K 81 Sinfonia in re maggiore

Catalogo Breitkopf del 1775 con la K 81

Sinfonia K 81 n.44

Musica: manca l’autografo.
Luogo: ?
Data: ?

Movimenti: Allegro in 4/4; Andante in 2/4; Allegro molto in 3/8.
Organico: 2 oboi, 2 corni in re, 2 violini, viola e basso.
Tonalità: re maggiore.

Fonti: manca l’autografo. Una copia delle parti del primo Ottocento l’attribuisce a Wolfgang; una copia della partitura del primo Ottocento l’attribuisce a Leopold; anche il catalogo Breitkopf del 1775 attribuisce la sinfonia a Leopold.
Lettere: Il K 81 non compare in nessuna lettera, nonostante qualcuno dica di sì, riferendosi a quella del 25 aprile 1770 inviata da Wolfgang alla sorella. Da Roma parla genericamente di una sinfonia che deve essere finita, non della sinfonia in re K 81.

Manca l’autografo

Il manoscritto autografo della sinfonia K 81 non c’è più. Quindi non è possibile dire con certezza chi l’abbia scritta, dove e se l’abbiano eseguita.

Una copia l’attribuisce a Wolfgang

C’è una copia tarda dell’Ottocento che attribuisce questa sinfonia in re a Mozart. Si tratta di parti orchestrali che provengono dal fondo di Aloys Fuchs, e che ora si trovano nell’archivio degli Amici della Musica di Vienna, con la segnatura: XIII 20026 (Q 18464).
Il titolo è questo: “Sinfonia / à / 2 Violini / Alto Viola / 2 Oboe / 2 Corni in D. / con / Basso. / Del Sig.re Cavaliere Wolfgango Amadeo Mozart. / in Roma 25. aprile 1770″.
Nell’angolo in alto a sinistra della stessa pagina è la nota di Aloys Fuchs: “Dono / di Aloys Fuchs / il 25/9 1843″.

Un’altra copia l’attribuisce a Leopold

Una copia della partitura è alla Staatsbibliothek di Berlino con la segnatura mus.ms. 15.235/12. Sono 21 pagine in formato orizzontale, con 12 pentagrammi a pagina. Questa sinfonia K 81 è unita all’altra sinfonia in re maggiore K 84. Tutte e due, la K 81 e la K 84 sono dette di Leopold Mozart. Sull’etichetta il titolo scritto da Aloys Fuchs recita infatti: “2 / Sinfonie in D# / per l’orchestra composte / da / Leopold Mozart”.
Un’altra mano, tempo dopo, ha corretto, non si sa perché: “composte da W.A. Mozart / Maestro di cappella a Salisburgo”. Oltretutto, se si fa riferimento al viaggio in Italia, Wolfgang non era Maestro di cappella a Salisburgo.

Partitura della K 81 attribuita a Leopold Mozart

La musica della partitura della K.81 attribuita a Leopold nel manoscritto di Berlino è la stessa della copia viennese, in parti separate, attribuita a Wolfgang.

Catalogo Breitkopf

Nel catalogo del 1775 dell’editore Breitkopf di Lipsia la sinfonia K 81 è attribuita ancora a Leopold Mozart, come si vede nella prima immagine in alto.

Chi è il vero autore?

Essendo attribuita a Leopold Mozart, e solo in seguito a Wolfgang, è molto probabile che la K 81 sia proprio di Leopold, o, perché no, di qualche altro compositore. La doppia attribuzione può significare infatti anche quello. Manca l’originale da cui qualcuno l’ha tratta, e i tempi e i luoghi dell’operazione ci sono per ora sconosciuti, nonostante il catalogo Köchel l’abbia considerata di Wolfgang.

