Mozart Il flauto magico

In libreria

Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart Il flauto magico, Youcanprint, Tricase 2018, disponibile nelle librerie e on-line: IBS, Amazon, Mondadori, LaFeltrinelli, Hoepli , Libreria Universitaria (ISBN: 978-88-27826-52-2).

Come in ogni fiaba che si rispetti anche nel Flauto magico è possibile trovare significati assai diversi tra loro, messaggi cifrati destinati ad una marea di interpretazioni.

Che ne pensava Goethe?

Goethe dichiarò che l’opera è piena di «inverosimiglianze che non tutti sono in grado di apprezzare nella giusta maniera». Gli autori ricercano questa “giusta maniera” goethiana, tenendosi il più possibile vicini all’ambiente culturale dei protagonisti.

La nuova chiave di lettura

La chiave di lettura più oggettiva si rifà agli avvenimenti coevi. A Vienna si percepiva nettamente un clima di sospetto e di controllo poliziesco. La monarchia temeva da un giorno all’altro qualche insurrezione. Non si parlava d’altro che di Cagliostro, il quale si era dichiarato capo degli illuminati di Baviera. Il Sant’Uffizio emanò nel 1791 il verdetto di colpevolezza e all’interno dello Stato Pontificio fu proibito a chiunque di aderire alla setta egiziana e a quella degli illuminati.

Il contesto storico

In questo contesto scosso da altri eventi rivoluzionari nacque Il flauto magico. Il libro ricostruisce quel mondo, così che il lettore possa ambientarvisi e vivere le emozioni che gli spettatori avranno provato ascoltando la musica di Mozart alla fine del XVIII secolo

Luca Bianchini, Anna Trombetta - Mozart Il flauto magico
Luca Bianchini, Anna Trombetta – Mozart Il flauto magico

bibliografia

Per i collegamenti tra Wolfgang Goethe, Mozart e Simon Mayr:

Luca Bianchini, Anna Trombetta, Goethe, Mozart, Mayr fratelli illuminati, Arché, Milano 2001, prefazione di Alberto Basso.

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte prima, Youcanprint, Tricase 2016.

Sul periodo dal 1781 in poi, per la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte seconda, Youcanprint, Tricase 2017.

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart Il flauto magico, Youcanprint, Tricase 2018.

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase 2019.

Sitografia

Mozart Il flauto magico
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Mozart La caduta degli dei
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Mozart La caduta degli dei Parte prima

In libreria

Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte prima, Youcanprint, Tricase 2016, disponibile nelle librerie e on-line: IBS, Amazon, Mondadori, LaFeltrinelli, Hoepli , Libreria Universitaria (ISBN: 978-88-92602-75-5).

Il libro Mozart La caduta degli dei – Parte prima è stato adottato nel corso del Triennio di Storia della Musica tenuto dal Professor Daniele Fusi all’Istituto Superiore di Studi Musicali di Siena. Nel corso di 24 puntate del programma “L’arpeggio” di Luigi Picardi su Radio Vaticana gli autori hanno presentato la biografia, arricchita da oltre 2000 riferimenti alle fonti. Il libro raccoglie i risultati di vent’anni di studi su Mozart, venerato da oltre due secoli come un dio. I musicologi Bianchini e Trombetta si interrogano sulle ragioni di quel culto e individuano i punti contraddittori della sterminata bibliografia mozartiana.

Ricostruzioni logicamente solide

«Le sorprese abbondano, ma ogni affermazione, anche la più inaspettata, appare corredata di note sulle fonti. Ne emerge una conoscenza pressoché totale della saggistica in materia, letta nelle varie lingue originali. La biografia di Mozart ha sempre avuto l’aspetto di una favola, e questo lavoro è il più lontano dal leggendario e dall’agiografico che mai sia stato scritto. Alcune ricostruzioni di eventi – come l’esame di Padre Martini – sono non soltanto condotte sulle fonti, ma logicamente solide, e seguono i fatti come in una sorta di radiocronaca. I risultati potranno urtare alcune sensibilità, ma d’altra parte il progresso della conoscenza non passa certo per la conferma automatica delle posizioni del passato. Infine, cosa che non dispiace affatto, la prosa è chiara e la lettura gradevole».

