, sembra Le Roi di Vienna che è venuto da Leman. Ballerino primo: bravo, Ballerina prima, brava, e un grandissimo cane. C’era una danzatrice che ha ballato non male, e, quale Capod’opera, non è brutta né sulla scena né fuori. Gli altri erano come sempre. C’era anche un ballerino grottesco, che a ogni salto mollava una scoreggia.

[Primo aprile]

Di Milano non posso davvero scriverti granché, non siamo ancora stati all’opera, ma abbiamo sentito che l’opera non ha successo. aprile primo uomo canta bene, ha una voce bella e omogenea, lo abbiamo sentito in una chiesa dove c’era una grande festa: Madam Piccinelli di Parigi, che ha cantato al nostro concerto, recita nell’opera: Monsieur Bicch, che danzò a Vienna, ora danza qui a Milano. L’opera si intitola: Didone abbandonata. Quest’opera finirà presto e il Sig. piccini, che scrive la prossima opera, è qui a Milano. Ho sentito dire che la sua opera si intitola: Cesare in eccito.

[Feste da ballo]

Qui ci sono anche delle feste di ballo: che non appena termina l’opera, comincia la festa di Ballo. La moglie del maggiordomo del Conte de Firminan è una viennese, venerdì scorso abbiamo pranzato da loro, e la prossima domenica mageremo ancora là. Stammi bene, e bacia le mani alla mamma per me mille volte, perché io resto sino alla morte il tuo fido fratello
Wolfgang de Mozart
Nobile di hochenthal
amico della casa degli aritmetici
.

[La lettera secondo Nissen]

{Il 26 gennaio 1770
Mi rallegro di tutto cuore che tu ti sia divertita così tanto con questa corsa in slitta, e ti auguro mille occasioni di divertirti, perché tu possa trascorrere la tua vita allegramente. Ma mi preoccupa che tu abbia fatto sospirare e soffrire il signor von Mölk così a lungo, e che tu non sei andata in slitta con lui, in modo che potesse farti rovesciare: quanti fazzoletti avrà adoperato quello stesso giorno piangendo per colpa tua; e avrà preso prima tre mezze once di digestivo per espellere l’orribile impurità del suo corpo. Non so niente di nuovo, se non che il signor Gellert , il poeta, è morto a Lipsia, e che dopo la sua morte non ha più scritto poesie. Proprio prima di iniziare questa lettera ho scritto un`aria del Demetrio, che comincia così:

Misero tu non sei:
tu spieghi il tuo dolore;
E se non desti amore;
Ritrovi almen pietà.

Misera ben son io
che nel segretto laccio
amo, non spero e taccio
e l`idol mio nol sà.

L’opera di Mantova è stata graziosa, hanno suonato il Demetrio. La prima donna canta bene, ma piano, e perciò se non la si vedesse recitare ma solo cantare si potrebbe pensare che non canta affatto, perché non è capace di aprire la bocca, bensì mugola ogni cosa, la qual cosa per noi non è certo una novità. la seconda donna pare un granatiere e ha pure una voce potente, e invero non canta male considerando il fatto che recita per la prima volta. Il primo uomo, il musico canta bene, ma ha una voce irregolare, si chiama Caselli. Il secondo uomo è già vecchio e non mi piace. Il tenore si chiama Ottini e non canta male, ma ha un portamento grave, come tutti i tenori italiani, ed è nostro ottimo amico. Non so come si chiama l’altro, è ancor giovane, ma niente di raro. Primo ballerino. Bravo. Prima Ballerina: brava, e si dice che non è affatto male, ma io però non l’ho vista da vicino. Gli altri sono come di solito; c’era lì un danzatore grottesco, che salta bene, ma non sa scrivere come me: come pisciano le scrofe.
L’Orchestra non era male. A Cremona l’orchestra era buona, e il primo violino si chiama Spagnoletta. Prima donna, non male, già vecchia, credo, come un cane, non canta tanto bene come recita: è la moglie di un violinista che suona nell’opera, lei si chiama Masci. L’opera si intitola: La clemenza di Tito. Seconda donna, non brutta sulla scena, giovane, ma niente di straordinario. primo huomo, musico Cicognani. Una bella voce, e un bel Cantabile. Gli altri due castrati, giovani e passabili. Tenore: si chiama: non lo so. Ha un che di piacevole, sembra Le Roi di Vienna. Ballerino primo: bravo, Ballerina prima, brava, e un grandissimo cane. C’era una danzatrice che ha ballato non male, e, quale Capod’opera, non è brutta né sulla scena né fuori. Gli altri erano come sempre. C’era anche un ballerino grottesco, che a ogni salto mollava una scoreggia. Di Milano non posso davvero scriverti granché, non siamo ancora stati all’opera, ma abbiamo sentito che l’opera non ha successo. Aprile, il primo uomo canta bene, ha una voce bella e omogenea, lo abbiamo sentito in una chiesa dove c’era una grande festa: Madam Piccinelli di Parigi, che ha cantato al nostro concerto, recita nell’opera: Monsieur Pick, che danzò a Vienna, ora danza qui. L’opera si intitola: Didone abbandonata. Quest’opera finirà presto e il Sig. Piccini, che scrive la prossima opera, è qui. Ho sentito dire che la sua opera s’intitola: Cesare in Egitto.
Wolfgang de Mozart
Nobile di Hochenthal
amico della casa degli aritmetici [Nissen (163-166).}

[Mozart conosceva l’italiano?]


