K 88 Aria “Fra cento affanni e cento”

K 88 "Fra cento affanni e cento"

Mozart, Aria per soprano K 88

Musica: il nome dell’autore dell’Aria K 88 “Fra cento affanni e cento” è stato aggiunto sul manoscritto insieme alla data:
“di Amadeo Wolfgango Mozart. 1700 à Milano”.
Luogo: Milano?
Data: 1770?

Movimenti: Allegro maestoso in C;
Organico: soprano, 2 oboi, 2 corni, 2 trombe, archi;
Tonalità: do maggiore.

Fonti: il manoscritto parzialmente autografo è alla Bayerische Staatsbibliothek di Monaco, dipartimento di musica, con la segnatura mus.mss.1276.

Lettere: non ci sono riferimenti certi alla K 88, se non il vago accenno a tre Arie nelle lettere del 27 febbraio 1770 (BD I, 162) e del 13 marzo 1770 (BD I, 165).

Lo stato delle fonti

La partitura autografa della K 88 a Monaco consta di 16 fogli con 30 pagine scritte, larghe 29,5 x 22 cm., rifilate sui lati, con 10 pentagrammi ciascuna, foliate in alto a destra da 1 a 15. La copertina moderna è in cartone marmorizzato. Quella anteriore ha l’etichetta in alto a sinistra incollata sopra un’altra più vecchia; al centro c’è il titolo: “W.A. Mozart / Aria / Fra cento affanni e cento”.

Nell’interno è scritto: “Aria. / Fra cento affanni e cento. / A / soprano solo, 2 viol. 2 Violen / cf. Köchel n° 88 | 2 Oboi, 2 Clarini, 2 Corni / con Basso. / di Amadeo Wolfgango Mozart. a Milano 1770”. E sulla destra si legge: “questa citazione è scritta dall’organista di cappella Max / Keller in Altötting, deceduto il 16 settembre 1855”.

“Fra cento affanni e cento”

Il testo della K 88 è tratto dall’Artaserse di Metastasio (I, 2), fonte che i Mozart avevano scelto per altre Arie, sempre che siano le loro.
Arbace è costretto da suo padre Artabano, che ha ucciso il suo re, ad accusarsi dell’assassinio e a fuggire. Nell’aria, Arbace è mosso da disperazione.

Due Arie per Milano?

L’Aria K 88 (che nella sesta edizione del catalogo Köchel è arretrata al numero K 73c) si intitola “Fra cento affanni e cento”. Dovrebbe esser stata composta dai Mozart nel marzo del 1770 assieme alla K 77 (73e) “Misero me! … Misero pargoletto”. In quel mese i Mozart erano a Milano, giunti in città il 23 gennaio 1770. Ripartirono il 15 marzo 1770.

Da Firmian

Il viaggio in Italia era cominciato per loro a metà dicembre del 1769 e avevano avuto occasione di partecipare con altri musicisti ad alcune accademie organizzate dalla nobiltà. Il 13 marzo 1770 Leopold aveva scritto alla moglie scusandosi per non averle risposto prima. Gli era stato impossibile (sabato 10 marzo), perché Wolfgang (sabato 10 marzo) aveva da comporre tre Arie e un recitativo con i violini per il concerto del 12 marzo a casa del conte Firmian. E lui che c’entrava, se a comporre era Wolfgang?
Leopold aggiunge che ha copiato solo le parti di violino, per darle poi ai copisti. Ma sabato, se era veramente il figlio in autonomia a comporre le Arie e il Recitativo, immaginiamo che lui fosse libero di rispondere alla moglie.
Anche il 27 febbraio 1770 Leopold scriveva alla moglie di aver fretta di concludere la lettera, perché il figlio era impegnato a comporre due Arie. Quando Wolfgang compone il padre interrompe ogni attività per guardarlo?

Due Arie così diverse tra loro

Per quegli impegni mondani i Mozart, padre e figlio assieme, avevano probabilmente scritto Arie singole, e la K 77 insieme alla K 88 sarebbero le prime di una piccola serie che era servita a quello scopo. I caratteri dei due pezzi sono diversi, e per stile le due musiche hanno davvero poco a che vedere l’una con l’altra. La K 77 è più attardata, la K 88 più moderna anche se “molto meno riuscita”, ammette il biografo Abert.

Dubbi

L’orchestrazione delle due Arie, che dovevano essere eseguite assieme nel corso della stessa serata a casa Firmian, pone degli interrogativi, perché la K 88 e la K 77, pur essendo entrambe molto sviluppate, non hanno lo stesso organico. Che fine hanno fatto i fagotti nella K 88 “Fra cento affanni e cento” che ci sono invece nella K 77? E perché mancano due trombe nella K 77?
E che fine ha fatto il Recitativo accompagnato d’introduzione, che in un’Aria ambiziosa di 266 misure come la K 88 doveva pur esserci? Se c’era per la K 77, a maggior ragione i Mozart avrebbero dovuto prevedere un Accompagnato anche per la K 88.