Catalogo Köchel, K.81, Sinfonia in re maggiore
Catalogo Köchel, K 81, Sinfonia in re maggiore

Wyzewa e De Saint-Foix

Wyzewa e De Saint-Foix sanno che l’autografo di questa sinfonia è sconosciuto, e che esiste una vecchia copia alla Società viennese degli Amici della Musica con l’etichetta che attribuisce la sinfonia a Wolfgang. Lì la data è Roma, 25 aprile 1770, mentre Wyzewa e De Saint-Foix la spostano al 27 aprile, calcolando non si sa come che Mozart avrebbe finito di scriverla due giorni dopo! Questa etichetta non è però scritta né da Mozart stesso né da suo padre, ed è ovvio secondo loro, che il copista non se la sia inventata ma l’abbia tratta dal manoscritto autografo.

Scienziati senza alcun dubbio

Per i due musicologi francesi questa sinfonia K 81 è “senza dubbio” quella di cui Mozart ha parlato a sua sorella nella lettera romana del 25 aprile 1770: “terminerò una sinfonia … un’altra mia sinfonia è ora dal copista che altri non è se non mio padre”. La sinfonia che il ragazzo stava “terminando” dicono sia questa K 81 in re maggiore; mentre l’altra, che il padre stava copiando, scrivono che è “senza dubbio”, o la K 97 o la K 95, entrambe in re maggiore, propendendo molto più la seconda, in quanto il carattere italiano è più accentuato. L’importante è crederci. La situazione lascia aperti molti dubbi, a differenza delle certezze che guidano questi due studiosi.

Catalogo Wyzewa - de Saint-Foix 89, K.81, Sinfonia in re maggiore
Catalogo Wyzewa – De Saint-Foix 89, K.81, Sinfonia in re maggiore

Il mito di Mozart

La teoria dominante è quella del mito del genio assoluto. Essendo Wolfgang il prodigio, il novello Apollo, a differenza di Leopold che è considerato sostanzialmente un mediocre, è ovvio che abbia scritto lui le musiche quando era in Italia. Anche se lavorava fianco a fianco con il padre, a Wyzewa e De Saint-Foix pare assurdo che Leopold abbia composto qualcosa di decente. Come potrebbe avergli suggerito le melodie, avergliele armonizzate, se a Wolfgang le composizioni già sgorgavano di getto, senza fatica alcuna, senza bisogno di sedersi neppure al cembalo. Erano già complete nella sua mente, come recitava la lettera falsa al Barone von P. scritta nell’Ottocento. L’aiuto che avrebbe potuto dargli il padre, a parte il fargli da copista, era del tutto superfluo date quelle false premesse. Queste sono però invenzioni romantiche che rimbalzano ancora nel Novecento nelle biografie mozartiane, compresa quella dei due studiosi francesi.

Ipotesi ad hoc

Nel caso di difficoltà insormontabili, come l’attribuzione esplicita della K 81 a Leopold, i musicologi Wyzewa e De Saint-Foix creano ipotesi ad hoc. Leopold Mozart, dicono, avrà probabilmente fatto solo il copista dei lavori del figlio. Avrà ricopiato in bella anche la sinfonia K 81, come ha fatto con tutto il resto, e questo spiegherebbe perché nei cataloghi di Breitkopf del 1775 la sinfonia è considerata un lavoro di Leopold Mozart. L’editore avrà preso per buona la sua grafia. E se a sbagliare fossero stati loro, invece di Breitkopf?

Essi presuppongono che la lettera del 25 aprile 1770 si riferisca proprio a questa sinfonia, e sottovalutano il fatto che manca l’autografo, presumendo che il copista ottocentesco abbia riportato data, luogo e firma dal manoscritto originale. Quante cose scientificamente azzardate! Esiste invece una copia della partitura, riferibile anch’essa a Fuchs, che attribuisce il lavoro a Leopold, oltre al catalogo Breitkopf.

Cosa serve d’altro per fare uscire la K 81 dal catalogo Köchel? Quali criteri scientifici obbligano a lasciarcela? Forse hanno a che vedere con interessi commerciali? Che fine ha fatto la scienza?

Riserve su Leopold

L’analisi stilistica di Wyzewa e De Saint-Foix è, del resto, pura speculazione: “Possiamo aggiungere senza timore – dicono – che, soprattutto, non vi è una nota di questa sinfonia che possa venire dall’invenzione pesante e banale di Leopold Mozart”. Come fanno anche solo a pensarlo?

