Lettera del 26 gennaio 1770

di W.A. Mozart da Verona alla sorella a Salisburgo
(BD I, 158)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Wolfgang Amadeus Mozart del 26 gennaio 1770 tradotta dall’originale tedesco di Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen, mentre in rosso, tra parentesi graffe, è la traduzione della lettera così come l’ha pubblicata Nissen nella Biografia di Wolfgang Amadeus Mozart. Il libro di Georg Nikolaus Nissen, curato in realtà da Constanze la vedova di Mozart, è uscito postumo a Lipsia nel 1828 (vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase (Le) 2019).

Tra virgolette è il testo originale. Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli dei paragrafi, e alcune spiegazioni dei termini o delle parole; in coda alla lettera ci sono nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori. Evidenziato in giallo è il testo originale in italiano o in francese.

[Da Milano]

Milano, il 26 gennaio 1770

calendario relativo alla lettera del 7 gennaio 1770

Milano, 26 gennaio 1770
Mi rallegro di tutto cuore che tu ti sia divertita così tanto con questa corsa in slitta, e ti auguro mille occasioni di divertirti, perché tu possa trascorrere la tua vita allegramente. Ma mi preoccupa che tu abbia fatto sospirare e soffrire il signor von Mölk così a lungo, e che tu non sei andata in slitta con lui, in modo che potesse farti rovesciare: quanti fazzoletti avrà adoperato quello stesso giorno piangendo per colpa tua; e avrà preso prima due mezze once di digestivo per espellere l’orribile impurità del suo corpo.

[Nessuna nuova, buona nuova]

Non so niente di nuovo, se non che il signor Erudito [“gelehrt”], il poeta, è morto a Lipsia, e che dopo la sua morte non ha più scritto poesie. Proprio prima di iniziare questa lettera ho scritto un`aria del Demetrio, che comincia così:

Misero Tu non sei:
Tu spieghi il Tuo Dolore;
e se non desti amore;
Ritrovi almen pietà.

Misera ben son io
che nel segretto laccio
amo, non spero e taccio
e l`idol mio nol sà.

[Pare un granatiere]

L’opera di Mantova è stata graziosa, hanno suonato il Demetrio. La prima Dona canta bene, ma piano, e perciò se non la si vedesse recitare ma solo cantare si potrebbe pensare che non canta affatto, perché non è capace di aprire la bocca, bensì mugola ogni cosa, la qual cosa per noi non è certo una novità. la seconda Dona pare un granatiere e ha pure una voce potente, e invero non canta male considerando il fatto che recita per la prima volta. il primo uomo il musico canta bene, ma ha una voce irregolare, si chiama Caßelli. il Secondo uomo è già vecchio e non mi piace, si chiama (..…) tenore Uno si chiama otini e non canta male, ma ha un portamento grave, come tutti i Tenore italiani [“italianische Tenore”], ed è nostro ottimo amico.

[Un ballerino grottesco]

Non so come si chiama l’altro, è ancor giovane, ma niente di raro. primo ballerino. Bravo. prima Ballerina: brava, e si dice che non è affatto male, ma io però non l’ho vista da vicino. Gli altri sono come di solito; c’era lì un danzatore grottesco, che salta bene, ma non sa scrivere come me: come pisciano le scrofe.

[L’orrchestro]

L’Orcchestro non era male. A Cremona l’orcchestro era buona, e il primo violino si chiama Spangnoletto. prima Dona, non male, già vecchia, credo, come un cane, non canta tanto bene come recita: è la moglie di un violinista che suona nellopera, lei si chiama Masi. L’opera si intitola: La clemenza di Tito. seconda Dona, non brutta sulla scena, giovane, ma niente di straordinario. primo huomo Musico cichognani. Una bella voce, e un bel Cantable. Gli altri due castrati, giovani e passabili. Tenore: si chiama: non lo sò. Ha un che di piacevole, sembra Le Roi di Vienna che è venuto da Leman. Ballerino primo: bravo, Ballerina prima, brava, e un grandissimo cane. C’era una danzatrice che ha ballato non male, e, quale Capod’opera, non è brutta né sulla scena né fuori. Gli altri erano come sempre. C’era anche un ballerino grottesco, che a ogni salto mollava una scoreggia.

[Primo aprile]

Di Milano non posso davvero scriverti granché, non siamo ancora stati all’opera, ma abbiamo sentito che l’opera non ha successo. aprile primo uomo canta bene, ha una voce bella e omogenea, lo abbiamo sentito in una chiesa dove c’era una grande festa: Madam Piccinelli di Parigi, che ha cantato al nostro concerto, recita nell’opera: Monsieur Bicch, che danzò a Vienna, ora danza qui a Milano. L’opera si intitola: Didone abbandonata. Quest’opera finirà presto e il Sig. piccini, che scrive la prossima opera, è qui a Milano. Ho sentito dire che la sua opera si intitola: Cesare in eccito.

[Feste da ballo]

Qui ci sono anche delle feste di ballo: che non appena termina l’opera, comincia la festa di Ballo. La moglie del maggiordomo del Conte de Firminan è una viennese, venerdì scorso abbiamo pranzato da loro, e la prossima domenica mageremo ancora là. Stammi bene, e bacia le mani alla mamma per me mille volte, perché io resto sino alla morte il tuo fido fratello
Wolfgang de Mozart
Nobile di hochenthal
amico della casa degli aritmetici
.

[La lettera secondo Nissen]

{Il 26 gennaio 1770
Mi rallegro di tutto cuore che tu ti sia divertita così tanto con questa corsa in slitta, e ti auguro mille occasioni di divertirti, perché tu possa trascorrere la tua vita allegramente. Ma mi preoccupa che tu abbia fatto sospirare e soffrire il signor von Mölk così a lungo, e che tu non sei andata in slitta con lui, in modo che potesse farti rovesciare: quanti fazzoletti avrà adoperato quello stesso giorno piangendo per colpa tua; e avrà preso prima tre mezze once di digestivo per espellere l’orribile impurità del suo corpo. Non so niente di nuovo, se non che il signor Gellert , il poeta, è morto a Lipsia, e che dopo la sua morte non ha più scritto poesie. Proprio prima di iniziare questa lettera ho scritto un`aria del Demetrio, che comincia così:

Misero tu non sei:
tu spieghi il tuo dolore;
E se non desti amore;
Ritrovi almen pietà.

Misera ben son io
che nel segretto laccio
amo, non spero e taccio
e l`idol mio nol sà.

L’opera di Mantova è stata graziosa, hanno suonato il Demetrio. La prima donna canta bene, ma piano, e perciò se non la si vedesse recitare ma solo cantare si potrebbe pensare che non canta affatto, perché non è capace di aprire la bocca, bensì mugola ogni cosa, la qual cosa per noi non è certo una novità. la seconda donna pare un granatiere e ha pure una voce potente, e invero non canta male considerando il fatto che recita per la prima volta. Il primo uomo, il musico canta bene, ma ha una voce irregolare, si chiama Caselli. Il secondo uomo è già vecchio e non mi piace. Il tenore si chiama Ottini e non canta male, ma ha un portamento grave, come tutti i tenori italiani, ed è nostro ottimo amico. Non so come si chiama l’altro, è ancor giovane, ma niente di raro. Primo ballerino. Bravo. Prima Ballerina: brava, e si dice che non è affatto male, ma io però non l’ho vista da vicino. Gli altri sono come di solito; c’era lì un danzatore grottesco, che salta bene, ma non sa scrivere come me: come pisciano le scrofe.
L’Orchestra non era male. A Cremona l’orchestra era buona, e il primo violino si chiama Spagnoletta. Prima donna, non male, già vecchia, credo, come un cane, non canta tanto bene come recita: è la moglie di un violinista che suona nell’opera, lei si chiama Masci. L’opera si intitola: La clemenza di Tito. Seconda donna, non brutta sulla scena, giovane, ma niente di straordinario. primo huomo, musico Cicognani. Una bella voce, e un bel Cantabile. Gli altri due castrati, giovani e passabili. Tenore: si chiama: non lo so. Ha un che di piacevole, sembra Le Roi di Vienna. Ballerino primo: bravo, Ballerina prima, brava, e un grandissimo cane. C’era una danzatrice che ha ballato non male, e, quale Capod’opera, non è brutta né sulla scena né fuori. Gli altri erano come sempre. C’era anche un ballerino grottesco, che a ogni salto mollava una scoreggia. Di Milano non posso davvero scriverti granché, non siamo ancora stati all’opera, ma abbiamo sentito che l’opera non ha successo. Aprile, il primo uomo canta bene, ha una voce bella e omogenea, lo abbiamo sentito in una chiesa dove c’era una grande festa: Madam Piccinelli di Parigi, che ha cantato al nostro concerto, recita nell’opera: Monsieur Pick, che danzò a Vienna, ora danza qui. L’opera si intitola: Didone abbandonata. Quest’opera finirà presto e il Sig. Piccini, che scrive la prossima opera, è qui. Ho sentito dire che la sua opera s’intitola: Cesare in Egitto.
Wolfgang de Mozart
Nobile di Hochenthal
amico della casa degli aritmetici [Nissen (163-166).}

[Mozart conosceva l’italiano?]


