K.71 «Ah, più tremar non voglio»

Aria per tenore

Musica: il manoscritto del K.71 è senza nome dell’autore.
Testo: è tratto dal Demofoonte di Pietro Metastasio (Atto I, scena I).
Luogo: non è specificato.
Data: manca.

Movimenti: [Allegro] in C.
Organico: [tenore, 2 oboi, 2 corni in fa, archi].
Tonalità: fa maggiore.

Fonti: frammento manoscritto di 48 battute alla Biblioteca Statale di Berlino, segnatura Mus.ms.autogr.W.A.Mozart.71.

Un’aria senza nome, data e luogo

L’aria attribuita a Mozart «Ah, più tremar non voglio» non è citata, come dicono alcuni, nelle lettere di suo padre Leopold del 13 marzo 1770 e del 4 agosto 1770. Nella prima infatti è scritto solo che «Wolfgang ha dovuto comporre 3 arie e 1 recitativo con i violini», e nella seconda che «ha già composto 4 sinfonie italiane, oltre a delle arie». Il manoscritto, probabilmente autografo, non riporta né nome, né data, né luogo. I nomi degli strumenti sono stati aggiunti, forse agli inizi dell’Ottocento, dall’editore Anton André. Della musica restano soltano 48 battute, con delle correzioni fatte da una mano estranea.

Catalogo Köchel, K.71, “Ah, più tremar non voglio", Aria per tenore
Catalogo Köchel, K.71

«Sicuramente»

Gli studiosi danno in genere per scontato che questo piccolo frammento l’abbia composto Mozart, anche se è anonimo. Wyzewa e De Saint-Foix dicono che l’aria è «sicuramente» del tempo del Lucio Silla K.135, che è della fine del 1772 e fu rappresentato a Milano il 26 dicembre. Come si fa ad essere sicuri che l’aria gli sia contemporanea, quando sul frammento di 48 battute manca la data?

Catalogo Wyzewa - de Saint-Foix, K.71, “Ah, più tremar non voglio", Aria per tenore
Catalogo Wyzewa – Saint-Foix, K.71

K.71, esercizio di scuola?

Alfred Einstein considera l’aria K.71 un esercizio preparatorio di Mozart per il suo primo viaggio in Italia, anche se sull’originale manca il luogo. Si tratta di un’ipotesi personale e piuttosto azzardata.

Un manoscritto lacunoso

La sesta edizione del catalogo Köchel suggerisce al contrario il 1770, perché Mozart avrebbe musicato quell’anno altre arie del Demofoonte del Metastasio, e quindi potrebbe benissimo darsi abbia abbozzato anche questa K.71. Amedeo Poggi e Edgar Vallora scrivono (Signori il catalogo è questo) che Mozart l’ha composta a Milano quando aveva 14 anni, ma non sappiamo donde traggano queste loro informazioni, viste le lacune del manoscritto. E anche ammesso si dimostrasse che la mano che l’ha scritta è sua, Wolfgang potrebbe averla copiata per studio, trascritta in bella da qualche abbozzo di suo padre, o presa in prestito da qualche altro musicista a Salisburgo, o prima di partire per l’Italia, o quand’era in Italia, oppure dopo che c’era già stato.

Il testo è di Metastasio?

Il testo dell’aria è tratto dal Demofoonte di Metastasio?
Si dice così, ma le cose non sono come vorrebbe Gherardo Casaglia (Il catalogo delle opere di W.A. Mozart). Il testo non è uguale e ci sono delle varianti. Metastasio ha scritto “O se tremar non voglio” con la congiunzione disgiuntiva “o”, e non “Ah se tremar non voglio”, e anche il resto dell’aria cambia.
«Ah» non è «senza senso» come afferma la sesta edizione del catalogo Köchel, perché a riuscir trasformata è tutta la strofa, e si tratta di una variante significativa. Essa non appare nelle versioni del Demofoonte di Metastasio pubblicate a Vienna nel 1733, a Venezia nel 1733, a Parigi nel 1755, a Torino nel 1757, a Parigi nel 1780.
Qui sotto, a sinistra è la parte che il personaggio di Matusio canta nel libretto del Demofoonte (Atto I Scena I), mentre a destra è l’aria attribuita a Mozart, che semplifica la sintassi a scapito dell’eleganza:

Metastasio

O più tremar non voglio
fra tanti affanni e tanti;
o ancor chi preme il soglio
ha da tremar con me.