Errori inspiegabili

Gherardo Casaglia si spinge più in là, parlando di “errore”, perché secondo lui, chi l’ha attribuita a Leopold ha sbagliato. Ma si guarda bene dal dire il perché.

Definitivamente riconsegnata nelle mani di Wolfgang

Poggi e Vallora (Mozart. Signori il catalogo è questo) ritengono che questo lavoro appartenga al gruppo di sinfonie italiane scritte “in vivace successione” tutte nel 1770. Scrivono che è stata attribuita a Leopold “prima di essere riconsegnata definitivamente nelle mani di Mozart”. Ora, in scienza non v’è nulla di definitivo, men che meno in una materia come questa se l’autografo non c’è, e se si ignorano tutti i documenti che contraddicono questa idea.

La musicologia finisce così per somigliare alla peggiore metafisica, alla stregoneria di bassa lega, e, cieca di fronte a quel che dicono i manoscritti, pretende di insegnare agli altri a non vedere.

Sigillo d’autenticità

A mo’ di sigillo, Poggi e Vallora riportano il giudizio di Alfred Einstein, cugino del più noto scienziato, il quale ritenne strano che Leopold avesse scritto qualcosa in Italia per far concorrenza a suo figlio. Partendo da questo preconcetto, Einstein attribuì senz’altro la sinfonia a Wolfgang, dimenticandosi di tutto il resto. Secondo lui la sinfonia è riuscita meglio delle altre, e quindi la cosa sarebbe ancora più assurda se fosse del padre. Quanta fiducia riponeva Einstein nella capacità musicali di Leopold! Ma non è Leopold che ha insegnato tutto al figlio?

Accadde l’inimmaginabile

I musicologi non sono disposti anche solo a immaginare che Wolfgang abbia fatto eseguire a nome suo una sinfonia del padre. Il genio non può fare di queste cose.
Se la sinfonia K 81 è di Leopold, come gli indizi fanno supporre, e Wolfgang la stava completando a Roma il 25 aprile 1770, dicendo che è sua, come scrive nella lettera, questo è un gran problema. Mette in discussione la veridicità delle lettere, le attribuzione dei pezzi precedenti, contemporanei e a venire, la credibilità di Wolfgang e di Leopold, che gli ha fatto da spalla.
Mancando il manoscritto autografo, ed essendoci delle copie, una pro Wolfgang e l’altra pro Leopold, e un catalogo ufficiale di Breitkopf a sancire che è del padre, viene da chiedersi, che valore abbiano le attribuzioni di questa sinfonia a Wolfgang.
Ci sono infatti dei musicologi che spingono perché sia levata definitivamente dal catalogo Köchel.

Conclusioni

In una lettera del 1781 Leopold scrisse che Breitkopf non aveva in catalogo che alcune sonate di Wolfgang e che altre cose del figlio non le aveva ancora viste. Il catalogo Breitkopf del 1775 ha quindi tutte le ragioni per dire una volta per tutte che la sinfonia K 81 è di Leopold, il quale, stando ai precedenti, chissà dove l’avrà presa, e chissà quando l’avrà composta. Altro che viaggio in Italia!

Nella K 81 sono tipiche di Leopold le ripetizioni vuote dell’Andante in 2/4. La sua firma appare nell’ultimo Tempo, quello di caccia in 3/8. Lui sì che era appassionato di quel genere leggero di musica descrittiva senza grandi pretese: Nozze contadine con versi, urla e spari, Viaggi in slitta, e, perché no, una sinfonia di caccia. L’avrà forse riciclata per il suo viaggio in Italia?

Stesso problema di attribuzione si ritrova nella sinfonia K 84, che come questa è di Leopold, ma ne parleremo in un prossimo articolo. Tutte e due le sinfonie K 81 e K 84 se ne stanno ancor oggi indisturbate nel catalogo Köchel come fossero autentiche e certificate.



Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Sul periodo dal 1781 in poi, per la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
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il catalogo Breitkopf del 1775 che conferma che la K 81 è di Leopold. Cosa serve d'altro per farla uscire dal catalogo Köchel? Quali criteri scientifici obbligano a lasciarcela?
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