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Per il periodo dal 1781 in poi, la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it

Poscritto del 7 gennaio 1770

di W.A. Mozart da Verona alla sorella a Salisburgo
(BD I, 153)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Wolfgang Amadeus Mozart del 7 gennaio 1770 tradotta dall’originale tedesco di Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen, mentre in rosso, tra parentesi graffe, è la traduzione della lettera così come l’ha pubblicata Nissen nella Biografia di Wolfgang Amadeus Mozart. Il libro di Georg Nikolaus Nissen, curato in realtà da Constanze la vedova di Mozart, è uscito postumo a Lipsia nel 1828 (vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase (Le) 2019).

Tra virgolette è il testo originale. Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli dei paragrafi, e alcune spiegazioni dei termini o delle parole; in coda alla lettera ci sono nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori. Evidenziato in giallo è il testo originale in italiano o in francese.

[Da Verona]

Carissima sorella. 1770 Verona il 7 di Jenuario

calendario relativo alla lettera del 7 gennaio 1770

[Terroni]

Me la sono presa con te per aver dovuto attendere così a lungo e invano una risposta, e ne avevo anche le ragioni, perché non ho ricevuto la tua lettera del primo. Qui finisce il tanghero tedesco, e comincia il tanghero terrone.

{ho fatto una lettera lunga una spanna, perché ho dovuto aspettare invano una tua risposta, e ne avevo anche motivo, perché non ho ricevuto la tua lettera. Qui finisce il tanghero tedesco [“Teutsche tölpel”], e comincia il tanghero terrone [“Wälsche Tölperl”] (Nissen, 159-160)}.

[Mozart conosceva l’italiano?]

“Lei è piu franco nella langua italiana, di quel che mi hò imaginato. lei mi Dica la cagione, perchè lei non fù nella Comedia che anno giocato i cavalieri? adeßo sentiamo sempre opere: che è Titulata: Il Ruggiero. Oronte il padre di bradamento è unprencipe, (fà il sig. afferi) un bravo cantante, un paritono, ma” (forzato quando starnazza in falsetto negli acuti, tuttavia non tanto quanto Tibaldi a Vienna).

{“Lei è piu franca nella lingua italiana, di quel che mi hò imaginato. Lei mi dica la cagione, perchè Lei non fà nella Comedia che anno giocato i Cavalieri? adesso sentiamo sempre una Opera titolata: Il Ruggiero. Oronte il padre di Bradamante è un principe, (fa il Sign. Afferi), bravo cantante, un baritono, ma” forzato quando starnazza in falsetto negli acuti, tuttavia non tanto quanto Tibaldi a Vienna (Nissen, 160)}.

[Nissen corregge gli errori]

“Bradamenta, figlia d’oronte, inamorata di Ruggiero, ma,” (dovrebbe sposarsi con Leone, ma lei non lo vuole) “fà, una povera baroneßa, che hà avuto una gran disgratia, mà non sò chè? Recità” (sotto nome straniero, ma non so quale sia) “hà una voce paßabile, e la Statura non sarebbe male, ma distona come il Diabolo. Ruggiero un Ricco principe, inamorato della bradamenta, un Musico, canta un poco” alla Manzoli, “ed à una bellißima voce forte, ed è gia Vecchio, hà cinquanta cinque anni, ed à una” gola agile.

{“Bradamante, innamorata di Ruggiero, ma,” (dovrebbe sposarsi con Leone, ma lei non vuole) “fà, una povera Baronessa, che ho avuto una gran disgrazia, ma non sò la quale Recita” (sotto nome straniero, ma non so quale sia) “ha una voce passabile, e la statura non sarrebbe male, ma distuona come il diavolo. Ruggiero, un ricco principe innamorato di Bradamante, è un Musico: canta un poco” alla Manzoli, “ed a una bellissima voce forte ed è gia vecchio, ha 55 anni ed a una” gola agile}.

Leone, dovrebbe sposare la “bradamenta, reichischime est” [= è ricchissimo], se sia ricchissimo anche fuori del teatro, questo non lo so, “fà una Donna, la moglie di afferi, à una bellißima voce, ma c’è tanto sußurro nell theatro, che non si sente niente. Irene, fà una sorella di Lolli, del gran violinisto, che abbiamo sentito à Vienna. à una voce” nasale“, e canta sempre” un quarto troppo “tardi, ò troppo à buon ora. Ganno fà, un signor, che non sò come egli si chiama, è la prima volta che lui Recita.”

{“Leone, dovrebbe sposare la “Bradamante, ricchissimo è”, se sia ricco anche fuori del teatro, questo non lo so. “La moglie di Afferi che ha una bellissima voce, ma è tanto sussurro nel teatro, che non si sente niente. Irene fa una sorella di Lolli del gran Violinisto, che habbiamo sentito a Vienna. a una voce” nasale “, e canta sempre” un quarto troppo “hardi, ò troppo a buon’ora. Ganno fa, un signore che non sò come si chiama, è la prima volta chè lui recita.” (Nissen, 160)}.

[Giora Mascara]

Tra ogni atto c’è un balletto: qui c’è un bravo ballerino, che si chiama: Monsieur Ruesler è un tedesco, ed è proprio bravo a danzare, quando siamo stati all’opera l’ultima volta (ma non per l’ultima volta,) abbiamo fatto salire nel nostro “balco” il signor Ruesler, (perché abbiamo a disposizione il “balco” del Marchese Carlotti, perché abbiamo la chiave) e abbiamo parlato con lui.

{Tra ogni atto c’è un balletto: qui c’è un bravo ballerino, che si chiama: Monsieur Roesler. È un tedesco, ed è proprio bravo a danzare. Quando siamo stati all’opera l’ultima volta (ma non per l’ultima volta,) abbiamo fatto salire nel nostro “palco” il signor Roessler, (perché abbiamo a disposizione il “palco” del Marchese Carlotti, perché abbiamo la chiave) e abbiamo parlato con lui.

A proposito: ora tutti girano in “Mascara” [= mascherati], e quanto è “comote” [= comodo] quando si ha la propria maschera sopra il cappello e si ha il “privelegium” di non doversi togliere il cappello quando uno mi saluta, e di non chiamare nessuno per nome, ma sempre: “servitore umilißimo, giora Mascara [= signora maschera]. Cospeto di Baco”, è sensazionale: ma la cosa più rara è questa: che andiamo già a letto alle 7, 7 e mezzo: “se lei indovinaße questo, io dirò certamente, che lei sia la Madre, di tutti indovini.” Bacia da parte mia la mano alla mamma, e io ti bacio mille volte, e ti assicuro che resterò per sempre il tuo sincero, fedele fratello
“portez vous bien, et aimez moi toujours.” Wolfgang Mozart

A proposito: ora tutti girano in “Maschera”, e quanto è comodo quando si ha la propria maschera sopra il cappello e si ha il “privelegium” di non doversi togliere il cappello quando uno mi saluta, e di non chiamare nessuno per nome, ma sempre: “Servitore umilissimo, Signora Maschera. Cospetto di Bacco”, è sensazionale: ma la cosa più rara è questa: che andiamo già a letto 7 e mezzo: “se Lei indovinasse questo, io dirò certamente che Lei sia la Madre di tutti gli indovini.” Bacia da parte mia la mano alla mamma, e io ti bacio mille volte, e ti assicuro che resterò per sempre il tuo sincero fratello
“Portez Vous bien, et aimez moi toujours.” (Nissen, 161)}.

[Ti raccomando]

AGGIUNTA DI LEOPOLD MOZART
Bacio te e la Mamma migliaia di volte. Se cerchi i concerti in partitura, quelli che abbiamo portato con noi, li troverai nel ripiano di mezzo del mio armadio, dove stanno le sinfonie.
Ti raccomando il clavicembalo.