(Marcello Piras, musicologo) 

Luca Bianchini, Anna Trombetta - Mozart La caduta degli dei - Parte prima
Luca Bianchini, Anna Trombetta – Mozart La caduta degli dei – Parte prima

Bibliografia

Per i collegamenti tra Wolfgang Goethe, Mozart e Simon Mayr:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Goethe, Mozart, Mayr fratelli illuminati, Arché, Milano 2001, prefazione di Alberto Basso.

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte prima, Youcanprint, Tricase 2016.

Sul periodo dal 1781 in poi, per la musica da camera e le opere vocali:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte seconda, Youcanprint, Tricase 2017.

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart Il flauto magico, Youcanprint, Tricase 2018.

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase 2019.

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Mozart La caduta degli dei Parte seconda

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Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte seconda, Youcanprint, 2017, è il best seller disponibile nelle librerie e on-line. Lo trovi su IBS, Amazon, Mondadori, LaFeltrinelli, Hoepli , Libreria Universitaria (ISBN: 978-88-92653-39-9).

Luca Bianchini, Anna Trombetta – Mozart La caduta degli dei – Parte seconda

Sono molte le novità di questa corposa biografia critica, ad esempio l’inedita lettura del Requiem, e gli autori analizzano i principali lavori di musica da camera, i concerti, tutte le opere teatrali oltre alla produzione sacra.

Così ogni argomento è trattato secondo la prospettiva storica, seguendo una visione critica. Lo accompagnano migliaia di riferimenti alle fonti. Mozart La caduta degli dei – Parte seconda demolisce così miti e leggende che per oltre duecento anni hanno distorto la biografia di Mozart.

I temi trattati

I capitoli descrivono gli ambienti culturali delle principali città dell’Impero, i musicisti e i personaggi che hanno avuto un ruolo importante nell’evoluzione artistica del compositore. Vi fanno da cornice i viaggi, i rapporti di Amadé con amici e familiari, con la massoneria e le consorterie esoteriche degli illuminati di Baviera e dei fratelli Asiatici.

Uno strumento essenziale per conoscere Mozart

A uno strumento essenziale come questo non potevano mancare le riflessioni sulla storiografia e sulla ricerca musicologia dell’Ottocento e del Novecento, sia nei Paesi tedeschi che in Italia.

Cosa ne dicono i lettori?

«Con Mozart La caduta degli dei mi avete cambiato il modo di pensare». (Edoardo Catemario, concertista)


Bibliografia

Per i collegamenti tra Goethe, Mozart e Mayr:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Goethe, Mozart, Mayr fratelli illuminati, Arché, Milano 2001, prefazione di Alberto Basso.

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte prima, Youcanprint, Tricase 2016.

Sul periodo dal 1781 in poi, per la musica da camera e le opere vocali:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte seconda, Youcanprint, Tricase 2017.

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart Il flauto magico, Youcanprint, Tricase 2018.

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase 2019.

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Goethe, Mozart e Mayr fratelli illuminati

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Luca Bianchini, Anna Trombetta, Goethe, Mozart e Mayr fratelli illuminati, presentazione di Alberto Basso, Archè, Milano 2001, disponibile nelle librerie e on-line: IBS, Amazon, Mondadori, LaFeltrinelli, Hoepli , Libreria Universitaria (ISBN: 88-7252-230-7).


Una nuova conoscenza, ben dimostrata

«Le cifre attraverso le quali la musica si svela sono primariamente forme e simboli, ma c’è una scrittura che descrive la natura storica della musica: i documenti, le connessioni, le scoperte e talora la scoperta casuale e decisiva: la partitura di un Verter, prima opera di un allora sconosciuto musicista bavarese, Giovanni Simone Mayr, realizzata a Venezia intorno al 1794 su un testo verosimilmente steso dal celebre drammaturgo e librettista Sografi e utilizzando anche materiali musicali estratti dalla Zauberflöte mozartiana. Dire che questo sia un promettente inizio è dir poco: è un esordio alla Borges che sovreccita sin dalle prime sillabe: la partitura è stata scoperta da due giovani musicologi laureati alla scuola di paleografia e filologia musicale di Cremona. La loro ricerca, partendo dall’associazione di due nomi sommi, Goethe e Mozart, si è estesa agli illuminati di Baviera e alla massoneria. Sappiamo che i due grandi furono legati a quei sodalizi, ma è una novità che Mozart, notoriamente fratello massone, abbia avuto rapporti con gli illuminati: una nuova conoscenza per noi, ben dimostrata dai due studiosi».