Questioni d’attribuzione

La K 88, come del resto la K 77, presenta molte criticità ed è difficile che si possa eseguire così com’è fatta. NMA ha corretto le viole, trasportandole spesso d’una ottava, perché se suonano nel modo che hanno scritto i Mozart, danno dei problemi. Ne uscirebbe un pasticcio, e questo fatto andrebbe spiegato, anche se NMA tace.
La sovrascritta che l’Aria è di Mozart, oltretutto, appare tarda rispetto alle grafie dei Mozart, e con tutta probabilità è stata messa un bel po’ di tempo dopo il loro rientro a Salisburgo.

Le tre Arie

Poco prima di Carnevale, il 27 febbraio 1770, Leopold aveva detto alla moglie che il figlio era impegnato a comporre due arie, forse questa K 88, oltre alla K 77 “Misero tu.. Misero pargoletto”. Ma quanto tempo avrebbe impiegato a finirle, 11 giorni? E le opere che scriveva di getto e per ispirazione divina?
Si potrebbe concludere, come fa qualcuno, che le Arie scritte dai Mozart per la serata del conte Firmian a Milano del 12 marzo siano in totale tre, inclusa l’Aria “Misero tu non sei”, finita il 26 gennaio 1770 sul testo del Demetrio di Metastasio (I, 4), ma anche qui sorgono dei problemi. “Misero tu non sei”, nonostante certe recensioni entusiastiche in internet che la confondono con la K 77 “Misero tu.. Misero pargoletto”, è perduta e quindi non fa testo, e non è affatto sicuro che le altre 2 siano proprio la K 77 e la K 88. Gli autografi di queste due ultime Arie sono datati “Milano 1770”, ma a scrivere l’intestazione è ancora Leopold, il quale non è certo affidabile. In passato gli era capitato tra altre “sviste” di intestare a Wolfgang un pezzo che invece aveva scritto lui (vedi la K 21, “Va dal furor portata”).

Sotto la supervisione del padre

In entrambe le Arie K 88 e K 77 ci sono parecchie correzioni sempre fatte da Leopold che sovraintende come al solito ai lavori. Sicché a scrivere sono sempre (almeno) in due, e non sappiamo perciò chi ha composto per primo gli abbozzi, dai quali è stata tratta la bella copia della K 88.
Dagli indizi risulta che Leopold è l’autore più papabile. La sillabazione è infatti troppo corretta. Considerato lo stato della lingua italiana di Wolfgang, non è lui certo che ha organizzato i versi sotto le note. Mozart ha presumibilmente messo in bella quello che il padre o qualcuno gli aveva già preparato in brutta. Che si sia trattato di un lavoro “multitasking”, affidato all’uno e contemporaneamente all’altro, lo testimonia anche una parte superstite del violone che accompagna la K 77 scritta per metà da Wolfgang e per metà da Leopold.
La K 88 è una bella copia, ricavata con tutta probabilità da parti separate. Lo si vede anche dalle cancellature per sei misure consecutive.

K 88, parte del basso copiata e l’inizio della cancellatura.

Senza contare il fatto che ci sono cambi di inchiostro e di grafia non registrati da NMA.

Leopold copista

Nella lettera del 13 marzo 1770, già citata, Leopold aveva ammesso d’aver copiato solo le parti del violino. Wolfgang avrebbe dovuto firmarsi e datare la sua musica, e invece non l’ha fatto. Il padre s’è sentito in dovere d’aggiungere più tardi l’intestazione, alla quale dovette tenere evidentemente più lui del figlio. Si preoccupò di attribuirgli il pezzo dimenticandosi di segnare l’organico! La partitura della K 88 non fornisce infatti nessuna indicazione sugli strumenti che debbono suonare. NMA, l’edizione critica, deve immaginarsi l’organico della K 88, che presumibilmente comprendeva due trombe e due corni, dati invece per certi nelle edizioni a stampa. Nella K 88 “Fra cento affanni e cento” c’è anche il problema delle viole, perché così come sono indicate “con la parte” non possono suonare e vanno perciò trasportate di un’ottava.

Eccesso di prudenza

Leopold aveva preferito copiare la musica delle Arie da concerto da sé per non darle ad estranei e risparmiare. Ad affidare la musica a un copista i Mozart avrebbero forse corso il rischio che i pezzi venissero loro sottratti come temeva Leopold, ma in cambio gli avrebbero corretto almeno le parti delle viole garantendo un lavoro professionale, ed evitando a NMA, edizione critica delle opere di Mozart, di dover correggere decine di battute.



Le puntate monografiche dedicate a Mozart la caduta degli dei Parte prima, Mozart la caduta degli dei – Parte seconda, Mozart Il flauto magico, trasmesse da Radio Vaticana, riguardano le opere che Wolfgang Amadeus Mozart ha scritto dalla sua infanzia sino al Requiem, comprese tutte le prime composizioni, ad esempio il Quaderno londinese o la sinfonia K 16. A quelle musiche sono dedicati interi capitoli, che fanno capire cosa e come Mozart realmente scrivesse negli anni della K 21.


Bibliografia di riferimento

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

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www.italianopera.org
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Leopold aveva preferito copiare la musica delle Arie da concerto da sé per non darle ad estranei e risparmiare. Ad affidare la musica a un copista i Mozart avrebbero forse corso il rischio che i pezzi venissero loro sottratti come temeva Leopold, ma in cambio gli avrebbero corretto almeno le parti delle viole garantendo un lavoro professionale, ed evitando a NMA, edizione critica delle opere di Mozart, di dover correggere decine di battute.
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