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Per il periodo dal 1781 in poi, la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it

Poscritto del 7 gennaio 1770

di W.A. Mozart da Verona alla sorella a Salisburgo
(BD I, 153)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Wolfgang Amadeus Mozart del 7 gennaio 1770 tradotta dall’originale tedesco di Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen, mentre in rosso, tra parentesi graffe, è la traduzione della lettera così come l’ha pubblicata Nissen nella Biografia di Wolfgang Amadeus Mozart. Il libro di Georg Nikolaus Nissen, curato in realtà da Constanze la vedova di Mozart, è uscito postumo a Lipsia nel 1828 (vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase (Le) 2019).

Tra virgolette è il testo originale. Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli dei paragrafi, e alcune spiegazioni dei termini o delle parole; in coda alla lettera ci sono nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori. Evidenziato in giallo è il testo originale in italiano o in francese.

[Da Verona]

Carissima sorella. 1770 Verona il 7 di Jenuario

calendario relativo alla lettera del 7 gennaio 1770

[Terroni]

Me la sono presa con te per aver dovuto attendere così a lungo e invano una risposta, e ne avevo anche le ragioni, perché non ho ricevuto la tua lettera del primo. Qui finisce il tanghero tedesco, e comincia il tanghero terrone.

{ho fatto una lettera lunga una spanna, perché ho dovuto aspettare invano una tua risposta, e ne avevo anche motivo, perché non ho ricevuto la tua lettera. Qui finisce il tanghero tedesco [“Teutsche tölpel”], e comincia il tanghero terrone [“Wälsche Tölperl”] (Nissen, 159-160)}.

[Mozart conosceva l’italiano?]

“Lei è piu franco nella langua italiana, di quel che mi hò imaginato. lei mi Dica la cagione, perchè lei non fù nella Comedia che anno giocato i cavalieri? adeßo sentiamo sempre opere: che è Titulata: Il Ruggiero. Oronte il padre di bradamento è unprencipe, (fà il sig. afferi) un bravo cantante, un paritono, ma” (forzato quando starnazza in falsetto negli acuti, tuttavia non tanto quanto Tibaldi a Vienna).

{“Lei è piu franca nella lingua italiana, di quel che mi hò imaginato. Lei mi dica la cagione, perchè Lei non fà nella Comedia che anno giocato i Cavalieri? adesso sentiamo sempre una Opera titolata: Il Ruggiero. Oronte il padre di Bradamante è un principe, (fa il Sign. Afferi), bravo cantante, un baritono, ma” forzato quando starnazza in falsetto negli acuti, tuttavia non tanto quanto Tibaldi a Vienna (Nissen, 160)}.

[Nissen corregge gli errori]

“Bradamenta, figlia d’oronte, inamorata di Ruggiero, ma,” (dovrebbe sposarsi con Leone, ma lei non lo vuole) “fà, una povera baroneßa, che hà avuto una gran disgratia, mà non sò chè? Recità” (sotto nome straniero, ma non so quale sia) “hà una voce paßabile, e la Statura non sarebbe male, ma distona come il Diabolo. Ruggiero un Ricco principe, inamorato della bradamenta, un Musico, canta un poco” alla Manzoli, “ed à una bellißima voce forte, ed è gia Vecchio, hà cinquanta cinque anni, ed à una” gola agile.

{“Bradamante, innamorata di Ruggiero, ma,” (dovrebbe sposarsi con Leone, ma lei non vuole) “fà, una povera Baronessa, che ho avuto una gran disgrazia, ma non sò la quale Recita” (sotto nome straniero, ma non so quale sia) “ha una voce passabile, e la statura non sarrebbe male, ma distuona come il diavolo. Ruggiero, un ricco principe innamorato di Bradamante, è un Musico: canta un poco” alla Manzoli, “ed a una bellissima voce forte ed è gia vecchio, ha 55 anni ed a una” gola agile}.