(Quirino Principe, Il Sole 24 Ore)

Il punto di arrivo e di partenza per la musicologia contemporanea

«Gli autori ci mostrano che una invisibile liaison dangereuse chiudeva in un triangolo iniziatico politica, poesia e musica: Goethe, Mayr e Mozart, fratelli illuminati e massoni, sotto l’insegna della Luce e all’ombra di oscure trame, se c’è permesso dire. I Dolori del giovane Werther, con la dissacrante e rivoluzionaria novità del suicidio del protagonista (nel saggio il capitolo su Goethe è scritto in modo esemplare).

Gli autori sostengono con ampie prove la tesi che il Flauto magico è una maschera del notissimo affaire della collana, un gran scandalo ripreso da Goethe nel Gran Cofto, nel quale, all’alba della Rivoluzione francese, furono coinvolti Maria Antonietta, la Corte di Francia, il cardinale di Rohan, Cagliostro. Questa è la grande novità, la vera luce che gli autori gettano sul significato del Flauto magico: una satira politica che costerà la vita al grande Amadé.

L’opera di Bianchini e Trombetta costituisce a un tempo un punto di arrivo e di partenza per la musicologia contemporanea, anche per l’uso intelligente degli strumenti della ricerca storica, strategicamente coniugati ad un’acuta analisi del testo musicale.

Musicologia e politica

Vogliamo terminare queste note con le stesse parole degli autori: Goethe, Mozart e Mayr, spesso considerati avulsi dalla realtà terrena, fatta oltre che di piacevolezze, anche di giochi di potere e interessi economici, sono ad un tempo artisti edhomines politici».

(Leonardo Sola, Sinergie, febbraio 2002)

Luca Bianchini, Anna Trombetta, Goethe, Mozart e Mayr fratelli illuminati, presentazione di Alberto Basso
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Goethe, Mozart e Mayr fratelli illuminati,
con la presentazione di Alberto Basso

Bibliografia

Per i collegamenti tra Goethe, Mozart e Mayr:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Goethe, Mozart, Mayr fratelli illuminati, Arché, Milano 2001, prefazione di Alberto Basso.

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte prima, Youcanprint, Tricase 2016.

Per gli anni dal 1781 in poi, e per la musica da camera e vocale:
Luca Bianchini, Anna Trombetta,Mozart La caduta degli dei – Parte seconda, Youcanprint, Tricase 2017.

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart Il flauto magico, Youcanprint, Tricase 2018.

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:
Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase 2019.

K.71 «Ah, più tremar non voglio»

Aria per tenore

Musica: il manoscritto del K.71 è senza nome dell’autore.
Testo: è tratto dal Demofoonte di Pietro Metastasio (Atto I, scena I).
Luogo: non è specificato.
Data: manca.

Movimenti: [Allegro] in C.
Organico: [tenore, 2 oboi, 2 corni in fa, archi].
Tonalità: fa maggiore.

Fonti: frammento manoscritto di 48 battute alla Biblioteca Statale di Berlino, segnatura Mus.ms.autogr.W.A.Mozart.71.

Un’aria senza nome, data e luogo

L’aria attribuita a Mozart «Ah, più tremar non voglio» non è citata, come dicono alcuni, nelle lettere di suo padre Leopold del 13 marzo 1770 e del 4 agosto 1770. Nella prima infatti è scritto solo che «Wolfgang ha dovuto comporre 3 arie e 1 recitativo con i violini», e nella seconda che «ha già composto 4 sinfonie italiane, oltre a delle arie». Il manoscritto, probabilmente autografo, non riporta né nome, né data, né luogo. I nomi degli strumenti sono stati aggiunti, forse agli inizi dell’Ottocento, dall’editore Anton André. Della musica restano soltano 48 battute, con delle correzioni fatte da una mano estranea.

