Laßt uns mit geschlungenen Händen

Inno di Mozart che Mozart non ha scritto

per soli, coro maschile e orchestra K 623a (Catalogo Köchel)

Köchel, catalogo delle Opere di Mozart, Cantata K 623a
Köchel, catalogo delle Opere di Mozart, Cantata K 623a

Catalogo Saint-Foix

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Catalogo Wyzewa, Saint-Foix, WSF 580

Cantata K 623a

in fa maggiore per due voci (TT) e basso.

  1. Laßt uns mit geschlungenen Händen  Allegro in fa maggiore;

Il coro Laßt uns mit geschlungenen Händen associato da
Köchel alla Cantata K 623 (al numero 6) è SPURIO perché manca nell’autografo.

Un inno di Mozart che non è di Mozart, in do maggiore con un bemolle in chiave
#stranezzedellamusicologia

La Cantata massonica K 623 non può finire in FA maggiore, essendo una cantata in DO maggiore. Inizia in do maggiore e logicamente finisce in do. Mozart sull’autografo ha riscritto infatti il coro d’apertura e ci ha aggiunto la parola FINE.

Köchel volle per forza di cose aggiungerci un altro coro, il K 623a, che NON fa parte di questa Cantata. Mozart abbiamo detto infatti la sua cantata massonica l’aveva finita lì.

Per concludere con un coro una composizione in do maggiore, occorre che il coro sia in DO maggiore. Ma questo purtroppo non era il caso.

Soluzioni

E se non è in do maggiore, come si fa? Beh. Nulla di più semplice. Non serve trasportarlo. Macché. Basta considerarlo in do, come si vede nella foto qui sotto (catalogo di Poggi Vallora), nonostante il bemolle in chiave e il fatto che inizi con accordo di FA e così finisca.

Il coro della K 623a oltre tutto non è di Mozart, ma di un suo fratello di loggia. Non è di Mozart anche perché l’autografo mozartiano della K 623 quel pezzo non lo riporta e le copie proprio lo snobbano.

Equivoci

E qui l’equivoco curioso. Gli austriaci, quando dovettero scegliere il proprio inno nazionale, vollero una musica di Mozart, e manco a farlo apposta, fidandosi del geologo Köchel, la scelta cadde su questo coro. che fu votato con entusiasmo. Si cambiò il testo, per adattarlo ai versi patriottici. Tutti soddisfatti. Poi ci si accorse che la musica non era di Mozart, ma ormai era troppo tardi.

Catalogo di Poggi e Vallora, coro della K.623a considerato in DO maggiore anziché FA . Questa musica è divenuta in seguito l'inno austriaco di Mozart
Catalogo di Poggi e Vallora, coro della K.623a considerato in DO maggiore anziché FA

Altre sviste

Il testo NON è di Schikaneder, come viene erroneamente riportato qui sopra da Poggi-Vallora, e da molti altri.

Segnaliamo che l’edizione critica NMA per la Cantata K 623 riporta tra l’altro in modo errato la voce del catalogo personale di Mozart.


L’inno passepartout

Il coro è usato con la cantata K 623 dai massoni nel mondo intero che solennizzano perciò i loro incontri, forse inconsapevolmente, con l’inno d’Austria.


Di Mozart e delle sue Opere parla in dettaglio il libro Mozart la caduta degli dei di Luca Bianchini, Anna Trombetta, Lecce, 2018. Per la Cantata vedi anche Mozart il Flauto magico.

Partitura

Qui sotto la partitura dell’edizione Breitkopf, nella quale è incluso il coro K 623a attribuito arbitrariamente a Mozart

L’esame di Bologna

Antifona Quaerite primum regnum Dei

Antifona Quaerite a cappella per soprano, contralto, tenore, basso K 86 (catalogo Köchel)

Köchel, catalogo delle opere di Mozart, K 86, Antifona: Quaerite primum regnum Dei
Köchel, catalogo delle opere di Mozart, K 86, Antifona: Quaerite primum regnum Dei

Catalogo Saint-Foix

Catalogo Wyzewa Saint-Foix, WSF-100, Antifona: Quaerite primum regnum Dei
Catalogo Wyzewa Saint-Foix, WSF-100, Antifona: Quaerite primum regnum Dei

Antifona Quaerite K 86

Quaerite primum regnum Dei
Antifona in re minore per quattro voci a cappella
soprano, contralto, tenore, basso
Compito d’esame copiato a Bologna il 9 ottobre 1770

L’Antifona è SPURIA perché in realtà è di Padre Martini, che ha passato il compito d’esame a Mozart.


La musica, erroneamente riportata dal
Catalogo Köchel, NON è di Mozart. Si tratta di una truffa, testimoniata dal Gaspari. La versione di Mozart era scorretta, e non avrebbe superato l’esame di filarmonico accademico. E perciò Padre Martini passò a Wolfgang la partitura corretta che invece rispetta le regole del contrappunto.