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Per il periodo dal 1781 in poi, la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it

7 gennaio 1770

Lettera di Leopold Mozart da Verona a sua moglie a Salisburgo
(BD I, 152)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Leopold Mozart del 7 gennaio 1770 tradotta dall’originale tedesco di Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen, mentre in rosso, tra parentesi graffe, è la traduzione della lettera così come l’ha pubblicata Nissen nella Biografia di Wolfgang Amadeus Mozart. Il libro di Georg Nikolaus Nissen, curato in realtà da Constanze la vedova di Mozart, è uscito postumo a Lipsia nel 1828 (vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase (Le) 2019).

Tra virgolette è il testo originale. Tra parentesi quadre sono le parti aggiunte, le quali comprendono i titoli dei paragrafi, e alcune spiegazioni dei termini o delle parole; in coda alla lettera ci sono nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori.

[Da Verona]

Verona, 7 gennaio 1770

calendario relativo alla lettera del 7 gennaio 1770

Mi spiace molto di non aver ricevuto il tuo primo scritto. Deve stare all’ufficio postale di Bolzano. M’informerò: perché da Innsbruck deve essere andato lì.

[Sosta a Bolzano]

Noi siamo, grazie a Dio, in buona salute! Te lo dico già all’inizio. Avresti fatto bene a scrivermi quante lettere hai ricevuto da me, perché una te l’ho scritta da Wirgl [Wörgl], una l’ho mandata tramite il cocchiere, poi una da Insprugg [Innsbruck] con la posta, e una da Botzen [Bolzano]. Devo chiederti per prima cosa di salutare il signor Ranftl, e riferirgli che siamo stati accolti con grande onore dal signor Stockhammer e che hanno offerto un pranzo costosissimo, durante il quale ho anche incontrato il mio vecchio amico signor Stickler. Al signor Kerschbaumer, insieme ai miei saluti, puoi dire che il signor Semelrock ci ha trattato con grande cortesia e ci ha dato anche una lettera di raccomandazione per Bologna. Siamo stati a Botzen [Bolzano] solo un giorno e mezzo.

[Arrivati a Rovereto]

Eravamo appena arrivati a Roveredo [Rovereto], quando è venuto da noi un certo Cristani, il quale ha fatto la parte della cameriera nella commedia Il figlio di Catone al Collegio Rupertino, e ci ha invitato a pranzo a nome del fratello per la giornata successiva. E chi era questo fratello? Tale Nicolaus Cristani che era a Salisburgo dal precettore dei paggi, il signor consigliere concistoriale Cristani, che è stato mio allievo di violino, e lui è la persona più importante di Roveredo [Rovereto] e di tutta la regione, poiché è capo del distretto a nome di Sua Maestà l’Imperatrice. Ti ricorderai ancora bene di lui, che abitava dai paggi. Appena siamo arrivati da lui, ha detto che il Wolfgang ti assomiglia, e si ricordava perfettamente il tuo aspetto. E chi abbiamo trovato lì? Il Signor Conte Septimo Lodron, il consigliere concistoriale Cristani, un certo Pilati, Vesti ecc. I primi due sono arrivati da Villa, una proprietà del conte Lodron: da Insprugg [Innsbruck] infatti era già arrivata a Roveredo [Rovereto] la notizia che noi saremmo venuti qui.

[Un’allegra tavolata]

Puoi immaginarti facilmente quanto piacere abbiamo provato nel rivederci insieme dopo 19, 20 e più anni, e quanto ci siamo divertiti a pranzo. Mentre eravamo a tavola, è venuto il cameriere particolare del signor von Cosmi che ci ha invitati a pranzo per il giorno seguente. E questa è stata di nuovo un’allegra tavolata! Tanto più che il signor von Cosmi, che è vedovo, s’era fidanzato con una graziosa signorina, con cui si è unito in matrimonio un paio di giorni dopo la nostra partenza. Ho ritrovato lì la sua vecchia signora madre e tre sorelle. Se fossimo rimasti più a lungo a Roveredo [Rovereto], avremmo dovuto abitare da lui; dovessimo tornare, ci dovremmo fermare da lui.

{A Rovereto il governatore ci ha dimostrato ogni cortesia. Da lui abbiamo trovato il conte Settimo Lodron e molti altri, che erano stati attirati là dal nostro arrivo (Nissen, 157-158)}.

[Il concerto a Rovereto dai Todesci]

Il signor barone Pizzini e il signor conte Lodron, ai quali eravamo stati raccomandati da Sua Eccellenza il Maresciallo di corte, ci hanno trattato con estrema cortesia. La nobiltà ha tenuto un concerto in casa del signor barone Todesci.

{Poco dopo la nobiltà ha fatto un concerto a casa del barone Todeschi (Nissen, 158)}.

[Onore a Wolfgang]

E chi era questo barone Todesci? Quello che a Vienna il signor Giovanni ha portato una volta da noi per sentire suonare il Wolfgang. Quale onore si sia fatto il Wolfgang è inutile scriverlo.

{È inutile descrivere tutto l’onore che s’è fatto Wolfgang (Nissen, 158)}.

[A veder l’organo della cattedrale]

Il giorno seguente, dopo pranzo, siamo andati all’organo della cattedrale; e sebbene solo 6 o 8 persone importanti avessero saputo che ci saremmo recati lì, abbiamo trovato tutta Roveredo [Rovereto] riunita in chiesa, tanto che dei tipi robusti sono stati costretti a farci strada a forza fino all’organo. Per mezzo quarto d’ora abbiamo avuto il nostro bel daffare per raggiungere lo strumento, visto che ognuno voleva stare davanti.

{Il giorno seguente siamo andati all’organo della chiesa principale [“auf die Orgel der Hauptkirche”] ; e sebbene solo 6 o 8 persone importanti l’avessero saputo, abbiamo trovato tutta Rovereto riunita in chiesa, tanto che dei tipi robusti hanno dovuto farci strada per arrivare al coro [“um uns den Weg auf das Chor zu bahnen”], e là per mezzo quarto d’ora abbiamo avuto il nostro bel daffare per raggiungere l’organo, visto che ognuno voleva stare davanti (Nissen, 158)}.

[Rovereto]

Siamo stati quattro giorni a Roveredo [Rovereto]. Questo luogo non è grande, e una volta era assai cattivo, ma, grazie agli abitanti, da tempo è diventato sempre più ricco, perché la maggior parte della gente campa della coltivazione della vite e del commercio della seta. Adesso vi sono case molto ricche, e con gli stranieri si è molto cortesi.

[Al concerto di Verona]

A Verona la nobiltà ha potuto organizzare appena dopo sette giorni [il 5 gennaio 1770] un concerto o accademia cui invitarci, perché tutti i giorni c’è l’opera. I “Cavaglieri” cui eravamo stati raccomandati sono il Marchese Carlotti, il Conte Carlo Emilij, il Marchese Spolverini, il Marchese Dionisio S. Fermo. Il Signor Conte Justi del Giardino, il Signor Conte Allegri. Eravamo sempre invitati dal signor Marchese Carlotti, come anche dal signor Loccatelli. Abbiamo pranzato due volte dal signor Marchese Carlotti, poi dal signor Conte Carlo Emilij, due volte dal signor Conte Justi, che ha un bel giardino e una galleria. Forse li trovi nelle descrizioni di viaggio di Kaysler. Ieri [6 gennaio 1770] abbiamo pranzato a casa del signor Loccatelli e oggi [7 gennaio 1770] c’è stata una gran confusione che ti devo raccontare in dettaglio. Per oggi eravamo invitati da un gentiluomo, il signor Ragazzoni.

{A Verona la nobiltà ha potuto organizzare appena dopo sette giorni un concerto (al quale eravamo stati invitati), perché tutti i giorni c’è l’opera. I “Cavaliere” cui eravamo stati raccomandati sono il Marchese Carlotti, il Conte Carlo Emily, il Marchese Spolverini, il Marchese Dionisio S. Fermo. Il Conte Giusti del Giardino, il Conte Allegri. Eravamo sempre invitati da Carlotti, come anche dal signor Locatelli. Abbiamo pranzato due volte dal primo, poi da Emily, due volte da Giusti, eccetera. Oggi [7 gennaio 1770] c’è stata una gran confusione. Eravamo invitati da un certo signor Regazzoni (Nissen, 158)}.