Catalogo Köchel, K.71, “Ah, più tremar non voglio", Aria per tenore
Catalogo Köchel, K.71

«Sicuramente»

Gli studiosi danno in genere per scontato che questo piccolo frammento l’abbia composto Mozart, anche se è anonimo. Wyzewa e De Saint-Foix dicono che l’aria è «sicuramente» del tempo del Lucio Silla K.135, che è della fine del 1772 e fu rappresentato a Milano il 26 dicembre. Come si fa ad essere sicuri che l’aria gli sia contemporanea, quando sul frammento di 48 battute manca la data?

Catalogo Wyzewa - de Saint-Foix, K.71, “Ah, più tremar non voglio", Aria per tenore
Catalogo Wyzewa – Saint-Foix, K.71

K.71, esercizio di scuola?

Alfred Einstein considera l’aria K.71 un esercizio preparatorio di Mozart per il suo primo viaggio in Italia, anche se sull’originale manca il luogo. Si tratta di un’ipotesi personale e piuttosto azzardata.

Un manoscritto lacunoso

La sesta edizione del catalogo Köchel suggerisce al contrario il 1770, perché Mozart avrebbe musicato quell’anno altre arie del Demofoonte del Metastasio, e quindi potrebbe benissimo darsi abbia abbozzato anche questa K.71. Amedeo Poggi e Edgar Vallora scrivono (Signori il catalogo è questo) che Mozart l’ha composta a Milano quando aveva 14 anni, ma non sappiamo donde traggano queste loro informazioni, viste le lacune del manoscritto. E anche ammesso si dimostrasse che la mano che l’ha scritta è sua, Wolfgang potrebbe averla copiata per studio, trascritta in bella da qualche abbozzo di suo padre, o presa in prestito da qualche altro musicista a Salisburgo, o prima di partire per l’Italia, o quand’era in Italia, oppure dopo che c’era già stato.

Il testo è di Metastasio?

Il testo dell’aria è tratto dal Demofoonte di Metastasio?
Si dice così, ma le cose non sono come vorrebbe Gherardo Casaglia (Il catalogo delle opere di W.A. Mozart). Il testo non è uguale e ci sono delle varianti. Metastasio ha scritto “O se tremar non voglio” con la congiunzione disgiuntiva “o”, e non “Ah se tremar non voglio”, e anche il resto dell’aria cambia.
«Ah» non è «senza senso» come afferma la sesta edizione del catalogo Köchel, perché a riuscir trasformata è tutta la strofa, e si tratta di una variante significativa. Essa non appare nelle versioni del Demofoonte di Metastasio pubblicate a Vienna nel 1733, a Venezia nel 1733, a Parigi nel 1755, a Torino nel 1757, a Parigi nel 1780.
Qui sotto, a sinistra è la parte che il personaggio di Matusio canta nel libretto del Demofoonte (Atto I Scena I), mentre a destra è l’aria attribuita a Mozart, che semplifica la sintassi a scapito dell’eleganza:

Metastasio

O più tremar non voglio
fra tanti affanni e tanti;
o ancor chi preme il soglio
ha da tremar con me.

K.71

Ah più tremar non voglio
fra tanti affanni e tanti;
quello che preme il soglio
ha da morir con me.

L’importanza d’una firma

Non basta che Mozart copi qualcosa, perché si debba considerare suo. Ammesso che un brano l’abbia scritto lui, se non l’ha firmato avrà avuto le sue buone ragioni. Poteva benissimo star copiando musiche di altri, o trascrivendo a memoria un pezzo appena udito da qualche solista.

Attribuzioni alla leggera

L’aria per tenore K.71 è attribuita con leggerezza a Mozart, e chi gliela intesta non ha le idee chiare riguardo la data e il luogo, né sa spiegarsi le varianti rispetto al libretto di Metastasio. Dai commenti che si leggono nei libri di musica, non si capisce chi gli abbia eventualmente commissionato il lavoro, e se si tratti di esercizio, o di semplice passatempo. Oltre a non avere l’intestazione, mancano infatti i nomi degli strumenti musicali. Noi riteniamo che, nel dubbio, sarebbe stato meglio segnalare che l’autore è sconosciuto, la data è ignota, e così pure il luogo.