Leone, dovrebbe sposare la “bradamenta, reichischime est” [= è ricchissimo], se sia ricchissimo anche fuori del teatro, questo non lo so, “fà una Donna, la moglie di afferi, à una bellißima voce, ma c’è tanto sußurro nell theatro, che non si sente niente. Irene, fà una sorella di Lolli, del gran violinisto, che abbiamo sentito à Vienna. à una voce” nasale“, e canta sempre” un quarto troppo “tardi, ò troppo à buon ora. Ganno fà, un signor, che non sò come egli si chiama, è la prima volta che lui Recita.”

{“Leone, dovrebbe sposare la “Bradamante, ricchissimo è”, se sia ricco anche fuori del teatro, questo non lo so. “La moglie di Afferi che ha una bellissima voce, ma è tanto sussurro nel teatro, che non si sente niente. Irene fa una sorella di Lolli del gran Violinisto, che habbiamo sentito a Vienna. a una voce” nasale “, e canta sempre” un quarto troppo “hardi, ò troppo a buon’ora. Ganno fa, un signore che non sò come si chiama, è la prima volta chè lui recita.” (Nissen, 160)}.

[Giora Mascara]

Tra ogni atto c’è un balletto: qui c’è un bravo ballerino, che si chiama: Monsieur Ruesler è un tedesco, ed è proprio bravo a danzare, quando siamo stati all’opera l’ultima volta (ma non per l’ultima volta,) abbiamo fatto salire nel nostro “balco” il signor Ruesler, (perché abbiamo a disposizione il “balco” del Marchese Carlotti, perché abbiamo la chiave) e abbiamo parlato con lui.

{Tra ogni atto c’è un balletto: qui c’è un bravo ballerino, che si chiama: Monsieur Roesler. È un tedesco, ed è proprio bravo a danzare. Quando siamo stati all’opera l’ultima volta (ma non per l’ultima volta,) abbiamo fatto salire nel nostro “palco” il signor Roessler, (perché abbiamo a disposizione il “palco” del Marchese Carlotti, perché abbiamo la chiave) e abbiamo parlato con lui.

A proposito: ora tutti girano in “Mascara” [= mascherati], e quanto è “comote” [= comodo] quando si ha la propria maschera sopra il cappello e si ha il “privelegium” di non doversi togliere il cappello quando uno mi saluta, e di non chiamare nessuno per nome, ma sempre: “servitore umilißimo, giora Mascara [= signora maschera]. Cospeto di Baco”, è sensazionale: ma la cosa più rara è questa: che andiamo già a letto alle 7, 7 e mezzo: “se lei indovinaße questo, io dirò certamente, che lei sia la Madre, di tutti indovini.” Bacia da parte mia la mano alla mamma, e io ti bacio mille volte, e ti assicuro che resterò per sempre il tuo sincero, fedele fratello
“portez vous bien, et aimez moi toujours.” Wolfgang Mozart

A proposito: ora tutti girano in “Maschera”, e quanto è comodo quando si ha la propria maschera sopra il cappello e si ha il “privelegium” di non doversi togliere il cappello quando uno mi saluta, e di non chiamare nessuno per nome, ma sempre: “Servitore umilissimo, Signora Maschera. Cospetto di Bacco”, è sensazionale: ma la cosa più rara è questa: che andiamo già a letto 7 e mezzo: “se Lei indovinasse questo, io dirò certamente che Lei sia la Madre di tutti gli indovini.” Bacia da parte mia la mano alla mamma, e io ti bacio mille volte, e ti assicuro che resterò per sempre il tuo sincero fratello
“Portez Vous bien, et aimez moi toujours.” (Nissen, 161)}.

[Ti raccomando]

AGGIUNTA DI LEOPOLD MOZART
Bacio te e la Mamma migliaia di volte. Se cerchi i concerti in partitura, quelli che abbiamo portato con noi, li troverai nel ripiano di mezzo del mio armadio, dove stanno le sinfonie.
Ti raccomando il clavicembalo.


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Per il periodo dal 1781 in poi, la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it

7 gennaio 1770

Lettera di Leopold Mozart da Verona a sua moglie a Salisburgo
(BD I, 152)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Leopold Mozart del 7 gennaio 1770 tradotta dall’originale tedesco di Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen, mentre in rosso, tra parentesi graffe, è la traduzione della lettera così come l’ha pubblicata Nissen nella Biografia di Wolfgang Amadeus Mozart. Il libro di Georg Nikolaus Nissen, curato in realtà da Constanze la vedova di Mozart, è uscito postumo a Lipsia nel 1828 (vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase (Le) 2019).

Tra virgolette è il testo originale. Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli dei paragrafi, e alcune spiegazioni dei termini o delle parole; in coda alla lettera ci sono nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori.

[Da Verona]

Verona, 7 gennaio 1770

calendario relativo alla lettera del 7 gennaio 1770

Mi spiace molto di non aver ricevuto il tuo primo scritto. Deve stare all’ufficio postale di Bolzano. M’informerò: perché da Innsbruck deve essere andato lì.