K.71

Ah più tremar non voglio
fra tanti affanni e tanti;
quello che preme il soglio
ha da morir con me.

L’importanza d’una firma

Non basta che Mozart copi qualcosa, perché si debba considerare suo. Ammesso che un brano l’abbia scritto lui, se non l’ha firmato avrà avuto le sue buone ragioni. Poteva benissimo star copiando musiche di altri, o trascrivendo a memoria un pezzo appena udito da qualche solista.

Attribuzioni alla leggera

L’aria per tenore K.71 è attribuita con leggerezza a Mozart, e chi gliela intesta non ha le idee chiare riguardo la data e il luogo, né sa spiegarsi le varianti rispetto al libretto di Metastasio. Dai commenti che si leggono nei libri di musica, non si capisce chi gli abbia eventualmente commissionato il lavoro, e se si tratti di esercizio, o di semplice passatempo. Oltre a non avere l’intestazione, mancano infatti i nomi degli strumenti musicali. Noi riteniamo che, nel dubbio, sarebbe stato meglio segnalare che l’autore è sconosciuto, la data è ignota, e così pure il luogo.

Conclusioni

Ci chiediamo perché, essendo il manoscritto in quello stato, non l’abbiano infilato in appendice tra i pezzi dubbi del catalogo Köchel, invece di lasciarlo lì in bella vista tra quelli “certissimi” come fosse una composizione fatta e finita. Ne va della credibilità di tutti gli altri lavori.

YouTube K.71

Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Sul periodo dal 1781 in poi, per la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it

K.104 Un caso di appropriazione indebita

6 Minuetti per flauto piccolo, 2 oboi, 2 corni, 2 trombe, 2 violini, violoncello e basso

Musica: il manoscritto è senza la firma dell’autore.
Luogo: non è specificato.
Data: manca.

Movimenti: 6 Minuetti con trio (tranne il quarto) in 3/4.
Organico: flauto piccolo, 2 oboi, 2 corni, 2 trombe, 2 violini, violoncello e basso.
Tonalità: 1. do maggiore; 2. fa maggiore; 3. do maggiore; 4. la maggiore; 5. sol maggiore; 6. sol maggiore.

Fonti: il manoscritto è in una collezione privata in Svizzera.

6 minuetti in cerca d’autore

Questi sei minuetti per 2 oboi, 2 corni, 2 trombe, piccolo (solo nei trii), 2 violini, violoncello e basso K.104, catalogati in seguito al K.61e, sono scritti su copie non autografe, tranne il terzo Minuetto. Quest’ultimo è sopravvissuto su due pagine in formato orizzontale, con 10 pentagrammi per facciata. A scriverne l’intestazione non è stato Wolfgang, ma un estraneo, il quale l’ha autenticato, garantendo che «Questi minuetti sono stati scritti dallo stesso Mozart e attraverso suo figlio regalati alla sua fidanzata signora / Baroni-Kavalkabo, dalla cui mano li ho ricevuti. / von Prokesch». Sul bordo sinistro qualcuno ha aggiunto a matita che si tratta di un «autografo di Mozart».

Degli altri 5 Minuetti si sa ancor meno, visto che esistono sì delle copie, ma quella più vecchia che sta a Berlino è copia della copia che avrebbe fatto la sorella di Mozart, Nannerl, e non indica l’autore, mentre l’altra ottocentesca appartenuta a Aloys Fuchs, conservata anch’essa a Berlino, è tarda, e attribuisce i minuetti K.104 a Mozart.