Conclusioni

Ci chiediamo perché, essendo il manoscritto in quello stato, non l’abbiano infilato in appendice tra i pezzi dubbi del catalogo Köchel, invece di lasciarlo lì in bella vista tra quelli “certissimi” come fosse una composizione fatta e finita. Ne va della credibilità di tutti gli altri lavori.

YouTube K.71

Bibliografia

Per i collegamenti tra Wolfgang Goethe, Mozart e Simon Mayr: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Goethe, Mozart, Mayr fratelli illuminati, Arché, Milano 2001, prefazione di Alberto Basso.

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte prima, Youcanprint, Tricase 2016.

Sul periodo dal 1781 in poi, per la musica da camera e le opere vocali: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La caduta degli dei – Parte seconda, Youcanprint, Tricase 2017.

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart Il flauto magico, Youcanprint, Tricase 2018.

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Sitografia

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K.104 Un caso di appropriazione indebita

6 Minuetti per flauto piccolo, 2 oboi, 2 corni, 2 trombe, 2 violini, violoncello e basso

Musica: il manoscritto è senza la firma dell’autore.
Luogo: non è specificato.
Data: manca.

Movimenti: 6 Minuetti con trio (tranne il quarto) in 3/4.
Organico: flauto piccolo, 2 oboi, 2 corni, 2 trombe, 2 violini, violoncello e basso.
Tonalità: 1. do maggiore; 2. fa maggiore; 3. do maggiore; 4. la maggiore; 5. sol maggiore; 6. sol maggiore.

Fonti: il manoscritto è in una collezione privata in Svizzera.

6 minuetti in cerca d’autore

Questi sei minuetti per 2 oboi, 2 corni, 2 trombe, piccolo (solo nei trii), 2 violini, violoncello e basso K.104, catalogati in seguito al K.61e, sono scritti su copie non autografe, tranne il terzo Minuetto. Quest’ultimo è sopravvissuto su due pagine in formato orizzontale, con 10 pentagrammi per facciata. A scriverne l’intestazione non è stato Wolfgang, ma un estraneo, il quale l’ha autenticato, garantendo che «Questi minuetti sono stati scritti dallo stesso Mozart e attraverso suo figlio regalati alla sua fidanzata signora / Baroni-Kavalkabo, dalla cui mano li ho ricevuti. / von Prokesch». Sul bordo sinistro qualcuno ha aggiunto a matita che si tratta di un «autografo di Mozart».

Degli altri 5 Minuetti si sa ancor meno, visto che esistono sì delle copie, ma quella più vecchia che sta a Berlino è copia della copia che avrebbe fatto la sorella di Mozart, Nannerl, e non indica l’autore, mentre l’altra ottocentesca appartenuta a Aloys Fuchs, conservata anch’essa a Berlino, è tarda, e attribuisce i minuetti K.104 a Mozart.

Cosa dice la scienza

L’edizione critica NMA conferma che si tratta di opere di Mozart. Lo spiega nella premessa in inglese, nell’apparato critico, e dà per scontato che la musica sia di Wolfgang. E se fosse invece di Leopold? O di qualche altro autore?

L’unico pezzo autografo è il terzo, ma Wolfgang non l’ha firmato, nè ha indicato sul primo foglio la data o il luogo di composizione. Una mano estranea, dicono sia Leopold, ha corretto gli errori dell’autografo, e prima del trio ha aggiunto in italiano stentato «Volti seque / Trio» e alla fine «Menueto terzo da capo».

Catalogo Köchel, K.113, 6 Minuetti
Catalogo Köchel, K.104, 6 Minuetti

Wyzewa – De Saint-Foix

I musicologi francesi Wyzewa e De Saint-Foix mettono i 6 Minuetti per orchestra in appendice, tra le composizioni autentiche di Mozart, spiegando anche che i pezzi non furono pubblicati quando era in vita l’autore.