[Sosta a Bolzano]

Noi siamo, grazie a Dio, in buona salute! Te lo dico già all’inizio. Avresti fatto bene a scrivermi quante lettere hai ricevuto da me, perché una te l’ho scritta da Wirgl [Wörgl], una l’ho mandata tramite il cocchiere, poi una da Insprugg [Innsbruck] con la posta, e una da Botzen [Bolzano]. Devo chiederti per prima cosa di salutare il signor Ranftl, e riferirgli che siamo stati accolti con grande onore dal signor Stockhammer e che hanno offerto un pranzo costosissimo, durante il quale ho anche incontrato il mio vecchio amico signor Stickler. Al signor Kerschbaumer, insieme ai miei saluti, puoi dire che il signor Semelrock ci ha trattato con grande cortesia e ci ha dato anche una lettera di raccomandazione per Bologna. Siamo stati a Botzen [Bolzano] solo un giorno e mezzo.

[Arrivati a Rovereto]

Eravamo appena arrivati a Roveredo [Rovereto], quando è venuto da noi un certo Cristani, il quale ha fatto la parte della cameriera nella commedia Il figlio di Catone al Collegio Rupertino, e ci ha invitato a pranzo a nome del fratello per la giornata successiva. E chi era questo fratello? Tale Nicolaus Cristani che era a Salisburgo dal precettore dei paggi, il signor consigliere concistoriale Cristani, che è stato mio allievo di violino, e lui è la persona più importante di Roveredo [Rovereto] e di tutta la regione, poiché è capo del distretto a nome di Sua Maestà l’Imperatrice. Ti ricorderai ancora bene di lui, che abitava dai paggi. Appena siamo arrivati da lui, ha detto che il Wolfgang ti assomiglia, e si ricordava perfettamente il tuo aspetto. E chi abbiamo trovato lì? Il Signor Conte Septimo Lodron, il consigliere concistoriale Cristani, un certo Pilati, Vesti ecc. I primi due sono arrivati da Villa, una proprietà del conte Lodron: da Insprugg [Innsbruck] infatti era già arrivata a Roveredo [Rovereto] la notizia che noi saremmo venuti qui.

[Un’allegra tavolata]

Puoi immaginarti facilmente quanto piacere abbiamo provato nel rivederci insieme dopo 19, 20 e più anni, e quanto ci siamo divertiti a pranzo. Mentre eravamo a tavola, è venuto il cameriere particolare del signor von Cosmi che ci ha invitati a pranzo per il giorno seguente. E questa è stata di nuovo un’allegra tavolata! Tanto più che il signor von Cosmi, che è vedovo, s’era fidanzato con una graziosa signorina, con cui si è unito in matrimonio un paio di giorni dopo la nostra partenza. Ho ritrovato lì la sua vecchia signora madre e tre sorelle. Se fossimo rimasti più a lungo a Roveredo [Rovereto], avremmo dovuto abitare da lui; dovessimo tornare, ci dovremmo fermare da lui.

{A Rovereto il governatore ci ha dimostrato ogni cortesia. Da lui abbiamo trovato il conte Settimo Lodron e molti altri, che erano stati attirati là dal nostro arrivo (Nissen, 157-158)}.

[Il concerto a Rovereto dai Todesci]

Il signor barone Pizzini e il signor conte Lodron, ai quali eravamo stati raccomandati da Sua Eccellenza il Maresciallo di corte, ci hanno trattato con estrema cortesia. La nobiltà ha tenuto un concerto in casa del signor barone Todesci.

{Poco dopo la nobiltà ha fatto un concerto a casa del barone Todeschi (Nissen, 158)}.

[Onore a Wolfgang]

E chi era questo barone Todesci? Quello che a Vienna il signor Giovanni ha portato una volta da noi per sentire suonare il Wolfgang. Quale onore si sia fatto il Wolfgang è inutile scriverlo.

{È inutile descrivere tutto l’onore che s’è fatto Wolfgang (Nissen, 158)}.

[A veder l’organo della cattedrale]

Il giorno seguente, dopo pranzo, siamo andati all’organo della cattedrale; e sebbene solo 6 o 8 persone importanti avessero saputo che ci saremmo recati lì, abbiamo trovato tutta Roveredo [Rovereto] riunita in chiesa, tanto che dei tipi robusti sono stati costretti a farci strada a forza fino all’organo. Per mezzo quarto d’ora abbiamo avuto il nostro bel daffare per raggiungere lo strumento, visto che ognuno voleva stare davanti.

{Il giorno seguente siamo andati all’organo della chiesa principale [“auf die Orgel der Hauptkirche”] ; e sebbene solo 6 o 8 persone importanti l’avessero saputo, abbiamo trovato tutta Rovereto riunita in chiesa, tanto che dei tipi robusti hanno dovuto farci strada per arrivare al coro [“um uns den Weg auf das Chor zu bahnen”], e là per mezzo quarto d’ora abbiamo avuto il nostro bel daffare per raggiungere l’organo, visto che ognuno voleva stare davanti (Nissen, 158)}.