Cosa dice la scienza

L’edizione critica NMA conferma che si tratta di opere di Mozart. Lo spiega nella premessa in inglese, nell’apparato critico, e dà per scontato che la musica sia di Wolfgang. E se fosse invece di Leopold? O di qualche altro autore?

L’unico pezzo autografo è il terzo, ma Wolfgang non l’ha firmato, nè ha indicato sul primo foglio la data o il luogo di composizione. Una mano estranea, dicono sia Leopold, ha corretto gli errori dell’autografo, e prima del trio ha aggiunto in italiano stentato «Volti seque / Trio» e alla fine «Menueto terzo da capo».

Catalogo Köchel, K.113, 6 Minuetti
Catalogo Köchel, K.104, 6 Minuetti

Wyzewa – De Saint-Foix

I musicologi francesi Wyzewa e De Saint-Foix mettono i 6 Minuetti per orchestra in appendice, tra le composizioni autentiche di Mozart, spiegando anche che i pezzi non furono pubblicati quando era in vita l’autore.

Catalogo Wyzewa - de Saint-Foix, K.104, 6 Minuetti per orchestra
Catalogo Wyzewa e De Saint-Foix, K.104, 6 Minuetti per orchestra

La posizione ufficiale

Köchel aveva numerato i 6 minuetti al K.104, ma l’edizione sesta del suo catalogo li arretra cronologicamente al K.61e. Wolfgag li avrebbe scritti, secondo la versione ufficiuale, a Salisburgo nel 1769.

Catalogo Köchel 6, K.113, 6 Minuetti
Catalogo Köchel 6, K.113, 6 Minuetti

Il plagio, ovvero il furto in musica

Amedeo Poggi ed Edgar Vallora (Mozart. Signori il catalogo è questo) azzardano che alcuni minuetti del K.104 siano in realtà rielaborazioni di musiche di Michael Haydn. Prima di loro la cosa l’aveva già notata Erik Smith nel libro sulle danze mozartiane del 1982. Egli s’accorse che i primi due minuetti sono identici a altri due di Michael Haydn.
Altro che rielaborazione!

Nel libro di Neal Zaslaw (The compleat Mozart) si va oltre. Lì è messo nero su bianco che Haydn ha «quasi di sicuro» scritto i suoi minuetti prima di Wolfgang, il quale, senza troppi scrupoli, li avrebbe presi in prestito.
Altro che prestito!

Tecnicamente si tratterebbe più di “appropriazione indebita”. In una lettera alla sorella Wolfgang parlò proprio di certi minuetti «rubati» all’ignaro Haydn, e chissà che si si riferisse proprio a questi primi due del K.104, o a tutti i minuetti per orchestra K.104?

La faccenda sarebbe grave: Leopold definì infatti il plagio “furto”, e il plagiario un “ladro”.

Di chi sono i minuetti?

Nella Faber Pocket Guide to Mozart, Nicholas Kenyon s’accorse finalmente che tutti e due i set di minuetti K.104 e K.105 sono in realtà di Michael Haydn: «The two sets of the six minuets K.104 and K.105 are actually by Michael Haydn».
Simon Keefe afferma nell’Enciclopedia mozartiana della Cambridge, che «ci sono casi in cui le composizioni di Michael Haydn furono per sbaglio attribuite al giovane compositore, e queste includono i minuetti k.61b, i nostri K.104 e i K.105, oltre a un terzetto e a due canoni» . Secondo Keefe, Mozart l’avrebbe fatto per studio. Di certo Mozart non l’ha fatto per ammirazione, considerando che diffamò Michael Haydn nelle sue lettere come si trattasse di un ubriacone, e anche peggio.

Chiarezza di idee

Gherardo Casaglia (Il catalogo delle opere di W.A. Mozart) non s’accorge che non sono di Mozart, ma in compenso annota che il trio del terzo minuetto, l’unico messo in bella da Wolfgang, è uguale al trio del minuetto K.61i, che Wolfgang avrebbe composto per il carnevale a Salisburgo nel 1769, 1771 o 1772! L’importante è avere le idee chiare!

