Leopold Mozart

Le bugie di papà Leopold

Mentre Leopold scriveva alla figlia in marzo e aprile 1785 che avrebbe dovuto rimandare la partenza da Vienna a causa della neve, del brutto tempo, delle strade impantanate, egli era in realtà impegnato in tutt’altre faccende. Stava infatti frequentando le logge massoniche insieme a Wolfgang.


piccole bugie

Leopold così racconta alla figlia Nannerl il 25 marzo, venerdì santo 1785, in una lettera inviata da Vienna. “Mentre sto scrivendo, il tempo alterna il sole con dei forti rovesci di neve. Alcuni giorni fa ha nevicato ed è soffiato il vento in una maniera terribile, poi abbiamo avuto una giornata serena in cui le strade, come a Capodanno, erano completamente ghiacciate. Insomma! Si crederebbe che domenica prossima sia Natale piuttosto che Pasqua. E si racconta che la nobiltà voglia organizzare, vista la rarità della situazione, una corsa in slitta. Mi augurerei un tempo più clemente per poter partire, giacché non mi arrischio a farlo con un tempo simile… Per il resto, come ho già detto, non posso partire prima che il tempo migliori, anche se sarei partito volentieri. Voglio semplicemente vedere ancora le commedie e le operette che cominciano il lunedì di Pasqua (il 28 marzo).”

grandi bugie

Il 26 marzo Wolfgang inserisce nel suo catalogo personale il MaurerGesellen, il Lied per canto e clavicembalo o fortepiano K.468. I biografi di solito collegano questa composizione intitolata “il viaggio dei compagni” al passaggio di Leopold al grado di compagno, che avverrà però solo il 16 aprile, quasi un mese dopo. Non c’è nessun motivo valido per supportare tale ipotesi perché in quei giorni di marzo Leopold stava solo chiedendo l’ammissione alla loggia e non poteva prevedere se, come e quando l’avrebbero elevato al grado di compagno.

Il comunicato della loggia Alla beneficenza di Vienna riporta che il 28 marzo Leopold Mozart aveva chiesto l’ammissione alla loggia alla quale apparteneva anche il figlio. Per lui veniva proposto di seguire una procedura abbreviata perché sarebbe partito di lì a poco.


quasi Kapellmeister

Il primo aprile, nella riunione tenuta in primo grado della loggia Alla beneficenza, la domanda del Kapellmeister Leopold Mozart (che in verità non è Kapellmeister) è finalmente accolta con la precisazione che è stata richiesta la dispensa a nome del visitatore postulante, poiché partirà tra pochi giorni. Si precisa che lo stesso è stato ricevuto anche dalla Loggia Distrettuale di Vienna.


Leopold adduce delle scuse

Il giorno dopo, il 2 aprile, Leopold invia un’altra missiva alla figlia: “Scrivo oggi per non lasciarvi senza lettera da parte mia e per dirti che mi puoi scrivere ancora una volta, giacché se il tempo è bello, partirò da qui al più presto entro 14 giorni … Continua l’alternanza di forti nevicate, giornate fredde e serene e poi ancora neve; il giorno di Pasqua (il 27 marzo) è stato sereno e bello ma freddo come una delle più fredde giornate di Natale.”

Il 6 aprile Leopold Mozart è iniziato come apprendista alla loggia Alla beneficenza.


Reticenze

L’8 aprile Leopold si guarda bene dall’accennare qualcosa alla figlia mentre le aggiorna il bollettino della neve: “Il signor Lang di Monaco, poiché voleva arrivare qui durante la settimana santa, si domandava se ci avrebbe trovato ancora a Vienna, visto che volevo partire in quel periodo. Al suo arrivo aveva detto che avremmo potuto fare il viaggio di ritorno insieme, dato che aveva intenzione di rimanere qui soltanto 3 settimane; io non ci contavo, ma speravo di partire prima. Adesso vuole partire il 18 aprile e io vorrei fare altrettanto; nel frattempo, però, abbiamo avuto di nuovo molta neve e oggi, mentre scrivo queste righe, nevica come a Natale e fa altrettanto freddo. Non so dunque cosa succederà, giacché bisogna anzitutto tenere conto che con queste strade orribili e i cumuli di neve, quand’anche partissimo da qui trainati da 2 cavalli, dovremmo per forza attaccarne 3 alla prima stazione di posta; infatti adducono come pretesto il cattivo stato delle strade e fanno stare fermi i passeggeri che obiettano qualcosa, com’è capitato al signor Lange, cognato di tuo fratello … Sono proprio irritato, giacché vorrei andarmene da Vienna, e il tempo è tanto freddo e orribile quanto in febbraio.”