[Il ritratto souvenir]

L’esattore generale delle imposte di Venezia, il Signor Luggiatti, mi fece pregare dai “Cavaglieri” di consentire di fare ritrarre il Wolfgang. Questo è successo ieri mattina [6 gennaio 1770], e oggi [7 gennaio 1770], dopo la messa, ha dovuto posare per la seconda volta, e abbiamo dovuto mangiare sempre là. Il Signor Luggiatti si era recato personalmente dal signor Raggazzoni chiedendogli di cederci a lui. Sa pure a malincuore, egli dovette accondiscendere, perché Luggiatti a Venezia ha le mani dappertutto. Questa mattina [7 gennaio 1770], dopo la messa, dovevamo recarci dal signor Luggiati per un’altra seduta con il pittore prima di pranzo. Però è arrivato uno più forte, o più importante, ossia il Vescovo di Verona della casa Justiniani, il quale, per il tramite del signor Loccatelli, ci ha voluto invitare dopo la messa non solo a casa sua, ma addirittura a pranzo. Quando però ha saputo che si intendeva fare il ritratto al Wolfgang e che volevamo partire, accondiscese a lasciarci andare a pranzo dal signor Luggiatti, trattenendoci però da lui fin dopo l’una. Si procedette quindi a fare il ritratto del Wolfgang, e siamo andati a pranzare solo alle 3.

{L’esattore generale delle imposte di Venezia, il Signor Luggiatti, domandò a dei “Cavaliere” di consentire di far ritrarre il Wolfgang. Questo è successo ieri mattina, e oggi, dopo la messa, ha dovuto posare per la seconda volta. Il Signor Luggiatti chiese al signor Reggazzoni di cederci a lui. Egli dovette accondiscendere, perché Luggiatti a Venezia ha le mani dappertutto. Però è arrivato uno più importante, ossia il Vescovo di Verona della casa Giustiniani, il quale ci ha voluto invitare da lui non solo dopo la messa, ma addirittura a pranzo. Quando però ha saputo che volevamo partire, acconsentì a lasciarci andare a pranzo dal signor Luggiatti, trattenendoci però da lui fin dopo l’una. Il ritratto del Wolfgang fu quindi dipinto, e siamo andati a pranzare alle 3 (Nissen, 158)}.

[Nella chiesa di San Tommaso]

Dopo la tavolata, ci siamo recati alla chiesa di S. Tomaso per suonare sui due organi di questa chiesa [il 7 gennaio 1770]; e, sebbene questa decisione l’avessimo presa solo mentre pranzavamo e ne fossero a conoscenza tramite due biglietti soltanto il Marchese Carlotti e il Conte Pedemonte, ciò nonostante al nostro arrivo s’era raccolta in chiesa una tale folla che c’era poco spazio per scendere dalla carrozza. La calca era tale che siamo stati costretti a passare per il chiostro, dove però in un attimo ci corsero incontro così tante persone [“wo uns dann in einem Augenblicke so viele Menschen zuliefen”], che non avremmo potuto farci largo se i “Patres”, che già ci aspettavano alle porte del chiostro, non si fossero messi di mezzo. Quando la cosa è finita, lo strepito era ancora maggiore, perché ognuno voleva vedere il piccolo organista.

{Più tardi ci siamo recati alla chiesa di S. Tomaso per suonare sui due organi [“um dort auf zwey Orgeln zu spielen”]; e, sebbene questa decisione l’avessimo presa solo mentre pranzavamo e ne fossero a conoscenza tramite due biglietti soltanto il Marchese Carlotti e il Conte Pedemonte, al nostro arrivo era raccolta in chiesa una tale folla che c’era poco spazio per scendere dalla carrozza. La calca era tale che siamo stati costretti a passare per il chiostro, dove però in un attimo ci corsero incontro così tante persone [“wo uns dann in einem Augenblicke so viele Menschen zuliefen”], che non avremmo potuto farci largo se i “Patres”, che già ci aspettavano alle porte del chiostro, non si fossero messi di mezzo (Nissen, 158)}.

[In visita a Verona]

Appena abbiamo raggiunto la carrozza, ho lasciato che ci riaccompagnassero a casa; ho chiuso a chiave la stanza e ho cominciato a scrivere questa lettera. Ho dovuto liberarmi di tutti a forza, altrimenti non ci avrebbero mai lasciato in pace per il tempo necessario a scrivere . Domani andiamo con il signor Loccatelli a visitare l’Anfiteatro e altre curiosità della città, poi pranzeremo da lui, faremo quindi delle visite di congedo.

{Domani andiamo con il signor Locatelli a visitare l’Anfiteatro e altre curiosità (Nissen, 158)}.

[In partenza per Mantova]

Dopodomani faremo le valigie e mercoledì sera [10 gennaio 1770], con l’aiuto di Dio, partiremo per Mantova, che, sebbene vicina, è un piccolo viaggio invernale di una giornata a causa delle strade fangose.

[La scuola di violino]

Non sono arrivate lettere dal signor Lotter riguardo al fatto che abbia ricevuto puntualmente il danaro? Il signor Breitkopf di Lipsia non ha scritto se ha ricevuto i 100 libri? Sono stati inviati i libri a Vienna, e il signor Gräffer ha confermato che sono arrivati? Devi riferirmi in poche parole su tutte queste questioni.

[Geloni]

Anche a Salisburgo durante le festività natalizie è stato bel tempo e non ha fatto freddo? Ora però da 8 giorni abbiamo qui un freddo abbastanza forte. E pensa che ovunque pranziamo, nella sala da pranzo non c’è né un camino né una stufa. Le mani diventano spaventosamente nere-blu-rosse. Preferirei mangiare in una cantina. Un’altra volta mi soffermerò su questo tema, che è la nostra croce più grande. Devi scrivermi chiaramente come si prepara la pomata per le mani, forse ne avremo bisogno.

[Ultime raccomandazioni]

Nel frattempo impacchetta insieme 12 copie della Violinschule e mandale alla libreria di Joseph Wolf a Insprugg [Innsbruck]. Quello che dirige questa libreria di Insprugg [Innsbruck] si chiama, se non sbaglio, Felicius o Felicianus Fischer. Puoi informarti presso la stamperia di Mayr. Devi solo aggiungere un piccolo biglietto all’incirca così: Ricevete qui 12 copie della Violinschule, che da Verona mio marito mi ha dato incarico di mandarvi. Può tenerle in conto deposito come convenuto, e vendere ogni copia a 2 fiorini e 15 kreutzer di valuta tirolese, e per le copie vendute accrediterà a mio marito, nella stessa moneta, 1 fiorino e 45 kreutzer. Faccia l’annuncio nelle gazzette e addebiti questa spesa a mio marito. Ora il foglio è finito. Addio sono il tuo vecchio Mzt.


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Per il periodo dal 1781 in poi, la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Sitografia

Mozart Il flauto magico
www.mozartilflautomagico.it

Mozart La caduta degli dei
www.mozartlacadutadeglidei.it
www.mozartlacadutadeglidei.com

italianOpera
www.italianopera.org
www.italianopera.it

22 dicembre 1769

Lettera di Leopold Mozart da Bolzano a sua moglie a Salisburgo
(BD I, 150)

Di seguito è riportata in caratteri blu la lettera di Leopold Mozart del 22 dicembre 1769 tradotta dall’originale tedesco in Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen, mentre in rosso, tra parentesi graffe, è la traduzione del testo così come l’ha pubblicato Nissen nella Biografia di Wolfgang Amadeus Mozart. Il libro di Georg Nikolaus Nissen, curato in realtà da Constanze la vedova di Mozart, uscì postumo a Lipsia nel 1828 (vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase (Le) 2019).

Tra virgolette è il testo originale; tra parentesi quadre stanno le parti che abbiamo aggiunto, le quali comprendono i titoli dei paragrafi, e alcune spiegazioni di termini o parole; in coda alla lettera ci sono nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori.

[Da Bolzano]

Bolzano, 22 dicembre 1769

Ieri sera siamo felicemente arrivati qui a Bolzano. Oggi [22 dicembre 1769] ho consegnato le mie due lettere, e ho pranzato verso mezzogiorno dal signor Kurzweil; domani siamo invitati a mezzogiorno dal signor Stockhammer, al quale ci ha raccomandati il signor Ranftl. Stasera andiamo dal signor Antoni Gummer. Se restiamo qui per Natale, o se partiamo già domani sera, non so neanche io. Intanto credo che la cosa migliore da fare sia scrivermi a Roveredo [Rovereto], dove poi mi presenterò alla Posta.

[Come i soldi falsi]

Io lascio comunque le mie disposizioni e il mio nome in tutti gli uffici della Posta, sicché ormai mi conoscono dappertutto come i soldi falsi [“wie das bese [böse] Geld”]. Grazie a Dio, siamo in buona salute. Ecco un foglio della gazzetta di Innsbruck.