Conclusioni

I minuetti K.104 sono di Mozart? Lo dimostrerebbe il principio d’autorità, argumentum ab auctoritate, o quello di popolo, ad judicium, secondo i quali se una cosa è detta da persona nota e stimata, ed è ripetuta da tutti, deve essere per forza vera. Sarà proprio così?

In questo articolo abbiamo verificato con mano che gli studi mozartiani, condotti nelle più alte sfere, non seguono il più delle volte un metodo scientifico, ignorano le criticità, non amano gli errori, e anzi li eliminano con ipotesi ad hoc. I manoscritti andrebbero invece vagliati con senso critico e le difficoltà non andrebbero nascoste per opportunismo, attribuendo i pezzi alla leggera, perché così facendo s’obbedisce solo a criteri commerciali, e la scienza finisce per somigliare sempre più alla metafisica, alla mitologia, alla stregoneria.


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Sul periodo dal 1781 in poi, per la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it

K 302, una Sonata parigina ma non troppo

Sonata per cembalo con accompagnamento di violino

Sonata K 302 per cembalo e violino d’accompagnamento n. 19 in mi bemolle maggiore
Allegro in mi bemolle maggiore;
Rondò: Andante grazioso in mi bemolle maggiore.

Le Sonate K 301 (293a), K 302 (293b), K 303 (293c), K 304 (300c), K 305 (293d), K 306 (300l) sono giunte sino a noi conservate in manoscritti che qualcuno, non si sa chi, ha rilegato nell’Ottocento. L’autografo delle Sonate è ora in una collezione privata americana. Sul primo foglio della raccolta, in alto a sinistra, si legge scritto in matita: “Six Sonates manuscrites et autographes / de W. A. Mozart” (Sei Sonate manoscritte e autografe / di W. A. Mozart) e a destra, sempre in alto, “Composées à Paris. / en 1778″ (Composte a Parigi nel 1778).

L’autografo della Sonata K 302

Prima del collezionista americano, a possedere l’autografo fu il Barone Ernouf a Parigi, che a sua volta aveva acquistato il manoscritto della K 302 dalla vedova dell’editore Sieber. Sul primo foglio della Sonata Mozart non ha scritto nulla, tranne (se la mano è la sua) il titolo “Sonata II”. La scritta è centrata in alto.

Invece, sul primo foglio della raccolta, a destra in alto Mozart ha forse aggiunto “a Parigi”.

La Sonata K 302 non è stata scritta a Parigi

Sieber pubblicò la Sonata K 302 proprio a Parigi, ma la Sonata non è stata scritta in Francia. Mozart l’aveva portata con sè da Mannheim già completa!

L’edizione Sieber

La prima edizione uscì nel 1779: “Six Sonates / Pour Clavecin Ou Forté Piano / Avec Accompagnement D’un Violon / Dediées A Son Altesse Serenissime Electorale / Madame l’Electrice Palatine / par / Wolfgang Amadeo Mozart fils. / Oeuvre Premier.
/ A Paris Chez le Sr. Sieber, Editeur de Musique, rue St. Honoré à l’Hôtel d’Aligre Ancien Grand Conseil
“.

Scarica l’edizione Sieber delle Sonate (prima edizione del 1779 conservata alla Biblioteca Gallica di Parigi)

immagine di un documento pdf

Dubbi sull’autografo

Le Sonate dalla K 301 alla K 306 sono in autografo, ma non c’è la firma di Mozart. La musica non è datata; si tratta di una bella copia che sottintende un antigrafo, ossia un manoscritto dal quale Mozart ha copiato; l’indicazione di Parigi come luogo di composizione, almeno per la K 302 è sbagliato.