Shining (1980), immagine del film, tra i capolavori di Kubrick

All’arcivescovo non far sapere

Le parole di Leopold sono poco credibili. Lui era in realtà molto interessato a restare in città per completare il suo percorso massonico inziatico presso le logge di Vienna. Adduce scuse, si dichiara contrariato, il tutto solo a beneficio dell’arcivescovo di Salisburgo, suo datore di lavoro che poteva leggergli le lettere.

Il 16 aprile nell’elenco dei partecipanti della loggia Alla vera concordia si legge che sono presenti i fratelli visitatori Leopold Mozart e Wolfgang Mozart della Beneficenza. Nel verbale dei lavori della loggia è riportato che “dopo l’apertura al grado di apprendista e di compagno, il fratello apprendista e membro della Beneficenza Leopold Mozart è stato promosso al 2° grado del nostro Ordine Reale con la consueta cerimonia.”

Nello stesso giorno Leopold scrive da Vienna alla figlia: “Abbiamo finalmente deciso di partire da qui il 21 in compagnia della Boudet e di suo marito; tuo fratello e tua cognata erano fermamente decisi a fare il viaggio con noi, ma adesso, improvvisamente, con tutta probabilità non se ne farà nulla, benché ciascuno di loro si sia fatto fare 6 paia di scarpe che sono già pronte. Saprai come andrà a finire da Linz o da Monaco, quando avrò il tempo di scrivere. L’ufficiale Starhemberg è arrivato qui e dice che le strade sono orribili.”


una scusa tira l’altra

Era ancora una bugia, perché il 22 aprile padre e figlio dovevano partecipare a un’altra riunione massonica, come si ricava dalla lista dei presenti Alla vera concordia: “Fratelli visitatori Leopold Mozart e Wolfgang Mozart della Beneficenza.” Quella tornata era davvero importante per Leopold, perché l’avrebbero elevato al grado di Maestro: “Leopold Mozart, figlio di Johann Georg e membro della Beneficenza di questa città è stato promosso al 3° grado del nostro Ordine Reale, con le consuete cerimonie.”

Intanto il 20 aprile Wolfgang aveva inserito nel suo catalogo personale la piccola cantata Die Maurerfreude (La gioia massonica) K.471 per tenore, coro e accompagnamento strumentale per 2 violini, 2 viole, 1 clarinetto, 2 oboe, 2 corni e basso.

Il 24 aprile alla Speranza coronata fu tenuta una festa in onore di Ignaz von Born, maestro della Vera concordia. Tra i presenti risultano anche i due Mozart e fu eseguita la cantata K.471 Die Maurerfreude.

Finalmente si parte

Il 25 aprile a mezzogiorno finalmente Leopold Mozart lasciò Vienna con il suo alunno Heinrich Marchand; Wolfgang e Constanze li accompagnarono fino a Pukersdorf, un paese ad una quindicina di chilometri da Vienna, dove mangiarono uno spuntino insieme, prima della definitiva partenza. Fu l’ultima volta che padre e figlio si videro e non ci furono altri incontri tra i due.


Gli tagliano lo stipendio

Leopold arrivò a Monaco il 4 maggio dove si trattenne per circa 2 settimane prima di ritornare a Salisburgo. Intanto l’arcivescovo Colloredo aveva emanato il primo maggio un decreto che bloccava fino a ordine futuro il pagamento dello stipendio del Vice-Kapellmeister a Leopold Mozart per essersi assentato dal suo lavoro oltre le 6 settimane concesse! Leopold infatti era partito da Salisburgo il 28 gennaio e non era rientrato prima della metà di maggio. Si godette la vacanza per circa 14 settimane.