[La gazzetta di Innsbruck]

[Il testo è riportato nel primo volume della biografia di Mozart di Otto Jahn, il quale dice d’averlo preso indirettamente dalla collezione di Aloys Fuchs)].

Venerdì 14 del corrente mese [la data è sbagliata perché il 14 dicembre era un giovedì e i Mozart sono giunti a Innsbruck alle 17:30 circa di venerdì 15 dicembre] sono arrivati qui all’albergo della Croce Bianca il signor Leopold Mozart, Kappelmeister del Principe di Salisburgo [Leopold non era Kapellmeister], e suo figlio signor Wolfgang Mozart, attualmente Maestro dei concerti di Sua Altezza di Salisburgo, il quale è già famoso dall’età di sei anni per la sua straordinaria scienza musicale presso la Corte Imperiale e presso le altre corti, come in Inghilterra, Francia, Olanda e in tutto l’Impero Romano”.

{La Innsbrucker Zeitung del 18 dicembre 1769 contiene il seguente articolo riguardante il sopracitato concerto [Il foglietto è perduto e Nissen pare esserne l’unica fonte. L’articolo si riferisce al concerto di cui parla Leopold nella lettera del 17 dicembre 1769]. Il 14 di questo mese è arrivato qui il signor Leopold Mozart, Kappelmeister del Principe di Salisburgo, con il suo figliolo signor Wolfgang Mozart, attuale Konzertmeister di Sua Altezza a Salisburgo, il quale s’è già reso celebre dall’età di sei anni presso molte corti e in tutto il Romano Impero per la straordinaria scienza musicale (Nissen, 157)}.

“Ieri è stato invitato a un concerto organizzato dall’alta nobiltà, durante il quale ha dato splendida prova delle sue eccezionali capacità. Il giovane musicista, che ora ha 13 anni, ha aggiunto anche qui lustro alla sua fama, e grazie allo straordinario talento ha messo d’accordo nel lodarlo tutti i conoscitori di musica. Domani riprenderà il suo viaggio verso l’Italia [il testo è riportato nel primo volume della biografia di Mozart di Otto Jahn, il quale dice d’averlo preso dalla collezione di A. Fuchs]”.

{Ieri è stato invitato a un concerto organizzato dall’alta nobiltà, durante il quale ha dato splendide prove delle sue speciali capacità. Questo giovane musicista, che ora ha 13 anni, ha dunque aggiunto anche qui nuovo lustro alla sua fama, e con il suo straordinario talento ha messo d’accordo tutti i conoscitori di musica nel tessere le sue lodi (Nissen, 157)}.

[Saluti]

Spero che tutte e due, Dio sia lodato, stiate bene. Rendete i nostri omaggi a tutti i buoni amici e porgete le mie rispettose scuse alla signora von Robini; perché non ho potuto scriverle per il suo onomastico, visto che dovevo partire da Innsbruck, e solo durante il viaggio ho scoperto sul calendario che Vittoria è il 23. Spero che voi due abbiate posto rimedio a questo mio errore. Scrivo queste righe in fretta e sono il vecchio
Mztmpa
Io e il Wolfgangerl vi baciamo 1000 volte.
Il signor Kurzweil si raccomanda.


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Per il periodo dal 1781 in poi, la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
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Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
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Mozart Il flautro magico

Sitografia

Mozart Il flauto magico
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17 dicembre 1769

Lettera di Leopold Mozart da Innsbruck a sua moglie a Salisburgo
(BD I, 149)

Di seguito è riportata in blu la lettera di Leopold Mozart del 17 dicembre 1769 tradotta dall’originale tedesco che sta in Wilhelm A. Bauer e Otto Erich Deutsch, Mozart Briefe und Aufzeichnungen, mentre in rosso tra parentesi graffe è la traduzione del testo come l’ha pubblicato Nissen nella Biografia di Wolfgang Amadeus Mozart. Il libro di Georg Nikolaus Nissen, curato in realtà da Constanze la vedova di Mozart, uscì postumo a Lipsia nel 1828 (vedi Luca Bianchini, Anna Trombetta, Mozart La costruzione di un genio, Youcanprint, Tricase (Le) 2019).

Tra virgolette è il testo originale come è nella lettera; tra parentesi quadre stanno le parti aggiunte da noi, che comprendono i titoli dei paragrafi, o alcune spiegazioni di termini o parole; in coda alla lettera ci sono nostri eventuali commenti e gli interventi dei lettori.

[da Innsbruck]

[Innsbruck,] La notte di domenica, penso il 17 dicembre 1769, perché non ho più il calendario di quest`anno.
{Innsbruck, il 17 dicembre 1769 (Nissen, 156)}

Sua Eccellenza il conte Spaur (fratello del nostro Canonico del duomo di Salisburgo), dopo che mi ero fatto annunciare dal mio domestico a giornata, non solo ha mandato subito il suo servo a darmi il benvenuto e comunicarmi che la sua carrozza ci porterà da lui nel pomeriggio di sabato alle 2, ma mi ha accolto lui e sua moglie con gentilezza, mettendomi a disposizione la carrozza,  che poi ho usato.
{Il conte Spaur ci ha accolti benissimo, e ci ha fatto venire a prendere in carrozza. (Nissen, 156)}

[Invito al concerto]

La domenica mattina ho ricevuto da lui un biglietto di invito per la sera alle 5, a un concerto organizzato a casa di Sua Eccellenza il conte Leopold Künigl. Ho approfittato intanto della sua carrozza, andando due volte da von Kalckhammer e poi dal barone Cristani, chiacchierando di ogni genere di cose per tre quarti d`ora, quindi da Sua Eccellenza il barone Enzenberg e alle 5, per finire, al concerto.
{Siamo stati subito invitati a un concerto organizzato a casa del conte Leopoldo Künigl… (Nissen, 156)}

Lì hanno mostrato a Wolfgang un concerto molto bello, che ha suonato a prima vista.
{…nel corso del quale hanno regalato a Wolfgang un bel concerto, che lui ha suonato a prima vista. (Nissen, 156)}

[Ringraziamenti e scuse]

Come al solito siamo stati accolti con tutti gli onori e poi Sua Eccellenza il conte Spauer ci ha riaccompagnato di persona a casa. Siamo insomma del tutto soddisfatti.
{…Come al solito ci accolgono con tutti gli onori e ci hanno ricompensato con 12 ducati. Insomma, siamo del tutto soddisfatti. (Nissen, 156)}

Penso che farò i bagagli domani e che non ci vorrà troppo tempo, perché non ho tolto molte cose; e martedì [19 dicembre 1769], a Dio piacendo, conto di partire. Porgi i miei rispettosi ringraziamenti a von Schidenhofen per la lettera di raccomandazione che ha inviato, e per le scuse che ha fatto a nome mio, e che era mio dovere fare.

Nel salutarlo, ringraziate da parte mia il signor maggiore. Scriverò io stesso a von Schidenhofen quando ne avrò il tempo. Spero che voi tutti siate in salute, scriverò nuovamente da Botzen [Bolzano]. Devi conservare tutte le lettere. Ho lasciato apposta a casa le parti staccate dell`opera assieme alle parti dei violini, prendendo solo la partitura. Abbiamo dimenticato però alcune arie per il Wolfgang. Non fa nulla, perché di Arie ce ne vengono proposte abbastanza [“Die Partes v der opera habe mit fleiß sammt den Violinstimmen zu Hause gelassen, und nur die Spartitur mitgenommen. wir haben aber einige Arien für den Wolfg: vergessen; es macht nichts, wir bekommen Arien genug“].

[Visita del signor Attems]

Arriverà a Salisburgo, insieme alla moglie, un certo conte Attems, col quale ci siamo intrattenuti qui, il quale ha studiato molti anni fa a Salisburgo, e che è una mia vecchia conoscenza. Verrà forse a trovarvi per sentire Nannerl suonare. Baciamo te e Nannerl migliaia di volte. Addio! Saluti a tutti i buoni amici e alle care amiche. Io rimango il vecchio Mozart.

<il dono è stato di dodici ducati> [in codice è scritto “duo rlgmr wmeln zwlni dhgmttln” <“das regal waren zwelf dugatten”>]


Bibliografia

Riguardo agli anni dal 1756 al 1781:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Per il periodo dal 1781 in poi, la musica da camera e le opere vocali:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Per tutto ciò che segue il 1791, e il catalogo tematico delle opere di Mozart:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Sui rapporti con la massoneria, gli illuminati di Baviera e le altre sette esoteriche:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

Sitografia

Mozart Il flauto magico
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Mozart La caduta degli dei
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italianOpera
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www.italianopera.it

Intervista a Radio Vaticana

I quartetti di Mozart

Disponibile da stasera, 15 luglio 2019, l’intervista di Luigi Picardi ai musicologi Luca Bianchini e Anna Trombetta. Puoi ascoltarla on line dalle 20.30 sul canale YouTube italianOpera, o nella pagina facebook di Mozart La caduta degli dei.