Per cembalo e non per pianoforte

Nella raccolta stampata è scritto che le sei Sonate sono per clavicembalo o in alternativa per forte piano con accompagnamento del violino. Sull’autografo della prima però è scritto espressamente “cembalo”. Il violino accompagna, e il cembalo la fa ancora da padrone; quindi è pretenzioso ribattezzare il pezzo “Sonata per violino e pianoforte”. La prima delle Sonate che appartiene a questa raccolta di sei, non era stata pensata oltretutto per il violino, ma per il flauto traverso. Nella K 301 c’è difatti questa precisazione: Mozart ha scritto “flauto traverso”, poi qualcuno ha cancellato e riscritto “violino”.


Composta a Mannheim

La Sonata K 302 era stata scritta prima, a Mannheim, nel febbraio del 1778. Mozart stava allora lavorando alla commissione del flautista dilettante olandese De Jean. Nella lettera del 14 febbraio 1778, un mese prima di raggiungere Parigi, Mozart scrisse a suo padre d’aver fatto qualcos’altro “tanto per cambiare”, cioè “dei duetti con la tastiera e il violino, e altro per la messa”.
Era risoluto a lavorare a questi duetti per tastiera “in modo da poterli stampare”. [BD II, 423]
Quest’ultima intenzione non fu mai realizzata, perché il 28 febbraio Mozart disse che “delle 6 Sonate per cembalo, ne ho ancora 2 da scrivere (la quarta e la sesta), ma non ho fretta, perché non posso averle incise qui; … l’incisore di rame non farà il lavoro a sue spese; vuole metà delle mie entrate. Quindi preferisco farle incidere a Parigi”. [BD II, 431]


Altri problemi a Parigi

A Parigi Mozart doveva aspettarsi però altri inghippi. Quando arrivò in città, la Sonata K 302 era già finita insieme alle altre tre di Mannheim K 301, K 303, K 305. All’inizio dell’estate egli completò le rimanenti due Sonate, la K 304 e la K 306, per formare un ciclo di Sei pezzi, ma non trovò un editore a Parigi che fosse disposto a inciderle, almeno alle sue condizioni.
La morte della madre ai primi di luglio del 1778 non c’entra probabilmente nulla con l’altra Sonata K 304 in mi minore, come si racconta.
Finalmente, Il 20 luglio Mozart informò suo padre che “le mie Sonate saranno presto incise, ma fino ad ora nessuno è stato disposto a darmi quello che chiedevo: alla fine dovrò cedere”. [BD II, 466]


Cacciato da Parigi

L’edizione Sieber è del 1779, quando Mozart è già lontano dalla capitale. Fu costretto a lasciare Parigi alcuni mesi prima, a settembre. E chi ha controllato le bozze dell’edizione delle Sonate? Lui no di certo.

Sieber aveva deciso di far stampare le Sonate quando si era già in tarda estate. L’incisione non era ancora finita quando Mozart fu caricato sulla prima diligenza, costretto a lasciare Parigi nel peggiore dei modi. La sua musica fu quindi pubblicata senza che lui potesse controllarla. Andandosene via da Parigi, s’era però portato una copia delle Sonate da presentare a Monaco alla dedicataria Elisabeth Auguste von Sulzbach del Palatinato. Da qui il nome “palatine” attribuito a queste sei Sonate.

veduta di Parigi negli anni 1770, dieci anni prima che Mozart vi pubblicasse la Sonata K 302
veduta di Parigi negli anni 1770

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Quel che dice Köchel

Köchel: Sonata per cembalo con accompagnamento di violino, K 302
Köchel: Sonata per cembalo con accompagnamento di violino, K 302

Ulteriori notizie puoi trovarle nel libro Mozart la caduta degli dei e Mozart La caduta degli dei Parte seconda di Luca Bianchini, Anna Trombetta, 2016-2017, dedicato alla vita e alle opere di Mozart.

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Riguardo agli anni 1784-1791, e alla mitizzazione di Mozart seguita alla sua morte vedi Mozart La costruzione di un genio:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Per gli aspetti massonici e illuminati dei lavori mozartiani vedi anche Mozart Il Flauto magico di Luca Bianchini, Anna Trombetta, 2018.

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico