Salvate il concerto Mozart

Concerto per violino e orchestra K 268

articolo sul concerto K 268
di Luca Bianchini e Anna Trombetta

Musica: manca l’autografo
Luogo: ?
Data: ?

Movimenti: Allegro moderato in C tagliato, Un poco adagio in 3/4, Rondò: Allegretto in 2/4
Organico: flauto, 2 oboi, 2 fagotti, 2 corni in mib, violino principale, violini I e II, viola, violoncello e contrabbasso.
Tonalità: Allegro moderato in mib, Un poco adagio in sib, Rondò: Allegretto in 2/4 in mib .

Fonti: L’autografo del concerto per violino K 268 è sconosciuto.
Lettere: Il K 268 non è citato in nessuna lettera.

La storia travagliata del Concerto K 268

Il Concerto n.6 in mi bemolle K.268 ha avuto una storia travagliata per il solo fatto d’essere brutto. Alcuni lo dicono vero, altri fasullo, taluni autentico ma solo in parte. Non ci sarebbero particolari ragioni per distinguerlo dagli altri Concerti per violino che Mozart ha scritto, ma nonostante questo la musica del K 268 è finita tra i pezzi spuri del catalogo K6. Nessuno lo vuole!

A chi l’appioppiamo?

Ad ascoltarlo, ci si accorge che contiene parecchie inesattezze e ingenuità musicali. Proprio per questa ragione non lo si volle considerare di Mozart, e così gli “esperti” cercarono qualcuno cui attribuirne la paternità. C’è chi disse l’avesse composto Johann Friedrich Eck, anche se non c’è uno straccio di evidenza a provarlo. Nonostante tutti gli sforzi, non s’è trovato un Concerto di costui simile al K 268, perché sono tutti più belli! E allora, che fare?

Il dramma del K 268

La storia del K.268 è drammatica. Se la musica è di Mozart, com’è possibile che il sesto concerto per violino e orchestra K 268 sia così diverso dai primi cinque. Gli altri concerti per violino allora chi li ha scritti?

Abbandonato da tutti

Può capitare che le attribuzioni mozartiane siano falsate da pregiudizio. Il K 268 lo conferma. L’editore André lo pubblicò per primo in Offenbach nel 1799 come Concerto per violino e pianoforte di Wolfgang Amadeus Mozart. Sull’Allgemeine Musikalische Zeitung uscì subito un articolo che lo definiva apocrifo, frutto d’impostura, contenendo “le offese più elementari alle regole di composizione”. S’erano accorti che le note procedevano in modo piuttosto sgangherato, e Mozart, per questione di principio, non poteva averlo scritto.

La riscossa

Lo stesso giornale, ritrattò nel gennaio del 1800, stavolta definendo il K 268 autentico. La testata spiegò che Mozart l’aveva scritto 15 anni prima nel 1785 in base alla testimonianza del violinista e compositore Johann Friedrich Eck. Wolfgang a Monaco di Baviera gli aveva presentato il Concerto come opera sua. Quello è un pezzo quindi autenticissimo. Eck l’aveva suonato nella versione che poi André avrebbe pubblicato.

Ignorato da tutti

La vedova Constanze non si pronunciò, ma poiché il Concerto era davvero malfatto preferì non includerlo nella biografia di Nissen del 1828, quella pubblicata due anni dopo la morte di Nissen e che Nissen non avrebbe mai sottoscritto.

Il K 268 manca anche nella biografia di Jahn del 1859. Köchel lo inserì invece in catalogo nel 1862 al numero K 268 tra le opere mozartiane del 1776, dichiarandolo autentico. Apriti cielo!

Catalogo Köchel, il Concerto per violino e orchestra K 268

Le edizioni Breitkopf del 1882 ci ripensarono, confinandolo di nuovo tra i pezzi spuri alla sezione 24. Commentarono all’incirca che questo concerto, almeno nella forma che ci è giunta, non poteva essere di Mozart perché c’erano sezioni obiettivamente sgradevoli. Riconobbero tuttavia che dei punti suonavano bene. E quindi “scientificamente” decisero che le parti brutte le aveva scritte qualcun altro e le poche belle erano certamente di Mozart.

Il genio non può sbagliare

Il genio non sbaglia mai, soprattutto quando è già elevato al rango di semidio. Osservando che le parti decenti erano solo in prima e ultima posizione, Abert, biografo mozartiano, ipotizzò ad hoc che Mozart avesse solo schizzato i movimenti estremi e che l’onnipresente Süssmayr, come fosse un incapace, li avesse completati. Gli diede man forte l’altro biografo George De Saint-Foix che considerò soltanto il tutti orchestrale buono e autentico, visto che si salvava appena questo. Secondo lui Mozart aveva abbozzato il Concerto nel 1784 o al più tardi nel 1785. De Saint-Foix confermava quindi la data che l’Allgemeine Musikalische Zeitung aveva suggerito, ma pensò che l’autore fosse il violinista Eck. Se fosse stato del 1784-1785, perché Mozart non l’avrebbe inserito nel suo catalogo personale?

Parzialmente falso?

Nel 1931 Oldman ci vide delle somiglianze con la Sinfonia concertante K 364 e suggerì che il K 268 fosse stato scritto da Wolfgang a Monaco, oppure a Salisburgo tra il 1779 e il 1781. La fantasia galoppò nel corso degli anni a venire, finché Alfred Einstein non spostò la catalogazione del sesto Concerto nel catalogo K3 al numero K 365b. La musica era di Mozart, non poteva negarlo, ma Wolfgang avrebbe scritto solo gli schizzi del primo movimento, la parte bella, e forse poche misure del rondò. Il movimento centrale davvero insignificante doveva essere “di certo” un falso. E se invece fosse stato il contrario, cioè le parti estreme false e quella centrale autentica?

Altra ipotesi ad hoc

Friedrich Blume negli anni ’50 sostenne l’autenticità integrale del concerto che Mozart avrebbe scritto tra il 1777 e il 1783. Se la musica era penosa, è perché Mozart s’era limitanto a rifinire la parte del violino e dei ritornelli, lasciando incompiute le altre sezioni. Ed ecco sorgere l’altra ipotesi ad hoc. Blume ipotizzò che André avesse affidato l’incarico di completarlo a qualcun altro che evidentemente non era del mestiere. Un vero pasticcione, insomma.
Il catalogo K6, che rispecchia l’avanguardia degli studi mozartiani, recepì questa tesi di Blume e spostò quindi il Concerto nella sezione C dei pezzi spuri con la sigla C 14.04.

Le avventure del concerto K 268

L’avventura del sesto Concerto poteva finire qui? Macché!
Walter Lebermann scrisse nel 1978 che il Concerto l’aveva scritto Eck, rispolverando la vecchia ipotesi, e Robbins Landon fu ancora più preciso. Nel 1988 disse che Mozart non poteva averlo composto prima del 1783, perché nel Finale c’è un passaggio plagiato dalla Sinfonia 77 di Franz Joseph Haydn. Mozart aveva pure copiato!
NMA, la nuova edizione critica delle opere di Mozart, finì per negare persino l’esistenza del K 268!

il K 268 ignorato da NMA

Operazione di recupero

Mossi dalla condizione di abbandono in cui versa ingiustamente il K 268, proponiamo alle Società Mozart la costituzione di un comitato per salvare il Concerto e farlo tornare al legittimo creatore, cioé a Mozart. In alternativa si potrebbero sfrondare 500 pezzi circa dei 626 del catalogo Köchel, che si trovano quasi tutti nello stesso identico stato del K 268. Per coerenza o sono di Mozart tutti o nessuno.



Bibliografia di riferimento

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it