Tema della serata La musica da camera di Mozart e in particolare i suoi quartetti.

Intervista a Radio Vaticana - I quartetti di Mozart. Nella foto Luigi Picardi  e i musicologi Luca Bianchini e Anna Trombetta
Luigi Picardi intervista Luca Bianchini e Anna Trombetta
nel programma l’Arpeggio su Radio Vaticana

i 23 quartetti per archi di Mozart

Mozart è per molti un punto di riferimento per i quartetti per archi, ma i suoi 23 quartetti, il primo K.80 del 1770 e l’ultimo K.590 del 1790 sono eterogenei. In mezzo ci sono i quartetti milanesi, viennesi e i 6 dedicati a Haydn. Mozart, per scriverli, attinse a compositori italiani importanti.

Anna Trombetta spiega perciò il contesto musicale, e parla dei quartetti di Ferrari, Pugnani, Celoniati, Francisconi, Lidarti, Latilla, Tartini, accanto a quelli di musicisti più famosi come Galuppi, Giordani e Boccherini, il quale inaugura il quartetto solistico. Nei suoi lavori il violino prevale sugli altri strumenti che si alternano nel discorso musicale con parti indipendenti. L’idea che le scuola tedesca sia preminente è infatti frutto della propaganda nazionalistica dell’Ottocento, smentita dall’immensa produzione italiana.

milanesi e prussiani

Dei quartetti mozartiani, quello di Lodi non è stato composto in una sera come si racconta, e a crearlo ci ha messo mano anche il padre. I quartetti milanesi catalogati dal K.155 al K.160 sono definiti quartetti divertimento, e i musicologi Bianchini e Trombetta spiegano il perché.

Quelli milanesi sono in bella copia, e come al solito papà Leopold interviene a sistemare. Sono detti milanesi ma non rispecchiano lo stile italiano. Dello stesso periodo ce ne sono di ben più significativi, ad esempio quelli di Giuseppe Cambini, attivo a Parigi, del quale s’ascolterà lo scherzo del quartetto in si minore n.3. La musica è confrontata con il quartetto in re maggiore n.2 K.155.

il linguaggio di Cambini e di Sacchini

Il linguaggio di Cambini è rivoluzionario, rispetto anche ai quartetti che i Mozart hanno scritto negli anni successivi. Cambini non è l’unico autore di quartetti noto ai tempi, ce ne erano altri come Antonio Sacchini. In Mozart La caduta degli dei se ne parla. I suoi quartetti dell’Opera 2 sono quanto di più mozartiano si possa immaginare, anzi sarebbe più giusto dire che le opere di Mozart sono sacchiniane, perché i lavori di Sacchini sono degli anni 1760.

Dall’ascolto del quartetto di Sacchini in la maggiore, op.2 n.6: II, Fuga: Allegro spiritoso, si passa ai quartetti viennesi di Mozart, ad esempio il K.173, del quale i due musicologi tracciano la storia.

Viotti

Mozart nel 1785 dice d’avere scritto i quartetti viennesi 15 anni prima, ma in realtà sono del 1773. Non hanno nulla di viennese. Quando quei 6 quartetti furono stampati, erano più arretrati di quelli dedicati ad Haydn. Già s’erano affacciate allora sulla scena europea le figure di Viotti e di altri compositori italiani all’avanguardia rispetto alle retrovie tedesche. Dopo che Mozart e Haydn, campioni del cosiddetto classicismo viennese, abbandonarono momentaneamente il campo, dominavano ancora gli italiani che sperimentarono nuove combinazioni formali. Sono loro a rappresentare la scuola quartettistica europea. Quando Mozart e Haydn ripresero a scrivere i quartetti, cercando di imitarli, Viotti ne sfornò di nuovi e originali secondo un gusto romantico. Di Viotti s’ascolta in trasmisisone il quartetto in la maggiore: I, Allegro moderato.

tastierista o quartettista

Mozart impiegò più di 2 anni a comporre i quartetti dedicati ad Haydn, e desta impressione il K.465 detto “delle dissonanze”, Paragonarlo come fa qualcuno ai pezzi di Schönberg non ha senso, significa porsi al di fuori della storia. Il quartetto delle dissonanze K.465 fu eseguito da Haydn alla presenza di un principe, che si imbestialì al punto di strappare i fogli di musica e insultare gli esecutori accusandoli d’essere degli incapaci. Sarti scrisse che ci sono lì così tanti errori che lo scrittore “che io non conosco e che non voglio conoscere non è niente altro che un tastierista dalle orecchie guaste che non si preoccupa del contrappunto. Può forse una mente sana fare entrare il primo violino in modo così stonato come nella seconda e sesta battuta del primo movimento. Il compositore lo ha fatto per coprire il suonatore di infamia. Musica da tapparsi le orecchie!”.

Giuseppe Sarti era un grande. Di lui ascolteremo la Fuga e il Finale dell’Oratorio russo, e per par condicio il quartetto delle dissonanze in re maggiore K.465: I, Adagio, Allegro. I quartetti prussiani a quanto avete scritto prussiani non sono. Quali sono stavolta le difficoltà che ci pongono?

La dedica al re di Prussia

Per finire, si parla dei quartetti prussiani che, spiegano Bianchini e Trombetta, dovrebbero essere 6 e invece sono solo 3, dovrebbero essere unitari e invece sono eterogenei, dovrebbero essere dedicati al re di Prussia e invece non è vero. Il re di Prussia, quando Mozart si revò da lui, non sapeva neppure chi fosse, e affidò l’incarico di parlargli al suo direttore di musica da camera Duport, che lo lasciò alla porta.

Radio Vaticana propone all’ascolto le 9 variazioni di Mozart su un Minuetto di Duport in re maggiore K.573, e i musicologi spiegano ciò che accadde in seguito, e perché il catalogo personale delle opere di Mozart è falso.

Confronto tra Mozart e Boccherini

La puntata si chiude con il quartetto K.575 in re maggiore: III, Minuetto, di Mozart confrontato con uno di Luigi Boccherini scritto un anno prima di Mozart. Qui la forma è elaborata, molto più complessa. La sensazione è d’essere già in pieno romanticismo.

Radio Vaticana, 15 luglio

I quartetti di Mozart, intervista di Luigi Picardi a Luca Bianchini e Anna Trombetta

Lunedì 15 luglio sarà disponibile on line l’intervista di Luigi Picardi ai musicologi Luca Bianchini e Anna Trombetta, autori del libro Mozart la caduta degli dei. Potrai ascoltarla dalle 20.30 sul canale YouTube italianOpera, o nella pagina facebook di Mozart La caduta degli dei.

Tema della serata la musica da camera di Mozart e in particolare i suoi quartetti.

Luigi Picardi, Luca Bianchini e Anna Trombetta a Radio Vaticana

i quartetti per archi

Mozart ha scritto 23 quartetti, il primo K.80 è del 1770 e l’ultimo K.590 del 1790. Sono pezzi eterogenei. Quello di Lodi non è stato composto a Lodi in una sera, e ci ha messo mano anche il padre. I 6 milanesi K.155-K.160 sono invece quartetti divertimento. Al solito papà Leopold ha aiutato il figlio a sistemarli. Non rispecchiano lo stile italiano, e nello stesso periodo ce ne sono di ben più significativi, ad esempio quelli di Cambini. Il linguaggio del Maestro italiano è rivoluzionario rispetto anche ai quartetti che Mozart ha scritto dopo.

I quartetti viennesi sono del 1773 e non hanno nulla di viennese. Al momento d’andare in stampa erano più arretrati di quelli dedicati ad Haydn. Dopo che Mozart e Haydn abbandonarono momentaneamente il campo, dominarono gli italiani, e quando ripresero a scriverne, Viotti ne sfornò di nuovi e di gusto romantico.

Mozart quartettista

Mozart impiegò qualche anno a comporre i quartetti dedicati ad Haydn. Paragonare il K.465 detto “delle dissonanze” a Schönberg significa porsi al di fuori della storia. Sarti, che è contemporaneo di Mozart, scrisse che ci sono in quel pezzo così tanti errori, che il compositore “che io non conosco e che non voglio conoscere non è niente altro che un tastierista dalle orecchie guaste che non si preoccupa del contrappunto. Può forse una mente sana fare entrare il primo violino in modo così stonato”.