[Rovereto]

Siamo stati quattro giorni a Roveredo [Rovereto]. Questo luogo non è grande, e una volta era assai cattivo, ma, grazie agli abitanti, da tempo è diventato sempre più ricco, perché la maggior parte della gente campa della coltivazione della vite e del commercio della seta. Adesso vi sono case molto ricche, e con gli stranieri si è molto cortesi.

[Al concerto di Verona]

A Verona la nobiltà ha potuto organizzare appena dopo sette giorni [il 5 gennaio 1770] un concerto o accademia cui invitarci, perché tutti i giorni c’è l’opera. I “Cavaglieri” cui eravamo stati raccomandati sono il Marchese Carlotti, il Conte Carlo Emilij, il Marchese Spolverini, il Marchese Dionisio S. Fermo. Il Signor Conte Justi del Giardino, il Signor Conte Allegri. Eravamo sempre invitati dal signor Marchese Carlotti, come anche dal signor Loccatelli. Abbiamo pranzato due volte dal signor Marchese Carlotti, poi dal signor Conte Carlo Emilij, due volte dal signor Conte Justi, che ha un bel giardino e una galleria. Forse li trovi nelle descrizioni di viaggio di Kaysler. Ieri [6 gennaio 1770] abbiamo pranzato a casa del signor Loccatelli e oggi [7 gennaio 1770] c’è stata una gran confusione che ti devo raccontare in dettaglio. Per oggi eravamo invitati da un gentiluomo, il signor Ragazzoni.

{A Verona la nobiltà ha potuto organizzare appena dopo sette giorni un concerto (al quale eravamo stati invitati), perché tutti i giorni c’è l’opera. I “Cavaliere” cui eravamo stati raccomandati sono il Marchese Carlotti, il Conte Carlo Emily, il Marchese Spolverini, il Marchese Dionisio S. Fermo. Il Conte Giusti del Giardino, il Conte Allegri. Eravamo sempre invitati da Carlotti, come anche dal signor Locatelli. Abbiamo pranzato due volte dal primo, poi da Emily, due volte da Giusti, eccetera. Oggi [7 gennaio 1770] c’è stata una gran confusione. Eravamo invitati da un certo signor Regazzoni (Nissen, 158)}.

[Il ritratto souvenir]

L’esattore generale delle imposte di Venezia, il Signor Luggiatti, mi fece pregare dai “Cavaglieri” di consentire di fare ritrarre il Wolfgang. Questo è successo ieri mattina [6 gennaio 1770], e oggi [7 gennaio 1770], dopo la messa, ha dovuto posare per la seconda volta, e abbiamo dovuto mangiare sempre là. Il Signor Luggiatti si era recato personalmente dal signor Raggazzoni chiedendogli di cederci a lui. Sa pure a malincuore, egli dovette accondiscendere, perché Luggiatti a Venezia ha le mani dappertutto. Questa mattina [7 gennaio 1770], dopo la messa, dovevamo recarci dal signor Luggiati per un’altra seduta con il pittore prima di pranzo. Però è arrivato uno più forte, o più importante, ossia il Vescovo di Verona della casa Justiniani, il quale, per il tramite del signor Loccatelli, ci ha voluto invitare dopo la messa non solo a casa sua, ma addirittura a pranzo. Quando però ha saputo che si intendeva fare il ritratto al Wolfgang e che volevamo partire, accondiscese a lasciarci andare a pranzo dal signor Luggiatti, trattenendoci però da lui fin dopo l’una. Si procedette quindi a fare il ritratto del Wolfgang, e siamo andati a pranzare solo alle 3.

{L’esattore generale delle imposte di Venezia, il Signor Luggiatti, domandò a dei “Cavaliere” di consentire di far ritrarre il Wolfgang. Questo è successo ieri mattina, e oggi, dopo la messa, ha dovuto posare per la seconda volta. Il Signor Luggiatti chiese al signor Reggazzoni di cederci a lui. Egli dovette accondiscendere, perché Luggiatti a Venezia ha le mani dappertutto. Però è arrivato uno più importante, ossia il Vescovo di Verona della casa Giustiniani, il quale ci ha voluto invitare da lui non solo dopo la messa, ma addirittura a pranzo. Quando però ha saputo che volevamo partire, acconsentì a lasciarci andare a pranzo dal signor Luggiatti, trattenendoci però da lui fin dopo l’una. Il ritratto del Wolfgang fu quindi dipinto, e siamo andati a pranzare alle 3 (Nissen, 158)}.