Precedenti illustri

Papà Mozart aveva già giocato a Colloredo uno scherzetto simile dodici anni prima, nel 1773, in occasione dell’ultimo viaggio in Italia, quando millantò di non poter tornare a Salisburgo a causa di un reumatismo. Anche in quell’occasione scrisse alla moglie di temere il ghiaccio e la neve, attraversando il Tirolo. Si fermò invece con il figlio a Milano un mese in più del previsto per divertirsi a teatro! Puoi leggere in dettaglio cosa accadde in quell’occasione in Mozart la caduta degli dei parte seconda alle pagine 171 e 172.

Come avrebbe reagito il vostro datore di lavoro, se voi aveste fatto lo stesso?

Anna Trombetta


Il libro Mozart la caduta degli dei di Luca Bianchini, Anna Trombetta, Lecce, 2016-2017 parla in dettaglio di Mozart e delle sue Opere. Per gli aspetti massonici e illuminati vedi anche Mozart il Flauto magico
di Luca Bianchini, Anna Trombetta, Lecce, 2018.

La stampa

Rivista Episteme

Fedele al proposito di richiamare l’attenzione dei lettori su testi al di fuori della divulgazione mediatica delle case editrici maggiori, ma la cui conoscenza fa davvero crescere in consapevolezza ogni intelletto “indipendente”, Episteme si occupa di un saggio certamente meritevole del più alto apprezzamento, sia per contenuto che per metodo (al termine della lettura si resta viepiù confermati nella persuasione che, nonostante tanti lavori accademici sfornati da un esercito di “professori” specificamente retribuiti, certe “verità ” storiche non siano state neppure sfiorate, e che quindi, attenendosi all’opinione comune, si corre il rischio di “non capire proprio niente”)”

logo-header “La Jupiter, la Haffner, la Posthorn, la Parigi, la Praga. Sono tra le sinfonie di maggior successo di Wolfgang Amadeus Mozart. Ma che potrebbero non essere di Mozart. Almeno secondo due ricercatori italiani e studiosi della Wiener Klassik, Luca Bianchini e Anna Trombetta. [Continua la lettura]
(Il Fatto Quotidiano, articolo di Fabrizio Basciano, aprile 2016)
I musicologi Luca Bianchini e Anna Trombetta sono stati intervistati dalla Radio Svizzera Italiana durante la conferenza tenuta alla villa Quadrio di Sondrio su Mozart la caduta degli dei e sul fondo musicale da loro ritrovato a Roma, presentato lo scorso mese a Roma presso la Camera dei Deputati. L’intervista è andata in onda nella trasmissione Soggetti Smarriti della RSI.
(Oggetti smarriti, 29 novembre 2016)
I musicologi Luca Bianchini e Anna Trombetta hanno pubblicato una avvincente biografia critica che ridimensiona la divinizzazione di Mozart tanto cara dall’ideologia germano-centrica. Ecco l’intervista che Roberto Mori ha fatto ai due musicologi.

(Articolo di Roberto Mori, 1 novembre 2016)

“… Ma la sorpresa è arrivata alla fine, in cauda venenum, con la presentazione del libro di Luca Bianchini e Anna Trombetta, due musicologi di Sondrio, sollecitati da Detty Bozzi, storica della musica. Con una documentata ricerca contenuta nel libro “Mozart. La caduta degli dei” hanno affermato che Leopold Mozart e suo figlio Amadeus non erano in fondo dei grandi musicisti ma dei millantatori oltre che degli impostori. Il secondo, in particolare, avrebbe primeggiato nell’assemblare il lavoro scopiazzato da altri musicisti meno noti. Inutile dire che il libro dei coniugi Bianchini solleverà un vespaio di polemiche nel mondo della musica, accademico e non. …”
(PugliaLive, articolo di Piero Caringella, Bari, 9 novembre 2016)
I musicologi Luca Bianchini e Anna Trombetta sono stati intervistati dalla Radio Vaticana su Mozart la caduta degli dei e sul fondo musicale da loro ritrovato a Roma, presentato lo scorso mese a Roma presso la Camera dei Deputati. L’intervista è andata in onda nel notiziario di Radio Vaticana.
(Radio Vaticana, Roma, 7 novembre 2016)
Vito Mirizzi illustra con dovizia di particolari il programma delle due giornate del Festival del libro “Sonar leggendo” di Triggiano vicino a Bari, nel corso del quale è stato presentato il libro Mozart la caduta degli dei.
(La Gazzetta del Mezzogiorno, 23 novembre 2016)
I musicologi Luca Bianchini e Anna Trombetta, con la nuova biografia “Mozart la caduta degli dei”, in vetta alle classifiche di vendita, sconvolgono il mondo musicale con un’analisi rigorosa delle fonti, indispensabile per conoscere la vita e le opere del compositore.