La dedica inventata

I quartetti prussiani dovrebbero essere dedicati al re di Prussia e invece non è vero. Quando Mozart si recò dal sovrano, lui non sapeva neppure chi fosse, e il suo direttore di musica Duport lo mise infatti alla porta, facendo infuriare Mozart.

Non mancate lunedì 15 luglio 2019 all’appuntamento per ascoltare la puntata dedicata a Mozart e ai suoi quartetti per archi.

Mozart il semidio dell’impero d’Asburgo

Sui libri del primo Ottocento, l’idea dei classici Haydn, Mozart, Beethoven fu coltivata per ogni dove con intenti extra-musicali. Mozart era presentato dai filoaustriaci come esempio e modello classico da seguire. Il compositore Ferrari ancora nel 1830 guardava con nostalgico rimpianto all’impero di Giuseppe II. Dopo aver dedicato spazio nei suoi libri a difendere la lingua tedesca, dolce ed espressiva, stimolava i giovani a seguire senza indugio Mozart, che egli, sentendosi parte dell’Impero austriaco, considerava un semidio.


Mozart fu considerato da alcuni il semidio dell'Impero d'Asburgo
L’Impero d’Austria

Accanto ai sostenitori ed estimatori degli occupanti austriaci, c’era chi faceva opposizione all’Austria, comunicando attraverso la musica lirica le proprie aspirazioni alla libertà. Non per nulla le Società carbonare italiane, che si opporranno agli stranieri, nacquero presso i teatri e i Conservatori di musica. Bellini ad esempio aderì alla Carboneria e rischiò per questo d’essere arrestato.


La società segreta dei carbonari



La musica riflette la cultura, politica, la storia, la società del proprio tempo. La produzione operistica italiana di fine Settecento è strettamente legata alle insurrezioni e alle reazioni contro la dominazione asburgica. Domenico Cimarosa (1749-1801), arrestato, condannato a morte, poi graziato e infine esiliato, si dice sia morto avvelenato dai sicari di Maria Carolina d’Asburgo-Lorena (1752-1814).


Maria Carolina d’Asburgo-Lorena

Mozart la caduta degli dei, novità dell’anno, l’unica biografia di Mozart che ti dice le cose come stanno. https://www.amazon.it/Mozart-caduta-degli-Luca-Bianchini/dp/8892602756/

K 302, una Sonata parigina ma non troppo

Sonata per cembalo con accompagnamento di violino

Sonata K 302 per cembalo e violino d’accompagnamento n. 19 in mi bemolle maggiore
Allegro in mi bemolle maggiore;
Rondò: Andante grazioso in mi bemolle maggiore.

Le Sonate K 301 (293a), K 302 (293b), K 303 (293c), K 304 (300c), K 305 (293d), K 306 (300l) sono giunte sino a noi conservate in manoscritti che qualcuno, non si sa chi, ha rilegato nell’Ottocento. L’autografo delle Sonate è ora in una collezione privata americana. Sul primo foglio della raccolta, in alto a sinistra, si legge scritto in matita: “Six Sonates manuscrites et autographes / de W. A. Mozart” (Sei Sonate manoscritte e autografe / di W. A. Mozart) e a destra, sempre in alto, “Composées à Paris. / en 1778″ (Composte a Parigi nel 1778).

L’autografo della Sonata K 302

Prima del collezionista americano, a possedere l’autografo fu il Barone Ernouf a Parigi, che a sua volta aveva acquistato il manoscritto della K 302 dalla vedova dell’editore Sieber. Sul primo foglio della Sonata Mozart non ha scritto nulla, tranne (se la mano è la sua) il titolo “Sonata II”. La scritta è centrata in alto.

Invece, sul primo foglio della raccolta, a destra in alto Mozart ha forse aggiunto “a Parigi”.

La Sonata K 302 non è stata scritta a Parigi

Sieber pubblicò la Sonata K 302 proprio a Parigi, ma la Sonata non è stata scritta in Francia. Mozart l’aveva portata con sè da Mannheim già completa!

L’edizione Sieber

La prima edizione uscì nel 1779: “Six Sonates / Pour Clavecin Ou Forté Piano / Avec Accompagnement D’un Violon / Dediées A Son Altesse Serenissime Electorale / Madame l’Electrice Palatine / par / Wolfgang Amadeo Mozart fils. / Oeuvre Premier.
/ A Paris Chez le Sr. Sieber, Editeur de Musique, rue St. Honoré à l’Hôtel d’Aligre Ancien Grand Conseil
“.

Scarica l’edizione Sieber delle Sonate (prima edizione del 1779 conservata alla Biblioteca Gallica di Parigi)

immagine di un documento pdf

Dubbi sull’autografo

Le Sonate dalla K 301 alla K 306 sono in autografo, ma non c’è la firma di Mozart. La musica non è datata; si tratta di una bella copia che sottintende un antigrafo, ossia un manoscritto dal quale Mozart ha copiato; l’indicazione di Parigi come luogo di composizione, almeno per la K 302 è sbagliato.


Per cembalo e non per pianoforte

Nella raccolta stampata è scritto che le sei Sonate sono per clavicembalo o in alternativa per forte piano con accompagnamento del violino. Sull’autografo della prima però è scritto espressamente “cembalo”. Il violino accompagna, e il cembalo la fa ancora da padrone; quindi è pretenzioso ribattezzare il pezzo “Sonata per violino e pianoforte”. La prima delle Sonate che appartiene a questa raccolta di sei, non era stata pensata oltretutto per il violino, ma per il flauto traverso. Nella K 301 c’è difatti questa precisazione: Mozart ha scritto “flauto traverso”, poi qualcuno ha cancellato e riscritto “violino”.


Composta a Mannheim

La Sonata K 302 era stata scritta prima, a Mannheim, nel febbraio del 1778. Mozart stava allora lavorando alla commissione del flautista dilettante olandese De Jean. Nella lettera del 14 febbraio 1778, un mese prima di raggiungere Parigi, Mozart scrisse a suo padre d’aver fatto qualcos’altro “tanto per cambiare”, cioè “dei duetti con la tastiera e il violino, e altro per la messa”.
Era risoluto a lavorare a questi duetti per tastiera “in modo da poterli stampare”. [BD II, 423]
Quest’ultima intenzione non fu mai realizzata, perché il 28 febbraio Mozart disse che “delle 6 Sonate per cembalo, ne ho ancora 2 da scrivere (la quarta e la sesta), ma non ho fretta, perché non posso averle incise qui; … l’incisore di rame non farà il lavoro a sue spese; vuole metà delle mie entrate. Quindi preferisco farle incidere a Parigi”. [BD II, 431]


Altri problemi a Parigi

A Parigi Mozart doveva aspettarsi però altri inghippi. Quando arrivò in città, la Sonata K 302 era già finita insieme alle altre tre di Mannheim K 301, K 303, K 305. All’inizio dell’estate egli completò le rimanenti due Sonate, la K 304 e la K 306, per formare un ciclo di Sei pezzi, ma non trovò un editore a Parigi che fosse disposto a inciderle, almeno alle sue condizioni.
La morte della madre ai primi di luglio del 1778 non c’entra probabilmente nulla con l’altra Sonata K 304 in mi minore, come si racconta.
Finalmente, Il 20 luglio Mozart informò suo padre che “le mie Sonate saranno presto incise, ma fino ad ora nessuno è stato disposto a darmi quello che chiedevo: alla fine dovrò cedere”. [BD II, 466]


Cacciato da Parigi

L’edizione Sieber è del 1779, quando Mozart è già lontano dalla capitale. Fu costretto a lasciare Parigi alcuni mesi prima, a settembre. E chi ha controllato le bozze dell’edizione delle Sonate? Lui no di certo.

Sieber aveva deciso di far stampare le Sonate quando si era già in tarda estate. L’incisione non era ancora finita quando Mozart fu caricato sulla prima diligenza, costretto a lasciare Parigi nel peggiore dei modi. La sua musica fu quindi pubblicata senza che lui potesse controllarla. Andandosene via da Parigi, s’era però portato una copia delle Sonate da presentare a Monaco alla dedicataria Elisabeth Auguste von Sulzbach del Palatinato. Da qui il nome “palatine” attribuito a queste sei Sonate.

veduta di Parigi negli anni 1770, dieci anni prima che Mozart vi pubblicasse la Sonata K 302
veduta di Parigi negli anni 1770

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Quel che dice Köchel

Köchel: Sonata per cembalo con accompagnamento di violino, K 302
Köchel: Sonata per cembalo con accompagnamento di violino, K 302

Ulteriori notizie puoi trovarle nel libro Mozart la caduta degli dei e Mozart La caduta degli dei Parte seconda di Luca Bianchini, Anna Trombetta, 2016-2017, dedicato alla vita e alle opere di Mozart.