Mozart sapeva che la versione, riportata da Köchel, non è la sua eppure la firmò a suo nome, come si vede qui sotto

Antifona Quaerite primum regnum Dei, Autografo di Mozart con la falsa attribuzione mp
Antifona Quaerite primum regnum Dei, versione di Martini attribuita falsamente a Mozart
K 86 Antifona Quaerite-primum regnum Dei: copiato da Mozart e segnato mp
K 86 Antifona Quaerite-primum regnum Dei. Versione copiata da Mozart e segnata mp

Questa è una truffa bella e buona. Della fattispecie s’occupava allora come oggi il codice penale, se solo se ne fossero accorti.


Anche Leopold sapeva che quell’Antifona non era farina del sacco di suo figlio, eppure falsificò l’altra copia che è conservata ora a Salisburgo, attribuì la musica di Martini a Wolfgang mp (manu propria, di propria mano) e sbagliò pure la data.

Un mazzo di due di picche

Carta 2 di picche

Le conseguenze notevoli sono, tra l’altro, che l’Antifona mozartiana che è lodata per la sapienza contrappuntistica non è di Mozart ma di Martini, che l’annotazione mp (manu propria, di propria mano per certificare sin dal medioevo l’autenticità dei pezzi) non ha valore nel caso dei Mozart, che tutti i pezzi coevi attribuiti a Mozart che rispettano in qualche modo lo stile del contrappunto antico sono falsi (ad esempio il K 44, esaltato perché espressione dell’abilità compositiva raggiunta dal ragazzo), che le datazioni non sono per nulla credibili, che Wolfgang non è il miracolo che si dice, e che il catalogo Köchel è inaffidabile.

I manoscritti

L’eleborato di Padre Martini (a Bologna) riporta il titolo falso Del Sig. Cav. Gio. Amadeo Wolfgango Mozart fatta per l’ingresso nella Accademia de Filarmonici. Da qui la lunga serie di pubblicazioni falsamente attribuite a Mozart. Il fatto ancora più grave è però questo. Di questo lavoro di Padre Martini attribuito falsamente a Mozart esistono due copie scritte da Wolfgang Amadeus Mozart, la prima conservata a Bologna, l’altra a Salisburgo. Entrambe sono firmate da Mozart come se le avesse fatte lui.

Le due copie a Bologna e a Salisburgo

Quella di Bologna è di AMADEO Wolfgango Mozart mp. Ma è un falso. Quella di Salisburgo è un capolavoro di falsità! Perché il titolo l’ha messo
il padre Leopold: dal Sgr. Cavaliere Wolfgango Amadeo Mozart di Salisburgo, con sopra la certificazione di Nissen: autografo di Mozart. Scritto nella Sala dell’accademia filarmonica di Bologna le 10 d’Ottobre 1770.

Significato di mp

Le firme di Wolfgang Amadeus Mozart sugli autografi valgono come il due di picche per le attribuzioni. La sigla mp (manu propria, usata spesso per attestare l’autenticità del manoscritto) significa nel caso specifico che la musica è un falso. Anche il Requiem riporta ad esempio la data 1792 (l’anno dopo che Mozart è morto) e la firma mp!

Quello che certifica Leopold Mozart vale quindi zero. Le date sui manoscritti sono inattendibili. L’appropriazione indebita è pratica consolidata di casa Mozart. Di certo l’esame di Wolfgang non è valido e il suo titolo di Cavaliere filarmonico vale come il due di picche.


Di Mozart, delle sue Opere e dell’Antifona Quaerite K 86 parla in dettaglio il libro Mozart la caduta degli dei di Luca Bianchini, Anna Trombetta, Lecce, 2018.

Eine Kleine Freimaurer-Kantate

Una piccola Cantata massonica

per soli, coro maschile e orchestra K 623 (Catalogo Köchel)

Köchel, catalogo delle Opere di Mozart, K 623, Piccola Cantata Massonica
Köchel, catalogo delle Opere di Mozart, Cantata K 623 Edizioni, Autografo

Köchel, catalogo delle Opere di Mozart, Cantata K 623

Catalogo Saint-Foix

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Catalogo Wyzewa, Saint-Foix, WSF 580

Cantata K 623

in do maggiore per tre voci (TTB), 1 flauto, 2 oboi, 2 corni, 2 violini, viola, basso.