Catalogo Wyzewa - de Saint-Foix, K.104, 6 Minuetti per orchestra
Catalogo Wyzewa e De Saint-Foix, K.104, 6 Minuetti per orchestra

La posizione ufficiale

Köchel aveva numerato i 6 minuetti al K.104, ma l’edizione sesta del suo catalogo li arretra cronologicamente al K.61e. Wolfgag li avrebbe scritti, secondo la versione ufficiuale, a Salisburgo nel 1769.

Catalogo Köchel 6, K.113, 6 Minuetti
Catalogo Köchel 6, K.113, 6 Minuetti

Il plagio, ovvero il furto in musica

Amedeo Poggi ed Edgar Vallora (Mozart. Signori il catalogo è questo) azzardano che alcuni minuetti del K.104 siano in realtà rielaborazioni di musiche di Michael Haydn. Prima di loro la cosa l’aveva già notata Erik Smith nel libro sulle danze mozartiane del 1982. Egli s’accorse che i primi due minuetti sono identici a altri due di Michael Haydn.
Altro che rielaborazione!

Nel libro di Neal Zaslaw (The compleat Mozart) si va oltre. Lì è messo nero su bianco che Haydn ha «quasi di sicuro» scritto i suoi minuetti prima di Wolfgang, il quale, senza troppi scrupoli, li avrebbe presi in prestito.
Altro che prestito!

Tecnicamente si tratterebbe più di “appropriazione indebita”. In una lettera alla sorella Wolfgang parlò proprio di certi minuetti «rubati» all’ignaro Haydn, e chissà che si si riferisse proprio a questi primi due del K.104, o a tutti i minuetti per orchestra K.104?

La faccenda sarebbe grave: Leopold definì infatti il plagio “furto”, e il plagiario un “ladro”.

Di chi sono i minuetti?

Nella Faber Pocket Guide to Mozart, Nicholas Kenyon s’accorse finalmente che tutti e due i set di minuetti K.104 e K.105 sono in realtà di Michael Haydn: «The two sets of the six minuets K.104 and K.105 are actually by Michael Haydn».
Simon Keefe afferma nell’Enciclopedia mozartiana della Cambridge, che «ci sono casi in cui le composizioni di Michael Haydn furono per sbaglio attribuite al giovane compositore, e queste includono i minuetti k.61b, i nostri K.104 e i K.105, oltre a un terzetto e a due canoni» . Secondo Keefe, Mozart l’avrebbe fatto per studio. Di certo Mozart non l’ha fatto per ammirazione, considerando che diffamò Michael Haydn nelle sue lettere come si trattasse di un ubriacone, e anche peggio.

Chiarezza di idee

Gherardo Casaglia (Il catalogo delle opere di W.A. Mozart) non s’accorge che non sono di Mozart, ma in compenso annota che il trio del terzo minuetto, l’unico messo in bella da Wolfgang, è uguale al trio del minuetto K.61i, che Wolfgang avrebbe composto per il carnevale a Salisburgo nel 1769, 1771 o 1772! L’importante è avere le idee chiare!

Conclusioni

I minuetti K.104 sono di Mozart? Lo dimostrerebbe il principio d’autorità, argumentum ab auctoritate, o quello di popolo, ad judicium, secondo i quali se una cosa è detta da persona nota e stimata, ed è ripetuta da tutti, deve essere per forza vera. Sarà proprio così?

In questo articolo abbiamo verificato con mano che gli studi mozartiani, condotti nelle più alte sfere, non seguono il più delle volte un metodo scientifico, ignorano le criticità, non amano gli errori, e anzi li eliminano con ipotesi ad hoc. I manoscritti andrebbero invece vagliati con senso critico e le difficoltà non andrebbero nascoste per opportunismo, attribuendo i pezzi alla leggera, perché così facendo s’obbedisce solo a criteri commerciali, e la scienza finisce per somigliare sempre più alla metafisica, alla mitologia, alla stregoneria.


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Per i collegamenti tra Wolfgang Goethe, Mozart e Simon Mayr: Luca Bianchini, Anna Trombetta, Goethe, Mozart, Mayr fratelli illuminati, Arché, Milano 2001, prefazione di Alberto Basso.

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