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei Parte prima

Editore: Youcanprint
Pagine: 458, Brossura
ISBN: 978-8892602755
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte prima

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart la caduta degli dei – Parte seconda

Editore: Youcanprint
Pagine: 490, Brossura
ISBN: 978-8892653399
(continua…)

Mozart la caduta degli dei Parte seconda

Riguardo agli anni 1784-1791, e alla mitizzazione di Mozart seguita alla sua morte vedi Mozart La costruzione di un genio:

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart La costruzione di un genio
Editore: Youcanprint
Pagine: 146, Brossura
ISBN: 978-8831632010
(continua…)

Per gli aspetti massonici e illuminati dei lavori mozartiani vedi anche Mozart Il Flauto magico di Luca Bianchini, Anna Trombetta, 2018.

Luca Bianchini, Anna Trombetta
Mozart Il flauto magico
Editore: Youcanprint
Pagine: 318, Brossura
ISBN: 978-88-27826-52-2
(continua…)

Mozart Il flautro magico

La stampa

Rivista Episteme

Fedele al proposito di richiamare l’attenzione dei lettori su testi al di fuori della divulgazione mediatica delle case editrici maggiori, ma la cui conoscenza fa davvero crescere in consapevolezza ogni intelletto “indipendente”, Episteme si occupa di un saggio certamente meritevole del più alto apprezzamento, sia per contenuto che per metodo (al termine della lettura si resta viepiù confermati nella persuasione che, nonostante tanti lavori accademici sfornati da un esercito di “professori” specificamente retribuiti, certe “verità ” storiche non siano state neppure sfiorate, e che quindi, attenendosi all’opinione comune, si corre il rischio di “non capire proprio niente”)”

logo-header “La Jupiter, la Haffner, la Posthorn, la Parigi, la Praga. Sono tra le sinfonie di maggior successo di Wolfgang Amadeus Mozart. Ma che potrebbero non essere di Mozart. Almeno secondo due ricercatori italiani e studiosi della Wiener Klassik, Luca Bianchini e Anna Trombetta. [Continua la lettura]
(Il Fatto Quotidiano, articolo di Fabrizio Basciano, aprile 2016)
I musicologi Luca Bianchini e Anna Trombetta sono stati intervistati dalla Radio Svizzera Italiana durante la conferenza tenuta alla villa Quadrio di Sondrio su Mozart la caduta degli dei e sul fondo musicale da loro ritrovato a Roma, presentato lo scorso mese a Roma presso la Camera dei Deputati. L’intervista è andata in onda nella trasmissione Soggetti Smarriti della RSI.
(Oggetti smarriti, 29 novembre 2016)
I musicologi Luca Bianchini e Anna Trombetta hanno pubblicato una avvincente biografia critica che ridimensiona la divinizzazione di Mozart tanto cara dall’ideologia germano-centrica. Ecco l’intervista che Roberto Mori ha fatto ai due musicologi.

(Articolo di Roberto Mori, 1 novembre 2016)

“… Ma la sorpresa è arrivata alla fine, in cauda venenum, con la presentazione del libro di Luca Bianchini e Anna Trombetta, due musicologi di Sondrio, sollecitati da Detty Bozzi, storica della musica. Con una documentata ricerca contenuta nel libro “Mozart. La caduta degli dei” hanno affermato che Leopold Mozart e suo figlio Amadeus non erano in fondo dei grandi musicisti ma dei millantatori oltre che degli impostori. Il secondo, in particolare, avrebbe primeggiato nell’assemblare il lavoro scopiazzato da altri musicisti meno noti. Inutile dire che il libro dei coniugi Bianchini solleverà un vespaio di polemiche nel mondo della musica, accademico e non. …”
(PugliaLive, articolo di Piero Caringella, Bari, 9 novembre 2016)
I musicologi Luca Bianchini e Anna Trombetta sono stati intervistati dalla Radio Vaticana su Mozart la caduta degli dei e sul fondo musicale da loro ritrovato a Roma, presentato lo scorso mese a Roma presso la Camera dei Deputati. L’intervista è andata in onda nel notiziario di Radio Vaticana.
(Radio Vaticana, Roma, 7 novembre 2016)
Vito Mirizzi illustra con dovizia di particolari il programma delle due giornate del Festival del libro “Sonar leggendo” di Triggiano vicino a Bari, nel corso del quale è stato presentato il libro Mozart la caduta degli dei.
(La Gazzetta del Mezzogiorno, 23 novembre 2016)
I musicologi Luca Bianchini e Anna Trombetta, con la nuova biografia “Mozart la caduta degli dei”, in vetta alle classifiche di vendita, sconvolgono il mondo musicale con un’analisi rigorosa delle fonti, indispensabile per conoscere la vita e le opere del compositore.

“La biografia di Mozart ha sempre avuto l’aspetto di una favola, e questo lavoro è il più lontano dal leggendario e dall’agiografico che mai sia stato scritto” (Marcello Piras). [Continua la lettura]

(Varesepress, 26 febbraio 2017)

Quirino Principe
Il Sole 24 Ore, inserto, domenica 21 aprile 2002. n. 107″Le cifre attraverso le quali la musica si svela sono primariamente forme e simboli, ma c’è una scrittura che descrive la natura storica della musica: i documenti, le connessioni, le scoperte e talora la scoperta casuale e decisiva: …  La partitura è stata scoperta da due giovani musicologi … laureati alla scuola di paleografia e filologia musicale di Cremona. … Molte novità , innumerevoli curiosità svelate per la prima volta, molte speranze per la futura musicologia italiana”. [Continua la lettura]
Alberto Basso
“Infiniti sono i misteri e i segni della musica. Quando sembra che tutto sia stato catalogato, vagliato e verificato può succedere che una scoperta … rivoluzioni le acquisizioni consolidate da lungo tempo, un modo di pensare, forse anche una stagione della storia … In questo campo, armati dell’entusiasmo proprio di chi esplora nuovi mondi ed è cosciente di lasciare un segno di non comune valore, si sono inoltrati gli scopritori di quella partitura, Anna Trombetta e Luca Bianchini, avviando una ricerca ad ampio raggio”. [Continua la lettura]
Leonardo Sola
Goethe, Mozart e Mayr fratelli illuminati: un saggio di musicologia politica
Sinergie, febbraio 2002
“L’opera di Bianchini e Trombetta costituisce a un tempo un punto di arrivo e di partenza per la musicologia contemporanea, anche per l’uso intelligente degli strumenti della ricerca storica, strategicamente coniugati ad un’acuta analisi del testo musicale”. [Continua la lettura]
Goethe, Mozart e Mayr
“Con il loro volume Goethe, Mozart e Mayr fratelli illuminati Luca Bianchini e Anna Trombetta hanno dimostrato di non essere soltanto dei musicologi rigorosi e appassionati, ma anche degli storici. è infatti un lavoro – risultato di ricerche condotte in diversi anni – in cui si intrecciano musica, storia e politica. In esso si pone un particolare accento e si riserva attenzione al movimento degli illuminati, cui aderirono i tre e le cui opere risentiranno marcatamente di quella dottrina. … Forte attenzione è riservata anche al Flauto magico di Mozart in cui si riscontra pure un sottofondo di ispirazione illuminata. … Ci troviamo insomma di fronte ad un lavoro che apre pagine inedite e sconosciute dell’arte e della storia a cavallo tra Settecento e Ottocento” (articolo su La Provincia di Sondrio, Giancarlo Grillo, aprile 2002)
Rivista Episteme

Fedele al proposito di richiamare l’attenzione dei lettori su testi al di fuori della divulgazione mediatica delle case editrici maggiori, ma la cui conoscenza fa davvero crescere in consapevolezza ogni intelletto “indipendente”, Episteme si occupa di un saggio certamente meritevole del più alto apprezzamento, sia per contenuto che per metodo (al termine della lettura si resta viepiù confermati nella persuasione che, nonostante tanti lavori accademici sfornati da un esercito di “professori” specificamente retribuiti, certe “verità ” storiche non siano state neppure sfiorate, e che quindi, attenendosi all’opinione comune, si corre il rischio di “non capire proprio niente”)”


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