[Nella chiesa di San Tommaso]

Dopo la tavolata, ci siamo recati alla chiesa di S. Tomaso per suonare sui due organi di questa chiesa [il 7 gennaio 1770]; e, sebbene questa decisione l’avessimo presa solo mentre pranzavamo e ne fossero a conoscenza tramite due biglietti soltanto il Marchese Carlotti e il Conte Pedemonte, ciò nonostante al nostro arrivo s’era raccolta in chiesa una tale folla che c’era poco spazio per scendere dalla carrozza. La calca era tale che siamo stati costretti a passare per il chiostro, dove però in un attimo ci corsero incontro così tante persone [“wo uns dann in einem Augenblicke so viele Menschen zuliefen”], che non avremmo potuto farci largo se i “Patres”, che già ci aspettavano alle porte del chiostro, non si fossero messi di mezzo. Quando la cosa è finita, lo strepito era ancora maggiore, perché ognuno voleva vedere il piccolo organista.

{Più tardi ci siamo recati alla chiesa di S. Tomaso per suonare sui due organi [“um dort auf zwey Orgeln zu spielen”]; e, sebbene questa decisione l’avessimo presa solo mentre pranzavamo e ne fossero a conoscenza tramite due biglietti soltanto il Marchese Carlotti e il Conte Pedemonte, al nostro arrivo era raccolta in chiesa una tale folla che c’era poco spazio per scendere dalla carrozza. La calca era tale che siamo stati costretti a passare per il chiostro, dove però in un attimo ci corsero incontro così tante persone [“wo uns dann in einem Augenblicke so viele Menschen zuliefen”], che non avremmo potuto farci largo se i “Patres”, che già ci aspettavano alle porte del chiostro, non si fossero messi di mezzo (Nissen, 158)}.

[In visita a Verona]

Appena abbiamo raggiunto la carrozza, ho lasciato che ci riaccompagnassero a casa; ho chiuso a chiave la stanza e ho cominciato a scrivere questa lettera. Ho dovuto liberarmi di tutti a forza, altrimenti non ci avrebbero mai lasciato in pace per il tempo necessario a scrivere . Domani andiamo con il signor Loccatelli a visitare l’Anfiteatro e altre curiosità della città, poi pranzeremo da lui, faremo quindi delle visite di congedo.

{Domani andiamo con il signor Locatelli a visitare l’Anfiteatro e altre curiosità (Nissen, 158)}.

[In partenza per Mantova]

Dopodomani faremo le valigie e mercoledì sera [10 gennaio 1770], con l’aiuto di Dio, partiremo per Mantova, che, sebbene vicina, è un piccolo viaggio invernale di una giornata a causa delle strade fangose.

[La scuola di violino]

Non sono arrivate lettere dal signor Lotter riguardo al fatto che abbia ricevuto puntualmente il danaro? Il signor Breitkopf di Lipsia non ha scritto se ha ricevuto i 100 libri? Sono stati inviati i libri a Vienna, e il signor Gräffer ha confermato che sono arrivati? Devi riferirmi in poche parole su tutte queste questioni.

[Geloni]

Anche a Salisburgo durante le festività natalizie è stato bel tempo e non ha fatto freddo? Ora però da 8 giorni abbiamo qui un freddo abbastanza forte. E pensa che ovunque pranziamo, nella sala da pranzo non c’è né un camino né una stufa. Le mani diventano spaventosamente nere-blu-rosse. Preferirei mangiare in una cantina. Un’altra volta mi soffermerò su questo tema, che è la nostra croce più grande. Devi scrivermi chiaramente come si prepara la pomata per le mani, forse ne avremo bisogno.

[Ultime raccomandazioni]

Nel frattempo impacchetta insieme 12 copie della Violinschule e mandale alla libreria di Joseph Wolf a Insprugg [Innsbruck]. Quello che dirige questa libreria di Insprugg [Innsbruck] si chiama, se non sbaglio, Felicius o Felicianus Fischer. Puoi informarti presso la stamperia di Mayr. Devi solo aggiungere un piccolo biglietto all’incirca così: Ricevete qui 12 copie della Violinschule, che da Verona mio marito mi ha dato incarico di mandarvi. Può tenerle in conto deposito come convenuto, e vendere ogni copia a 2 fiorini e 15 kreutzer di valuta tirolese, e per le copie vendute accrediterà a mio marito, nella stessa moneta, 1 fiorino e 45 kreutzer. Faccia l’annuncio nelle gazzette e addebiti questa spesa a mio marito. Ora il foglio è finito. Addio sono il tuo vecchio Mzt.


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Per il periodo dal 1781 in poi, la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it

22 dicembre 1769

Lettera di Leopold Mozart da Bolzano a sua moglie a Salisburgo
(BD I, 150)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Leopold Mozart del 22 dicembre 1769 tradotta dall’originale tedesco in Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen, mentre in rosso, tra parentesi graffe, è la traduzione del testo così come l’ha pubblicato Nissen nella Biografia di Wolfgang Amadeus Mozart. Il libro di Georg Nikolaus Nissen, curato in realtà da Constanze la vedova di Mozart, uscì postumo a Lipsia nel 1828 (vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase (Le) 2019).