“La biografia di Mozart ha sempre avuto l’aspetto di una favola, e questo lavoro è il più lontano dal leggendario e dall’agiografico che mai sia stato scritto” (Marcello Piras). [Continua la lettura]

(Varesepress, 26 febbraio 2017)

Quirino Principe
Il Sole 24 Ore, inserto, domenica 21 aprile 2002. n. 107″Le cifre attraverso le quali la musica si svela sono primariamente forme e simboli, ma c’è una scrittura che descrive la natura storica della musica: i documenti, le connessioni, le scoperte e talora la scoperta casuale e decisiva: …  La partitura è stata scoperta da due giovani musicologi … laureati alla scuola di paleografia e filologia musicale di Cremona. … Molte novità , innumerevoli curiosità svelate per la prima volta, molte speranze per la futura musicologia italiana”. [Continua la lettura]
Alberto Basso
“Infiniti sono i misteri e i segni della musica. Quando sembra che tutto sia stato catalogato, vagliato e verificato può succedere che una scoperta … rivoluzioni le acquisizioni consolidate da lungo tempo, un modo di pensare, forse anche una stagione della storia … In questo campo, armati dell’entusiasmo proprio di chi esplora nuovi mondi ed è cosciente di lasciare un segno di non comune valore, si sono inoltrati gli scopritori di quella partitura, Anna Trombetta e Luca Bianchini, avviando una ricerca ad ampio raggio”. [Continua la lettura]
Leonardo Sola
Goethe, Mozart e Mayr fratelli illuminati: un saggio di musicologia politica
Sinergie, febbraio 2002
“L’opera di Bianchini e Trombetta costituisce a un tempo un punto di arrivo e di partenza per la musicologia contemporanea, anche per l’uso intelligente degli strumenti della ricerca storica, strategicamente coniugati ad un’acuta analisi del testo musicale”. [Continua la lettura]
Goethe, Mozart e Mayr
“Con il loro volume Goethe, Mozart e Mayr fratelli illuminati Luca Bianchini e Anna Trombetta hanno dimostrato di non essere soltanto dei musicologi rigorosi e appassionati, ma anche degli storici. è infatti un lavoro – risultato di ricerche condotte in diversi anni – in cui si intrecciano musica, storia e politica. In esso si pone un particolare accento e si riserva attenzione al movimento degli illuminati, cui aderirono i tre e le cui opere risentiranno marcatamente di quella dottrina. … Forte attenzione è riservata anche al Flauto magico di Mozart in cui si riscontra pure un sottofondo di ispirazione illuminata. … Ci troviamo insomma di fronte ad un lavoro che apre pagine inedite e sconosciute dell’arte e della storia a cavallo tra Settecento e Ottocento” (articolo su La Provincia di Sondrio, Giancarlo Grillo, aprile 2002)
Rivista Episteme

Fedele al proposito di richiamare l’attenzione dei lettori su testi al di fuori della divulgazione mediatica delle case editrici maggiori, ma la cui conoscenza fa davvero crescere in consapevolezza ogni intelletto “indipendente”, Episteme si occupa di un saggio certamente meritevole del più alto apprezzamento, sia per contenuto che per metodo (al termine della lettura si resta viepiù confermati nella persuasione che, nonostante tanti lavori accademici sfornati da un esercito di “professori” specificamente retribuiti, certe “verità ” storiche non siano state neppure sfiorate, e che quindi, attenendosi all’opinione comune, si corre il rischio di “non capire proprio niente”)”


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