  1. Laut verkünde unsre Freude – coro (TTB) – Allegro in do maggiore;
  2. Zum ersten Male, edle Brüder – Recitativo (T);
  3. Dieser Gottheit Allmacht ruhet – Aria (T) – Andante in sol maggiore;
  4. Wohlan, ihr Brüder – Recitativo (T);
  5. Lange sollen diese Mauern – Duetto (TB) – Andante in fa maggiore;
  6. Laut verkünde unsre Freude (TTB) – Allegro in do maggiore;

Il coro Laßt uns mit geschlungenen Händen associato da
Köchel a questa Cantata (al numero 6) è SPURIO perché manca nell’autografo.

Il testo NON è di Schikaneder, come viene spesso erroneamente riportato.

L’edizione critica NMA riporta in modo errato la voce del catalogo personale di Mozart.

Di Mozart e delle sue Opere parla in dettaglio il libro Mozart la caduta degli dei di Luca Bianchini, Anna Trombetta, Lecce, 2018. Per la Cantata vedi anche Mozart il Flauto magico.

Partitura

Qui sotto la partitura dell’edizione Breitkopf

Offertorium sub expositio venerabili

Ut cervus per juga

Offertorio K 177 (Catalogo Köchel)

Köchel, catalogo delle Opere di Mozart, Offertorio K 177
Köchel, catalogo delle Opere di Mozart, K 177 - autografi e edizioni
Köchel, catalogo delle Opere di Mozart, K 177

Offertorio K 177

in re maggiore per quattro voci (SATB), 2 corni, 2 violini, viola, basso e organo.

SPURIO

Conventur sedentes – recitativo per soprano in re maggiore
Ut cervus per juga – duetto – Un poco Allegro in re maggiore
Benedicite, sacerdotes Domini – recitativo per basso in sol maggiore
Benedicite, angeli Domini – coro – Andantino in re maggiore

L’opera è SPURIA perché manca l’autografo. L’attribuzione a Leopold Mozart è pure inventata. Chissà perchè una volta scoperto che non è di Wolfgang l’hanno dovuto assegnare al padre. Il coro finale è identico all’Offertorio Benedicite K 342, che è quindi a sua volta SPURIO

Di Mozart e delle sue Opere parla in dettaglio il libro Mozart la caduta degli dei di Luca Bianchini, Anna Trombetta, Lecce, 2018. Per l’Offertorium Sub expositio venerabili vedi Mozart la caduta degli dei alla pagina 297, 296.

Partitura

Qui sotto la partitura dell’edizione Breitkopf che attribuisce l’Oratorio senz’altro a Mozart!

Offertorium pro Festo Sancti Benedicti

Scande Coeli limina, anima sanctissima.

Offertorio K 34 (Catalogo Köchel)

Köchel, catalogo delle Opere di Mozart, Offertorio K 34
Köchel, catalogo delle Opere di Mozart

Offertorio WSF 44 (Catalogo Wyzewa / SaintFoix)

Catalogo Wyzewa Saint-Foix
Catalogo Wyzewa Saint-Foix

Offertorio K 34

in do maggiore per soprano, coro (SATB), 2 trombe, timpani, 2 violini, basso e organo.

I. Aria per soprano, Andante in do maggiore.
II. Coro, Cara o pignora, per coro (SATB), Allegro in do maggiore.

L’opera è SPURIA perché manca l’autografo. L’attribuzione a Mozart è infatti tarda, ed è ricavata da una copia delle parti del primo Ottocento conservata a Salisburgo. Una mano sconosciuta ha incollato sulla copertina (chissà quando) l’etichetta con scritto che è del Signore Wolfgango Mozart.

Sarebbe stato eseguito a Seeon in Baviera il 21 marzo 1767, ma il luogo è desunto da un’altra copia della partitura. Questa è ancora più tarda, addirittura di metà Ottocento! La data 21 marzo è proposta da Wyzewa / Saint-Foix, i quali suppongono che l’Oratorium debba essere stato scritto per forza di cose per la festa di San Benedetto, che cade appunto il 21 marzo. Solo che i Mozart il 21 marzo non risulta fossero a Seon in Baviera!

Confusione

Nel catalogo di Poggi e Vallora è scritto che Leopold si occupava dell’istruzione del figlio. La notizia è riportata da precedenti biografie mozartiane. A proposito di scuola, l’autore dell’Offertorium, chiunque esso sia, non dovette certo brillare in latino. Il testo all’inizio del brano è del coro che chiama l’anima di San Benedetto, e il compositore l’affida al Soprano. La seconda parte è la risposta del Santo che è cantata invece dal coro. Immaginiamo la faccia dei padri benedettini, che al contrario il latino lo masticavano bene.

Di Mozart e delle sue Opere parla in dettaglio il libro Mozart la caduta degli dei di Luca Bianchini, Anna Trombetta, Lecce, 2018. Per l’Offertorium Scande Coeli limina vedi Mozart la caduta degli dei alle pagine 295, 296.

Partitura

Qui sotto la partitura dell’edizione Breitkopf che attribuisce l’Oratorio senz’altro a Mozart!