Tra virgolette è il testo originale; tra parentesi quadre stanno le parti che abbiamo aggiunto, le quali comprendono i titoli dei paragrafi, e alcune spiegazioni di termini o parole; in coda alla lettera ci sono nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori.

[Da Bolzano]

Bolzano, 22 dicembre 1769

Ieri sera siamo felicemente arrivati qui a Bolzano. Oggi [22 dicembre 1769] ho consegnato le mie due lettere, e ho pranzato verso mezzogiorno dal signor Kurzweil; domani siamo invitati a mezzogiorno dal signor Stockhammer, al quale ci ha raccomandati il signor Ranftl. Stasera andiamo dal signor Antoni Gummer. Se restiamo qui per Natale, o se partiamo già domani sera, non so neanche io. Intanto credo che la cosa migliore da fare sia scrivermi a Roveredo [Rovereto], dove poi mi presenterò alla Posta.

[Come i soldi falsi]

Io lascio comunque le mie disposizioni e il mio nome in tutti gli uffici della Posta, sicché ormai mi conoscono dappertutto come i soldi falsi [“wie das bese [böse] Geld”]. Grazie a Dio, siamo in buona salute. Ecco un foglio della gazzetta di Innsbruck.

[La gazzetta di Innsbruck]

[Il testo è riportato nel primo volume della biografia di Mozart di Otto Jahn, il quale dice d’averlo preso indirettamente dalla collezione di Aloys Fuchs)].

Venerdì 14 del corrente mese [la data è sbagliata perché il 14 dicembre era un giovedì e i Mozart sono giunti a Innsbruck alle 17:30 circa di venerdì 15 dicembre] sono arrivati qui all’albergo della Croce Bianca il signor Leopold Mozart, Kappelmeister del Principe di Salisburgo [Leopold non era Kapellmeister], e suo figlio signor Wolfgang Mozart, attualmente Maestro dei concerti di Sua Altezza di Salisburgo, il quale è già famoso dall’età di sei anni per la sua straordinaria scienza musicale presso la Corte Imperiale e presso le altre corti, come in Inghilterra, Francia, Olanda e in tutto l’Impero Romano”.

{La Innsbrucker Zeitung del 18 dicembre 1769 contiene il seguente articolo riguardante il sopracitato concerto [Il foglietto è perduto e Nissen pare esserne l’unica fonte. L’articolo si riferisce al concerto di cui parla Leopold nella lettera del 17 dicembre 1769]. Il 14 di questo mese è arrivato qui il signor Leopold Mozart, Kappelmeister del Principe di Salisburgo, con il suo figliolo signor Wolfgang Mozart, attuale Konzertmeister di Sua Altezza a Salisburgo, il quale s’è già reso celebre dall’età di sei anni presso molte corti e in tutto il Romano Impero per la straordinaria scienza musicale (Nissen, 157)}.

“Ieri è stato invitato a un concerto organizzato dall’alta nobiltà, durante il quale ha dato splendida prova delle sue eccezionali capacità. Il giovane musicista, che ora ha 13 anni, ha aggiunto anche qui lustro alla sua fama, e grazie allo straordinario talento ha messo d’accordo nel lodarlo tutti i conoscitori di musica. Domani riprenderà il suo viaggio verso l’Italia [il testo è riportato nel primo volume della biografia di Mozart di Otto Jahn, il quale dice d’averlo preso dalla collezione di A. Fuchs]”.

{Ieri è stato invitato a un concerto organizzato dall’alta nobiltà, durante il quale ha dato splendide prove delle sue speciali capacità. Questo giovane musicista, che ora ha 13 anni, ha dunque aggiunto anche qui nuovo lustro alla sua fama, e con il suo straordinario talento ha messo d’accordo tutti i conoscitori di musica nel tessere le sue lodi (Nissen, 157)}.

[Saluti]

Spero che tutte e due, Dio sia lodato, stiate bene. Rendete i nostri omaggi a tutti i buoni amici e porgete le mie rispettose scuse alla signora von Robini; perché non ho potuto scriverle per il suo onomastico, visto che dovevo partire da Innsbruck, e solo durante il viaggio ho scoperto sul calendario che Vittoria è il 23. Spero che voi due abbiate posto rimedio a questo mio errore. Scrivo queste righe in fretta e sono il vecchio
Mztmpa
Io e il Wolfgangerl vi baciamo 1000 volte.
Il signor Kurzweil si raccomanda.


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Per il periodo dal 1781 in poi, la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
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17 dicembre 1769

Lettera di Leopold Mozart da Innsbruck a sua moglie a Salisburgo
(BD I, 149)

Di seguito è riportata in blu la lettera di Leopold Mozart del 17 dicembre 1769 tradotta dall’originale tedesco che sta in Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen, mentre in rosso tra parentesi graffe è la traduzione del testo come l’ha pubblicato Nissen nella Biografia di Wolfgang Amadeus Mozart. Il libro di Georg Nikolaus Nissen, curato in realtà da Constanze la vedova di Mozart, uscì postumo a Lipsia nel 1828 (vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase (Le) 2019).

Tra virgolette è il testo originale come è nella lettera; tra parentesi quadre stanno le parti aggiunte da noi, che comprendono i titoli dei paragrafi, o alcune spiegazioni di termini o parole; in coda alla lettera ci sono nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori.

[da Innsbruck]

[Innsbruck,] La notte di domenica, penso il 17 dicembre 1769, perché non ho più il calendario di quest`anno.
{Innsbruck, il 17 dicembre 1769 (Nissen, 156)}

Sua Eccellenza il conte Spaur (fratello del nostro Canonico del duomo di Salisburgo), dopo che mi ero fatto annunciare dal mio domestico a giornata, non solo ha mandato subito il suo servo a darmi il benvenuto e comunicarmi che la sua carrozza ci porterà da lui nel pomeriggio di sabato alle 2, ma mi ha accolto lui e sua moglie con gentilezza, mettendomi a disposizione la carrozza,  che poi ho usato.
{Il conte Spaur ci ha accolti benissimo, e ci ha fatto venire a prendere in carrozza. (Nissen, 156)}

[Invito al concerto]

La domenica mattina ho ricevuto da lui un biglietto di invito per la sera alle 5, a un concerto organizzato a casa di Sua Eccellenza il conte Leopold Künigl. Ho approfittato intanto della sua carrozza, andando due volte da von Kalckhammer e poi dal barone Cristani, chiacchierando di ogni genere di cose per tre quarti d`ora, quindi da Sua Eccellenza il barone Enzenberg e alle 5, per finire, al concerto.
{Siamo stati subito invitati a un concerto organizzato a casa del conte Leopoldo Künigl… (Nissen, 156)}

Lì hanno mostrato a Wolfgang un concerto molto bello, che ha suonato a prima vista.
{…nel corso del quale hanno regalato a Wolfgang un bel concerto, che lui ha suonato a prima vista. (Nissen, 156)}

[Ringraziamenti e scuse]

Come al solito siamo stati accolti con tutti gli onori e poi Sua Eccellenza il conte Spauer ci ha riaccompagnato di persona a casa. Siamo insomma del tutto soddisfatti.
{…Come al solito ci accolgono con tutti gli onori e ci hanno ricompensato con 12 ducati. Insomma, siamo del tutto soddisfatti. (Nissen, 156)}

Penso che farò i bagagli domani e che non ci vorrà troppo tempo, perché non ho tolto molte cose; e martedì [19 dicembre 1769], a Dio piacendo, conto di partire. Porgi i miei rispettosi ringraziamenti a von Schidenhofen per la lettera di raccomandazione che ha inviato, e per le scuse che ha fatto a nome mio, e che era mio dovere fare.

Nel salutarlo, ringraziate da parte mia il signor maggiore. Scriverò io stesso a von Schidenhofen quando ne avrò il tempo. Spero che voi tutti siate in salute, scriverò nuovamente da Botzen [Bolzano]. Devi conservare tutte le lettere. Ho lasciato apposta a casa le parti staccate dell`opera assieme alle parti dei violini, prendendo solo la partitura. Abbiamo dimenticato però alcune arie per il Wolfgang. Non fa nulla, perché di Arie ce ne vengono proposte abbastanza [“Die Partes v der opera habe mit fleiß sammt den Violinstimmen zu Hause gelassen, und nur die Spartitur mitgenommen. wir haben aber einige Arien für den Wolfg: vergessen; es macht nichts, wir bekommen Arien genug“].

[Visita del signor Attems]

Arriverà a Salisburgo, insieme alla moglie, un certo conte Attems, col quale ci siamo intrattenuti qui, il quale ha studiato molti anni fa a Salisburgo, e che è una mia vecchia conoscenza. Verrà forse a trovarvi per sentire Nannerl suonare. Baciamo te e Nannerl migliaia di volte. Addio! Saluti a tutti i buoni amici e alle care amiche. Io rimango il vecchio Mozart.

<il dono è stato di dodici ducati> [in codice è scritto “duo rlgmr wmeln zwlni dhgmttln” <“das regal waren zwelf dugatten”>]


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Per il periodo dal 1781 in poi, la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
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Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Sitografia

Mozart Il flauto magico
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Mozart La caduta degli dei
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